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L'anno liturgico

ll Vangelo non è un libro di storia: è la testimonianza di fede della Chiesa che ha visto il Signore risorto e che vive la sua presenza misteriosa ma reale in ogni tempo: "Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo" (Mt 28,20). Gesù è presente in molti modi, nella sua parola,nella comunità che prega, nel volto dei poveri; è presente in modo particolare nella celebrazione dei suoi misteri.  Obbedendo al comando di Gesù: "Fate questo in memoria di me" (Lc 22,19) la Chiesa celebra ogni otto giorni la Pasqua del Signore, l'eucaristia. 

Ma già dall'inizio solennizza in modo particolare l'anniversario annuale della risurrezione. Intorno alla festa di PASQUA si è sviluppato in modo progressivo l'anno liturgico, che celebra nel tempo i vari misteri della vita del Signore. 

Presto la Pasqua è estesa nel TRIDUO PASQUALE e prolungata per cinquanta giorni (la PENTECOSTE). Dopo il IV sec. per meglio storicizzare e rivivere i momenti della passione e morte di Gesù nasce la SETTIMANA SANTA.

  Per prepararsi al battesimo e alla riconciliazione, strettamente legati alla notte di Pasqua, si impose l'esigenza di un periodo di preparazione, ispirato ai "quaranta giorni biblici", e nasce la QUARESIMA.

Il NATALE nasce come elemento complementare alla Pasqua, e come professione di fede in Gesù vero Dio e vero uomo. A Roma, ove i pagani inneggiavano al "sole invitto" nel solstizio d'inverno, s'istituì la festa del NATALE di Gesù, vero Sole dell'umanità redenta. 

In Oriente si celebrava dal II sec. il mistero della manifestazione del Signore o EPIFANIA, che in Occidente si aggiungerà a conclusione del ciclo del Natale come manifestazione ai pagani (i Magi). Per esigenze di parallelismo col periodo pasquale, alla fine del IV sec. si premette al periodo natalizio una fase di preparazione, l'AVVENTO.  

Un po' alla volta si passò dalla celebrazione onnicomprensiva della Pasqua all'esplicitazione dei singoli misteri della vita di Gesù, come l'annunciazione della nascita, la presentazione al tempio, il battesimo al Giordano, la trasfigurazione, l'ascensione al cielo. 

Strettamente legato al mistero pasquale è l'antichissimo CULTO DEI MARTIRI, di coloro cioè che hanno sparso il loro sangue per Cristo divenendo così perfetti imitatori del Cristo crocifisso. Sin dai primi secoli si diffuse la celebrazione della memoria dei martiri "nel loro giorno natale" (cioè della nascita al cielo), particolarmente nelle chiese edificate sul luogo del loro sacrificio. 

Dopo il Concilio di Efeso (431) si diffonde il CULTO A MARIA, la Madre di Dio, e il calendario cristiano si arricchisce via via di memorie degli eventi salvifici strettamente legati alla vita di Maria. L'anno liturgico non è un semplice ricordo: è il mistero di Gesù reso vivo nel tempo e celebrato in modo sacramentale, come MEMORIA , PRESENZA , PROFEZIA. 

Gesù continua nella Chiesa a operare la salvezza, e gli uomini di ogni tempo celebrando nella liturgia il suo mistero pasquale lo rivivono nella grazia e trasformano la loro vita rendendola più "conforme all'immagine del Figlio di Dio". 

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