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Il Regno di Dio

Il Vangelo si apre con l'annuncio: "Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è giunto: convertitevi e credete al Vangelo" (Mc 1,15). 

L'espressione REGNO DI DIO è frequente nei sinòttici. 

Matteo preferisce evitare il nome di Dio e parla del REGNO DEI CIELI: probabilmente anche Gesù diceva così. Poi l'espressione scompare praticamente dal Nuovo Testamento, e si comincia a parlare di CHIESA. Quando Gesù parla del Regno ricorda l'antica storia biblica: i Salmi, ad esempio, inneggiava a Dio come Re d'Israele e del mondo, e al Messia come Re che deve venire. 

Più direttamente i testi apocalittici, come il Libro di Daniele, parlano del Regno di Dio sul mondo e sulla storia, di come la sua potenza sconfigge le potenze del mondo che vorrebbero eliminare il suo popolo. La fine di un'epoca di oppressione è presentata come la fine del mondo presente e l'inizio del regno pacifico di Dio, visto in prospettiva escatologica (le realtà ultime), perché ogni intervento di Dio nella storia è segno della salvezza finale definitiva. 

Nel Vangelo è evidente la prospettiva ultraterrena del Regno di Dio.  Fin dall'annunciazione si parla del Regno eterno del Messia (Lc 1,33), il buon ladrone chiede di entrare nel Regno di Gesù al momento della morte (Lc 23,42); alcune parabole parlano del Regno come del banchetto alla fine dei tempi (Lc 14,16-24). Il Regno è promesso come ricompensa "al piccolo gregge" dei discepoli (Lc 12,32). 

Al termine della storia umana i salvati prenderanno possesso del Regno preparato dal Padre (Mt 25,34), cioè della felicità perfetta e senza fine. Ma Gesù parla del Regno anche come realtà già presente nel mondo: "Il Regno di Dio è già in mezzo a voi" (Lc 17,21). Nelle parabole dice che il Regno e come il seme che cresce,come il lievito che fa fermentare, come la perla, come il tesoro da acquistare a qualunque prezzo. 

Nel Regno si entra con il battesimo (Gv 3,3-5); esso appartiene ai poveri e perseguitati (Mt 5,3.10); fin da ora bisogna cercare il Regno e la sua giustizia, a pregare per la sua venuta (Mt 6,10). Talvolta pare che il Regno s'identifichi con Gesù stesso. 

Il Regno di Dio non si realizza con l'attività esteriore,ma è anche interiore (Lc 17,21): si può descrivere come la signoria di Dio sulla storia e specialmente nel cuore degli uomini che accolgono il suo Figlio e la sua parola. 

La CHIESA è "il sacramento del Regno", cioè un segno che lo fa vedere iniziato, anche se non ancora realizzato. Essa vive nel tempo mentre il Regno di Dio rimane in eterno.

  La Chiesa è una figura imperfetta del Regno, ne comunica la verità e la grazia convocando gli uomini a formare un solo popolo, un'unica ASSEMBLEA (in greco Ekklesìa). 

La Chiesa è la presenza misteriosa ma reale di Gesù: è come il corpo di cui lui è il capo. "Rimanete in me, come io in voi. Io sono la vite, voi i tralci: chi rimane in me e io in lui, questi porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla" (Gv 15,4-5). "Dove sono riuniti due o tre nel mio nome, io sono in mezzo a loro" (Mt 18,20). "Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo" (Mt 28,11-20). Alla fine dei tempi il Regno di Dio potrà finalmente manifestarsi: allora scompariranno tutti i nemici di Dio e soprattutto il peccato, il male e la morte. 

Nel giudizio finale Gesù renderà definitiva la scelta di chi ha voluto entrare nel Regno e di chi l'ha rifiutato. E allora - dice San Paolo - Cristo consegnerà il Regno al Padre suo, e Dio sarà tutto in tutti: la sua signoria nel cuore degli eletti sarà la loro eterna felicità.

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