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Il Nome di Dio Nella Sacra Scrittura la parola "dio" ,( ehlojm in ebraico = theos in greco) , è applicata : · agli angeli (Salmo 8,6 e Salmo 138,1); Gli elohim non erano mai oggetto di culto (Esodo 20,4) poichè l'elohim più potente che si era rivelato (ad Abramo, Mosè, etc. ) era l'Onnipotente il cui Nome impronunciabile era stato dato a Mosè : JHWH: · "Io sono YHWH, tuo Dio, che
ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù:
non avrai altri dei ( elohim ) di fronte a me" (Esodo 20,2-3); Dio è un termine che lelle lingue indoeuropee indicava la Divinità più potente. Siccome il dio che si è rivelato nella storia ebraica e cristiana si è dimostrato non solo più potente di tutti gli spiriti rivelati nella storia delle religioni ma un dio Onnipotente, l'unico che si è rivelato tale, il dio della bibbia viene chiamato Dio nelle lingue dell'occidente. La parola "elohim" designava dunque genericamente gli spiriti che si erano rivelati , come gli angeli della corte celeste (Salmo 138,1) ma anche l'Onnipotente, JHWH. Gli "elohim" o "dèi minori" non furono mai oggetto di adorazione (Apocalisse 22,8-9),in quanto creati da JHWH (Ebrei 1,5) ; venivano considerati figli di Dio per adozione (Giobbe 1,6; Salmo 29,1; Salmo 89,7) . IL TETRAGRAMMA JHWH Il nome proprio di Dio Jhwh è rappresentato in ebraico dalle quattro consonanti iod, he, vau, he e per questo è detto tetragramma. La traslitterazione italiana è YHWH e la pronuncia più probabile è Iavé. Il tetragramma è citato circa 6800 volte nell'Antico Testamento ed esistono testimonianze della presenza del Santo Nome in un limitato numero di copie della versione greca dei Settanta. Manca però in tutte le oltre 5000 copie manoscritte del Nuovo Testamento ed è assente da quasi tutte le copie della versione dei Settanta conservate fino ai nostri giorni. Nell'ebraismo antico, chiamare qualcuno per nome significava conoscere la realtà più profonda del suo essere, era come tenerlo in pugno, esercitare un potere quasi magico su di lui. Per questa ragione, il Santo Nome di Dio, che indica la sua stessa essenza, era considerato impronunciabile. Solo il Sommo sacerdote, nel Tempio di Gerusalemme, poteva pronunciarlo nelle benedizioni solenni (Numeri 6,24-27) e nel giorno del Kippur o dell'espiazione (Levitico 16), quando faceva la triplice confessione dei peccati per sé, per i sacerdoti e per la comunità. A questo riguardo il Talmud dice: ""Quando i sacerdoti e il popolo che stavano nell’atrio udivano il nome glorioso e venerato pronunciato liberamente dalla bocca del Sommo Sacerdote in santità e purezza, piegavano le ginocchia, si prostravano, cadevano sulla loro faccia ed esclamavano: "Benedetto il suo nome glorioso e sovrano per sempre in eterno""[1] Anche Gesù, benché avesse sicuramente fatto conoscere il nome di Dio ai suoi discepoli (Giovanni 17,6 e 17,26) ed insegnato a santificare il Nome (Matteo 6,9), preferiva rivolgersi a Dio chiamandolo Padre. Stando alla scritture Gesù evitò più volte di pronunziare il Nome : al sommo sacerdote che gli chiedeva se fosse lui "il Cristo, il Figlio del Benedetto", Gesù rispose: "vedrete il Figlio dell’Uomo seduto alla destra della Potenza" (Matteo 26,63-64; Marco 14,61-62; Luca 22,69), invece che "alla destra di YHWH" (Salmo 110,1 e Dn 7,14), adeguandosi all’uso ebraico di astenersi dalla pronuncia del nome proprio di Dio Siccome il tetragramma è impronunciabile, per evitare di pronunciarlo durante la lettura e la proclamazione della Parola, le bibbie ebraiche mettevano sotto alle 4 lettere JHWH le vocali di Adonai, un richiamo per ricordarsi di leggere Adonai. La combinazione risultava per chi non era ebreo : JeHoWaH. La Bibbia dei Settanta , versione in greco dell’Antico Testamento in ebraico , redatta tra il III sec. a.C. e il II secolo a.C. voluta dagli ebrei della diaspora che non comprendevano più l’ebraico tradusse il tetragramma direttamente con Kyrios = Signore, corrispondente ad Adonai. La cristianità fece costante riferimento alla Bibbia dei Settanta fino al IV secolo dopo Cristo, cioè fino a quando San Girolamo, su incarico di papa Damaso, non curò la Vulgata, traduzione latina delle Sacre Scritture dal testo originale ebraico. La scomparsa del tetragramma dalla tradizione cristiana è dovuta al fatto che solo uno raro numero di copie della traduzione dei Settanta lo conteneva. I tetragramma non compare in nessuna delle oltre 5000 copie del Nuovo Testamento e non si dispone di una sola testimonianza attestante la presenza del tetragramma in qualche copia del Nuovo Testamento. Pur ammettendo l'esistenza di altri dèi, gli "elohim" di natura umana o angelica considirati figli di Dio per adozione, la dottrina ebraica negava la possibilità di un figlio naturale di YHWH. Gesù veniva chiamato dai cristiani Signore e Dio (Kyrios e Theos in greco a cui corrispondono Adonai o YHWH ed Elohim in ebraico) e ciò costitutiva una bestemmia per l'ebraismo. ALTRI NOMI DI DIO IHWH , Io-sono ,non è l'identità di Dio, ma è l'espressione dell'azione divina, cioè ciò che Dio fa da sempre: Io sono vicino al mio popolo.Gesù fa proprio il nome di Dio ,IO-SONO in alcune importanti dichiarazioni (Gv 18,5-8),per dichiarare la sua missione : essere-per-il-popolo-di-Jhwh. E per questo fu accusato di bestemmia ; la religione non poteva accettare una tale vicinanza di Dio come la sua stessa incarnazione. Jhwh si rivela come il Dio che vuole abitare con il suo popolo, essere vicino al suo popolo. Nella tradizione ebraica (tenuta viva dai profeti) Dio è chiamato con i nomi attribuiti genericamente alle divinità (Eterno, Onnipotente), ma anche con titoli particolari: IL SANTO. Dio è estremamente vicino al suo popolo ma per la religione resta sempre "altro" nella sua misteriosa trascendenza: nessuna immagine può esprimerlo, nessun rito o magia può catturarlo e disporre della sua potenza. Dio si avvicina al popolo e la religione sembra allontanarlo. Santo è un sinonimo di Sacro : riferito a Dio diventa Santo . La santità di Dio esprime il suo potere il suo Sacro è che è onnipotente e assolutamente altro dal male. IL VIVENTE, fonte e sorgente di ogni vita. IL DIO DEI PADRI, che ha scelto Abramo, Isacco, Giacobbe, ha fatto loro delle promesse, donando loro una posterità. IL DIO DEL POPOLO D'ISRAELE: lo liberò dalla schiavitù, e con lui stabilì l'alleanza, lo condusse nella terra promessa e gli donò la sua legge; di fronte alla fedeltà di Dio nonostante le infedeltà del popolo, l'alleanza si rivela non solo un contratto giuridico, ma piuttosto una promessa nuziale: Dio ama Israele come uno sposo ama la sua sposa, con un amore gratuito e senza limiti. IL DIO DEL DESERTO, che ha accompagnato il popolo dall'Egitto fino alla terra promessa. Si definisce "un Dio geloso" che vuole essere l'unico interlocutore del suo popolo, pronto a donargli anche prodigiosamente ciò di cui ha bisogno. IL FEDELE che mantiene la parola e conduce Israele alla terra promessa, ma che esige fedeltà. IL MISERICORDIOSO, sempre disponibile al perdono di fronte al pentimento, che non rinnega mai la sua alleanza. ETC. |
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