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Consigli utili per evitare Parigi di Massimo Introvigne ...In Francia ghetti sovraffollati, etnicamente o religiosamente omogenei (quindi capaci di mobilitarsi collettivamente), e con una maggioranza di disoccupati costituiscono un materiale altamente infiammabile. Tuttavia i ghetti cinesi, indiani, slavi, pure 'essi infiammabili, non bruciano perché mancano gli incendiari. I ghetti musulmani sì, perché la predicazione di odio di imam e organizzazioni ultrafondamentaliste fornisce il cerino che scatena l'incendio. La Francia raccoglie i frutti di anni di politiche miopi, che da una parte hanno permesso la formazione di ghetti sovraffollati e disperati, dall'altra hanno lasciato predicare imam e attivisti musulmani incendiari che sembravano compagni di strada naturali di una politica francese anti americana e anti israeliana. Nel lungo periodo, la Francia spera di placare l'incendio rendendo i ghetti meno sovraffollati e riducendo il numero dei disoccupati. Nel breve, ha dato più poteri alla polizia e intensificato le espulsioni degli imam e dei militanti che predicano violenza. La situazione è la stessa in Italia? Non ancora. Benché ci siano quartieri a rischio, particolarmente a Torino e a Milano, secondo le statistiche più attendibili in Italia ci sono novecentomila musulmani e in Francia da quattro a cinque milioni. Per di più in Francia i musulmani sono in gran parte cittadini francesi, spesso di terza o quarta generazione, in Italia la maggioranza per ora non ha la cittadinanza. I numeri da noi sono ancora relativamente sotto controllo. Vigilando sull'immigrazione clandestina, espellendo i clandestini identificati, ammettendo all'immigrazione solo chi ha un lavoro la legge Bossi-Fini ha per ora impedito la nascita di quei ghetti alla francese che scoppiano di musulmani disoccupati. Semmai, il piatto piange sulle espulsioni dei predicatori di odio: non perché prefetture e Ministero degli Interni non provvedano (lo fanno), ma perché una magistratura politicizzata cerca quando può di vanificarne l'opera. In breve siamo messi meglio che in Francia. Per ora.... (L'Indipendente, 25 novembre 2005) |