SOMMARIO RASSEGNA STAMPA

IL MITO DI DARWIN?
LASCIAMOLO ALLE SCIMMIE


«CREDERE IN DIO 0 NEGLI APOSTOLI DELL'EVOLUZIONISMO, QUESTO È IL PROBLEMA VERO DELLA NOSTRA CIVILTÀ»:
UNA SOCIOLOGA CONTROCORRENTE NEL SUO NUOVO, APPASSIONATO PAMPHLET RILANCIA IL DIBATTITO E DIFENDE IL NEOCREAZIONISMO. ECCO UN ESTRATTO «CHIAVE»

di Rosa Auieroni (Corriere-Magazine n°46 2007)


darwindayDarwin crea il mito della scimmia, e ne fa un Totem, cioè l'antenato dell'umanità.
Pochi si rendono conto che l'icona dello scimmione che si gratta la testa, lentamente avrebbe tentato di rimpiazzare quella della stella di Davide e del crocifìsso. Ed ora, grattandosi la fronte, si arrovella sul come spodestare anche la mezzaluna islamica.
Il Totem nascosto fra le pagine dei libri di testo, adottati nelle scuole di tutte le nazioni appartenenti alla civiltà ebraico-cristiana, si sarebbe installato giorno dopo giorno nelle menti delle generazioni del XX secolo, con il beneplacito dei genitori, troppo occupati ad inseguire il progresso scientifico e il benessere per comprenderne le conseguenze. Poi, in soccorso alla scuola, accorre la televisione con le immagini, con i reportage sugli animali, esaltandoli, parificandoli di contrabbando all'essere umano.

Proprio grazie al suo ingresso lento e graduale nella cultura, nascosta sotto la maschera della scienza dell'evoluzione, la scimmia è riuscita ad assistere indisturbata alla sconfitta del nazismo,allo sbarco dell'uomo sulla luna e al crollo del comunismo. Le immagini di Robespierre e di Hitler sono state calpestate, quella di Marx messa in soffitta, mentre quella della scimmia continua a campeggiare su tutti i media dell'era della globalizzazione. E nelle scuole della civiltà cristiana girano con naturalezza libri dal titolo: Le orìgini dell'uomo e l'evoluzione culturale.
Già questo titolo, preso ad esempio, ci indica che il mito ne ha fatta di strada: oggi, nelle scuole, non si mette più in discussione la provenienza dell'essere umano dalla scimmia, ma è la mentalità collettiva che viene sollecitata ad evolvere, a cambiare sino ad aderire completamente al mito. E alla adorazione di Charles Darwin.
Infatti all'inizio del terzo millennio, per annunziare al mondo la buona novella della vittoria del mito darwiniano, i seguaci hanno dedicato un giorno dell'anno al suo creatore, il Darwin day, il natale del dio dell'evoluzionismo ateo.

IL RISVEGLIO DEI CREDENTI

Ma è stata proprio l'imponenza del mito della scimmia a scuotere la gente comune. Come accade ai soldati quando vengono svegliati nel cuore della notte dall'allarme, i cristiani credenti e gli ebrei ortodossi si sono attrezzati per la difesa. Anzi, per la guerra, perché di guerra trattasi ormai, dove si scontrano credenti e atei difensori dell'identità ebraico-cristiana. Il pomo della contesa, a livello simbolico, è l'antenato dell'uomo: Dio o la scimmia? Credere in Dio o in Darwin? Questo è il problema sostanziale dello scontro in atto nella nostra civiltà, e non solo in essa.

E non e un problema da poco, come molti indifferenti vogliono farci credere, perché li infastidisce essere disturbati dal torpore in cui si sono adagiati. L'ideologia darwinista, diffondendosi nell'ambito della civiltà ebraico-cristiana — che chiamiamo civiltà occidentale - ha allarmato i credenti, ma anche gli atei lungimiranti, che hanno compreso che la posta in gioco non è solo la credenza in Dio, ma la sopravvivenza della propria civiltà. Mentre gli induisti e gli islamici si oppongono al mito darwinista per precauzione: sospettano che il contagio possa espandersi anche alle loro civiltà.

Il Libro : Rosa Alberoni- Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin- Rizzoli 2007

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