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Catacombe

Nascondigli, cimiteri, luoghi di preghiera?
Le catacombe cristiane, nell'immaginazione popolare, sono un po' tutto questo. Costituite da serie di gallerie di dimensioni diverse, a livelli di profondità successivi, esse ebbero innanzitutto la funzione di tombe, allorché i cimiteri cristiani cominciarono ad essere distinti da quelli pagani.

Tertulliano le definisce "areae sepulcrorum no strorum", ossia i nostri sepolcri. Proprio perché in essi erano sepolti molti cristiani che avevano subito il martirio, divennero luogo di culto, per la preghiera,
talvolta anche eucaristica.

Non è documentato invece che i cristiani, per sfuggire alle persecuzioni, si siano nascosti in questi cimiteri sotterranei. Saccheggiate dai Goti nel VI secolo, le reliquie dei martiri vennero traslate nelle diverse chiese e le catacombe caddero in stato di abbandono e tali rimasero per molti secoli. Furono riscoperte a partire dal XVI secolo e riportate al primitivo splendore a partire dall'800.

Le catacombe offrono oggi una triplice testimonianza: documentano il culto dei defunti da parte dei primi cristiani, ricordano le persecuzioni di cui essi furono oggetto e soprattutto sono un prezioso luogo della memoria, perché gli affreschi e le scritte sono una miniera di informazioni sulla vita dei cristiani dei primi tre secoli.

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