DIZIONARIETTO



-  Sommario
LA MORTE

Nella Bibbia l'uomo viene considerato come un essere animato dal desiderio insopprimibile di vivere : nefesh. Gn 2,7 L'uomo è una nefesh vivente

Questo termine viene da noi tradotto con anima nel senso che questa forza-desiderio-vita anima l'uomo.
La nefesh che anima l'uomo e si manifesta come desiderio di vivere e di accolgiere gli altri nella loro alterità, di cercare la felicità insieme agli altri , cioè di amare.

L'uomo desidera per se stesso e per l'altro-di-sè tutto ciò che fa vivere e lo chiama bene.
In termini più vicini a noi diremmo che l'uomo è animato dalla ricerca della felicità.
Quando l'uomo è vecchio il desiderio di vivere e amare cessa e interviene la morte.
Qoelet 9,10 Tutto ciò che trovi da fare, fallo finché ne sei in grado, perché non ci sarà né attività, né ragione, né scienza, né sapienza giù negli inferi, dove stai per andare.

Alla morte , la persona " discende " netta terra e più precisamente nella parte più recondita di essa, gli abissi della terra , nello Sheol, il Regno dei morti. Lo Sheol è chiamato nel testo di Tobia "grande perdizione " poichè è impossibile ritornare per l'uomo, a meno di un intervento divino.

Lc 16,22 Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23 Stando nell'inferno ( qui è l'ades , lo sheol) tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. 24 Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. 25 Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. 26 Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.

Secondo la concezione tradizionale lo sheol era il regno di tutti i morti indistintamente, custoditi in uno stato di attesa del giudizio divino. Ai tempi di Gesù c'era una nuova concezione: giusti ed empi erano separati. Troviamo una tale descrizione ad esempio in Enoch XXII , ma anche nei vangeli nella parabola del ricoo e del povero Lazzaro.

Per l'ebraismo biblico la morte è una possibilità reale ed ineludibile di ogni vivente , una oscura potenza che prolunga i suoi artigli nella stessa esistenza. L'azione divina che si è rivelata è quella di " creare" cioè di dominare caos e morte e garantire continuamente la vita. Dio dunque non crea la morte. Anzi è Colui che crea che dà vita a tutto.

Sap 1,13 perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. 14 Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza;

E' però una costatazione che la morte è inevitabile per tutti gli esseri viventi nel dominio della terra. Dio lo permette, dunque :

Sir 17,1 Il Signore creò l'uomo dalla terra e ad essa lo fa tornare di nuovo. 2 Egli assegnò agli uomini giorni contati e un tempo fissato,

Espressione che non va letta nè in senso filosofico nè tantomeno in senso scientifico : la Bibbia rimanda ogni fenomeno sempre della " causa prima" , cioè a Dio, saltando le cause seconde. In molti passi viene detto che " Dio fa vivere e fa morire" [ 1Sam 2,6-Dt 32,39-2Re5,7-Tb13,2-Giac4,12] Essa non è atto di Dio ma evento della natura umana : in questo evento il respiro-spirito vitale torna a Dio . Nel linguaggio biblico si dice che Dio ritira il suo alito creatore. (Sal 104,29-146,4) .

La morte è il segno che l'uomo non è un essere divino : solo i divini non muoiono, sono immortali ( nel senso di eterni ). La morte è un sonno ( Sal 13,4) è un pastore che accompagna nello sheol (Sal 49,18) è tenebre, abisso, notte, silenzio...(sal 88);
ma attenzione morire significa anche :
- ritornare alla terra ((Sal 104,29-90,3, etc)
- riunirsi ai propri antenati (Gn 15,15-49,29)
- convenire con gli altri esseri viventi ( Gb 30,23)
e ciò include l'idea di una forma di sopravvivenza misteriosa della nefesh.
Il cristianesimo infatti per tradurre nefesh adotta la parola greca psichè, anima , ciò che dell'uomo, secondo la cultura greca sopravvive alla morte nell'Ade, il Regno dei Morti.

Il desiderio vitale, la nefesh,è di natura umana, è finito e finisce con la morte. Ma l'uomo può farsi prendere dalla suggestione di vederlo come un potere che esercitato a 360 gradi diventa un potere assoluto, un potere divino, una conoscenza a 360 gradi, la conoscenza del bene e del male, cioè di tutto il desiderio. ( Israele farà questo e romperà l'alleanza) .

Se l'uomo segue questa suggestione,( rompe l'alleanza con Dio,muore, fa una esperienza diversa della morte) . Ampliando il desiderio di vivere a 360°,l'uomo vive nella suggestione, si procura ciò che per lui non è bene, la sua vita diventa caotica, faticosa e triste, corre verso la morte attraverso sudore e sangue, sofferenza e dolore .Il ritorno alla terra, la morte, allora, non è più il naturale spegnersi del desiderio, pago dei suoi anni, come per Abramo e gli antichi " vecchi"; la morte, lo spegnimento di un desiderio creduto assoluto e infinito, diventa una maledizione.

Con la morte il desiderio di vivere si spegne, ma non completamente, la nefesh, l'anima, lo spirito vitale, nello sheol, è un desderio latente, di vita, un desiderio larvale, solo un'ombra, ma c'è ancora. La storia rivela infatti che Dio ha grandi progetti per la nefesh, progetti di vita, di vita eterna.

-  Sommario





DIZIONARIETTO