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NATALE CRISTIANO E MUSULMANI Forse i presidi e gli insegnanti che nel nome del relativismo culturale hanno ritenuto opportuno abolire il presepe, l'alberello e Babbo Natale nelle scuole italiane, per non urtare una supposta suscettibilità degli studenti musulmani, non conoscono i versetti del Corano (Sura III 45-46) che recitano: «E quando gli angeli dissero a Maria: O Maria, Dio t'annunzia la buona novella d'una Parola che viene da Lui, e il cui nome sarà il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell'altro e uno dei più vicini a Dio. Ed egli parlerà agli uomini dalla culla come un adulto, e sarà dei Buoni». Perché se lo conoscessero saprebbero che l'Islam,
al pari del cristianesimo, venera Gesù e Maria e riconosce
il dogma Ebbene anche il Natale, proprio nella culla del cattolicesimo,
potrebbe trasformarsi nella festa probabilmente più ignificativa
della condivisione spirituale tra cristiani e musulmani.
Ci sono degli esempi illuminanti. A Nazareth i musulmani preparano
l'albero di Natale per condividere la festa dei loro fratelli cristiani.
Nel 1995 Yasser Arafat che era un fervente musulmano praticante, dopo
il matrimonio con la cristiana Suha al Tawil, partecipò alla
messa di Natale nella chiesa della Natività a Betlemme. E quando
gli integralisti islamici lo criticarono, lo stesso mufti (massima
autorità giuridica islamica) dei palestinesi, lo sheikh Al
Alami, disse che i musulmani possono partecipare alla messa di Natale. Un tentativo fatto dal premio Nobel per la letteratura, l'egiziano
Nagib Mahfuz, nell'incantevole racconto breve Il Paradiso dei bambini
scritto nel 1969 (tradotto in italiano nel volume L'Altro Mediterraneo,
Antologia di scrittori arabi del Novecento a cura di Valentina Colombo,
Mondadori). Una bambina musulmana confessa ai genitori la sua passione
per la compagna di classe Nadia, una cristiana, lamentando il fatto
che vengono separate nell'ora di religione. Ingenuamente chiede: «Se
mi faccio cristiana sto sempre con lei?». Il padre risponde:
«Ogni religione è buona.
I musulmani adorano Dio, i cristiani pure». E lei: «Perché
lei lo adora in una stanza e io in un'altra?». Il papà
taglia corto: «Chi lo adora in un
modo, chi lo adora in un altro». Ma alla fine, dopo un
serrato e logorante interrogatorio su Dio, Gesù, la vita e
la morte, la bambina musulmana conclude irremovibile: «Voglio
stare sempre con Nadia!». E chiarisce:
«Anche nell'ora di religione!». Corriere della sera- dicembre 2004--Magdi Allam
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