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Dal Vangelo di Gesù ai quattro Vangeli |
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Il Vangelo non è nato come titolo di un libro, ma come esperienza viva: i discepoli "videro" il Vangelo nella persona stessa e nell'opera di Gesù Messia: "I ciechi vedono, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona novella" (letteralmente: "i poveri sono evangelizzati", Mt 11,6). Gesù annunciò il "Vangelo del Regno di Dio" con la sua vita e la sua predicazione, ne mostrò l'inizio vivo attraverso i miracoli, lo fece vedere come mistero di salvezza realizzato nella sua Pasqua di morte e di risurrezione. Durante la vita pubblica di Gesù, gli apostoli spesso non capivano le sue parole, illusi forse che la sua missione di Messia lo portasse a trionfare politicamente sui Romani.Dopo la risurrezione gli apostoli si fanno araldi della loro esperienza e scoprono a poco a poco il significato vero delle parole di Gesù. Gli episodi più importanti della vita di Gesù e i suoi insegnamenti venivano ricordati e ripetuti dai primi cristiani attraverso la trasmissione viva, di bocca in bocca: così per rispondere agli interrogativi del momento, il Vangelo era punto di riferimento e norma di comportamento. Moltiplicandosi le comunità dei credenti anche fuori della Palestina, e venendo via via a mancare i primi "testimoni", si avvertì la necessità di fissare per iscritto la predicazione degli apostoli, come aiuto ai nuovi missionari e ai responsabili delle comunità locali. Nacquero così diverse raccolte degli insegnamenti, delle parabole, dei miracoli di Gesù, e soprattutto il racconto della sua passione, morte e risurrezione. Finalmente la memoria ispirata della Chiesa si consolidò nei quattro scritti canonici - cioè accettati ufficialmente come autentici - e nacquero I VANGELI. Come nel giorno della Pentecoste lo Spirito Santo aveva illuminato gli apostoli perché predicassero con sapienza e coraggio, così il medesimo Spirito ispirò gli evangelisti Matteo, Marco, Luca, Giovanni, che "erano stati testimoni oculari ed erano diventati ministri della parola" (Lc 1,1-4). Poveri scritti fioriti nella Chiesa perseguitata i Vangeli vennero ricopiati, inviati ad altre chiese, letti nelle adunanze liturgiche insieme con gli antichi profeti, conservati gelosamente come la più preziosa eredità. A distanza di duemila anni vengono conservati come allora, letti in chiesa, meditati come indiscutibile norma di fede e di vita. Il Vangelo di Gesù si trova per sempre nei quattro Vangeli della Chiesa. IL VANGELO SECONDO MATTEO Il Vangelo per la catechesi della Chiesa MATTEO, un doganiere (o pubblicàno) di Cafàrnao, fu chiamato da Gesù "mentre era seduto al banco delle imposte"(Mt 9,9-13). Prima si chiamava Levi (Mc 2,13), poi cambiò nome: Matteo vuol dire "dono del Signore".Secondo l'antichissima tradizione egli abbozzò una raccolta di "insegnamenti (o loghia) del Signore" nell'aramàico parlato da Gesù, poi la tradusse in greco, la lingua allora più diffusa. Lo scritto aramàico purtroppo è andato perduto. L'attuale VANGELO SECONDO MATTEO fu redatto probabilmente poco dopo l'anno 70 (distruzione di Gerusalemme),rifacendosi al Vangelo di Marco e ad altre raccolte di "detti e fatti" allora circolanti nella Chiesa. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Matteo articola il suo Vangelo come in SETTE LIBRETTI che comprendono la nascita di Gesù, CINQUE GRANDI DISCORSI intercalati da materiale narrativo, e il racconto della sua passione, morte e risurrezione. Il numero sette indica completezza e perfezione; i cinque discorsi richiamano i cinque libri della Toràh (Pentatéuco),e presentano Gesù come il nuovo Mosè che promulga la nuova legge - "Avete inteso che fu detto... Ma io vi dico..."(Mt 5,21-48) - e come il Maestro unico e definitivo (Mt 23,10). Matteo mostra in Gesù il compimento dell'Antico Testamento; una decina di volte sottolinea: "Così si adempiva ciò che era stato detto per mezzo del profeta..." (Mt 1,22-23). In Gesù Messia si realizza pienamente l'alleanza: solo Matteo nomina esplicitamente la Chiesa (Mt 16,18), e il suo Vangelo rappresenta il primo catechismo della Chiesa. STRUTTURA DEL VANGELO SECONDO MATTEO (7 libretti con 5 discorsi) 1. Premessa: VANGELO DELL'INFANZIA (cc. 1-2). Gesù vero Messia, discendente di Abramo e di Davide è rifiutato dal suo popolo e ricercato dai pagani, i Magi. 2. ANNUNCIO E LEGGE DEL REGNO DI DIO (cc. 3-7). Predicazione di Giovanni Battista e preparazione al ministero pubblico di Gesù. DISCORSO DELLA MONTAGNA, legge programmatica del Regno. 3. GLI ANNUNCIATORI DEL REGNO (cc. 8-10). Gesù potente in opere; predicazione intorno al lago. DISCORSO DELLA MISSIONE: norme di comportamento per chi annuncia il Regno. 4. I MISTERI DEL REGNO (cc. 11-13). La predicazione di Gesù è rigettata dai suoi nemici (i sapienti) e accolta dai semplici (i piccoli). DISCORSO DELLE PARABOLE. 5. L'ORGANIZZAZIONE DEL REGNO (cc. 14-18). Gesù s'intrattiene con i discepoli, e passa anche in regioni pagane. DISCORSO ECCLESIALE, norme per vivere nella Chiesa. 6. IL FUTURO ETERNO DEL REGNO (cc. 19-25). Viaggio a Gerusalemme e controversie sulle false prospettive del Regno. DISCORSO ESCATOLOGICO o sulla fine di Gerusalemme e del mondo e sul ritorno di Gesù giudice. 7. GLI EVENTI PASQUALI (cc.26-28). Istituzione dell'eucaristia, passione morte e risurrezione di Gesù, missione della Chiesa.
IL VANGELO SECONDO MARCO Il Vangelo del "mistero" di Gesù MARCO ha posto forse la sua "firma" in un piccolo episodio del suo Vangelo: nel Getsémani la notte dell'arresto di Gesù, un ragazzo lasciò nelle mani di un soldato che voleva fermarlo il panno o lenzuolo in cui si era avvolto e fuggì via nudo (Mc 14,51-52). Giovanni Marco, era figlio di una vedova benestante di Gerusalemme di nome Maria; nella sua casa si radunava la prima comunità cristiana. Accompagnò suo cugino Barnaba e Paolo nel primo viaggio missionario in Asia minore (Turchia); poi tornò a Gerusalemme e, secondo la più antica tradizione, accompagnò Pietro a Roma. Scrisse il VANGELO SECONDO MARCO come "interprete della predicazione di Pietro", probabilmente tra il 65 e il 70,fermandosi soprattutto su una serie di episodi della vita di Gesù, che descrive con precisi dettagli. Il suo Vangelo è il più breve e servì da base alla redazione di Matteo e di Luca. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Il Vangelo secondo Marco è caratterizzato dal "mistero di Gesù", che resta difficile da capire anche per i discepoli (Mc 1,27; 4,41; 6,52). Nonostante il titolo esplicito: "Inizio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio", il mistero di Gesù sarà chiarito solo dal centurione romano sul Calvàrio: "Davvero quest'uomo era Figlio di Dio" (Mc 15,39), anche se alcune rivelazioni incomplete trapelano prima (Mc 8,27-28). Gesù stesso alimenta questo "segreto", vietando persino di divulgare i suoi miracoli, per non provocare interpretazioni politiche del suo ministero e per far capire che solo sulla croce si rivela la sua vera missione di Messia salvatore. STRUTTURA DEL VANGELO SECONDO MARCO 1. INIZI DEL VANGELO (1,1-13). La predicazione di Giovanni Battista, il battesimo di Gesù e le tentazioni nel deserto, vengono appena accennati. 2. MINISTERO DI GESU' IN GALILEA (cc. 1-5). Chiamata dei primi discepoli e "giornata-tipo" di Gesù a Cafàrnao (1,14-45). Cinque controversie con i fariséi, insegnamenti e parabole, e alcuni miracoli. 3. PEREGRINAZIONI FUORI DELLA GALILEA (cc. 6-10). Missione degli apostoli. Il "mistero" di Gesù: riconosciuto come Messia, annuncia per tre volte la sua morte e risurrezione. 4. PASQUA A GERUSALEMME (cc. 11-13). Ingresso messianico e purificazione del tempio; controversie con le autorità religiose; discorso sulla fine del mondo e il ritorno di Gesù. 5. PASSIONE, MORTE E RISURREZIONE DI GESU' (cc. 14-16). Ultima cena e racconto della passione; apparizioni del Risorto e missione della Chiesa.
IL VANGELO SECONDO LUCA Il Vangelo della misericordia di Dio e della gioia LUCA è l'evangelista "pagano", cioè non di origine ebraica: nato probabilmente ad Antiochia di Siria, si convertì e accompagnò nella predicazione l'apostolo Paolo che, in una Lettera, lo chiama "medico carissimo". Scrisse (verosimilmente dopo il 70) il VANGELO SECONDO LUCA e gli Atti degli Apostoli. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Luca scrive il suo Vangelo per il mondo pagano, "per tutti gli uomini che Dio ama", offrendo una documentazione sicura (Lc 1,1-4) e chiari riferimenti storici (3,1-2). Caratteristica è la gioia: dai cantici di Maria (1,46-55), Zaccaria (1,68-79), e Simeòne (2,29-32), all'annuncio ai pastori, fino alla "grande gioia" degli apostoli dopo l'ascensione di Gesù (24,52). Quello di Luca è anche il Vangelo della misericordia. Gesù accoglie con bontà tutti, specialmente i disprezzati e gli emarginati, i pubblicàni, i peccatori, gli stranieri (come i samaritani) e le donne: di queste alcune lo seguono e gli offrono ospitalità, altre lo compiangono sulla via dolorosa; la peccatrice è perdonata, la vedova di Nàin è consolata nel suo lutto... STRUTTURA DEL VANGELO SECONDO LUCA 1. VANGELO DELL'INFANZIA (cc. 1-2). Annunciazione della nascita di Giovanni Battista a Zaccaria e della nascita di Gesù a Maria; nascita di Giovanni e di Gesù; presentazione di Gesù al tempio; Gesù nel tempio fra i dottori della legge. 2. MINISTERO DI GESU' IN GALILEA (cc. 3-9). Attività di Giovanni, battesimo di Gesù; tentazioni nel deserto; Gesù contestato dai concittadini di Nàzaret e accolto da estranei che diventano suoi discepoli; scelta dei Dodici e discorso programmatico; miracoli, missione degli apostoli e dei discepoli, confessione di Pietro riconoscimento di Gesù come Messia, trasfigurazione e annuncio della passione. 3. LUNGO VIAGGIO VERSO GERUSALEMME (cc. 10-19). E' una caratteristica di Luca che qui raccoglie molto materiale suo proprio: episodi, parabole indimenticabili, insegnamenti e controversie con le autorità giudaiche. 4. ATTIVITA' DI GESU' IN GERUSALEMME (cc. 20-21). Ultime controversie con scribi e fariséi; discorso escatologico o sulla fine del mondo e il ritorno glorioso di Gesù. 5. PASSIONE, MORTE E RISURREZIONE DI GESU' (cc. 22-24). Ultima cena, passione, morte e risurrezione di Gesù; missione della Chiesa. Dall'ascensione di Gesù inizia l'altra opera di Luca, gli Atti degli Apostoli, che potremmo definire il Vangelo della Chiesa.
IL VANGELO SECONDO GIOVANNI Il Vangelo della rivelazione del Figlio di Dio GIOVANNI si firma come "l'altro discepolo" o "il discepolo che Gesù amava". Originario forse di Betsàida, come Pietro, e pescatore come lui, fu prima discepolo del Battista, poi seguì Gesù indicato come "l'agnello di Dio" (Gv 1,35-37). Con Pietro e Giacomo fu testimone alla risurrezione della figlia di Giàiro, alla trasfigurazione, all'agonia nell'orto; è l'unico discepolo presente sul Calvàrio, dove Gesù morente gli affida sua Madre e lo affida a lei (Gv 19,25-27). Con Pietro divenne una delle "colonne" della Chiesa primitiva. Poi si trasferì - con Maria? - ad Efeso: qui forse scrisse il Vangelo. Durante la persecuzione di Domiziano (81-96) fu relegato nell'isola di Patmos (Mar Egeo) dove scrisse l'Apocalisse. La Bibbia contiene anche tre Lettere dette di Giovanni. Il VANGELO SECONDO GIOVANNI fu redatto verso la fine del secolo I, forse per rispondere alle domande di comunità cristiane alle prese con i primi problemi di fede sulla figura e l'opera di Gesù. Alla stesura nella forma definitiva collaborò qualche suo discepolo, come lascia intendere l'ultimo capitolo aggiunto dopo la prima conclusione. Secondo alcuni studiosi tutto il quarto Vangelo che riporta la predicazione di Giovanni potrebbe essere stato scritto da un suo discepolo. CARATTERISTICHE PRINCIPALI Il Vangelo di Giovanni è molto diverso dai tre sinòttici. Ha pochissimo materiale in comune con loro, se si eccettua il racconto della passione. Giovanni accenna a tre Pasque (2,16; 6,4; 13,1) che includono almeno due anni di ministero pubblico di Gesù. Nelle feste giudaiche (Pasqua, Pentecoste, Capanne, Dedicazione) Gesù compie dei "segni" che le pongono in particolare rapporto con lui: egli dona la luce al cieco nato, la vita a Làzzaro morto, la salute al paralitico della piscina, il pane alle folle... dimostrandosi sempre al centro del significato profondo delle feste. I discorsi di Gesù non ripetono gli insegnamenti morali suggeriti dai sinòttici: tutto il Vangelo di Giovanni è sotteso dal problema della fede in Gesù. La presenza di Gesù impone sempre una scelta: leggendo il quarto Vangelo (soprattutto i cc. 5-12) si ha l'impressione di assistere a un grande processo: Gesù è venuto perché si operi un giudizio (Gv 9,37), non tanto tra giusti e peccatori, ma tra chi crede e chi non crede. I Giudei increduli diventano il tipo di chi si chiude volutamente alla rivelazione del Verbo che salva. STRUTTURA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI 1. SOLENNE PROLOGO (1,1-18). Inno al Verbo di Dio incarnato che dona agli uomini grazia e verità. 2. LIBRO DEI SEGNI (così Giovanni chiama i miracoli di Gesù). GESU' SI RIVELA COME FIGLIO DI DIO AL MONDO GIUDAICO (cc. 1-12). Dopo la "settimana" della manifestazione, c'è la prima Pasqua con tre incontri: Nicodémo, rappresentante del giudaismo ufficiale; la Samaritana, donna di religione eretica; un ufficiale pagano. Poi le feste della seconda Pasqua, di Pentecoste, delle Capanne, della Dedicazione: Gesù dona la vita a Làzzaro morto ed è condannato a morte. 3. LIBRO DELLA GLORIA. GESU' SI RIVELA AI SUOI (cc. 17-20). La gloria di Gesù consiste nel compiere la volontà del Padre: "Padre, l'ora è venuta: glorifica il tuo Figlio" (17,1). Ultima cena: Gesù è colui che serve; discorsi di addio; grande preghiera sacerdotale; passione e morte di Gesù Re Messia; risurrezione di Gesù e missione della Chiesa. APPENDICE (c. 21). Apparizione di Gesù risorto in Galiléa e annuncio a Pietro della sua missione nella Chiesa. |