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Lo struzzo, il gufo e l'Islam che veste Prada . Solo una nuova visione idealistica, convinta della superiorità innata dei valori liberali sui valori di culture oppressive, una visione fondata sui diritti della persona, sulla legalità e sull'uguaglianza tra uomini e donne potrà portare l'Europa sul cammino giusto. È possibile. di AYAAN HIRSI ALI-Corriere della Sera 21-10-2006 In Africa ricorriamo spesso agli animali per dire cose su argomenti delicati, evitando così di litigare sul messaggero anziché sul messaggio. Perciò metterò in scena lo struzzo e il gufo, che presteranno la loro voce alle due principali posizioni sulla questione dell'immigrazione e del pluralismo in Europa. Agli occhi dello struzzo, la situazione attuale appare entusiasmante. Vede un mercato aperto di 450 milioni di cittadini, con un potenziale incredibile. Vede un'economia fiorente e il libero spostamento di persone, merci, denaro e servizi. L'immigrazione, per lo struzzo, appare come una vera occasione per una popolazione indigena che invecchia sempre di più. I confini è meglio aprirli che chiuderli, e l'Islam è una religione come il Cristianesimo: ben presto i musulmani sapranno adattare la loro religione alla nuova vita in Europa. Lo struzzo dice che ben presto ci sarà un Islam europeo, i cui primi segnali si vedono già: ragazze in jeans, tacchi a spillo, canotta aderente e il capo coperto da un foulard alla moda, il tutto firmato Prada. Questo Islam di Prada rimpiazzerà il vecchio Islam rurale e servirà a immunizzare le nuove generazioni. Lo struzzo vede un solo problema: la xenofobia degli indigeni europei. Se solo la società bianca, innatamente razzista, volesse superare la sua paura del diverso, avrebbe modo di notare come gli immigrati hanno apportato il loro contributo alla cucina, alla musica, alle arti e alla ricchezza economica dell'Europa. Il mantra dello struzzo è preso in prestito dai comici inglesi Monty Python: «Guarda sempre il lato positivo della vita». Ma non dimentichiamoci del gufo. Il gufo è un uccello notturno e riesce a cogliere, meglio dello struzzo, il lato oscuro delle cose. L'Europa è sana e ricca, ma il vecchio gufo teme che non sia molto saggia. Il lato negativo del libero movimento delle persone, ad esempio, è il mercato delle donne e dei bambini destinati alla spietata industria del sesso. Armi di ogni genere passano inavvertitamente di mano in mano, tra i vari Stati membri dell'Unione. E queste armi potrebbero anche essere biologiche, chimiche o peggio ancora. Il gufo non può fare a meno di notare che anche dopo la recente sanatoria, la Spagna conta un milione circa di immigrati clandestini, la Gran Bretagna all'incirca mezzo milione e la Francia, da 200 a 400 mila, se ti fidi dei francesi. Personalmente temo che ce ne siano di più. La Germania, circa un milione. L'Olanda, da 125 a 225 mila, e via dicendo. Il gufo vede che l'Islam non è come il Cristianesimo e che non
tutti i musulmani capiscono o vogliono accettare un futuro europeo fondato
sui valori europei di libertà, tolleranza e di reciproco rispetto.
Il gufo sa bene che i movimenti e i partiti di estrema destra sono in
crescita e teme che il dibattito sul pluralismo in Europa venga confiscato
da due estremismi contrapposti: il fascismo del potere bianco e il fascismo
islamico. Le società europee
si divideranno lungo divari etnici e religiosi ostili gliuni agli altri.
Nel migliore dei casi, gli europei ascolteranno gli ammonimenti del gufo senza rinunciare alla baldanza dello struzzo. Innanzitutto, l'immigrazione sarà programmata
e controllata. Per affrontare la prima dimensione del problema,
occorre pensare a una riforma dell'attuale politica dell'immigrazione.
Infine, l'Ue adotterà un
programma di integrazione facendo tesoro dell'esperienza di quei Paesi
che hanno tentato di assimilare gli immigrati con la teoria del multiculturalismo. Solo una nuova visione idealistica, convinta della superiorità innata dei valori liberali sui valori di culture oppressive, una visione fondata sui diritti della persona, sulla legalità e sull'uguaglianza tra uomini e donne potrà portare l'Europa sul cammino giusto. È possibile. L'Europa può farcela e le sue comunità di immigrati possono anch'esse integrarsi con successo nel tessuto europeo. (traduzione di Rita Baldassarre) |