SOMMARIO RASSEGNA STAMPA
Bioetica: documento Vaticano a metà dicembre.   

diMarco Tosatti- 27/11/2008- La Stampa

Bioetica: documento Vaticano a metà dicembre.
E nelle prossime settimane verrà emanato un altro testo, questa volta sui migranti, e in particolare sui rifugiati.

Due importanti documenti vedranno la luce nelle prossime settimane in Vaticano. Il primo sarà un documento dottrinale sulla bioetica e in particolare sul tema della procreazione, degli embrioni e della tutela e dignità della vita. Il documento riprenderà i temi dell'Istruzione 'Donum Vitae' sul rispetto della vita umana dalla nascita fino alla morte naturale, pubblicata nel febbraio 1987 dalla Congregrazione per la Dottrina della Fede, e dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto dell'Ex Sant'Uffizio, attualmente guidata dal cardinale statunitense William Levada.

Di fronte allo sviluppo scientifico in materia di procreazione, il documento in uscita - annuncia l'agenzia I-Media - risponderà ai nuovi temi etici e alle loro conseguenze pratiche in materia di dottrina morale e di scelte politiche. Il documento, secondo l'agenzia francese - è stilato dalla Congregazione per la dottrina della fede e affronterà anche questioni di bioetica, come il congelamento degli embrioni umani, la diagnosi preimpianto, la ricerca sulle cellula embrionali, la clonazione umana e ancora gli embrioni ibridi uomo-animale. Nel documento il Vaticano dovrebbe riaffermare che gli esseri umani, allo stato embrionale, anche i più deboli e fragili, non possono essere abbandonati, selezionati, uccisi o utilizzati come semplice 'materiale biologico', ma anche l'embrione deve essere trattato come persona.

Un secondo documento, questa volta sui migranti, verrà pubblicato a breve. Tratterà dei rifugiati e della ''pastorale'' da dedicare loro: lo ha annunciato il segretario del Pontificio consiglio della pastorale dei migranti, mons. Agostino Marchetto, durante l'assemblea della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale tedesca, a Colonia. Per Marchetto, la Chiesa e' consapevole della gravita' della situazione dei rifugiati e delle condizioni inumane in cui vivono e ritiene che tale grave problema ''possa essere risolto solo mediante un sincero sforzo di azione concordata a livello internazionale''. Gli operatori pastorali, ha aggiunto, ''sono chiamati ad aiutare nel coniugare l'esigenza legittima di ordine, legalita' e sicurezza sociale con la vocazione cristiana all'accoglienza e alla carita' in concreto''. “Da anni i rifugiati vengono trattati senza considerazione delle ragioni che li forzano a fuggire”, aveva detto qualche giorno fa mons. Agostino Marchetto.

A proposito dei rifugiati l’arcivescovo Marchetto ha ricordato che “i singoli Stati sono invitati a difendere i diritti di quanti fuggono, a causa di persecuzione, dai loro Paesi e a proteggerli a norma del Diritto internazionale”. Ma oggi sono in atto “tentativi di impedire loro l’ingresso nei Paesi di arrivo e nell’adozione di misure destinate a renderlo più difficoltoso – quella che io ho chiamato, recentemente, tendenza al ribasso, e non ‘gioco al ribasso’”. Tali misure, ha aggiunto, “si caratterizzano per la erosione degli standard umanitari e l’introduzione di norme restrittive, quali l’obbligo del visto di ingresso, nonché la pubblicazione di liste di cosiddetti ‘Paesi sicuri’”. “Purtroppo – ha notato - quest’atteggiamento adottato da Paesi del Nord del mondo ha ripercussioni negative sulle politiche verso i rifugiati seguite nel Sud”. A suo avviso “il quadro si fa preoccupante, specialmente se consideriamo una rodata legislazione internazionale che era, è, di sostegno e protezione ai perseguitati”.

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