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La cena del Signore |
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ll PANE era il cibo principale, spesso l'unico. "Mangiare del pane", in ebraico, significa infatti "fare un pasto". Il pane dei poveri era d'orzo, quello dei ricchi era di grano:lo si macinava con piccole mole di pietra, si impastava la farina con il lievito per farla "levare" (a meno che non si trattasse del pane azzimo per uso rituale) e lo si metteva a cuocere sulla brace. Data la forma schiacciata e sottile, il pane si spezzava, non si poteva tagliare. Anche Gesù "prese il pane, lo spezzò..." (Mt 26,26). Avere pane in abbondanza è desiderio ancestrale di tutti, ma pecialmente delle popolazioni più esposte ai rischi della carestia. Moltiplicare il pane era ritenuto una benedizione dei tempi messianici: i profeti l'avevano fatto in casi particolari, e quando Gesù moltiplicò i pani per una folla numerosa molti pensarono che doveva essere lui il profeta atteso (Gv 6,14-15). Il VINO era così importante che Israele ha fatto della vigna il proprio simbolo. Perché il vino fosse "kasher" (cioè religiosamente puro), tutto il lavoro di vinificazione andava eseguito da mani ebraiche. Buono o cattivo che fosse, il vino di Palestina era sempre assai denso e scuro: lo si poteva bere soltanto mescolato con acqua (calda, in certi casi) e filtrato, per eliminarne i fondi. Seguendo l'usanza greco-romana al vino si mescolavano miele e aromi di timo, cannella, rosa o gelsomino. Considerato eccellente per chi beve con moderazione, il vino è un pericolo per chi esagera: perciò la legge lo vietava al magistrato che stava per rendere giustizia, o al sacerdote che si apprestava al servizio liturgico.
CENA DEL SIGNORE Nella Cena del Signore il pane e il vino diventano "la sua carne e il suo sangue" immolato per la salvezza del mondo. Gesù è il vero agnello pasquale sacrificato per noi sul Calvàrio. |