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LA MORTE
Nella Bibbia l'uomo viene considerato come un essere animato dal desiderio insopprimibile di vivere : nefesh. Gn 2,7 L'uomo è una nefesh vivente Questo termine viene da noi tradotto con anima nel
senso che questa forza-desiderio-vita anima
l'uomo. L'uomo desidera per se stesso e per l'altro-di-sè tutto ciò che
fa vivere e lo chiama bene. Alla morte , la persona " discende " netta terra e più precisamente nella parte più recondita di essa, gli abissi della terra , nello Sheol, il Regno dei morti. Lo Sheol è chiamato nel testo di Tobia "grande perdizione " poichè è impossibile ritornare per l'uomo, a meno di un intervento divino. Lc 16,22 Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23 Stando nell'inferno ( qui è l'ades , lo sheol) tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. 24 Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. 25 Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. 26 Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. Secondo la concezione tradizionale lo sheol era il regno di tutti i morti indistintamente, custoditi in uno stato di attesa del giudizio divino. Ai tempi di Gesù c'era una nuova concezione: giusti ed empi erano separati. Troviamo una tale descrizione ad esempio in Enoch XXII , ma anche nei vangeli nella parabola del ricoo e del povero Lazzaro. Per l'ebraismo biblico la morte è una possibilità reale ed ineludibile di ogni vivente , una oscura potenza che prolunga i suoi artigli nella stessa esistenza. L'azione divina che si è rivelata è quella di " creare" cioè di dominare caos e morte e garantire continuamente la vita. Dio dunque non crea la morte. Anzi è Colui che crea che dà vita a tutto. Sap 1,13 perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. 14 Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; E' però una costatazione che la morte è inevitabile per tutti gli esseri viventi nel dominio della terra. Dio lo permette, dunque : Sir 17,1 Il Signore creò l'uomo dalla terra e ad essa lo fa tornare di nuovo. 2 Egli assegnò agli uomini giorni contati e un tempo fissato, Espressione che non va letta nè in senso filosofico nè tantomeno in senso scientifico : la Bibbia rimanda ogni fenomeno sempre della " causa prima" , cioè a Dio, saltando le cause seconde. In molti passi viene detto che " Dio fa vivere e fa morire" [ 1Sam 2,6-Dt 32,39-2Re5,7-Tb13,2-Giac4,12] Essa non è atto di Dio ma evento della natura umana : in questo evento il respiro-spirito vitale torna a Dio . Nel linguaggio biblico si dice che Dio ritira il suo alito creatore. (Sal 104,29-146,4) . La morte è il segno che l'uomo non è un essere divino :
solo i divini non muoiono, sono immortali ( nel senso di eterni ).
La morte è un sonno ( Sal 13,4) è un pastore che accompagna
nello sheol (Sal 49,18) è tenebre, abisso, notte, silenzio...(sal
88); Il desiderio vitale, la nefesh,è di natura umana, è finito e finisce con la morte. Ma l'uomo può farsi prendere dalla suggestione di vederlo come un potere che esercitato a 360 gradi diventa un potere assoluto, un potere divino, una conoscenza a 360 gradi, la conoscenza del bene e del male, cioè di tutto il desiderio. ( Israele farà questo e romperà l'alleanza) . Se l'uomo segue questa suggestione,( rompe l'alleanza con Dio,muore, fa una esperienza diversa della morte) . Ampliando il desiderio di vivere a 360°,l'uomo vive nella suggestione, si procura ciò che per lui non è bene, la sua vita diventa caotica, faticosa e triste, corre verso la morte attraverso sudore e sangue, sofferenza e dolore .Il ritorno alla terra, la morte, allora, non è più il naturale spegnersi del desiderio, pago dei suoi anni, come per Abramo e gli antichi " vecchi"; la morte, lo spegnimento di un desiderio creduto assoluto e infinito, diventa una maledizione. Con la morte il desiderio di vivere si spegne, ma non completamente, la nefesh, l'anima, lo spirito vitale, nello sheol, è un desderio latente, di vita, un desiderio larvale, solo un'ombra, ma c'è ancora. La storia rivela infatti che Dio ha grandi progetti per la nefesh, progetti di vita, di vita eterna. |
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