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Fede

La radice ebraica che corrisponde a CREDERE (amàn) significa appoggiarsi su qualcosa di solido, che non cede, come la pietra o la roccia, certi di non cadere né sprofondare.Da qui deriva il termine FEDE: è l'atteggiamento di chi fa di Dio e della sua parola il supporto solido e incrollabile della propria vita.

Si può distinguere la fede intesa in senso oggettivo, come il complesso delle verità da credere; e in senso soggettivo, come disponibilità interiore ad accoglie la parola di Dio. Il credente con la sua fede confessa la propria incapacità a salvarsi da solo e al tempo stesso confessa che è Dio a salvare l'uomo.

La Bibbia propone Abramo come prototipo dei credenti: egli si affida a Dio che gli si è rivelato e si fida della sua parola che gli promette una grande posterità dalla moglie Sara che però è sterile e avanzata in età. San Paolo dirà che Abramo "ha creduto sperando contro ogni speranza" fondandosi solo sulla onnipotenza e fedeltà di Dio alla sua parola. Gesù chiede lo stesso atteggiamento di fede verso la sua persona e la sua parola. E questa fede ottiene anche i miracoli:

"Credete che io possa fare questo?... Avvenga di voi secondo la vostra fede" (Mt 9,27-29). "Figlia, la tua fede ti ha salvata" (Mc 5,34). "Non dubitare, solo continua a credere" (Mc 5,36). "Tutto è possibile a chi crede" (Mc 9,23-24). "Va', la tua fede ti ha salvata" (Mc 10,51-52).

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