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Testimonianze storiche su Gesù FLAVIO GIUSEPPE (37-102 dC.) è il più importante storico dei fatti di Palestina. Nato a Gerusalemme, mandato a Roma intorno ai 25 anni capì l'inutilità della resistenza antiromana, ma nel 66 il sinédrio gli affidò il comando della Galiléa contro i Romani. Catturato da Vespasiano, gli predisse che sarebbe diventato imperatore e rimase nel suo quartier generale forse come interprete. Dopo la caduta di Gerusalemme andò a Roma e assunse il nome gentilizio della "gens Flavia". Scrisse la "Guerra giudaica" e le "Antichità giudaiche". Morì dopo il 102. Sebbene sia quasi contemporaneo di Gesù, Flavio Giuseppe lo nomina appena. Accenna a Giovanni Battista "uomo di grande autorità pres so il popolo", e a "un uomo Gesù, uomo sapiente se pur si può chiamarlo uomo... saggio, operatore di miracoli, maestro degli uomini, attirò a sé molti giudei e molti greci... Dietro denuncia dei nostri primi cittadini, Pilato lo condannò alla crocifissione... Egli apparve ai suoi discepoli, tre giorni dopo, risuscitato... Il gruppo che porta il nome di cristiani non è ancora scomparso". Questo "testimonium flavianum" appare troppo esplicitamente ispirato al Vangelo: il testo potrebbe essere stato Ritoccato o postillato da qualche antico copista cristiano. Un altro testo riferisce: "Il sommo sacerdote Anna fece comparire davanti al sinédrio Giacomo, fratello di Gesù detto il Cristo, insieme con alcuni altri, e li condannò a morire lapidati" (nel 62 dC.). PLINIO IL GIOVANE (62-114) governatore della Bitinia, in una lettera del 112 dC: indirizzata all'imperatore Traiano scrive: "I cristiani si riuniscono in un giorno prefissato e cantano un inno in onore di Cristo come a un Dio. Tale superstizione s'è sparsa dappertutto, non solo nelle città e nei paesi ma anche nelle campagne". Lo storico TACITO (55-120) negli "Annali" dà questa testimonianza: "Per togliersi di dosso quest'accusa (di essere colpevole dell'incendio di Roma), Nerone fece condannare e suppliziare coloro che la gente chiamava cristiani, che erano odiati per i loro costumi. Questo nome proviene loro da Cristo che, sotto il regno di Tiberio, il procuratore Ponzio Pilato consegnò al supplizio. Repressa per il momento, questa detestabile superstizione doveva poi apparire di nuovo non solo in Giudea, dove il male aveva avuto origine, ma anche in Roma". Lo storico SVETONIO (75-150) nella "Vita di Claudio"scrive: "Claudio espulse i giudei da Roma, visto che sotto l'impulso d'un certo Chrestus non cessavano di agitarsi". Nel TALMUD DI BABILONIA (sec. II-V) si legge: "Alla vigilia di Pasqua fu crocifisso Gesù di Nàzaret... Egli aveva esercitato la magia e sedotto Israele, trascinandolo nella rivolta... Non si trovò nessuno che lo difendesse". |
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