SOMMARIO RASSEGNA STAMPA
I sociologi discutono della situazione religiosa in Europa in rapporto alla modernità. Un dato :
la scarsa partecipazione alla vita delle chiese riflette più l'inefficenza delle stesse che non la mancanza di fede.

Fonte : Massimo Introvigne, Dicembre 25, 2007 . Fonte: www.cesnur.it

Massimo Introvigne (MI) intervista Rodney Stark (RS) sulla situazione religiosa in Europa .
Estratto e Traduzione dall'inglese a cura di www.corsodireligione.itSTARK

MI: Lei ha sempre dichiarato -in contrasto con la teoria della secolarizzazione , quella classica- che non c'è un reale declino della religione in Europa , inclusa l'Italia. In breve ,come è giunto a questa conclusione? E se le cose stanno così perchè non ne danno notizia  i media e non se sente parlare negli ambienti accademici, dove si continua ad insistere sulla secolarizzazione?

RS: Non sono l'unico a respingere la tesi della secolarizzazione che è una pretesa di incompatibilità tra religione e modernità per cui la religione dovrebbe ben presto sparire. La maggior parte dei sociologi della religione americani ha messo da parte questo concetto che proveniva dalla antireligiosità degli intellettuali del 18° e 19° secolo . L'abbiamo scartato per diverse ragioni ma principalmente perchè la secolarizzazione non si è compiuta. Europa a parte , tutte le religioni del mondo hanno preso più forza là dove c'è stata modernizzazione . Inoltre l'Europa non risulta essere così poco religiosa come la si dipinge e ci sono molti segni concreti di una ripresa religiosa.

La tesi di una Europa poco religiosa si fonda sui bassi livelli di partecipazione alla vita delle chiese. In realtà, come spesso ho argomentato, la scarsa partecipazione riflette l'inefficenza dell chiese piuttosto che la mancanza di fede, poichè il numero di coloro che si dichiarano credenti rimane alto in tutto il continente. E' un nonsenso chiamare gente secolarizzata quelli che dichiarano di essere persone religiose, come fa la maggioranza degli europei , tra i quali pochissimi si dichiarano atei.

Bisogna considerare il fatto che dopo più di 70 anni di indottrinamento ateo intensivo nell'URSS ( insieme con la discrimanzione per motivi di religione ) solo il 4% dei russi oggi si dichiara ateo ( controil 3% di italiani e il 4% di americani). Inoltre alcuni studiosi europei hanno incominciato ad osservare diversi segni di rinascita religiosa ( negli ultimi 20 anni in Italia è aumentato il numero dei credenti e dei praticanti soprattutto tra i giovani)  e su questi studi è in programma una Conferenza per il 2009.

MI: Capisco di fare una domanda su una questione che ha molte sfaccettature , ma possiamo cercare di paragonare il cristianesimo dei primi secoli ( quando non era ancora religione di stato) e il cristianesimo di oggi in Europa ( dove -con alcune eccezioni- non è più religione di stato) ?

RS: Nei primi secoli i cristiani hanno dovuto competere con una grande varità di fedi pagane e con il giudaismo e queste sfide hanno richiesto ai cristiani vigore ed efficacia. Poi è venuto Costantino la cui conversione (di cui non siamo certi n.d.r.!) ha prodotto risultati catastrofici. Sarebbe stato meglio se Costantino si fosse limitato a dare al cristianesimo lo statuto di religione legale ( religio licita n.d.r.) ponendo fine alle persecuzioni . Ma quando ne  ha fatto la religione privilegiata dandole status e sostanze ha abbassato il livello di impegno del clero. Improvvisamente un culto che si svolgeva nelle case e in strutture povere veniva ospitato in magnifiche strutture pubbliche . Il clero che era reclutato tra i credenti e veniva retribuito con i contributi dei fedeli , improvvisamente acquisiva un immenso potere e status e grandi risorse , in quanto veniva a far parte del servizio imperiale ai cittadini. Di conseguenza , per citare le parole di Richard Fletcher, i " privilegi e le immunità di cui godeva il clero hanno favorito una affluenza precipitosa nel presbiterato" e gli uffici [ = ministeri , servizi n.d.r.] cristiani sono stati ben presto  occupati dai figli della aristocrazia, fossero o meno persone di fede. Ben presto la Chiesa è diventata una azienda monopolistica sostenuta da pigri funzionari che non avevano interesse a darsi da fare per conservare i fedeli o conquistarne di nuovi. Non importava molto loro infatti se la gente venisse o meno in Chiesa poichè le decime ( le tasse che i giudei pagavano per mantenere il culto religioso , e in senso lato le risorse finaziarie di una religione n.d.r.) erano garantite e la gente non aveva nessun altro posto dove andare. La Chiesa si è salvata dal collasso solo per la fedeltà ed il vigore  degli ordini religiosi che avevano continuato a servire i fedeli ed a spingere periodicamente per riformarla .

Sfortunatamente , nel momento in cui compaiono i Protestanti , si ripete l'errore di Costantino e non essendoci tra di loro gli ordini religiosi sono presto diventati un culto sostenuto dagli stati , pigri monopoli, senza volontà di impegnarsi all'esterno. Da qui le chiese vuote d'Europa.
Negli USA invece dove la maggior parte delle chiese indipendenti sono totalmente sostenute dai fedeli su base volontaria , le chiese pigre vanno semplicemente fuori mercato e i suoi fedeli vengono attratti dai corpi più vigorosi - è per questo che il Cattolicesimo Americano è sempre stato così attivo- e il risultato finale è un alto livello generale di partecipazione religiosa.

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