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Sinagòga

SINAGOGA (come "chiesa") significa riunione, e designa sia l'assemblea dei fedeli sia il luogo di riunione. Per gli ebrei è la "casa comune": in essa si riuniscono per ascoltare la parola di Dio e per pregare; gli anziani organizzano la vita della comunità e risolvono le controversie amministrative e legali; i bambini sono istruiti nella legge e nella tradizione ebraica.

Le prime sinagòghe nacquero durante l'esilio di Babilonia (586-539 aC.) per mantenere viva, anche lontano dalla patria e dal tempio, la coesione dei deportati e la fede dei padri. Dopo il ritorno in patria le sinagòghe si moltiplicarono in Palestina come nei paesi di migrazione ebraica (la Diàspora): ogni villaggio ne aveva almeno una.

Il Vangelo ricorda che Gesù, nella sinagòga di Nàzaret, lesse e commentò il profeta Isaìa, ma fu contestato dai suoi concittadini per le sue umili origini (Lc 4,14-30). Generalmente la sinagòga è una sala rettangolare divisa in tre navate da colonne. Al muro esterno si appoggiano spesso piccoli locali per la scuola e per i pellegrini.

Un arcisinagògo eletto dal consiglio di dieci anziani della comunità sovrintende all'ordine e alle finanze; e un "hazzan" (simile al nostro sacrestano) mantiene l'ordine, regola lo svolgimento delle funzioni e spesso funge anche da maestro per i ragazzi. La sinagòga non è un tempio: tempio unico per gli ebrei era quello di Gerusalemme. Perciò non vi si celebrano sacrifici e non c'è altare.

Gli elementi più importanti sono la CATTEDRA DI MOSE', una tribuna elevata da cui si proclamano le Scritture, e una specie di TABERNACOLO che ne conserva i rotoli. E' un segno della presenza di Dio e della fedeltà d'Israele all'alleanza, come nel tempio lo era l'Arca dell'Alleanza.

Per questo spesso è posto dietro un velo. Nella sinagòga ogni sabato e nelle feste, si leggono la Legge e i Profeti, e si prega stando in piedi rivolti verso Gerusalemme. Ogni sera poi la sinagòga ospita incontri e dibattiti aperti anche ai pagani. Commentare e interpretare la legge non è riservato ai rabbì: ogni ebreo lo può fare, e gli ospiti di passaggio sono spesso invitati a intervenire.

La SINAGOGA era il punto di riferimento della comunità ebraica sia in Palestina che nella diaspora. Il sabato iniziava alla sera del venerdì con una cena festiva preceduta da particolari preghiere. L'osservanza del sabato, come la circoncisione, era segno dell'appartenenza al popolo ebraico, soprattutto nelle comunità disperse tra i popoli pagani. 

L'anno era scandito dalle grandi FESTE, legate sia agli eventi storici del popolo d'Israele, sia al ritmo delle stagioni che si consacravano al Signore. Si celebravano nella sinagòga e nel tempio di Gerusalemme: qui si riunivano grandi folle nelle Feste di pellegrinaggio. Il tempio di Gerusalemme: storia e significato Eretto verso il 950 aC. dal re Salomone, figlio di Davide,il tempio di Gerusalemme era giustamente ritenuto una delle sette meraviglie del mondo. Al tempo di Gesù era un monumentale complesso di portici, cortili ed edifici che facevano corona al Santuario vero e proprio, considerato dimora di Dio. 

Primo centro religioso d'Israele era l'ARCA DELL'ALLEANZA, scrigno contenente le tavole della legge del Sinai considerato "sgabello dei piedi di Dio": l'Arca accompagnò il popolo nelle sue peregrinazioni nel deserto e durante l'insediamento nella terra promessa, poi fu introdotta nel tempio. Con l'esilio, dell'Arca si persero le tracce. 

Così il tempio come tale divenne segno della presenza di Dio e vertice spirituale dell'ebraismo. Distrutto da Nabucodònosor (586 aC.), riedificato da Zorobabéle (c. 520 aC.), e poi più splendidamente da Erode il Grande (dal 19 aC.), il tempio fu distrutto definitivamente dai Romani (70 dC.), che non lasciarono "pietra su pietra" come aveva predetto Gesù (Lc 19,41-44).

Dopo l'esilio di Babilonia (586-539 aC.), il tempio divenne simbolo dell'unità politica del popolo d'Israele, punto di riferimento anche per la vita sociale. Un tempio arginale fu innalzato a Leontòpolis (Basso Egitto) nel III sec. aC. (durerà fino al 73 dC.). Per gli ebrei di Gerusalemme il tempio eretto dai samaritani sul monte Garizìm era ritenuto uno scandalo, perché infrangeva l'unità del culto in Palestina. 

Al tempo di Gesù nessun ebreo poteva fare a meno del tempio. 

Gesù stesso fu presentato al tempio come primogenito (Lc 2,22); qui si manifestò tra i dottori della legge a dodici anni (Lc 2,46); qui insegnò a lungo durante la sua vita pubblica; qui scacciò i mercanti rivendicando la santità del luogo come casa di Dio e casa di preghiera (Mt 21,12-13). 

Alla morte di Gesù il VELO DEL TEMPIO si squarciò da cima a fondo (Mt 27,51), quasi ad indicare lo svelamento del mistero di Dio. Gli apostoli, dopo l'ascensione al cielo del loro Maestro, ontinueranno a frequentare il tempio finché le persecuzioni li cacceranno fuori da Gerusalemme. 

Ogni settimana, il SABATO, ci si asteneva da ogni lavoro, per dedicarsi alla preghiera, alla lettura della parola di Dio, all'incontro con amici e parenti. 

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