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Negato il rito religioso cattolico a una coppia di giovani a causa dell' " impotenza copulativa " dello sposo. |
| La Curia di Viterbo nega il matrimonio a un paraplegico Wikinotizie-sabato 7 giugno 2008
I due decidono nonostante tutto di rispettare l'impegno preso, e comunicano al loro parroco l'intenzione di convolare a nozze nella data prestabilita. In risposta, il prete richiede loro una dichiarazione scritta di consapevolezza dei rischi a cui potrebbero andare incontro, che i due accettano di compilare. Tale documento viene poi sottoposto all'attenzione del vescovo Chiarinelli; in risposta, secondo quanto sostengono i familiari dei giovani, la Curia nega loro il matrimonio poiché probabilmente compromessa la capacità di procreazione di lui. I due si sono comunque sposati con rito civile; la cerimonia si è svolta questa mattina nell'ospedale Cto di Roma, dov'è ricoverato l'uomo, ed è stata celebrata da Ugo Sposetti, deputato e consigliere Ds di Viterbo, su delega del sindaco Giulio Marini. Presente anche il parroco dei due; è stata poi organizzata una festa di nozze, alla quale sono stati invitati i pazienti e il personale sanitario dell'ospedale. La Curia di Viterbo fa comunque sapere, in una nota, che "i termini della questione non sono quelli raccontati: a chi di dovere sono state offerte tutte le motivazioni di una realtà che non dipende né da discrezionalità né dall'intenzionalità dei soggetti" e che "tutto è stato fatto nella condivisione sincera della situazione e con ogni attenzione umana e cristiana. Il precetto d'amore di Cristo è per noi, sempre, norma di vita, nell'ordinario e nello straordinario". La Curia non smentisce il no al sacramento, ma definisce tale rifiuto "condiviso" e "non soggetto a discrezionalità o intenzionalità", in quanto imposto dal diritto canonico; Chiarinelli non avrebbe quindi potuto agire in modo differente. "L'amarezza per il modo inadeguato e pretestuoso in cui è stata presentata la vicenda - conclude il vescovo - non fa che aumentare la solidarietà affettuosa per chi è in sofferenza e ricordare che la verità vi farà liberi". Matrimonio negato al paraplegico. Il professore d'urologia: "Doveva essere autorizzato"fonte :http://www.superabile.it -(20 giugno 2008)Il parere di Gerardo Ronzoni, professore di urologia alla Cattolica di Roma e direttore dell’Unità operativa di Chirurgia urologica del Gemelli: “Non è vera l’affermazione sulla impotenza del paraplegico legata alla sua condizione di medulloleso: nel dubbio quelle nozze dovevano essere celebrate”. L’esperienza come consulente alla Comunità di Capodarco: “I matrimoni fra disabili sono una bella realtà: fra i paraplegici tanti i matrimoni felici e duraturi” ROMA - Il matrimonio del ragazzo paraplegico negato a Viterbo dal vescovo Lorenzo Chiarinelli per la presunta "intervenuta impotenza copulativa" della coppia dopo un incidente stradale che ha causato nello sposo una semiparalisi, doveva essere autorizzato e dunque celebrato perché non corrisponde a verità l'affermazione sulla "impotenza del giovane uomo medulloleso". Il parere, strettamente medico, è di Gerardo Ronzoni, professore d'Urologia all'Università Cattolica del Sacro Cuore e primo presidente, nel 1980, dell'Associazione Italiana Paraplegici. Ronzoni, vari lavori scientifici alle spalle sul tema della disabilità e sessualità, ha diretto dal 1992 al 2003 ha diretto il reparto di Uro-Chirurgia per paraplegici del Policlinico Gemelli: ora è vice presidente dell'associazione "Handicap Noi e Gli Altri": e dirige l'Unità Operativa di Chirurgia Urologica del Gemelli presso il Complesso Integrato Columbus."Non intendo entrare in polemica - afferma Ronzoni - con il vescovo di Viterbo, che rispetto come cattolico praticante e che credo si sia comportato correttamente richiamandosi al codice di Diritto Canonico: tuttavia al vescovo non sono state fornite le informazioni giuste sulla materia o forse sono stati suggeriti vecchi pregiudizi che non hanno alcun riscontro serio e scientifico". "Più del 70% dei para-tetraplegici da traumatismo midollare - spiega il professore - conservano l'erezione, la cui qualità ed efficacia è legata alla completezza o meno della lesione e dal livello lesionale. Inoltre il 15% circa conserva l'eiaculazione ed il 10% la fertilità per la procreazione". "La fertilità - continua - è migliorata negli ultimi decenni anche per le tecniche di uro-riabilitazione che hanno ridotto le infezioni del testicolo e della prostata: pertanto non corrisponde a verità l'affermazione sulla impotenza coendi e generandi del paraplegico legata alla sua condizione di medulloleso". Il codice di Diritto Canonico al canone 1084-2 - spiega ancora l'esperto - afferma che "se l'impedimento d'impotenza è dubbio, sia per dubbio di diritto sia per dubbio di fatto, il matrimonio non deve essere impedito nè, stante il dubbio, dichiarato nullo". Ecco perché quelle nozze dovevano essere autorizzate. Ronzoni specifica inoltre che "i farmaci diffusamente utilizzati dalle persone cosiddette normali per migliorare la qualità dell'erezione e della fertilità possono essere utilizzati anche dai paraplegici migliorando ulteriormente la loro sessualità e fertilità". Infine, una notazione sociologica: il professore, che come consulente ha frequentato per oltre vent'anni la comunità di Capodarco fondata da don Franco Monterubbianesi nella quale "i matrimoni fra persone con disabilità sono una bella realtà", ricorda che "il tasso di divorzi fra persone con disabilità da sempre è inferiore a quello dei soggetti cosiddetti normali" e che "nella paraplegia sono numerosi i matrimoni felici e duraturi". Il Codice di diritto canonico 1084 Can. 1084§1. L'impotenza copulativa antecedente e perpetua, sia da parte dell'uomo sia da parte della donna, assoluta o relativa, per sua stessa natura rende nullo il matrimonio. §2. Se l'impedimento di impotenza è dubbio, sia per dubbio di diritto sia per dubbio di fatto, il matrimonio non deve essere impedito nè, stante il dubbio, dichiarato nullo. §3. La sterilità nè proibisce nè dirime il matrimonio, fermo restando il disposto del can. 1098. |
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