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Parusia

PARUSIA è parola greca che significa presenza, arrivare, farsi vedere: nel mondo greco indicava la venuta di un re o di un grande personaggio, con la festa, gli spettacoli, distribuzione gratuita di cibarie che accompagnavano l'evento. Per i cristiani parusìa significa la venuta di Gesù, vero re dell'universo, per giudicare gli uomini e le loro opere alla fine della storia.

Lo spiega il discorso cosiddetto escatològico (cioè sulle realtà ultime), che annuncia i segni della parusìa: sconvolgimenti nell'universo e negli astri, terremoti sulla terra, guerre tra i popoli (Mt 24-25). Si tratta di simboli desunti dalla letteratura apocalittica allora molto popolare. Gesù non vuol rispondere alla curiosità sul futuro e sulla fine del mondo: "Quanto al giorno e all'ora nessuno lo sa, neppure gli angeli del cielo, ma solo il Padre" (Mt 24,36).

L'indicazione resta misteriosa: QUEL GIORNO arriverà imprevisto "come un ladro nella notte" (Mt 24,42-44). I primi discepoli di Gesù forse pensavano che la fine del mondo e il ritorno glorioso di Gesù giudice fossero imminenti. Dopo la caduta di Gerusalemme (70 dC.), la Chiesa interpretò diversamente tale scadenza: in Gesù Dio ha GIA' dato e detto tutto all'uomo e non c'è più nulla da attendere, ma il Regno di Dio NON E' ANCORA realizzato; resta sempre tutto da fare per portare la verità e la salvezza di Gesù agli uomini che camminano nel tempo. La Chiesa ha la missione di evangelizzare il ondo fin quando il Signore verrà.

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