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Le alleanze di Dio

ALLEANZA (patto bilaterale, contratto), BERIT nell'Antico Testamento assume un particolare significato religioso, riferendosi in modo speciale al patto che Dio ha fatto con Israele:  "Io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo"
Israele ha interpretato il suo rapporto con Dio attraverso lo schema del patto di alleanza che veniva stabilito tra il Re ed il suo vassallo. Il Re dava il gestione una parte delle sue terre al Vassallo insieme alla promessa di difenderlo dai nemici e ad altre promesse ; il vassallo prometteva fedeltà al re ed alle sue leggi. Il patto veniva sigillato con il sangue : la rottura si pagava con la vita.

L' alleanza tra Dio e Israele , già iniziata in certo senso con Adamo nella creazione e con Noè dopo il diluvio, diventa esplicita con Abramo, patriarca del popolo di Dio, e assume una connotazione sociopolitica con Mosè al quale Dio sul monte Sinai consegna le tavole della legge: così Israele diventa il popolo dell'alleanza.

Le antiche alleanze si contraevano con un banchetto, a volte con un sacrificio: si "tagliava l'alleanza" ponendosi tra le due parti della vittima (nel caso di alleanza con Dio metà veniva poi bruciata sull'altare); il "sangue dell'alleanza", che Mosè asperge metà sull'altare e metà sul popolo, diventa simbolo forte di adesione, quasi di consanguineità, per chi rimane fedele, o imprecazione di morte per chi non resta fedele al patto.

Israele spesso peccò di idolatria e infranse l'alleanza, ma Dio non ritirò le sue promesse: così i profeti maturarono la coscienza di una "alleanza nuova", non più come patto bilaterale difficile da osservare, ma come gratuita promessa di predilezione di Dio per l'umanità intera. 

In questo senso Gesù parla di "nuova alleanza nel mio sangue sparso per voi" (Lc 22,20): il sacrificio di Gesù - compiuto storicamente sul Calvàrio e celebrato ritualmente sugli altari di tutto il mondo "nel suo corpo sacrificato e nel suo sangue versato" - è la vera alleanza che unisce a Dio l'umanità peccatrice, con un nuovo vincolo d'amore per il quale "osiamo dire: Abbà, Padre!". 

La traduzione latina TESTAMENTUM conferì all'alleanza anche il significato di disposizione testamentaria definitiva e immutabile: perciò la Lettera agli Ebrei dice che, essendo morto Gesù sulla croce, l'alleanza è ormai "nuova ed eterna", e che, dopo la sua morte, quelli che credono in lui hanno ereditato tutti i beni che ne sono derivati.

Parlando di alleanza si vuole anche dire che il rapporto con Dio resta libero: ciascuno può aderirvi o rifiutarlo. Ecco la dignità dell'uomo che Dio chiama come partner in una libera collaborazione, fondata sull'amore e sulla reciproca fiducia, per costruire insieme il futuro eterno. 

L'Israele storico, quello che discende da Abramo solo "secondo la carne", non realizzò pienamente il progetto di Dio: dopo l'avvento di Gesù il popolo di Dio è formato da tutti i popoli della terra, Israele compreso, perché tutti partecipano alla nuova alleanza e all'unica salvezza.  L'Israele biblico costituito dalle dodici tribù era figura e anticipazione profetica del nuovo popolo della salvezza affidato da Gesù ai dodici apostoli. 

La redenzione operata da Gesù con la sua morte e la sua risurrezione è il compimento dell'antica alleanza: in lui tutto il mondo è diventato terra promessa, e da ogni angolo della terra si invoca Dio chiamandolo "Abbà, Padre". 

Israele resta il popolo primogenito, depositario delle promesse e istruzioni della prima alleanza ( o antica alleanza, o antico testamento) ; la Chiesa è il nuovo popolo di Dio, depositaria del Vangelo della salvezza, la nuova alleanza, o nuovo testamento) ma l'uno e l'altra non possono monopolizzare il dono di Dio: devono vivere in ogni momento, senza presunzione, la fedeltà alla loro alleanza.

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