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Il Messsia di Israele L'attesa di un futuro di pace e prosperità in cui si realizzeranno le promesse di Dio e si vivrà in piena fedeltà all'alleanza, è costante in tutto l'Antico Testamento. Al tempo di Gesù era forte l'attesa di un "figlio di Davide" capace di rinverdire le speranze di Israele e soprattutto di opporsi alla dominazione romana. L'insistenza di Giovanni Battista nel dichiarare: "Io non sono il Messia!" (Gv 1,19-24) è giustificata dal rischio di alimentare una erronea attesa. Già Zorobabéle, che aveva organizzato il ritorno d'una colonia dopo l'esilio di Babilonia e fu governatore di Gerusalemme (c. 520-515 aC.), fu acclamato "benedetto da Dio... colui che deve venire". Anche il segreto imposto da Gesù nel Vangelo di Marco si spiega con questa esigenza: Gesù non voleva correre il rischio di essere acclamato RE D'ISRAELE in senso politico. "Gesù, sapendo che volevano farlo re, si ritirò sul monte" (Gv 6,15). Solo davanti a Pilato Gesù ammetterà: "Sì, io sono re... Ma il mio regno non è di questo mondo" (Gv 18,36-37). FALSI MESSIA. La dominazione romana alimentò speranze e molte illusioni: chiunque predicava la rivolta trovava gente pronta a riconoscerlo come inviato da Dio. Dopo la deposizione di Archelào (6 dC.) in Galiléa scoppiò una rivolta capeggiata da un certo Giuda, presunto messia, che dichiarava di non riconoscere altro padrone all'infuori di Dio: da lui ebbero origine gli zeloti, irriducibili nemici di Roma. Poi fu la volta di Téuda, falso profeta che si proclamò inviato da Dio "capace di comandare alle acque del Giordano". Ma anch'egli fu sconfitto e dimenticato. Come messia fu acclamato anche Simone soprannominato Bar Kokhéba (figlio della stella), che lottò contro Roma dal 132 al 135 dC. riuscendo anche ad insediarsi a Gerusalemme; ma fu sconfitto da un esercito di Adriano. Ancor oggi è considerato un eroe nazionale in Israele. Altri presunti o sedicenti messia si presentarono anche in tempi successivi: Mosè di Creta nel sec. V; Abu Isa in Persia nel sec. VII, i messia di Cordova e di Fez nel sec. XII, Isacco di Galiléa nel sec. XVI e il celebre Sabbatay Zevi nel sec. XVII. |
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