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Sinottici

Sinòssi (dal greco "syn-opsis", unica visione) vuol dire visione d'insieme, con uno stesso colpo d'occhio. Per il Vangelo il termine è usato in duplice senso: la lettura sinòttica e i Vangeli sinòttici. 

LETTURA SINOTTICA: consiste nel leggere in paralle lo i quattro Vangeli avvicinando i brani di uguale contenuto:data l'importanza della parola di Dio è giusto che ogni brano d'un evangelista sia meglio compreso e meglio interpretato mettendolo a confronto e integrandolo con i "passi paralleli" o le "concordanze" che si trovano negli altri evangelisti e che fanno risaltare le particolarità di ciascuno.

VANGELI SINOTTICI sono detti i Vangeli secondo Matteo, Marco e Luca, perché - se si scrivessero in colonne parallele l'uno accanto all'altro - si potrebbero leggere "in sinòssi", con uno stesso colpo d'occhio. Sono composti infatti in modo analogo, partendo da un identico schema, e raccontano gli stessi episodi, a volte anche con lo stesso ordine e quasi con le stesse parole.

Evidentemente i tre evangelisti hanno avuto tra mano lo stesso materiale di partenza, le prime "raccolte" redatte dai testimoni, anche se poi hanno fatto ricerche personali e hanno scritto in modo autonomo. Marco ha ricordato soprattutto i fatti della vita di Gesù, mentre Matteo e Luca hanno raccolto anche molto materiale riguardante l'insegnamento di Gesù, per cui il loro Vangelo è quasi il doppio di quello di Marco.

Il materiale relativo ai fatti della vita di Gesù riportato da tutti e tre i sinòttici viene indicato come "la triplice tradizione"; quello relativo agli insegnamenti, riportato da Matteo e da Luca, come "la duplice tradizione"; quel che ciascuno ha di proprio risale invece a tradizioni diverse, conservate nelle comunità ove i tre testi vennero effettivamente redatti.

Il quarto Vangelo, quello di Giovanni, è strutturato in modo del tutto autonomo. Fu scritto dopo i tre sinòttici. Il Vangelo concordato in un unico racconto Il tentativo di armonizzare i quattro Vangeli in un unico racconto - dalla annunciazione della nascita fino alla ascensione di Gesù al cielo - risale ai primi secoli cristiani: i testi di Matteo, Marco, Luca, Giovanni, accolti dalla Chiesa nella loro originalità ispirata, vennero presto messi a confronto, per favorire una più completa conoscenza di Gesù.

I Vangeli sono quattro diversi annunci del messaggio della salvezza e sarebbe una forzatura artificiosa pretendere di scomporli e utilizzarli come fossero semplici documenti d'archivio: tuttavia è possibile ricostruire "il Vangelo dai Vangeli" e leggervi una ordinata, per quanto incerta e lacunosa, "vita di Gesù". I criteri scelti per leggere i Vangeli come un unico racconto sono tutti discutibili: SI ricostruisce una ipotetica "storia nel Vangelo" seguendo per lo più la cronologia delle feste del Vangelo di Giovanni, inserendo opportunamente i nuclei narrativi più importanti dei Vangeli sinòttici. Giovanni infatti scandisce il ministero pubblico di Gesù in tre Pasque con numerosi riferimenti ad altre feste: secondo molti studiosi è probabile che le tre Pasque possano datarsi negli anni 28-29-30 dell'era cristiana.

E' stato scritto che il miglior commento al Vangelo è la centesima lettura del Vangelo: la nostra "proposta di lettura concordata" vuol semplicemente favorire un accostamento al Vangelo intero, aiutando il lettore a situare, con qualche probabilità, episodi e insegnamenti di Gesù in un contesto che aiuti a capire meglio. Ma la lettura vera del Vangelo resta quella dei testi ispirati: secondo Matteo, secondo Marco, secondo Luca, secondo Giovanni. Il Vangelo e l'Antico Testamento :Compimento della Legge e dei Profeti Gesù si appella all'autorità dell'Antico Testamento: "Non crediate che io sia venuto ad abrogare la Legge o i Profeti!" (Mt 5,17) ma ne interpreta le prescrizioni con solenne autorevolezza: "Ma io vi dico!...". Non si può comprendere il mistero di Gesù fuori del contesto dell'Antico Testamento, dove è fiorita la speranza e l'attesa del Messia. Ai discepoli di Emmaus Gesù, "cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò quanto lo riguardava in tutte le Scritture" (Lc 24,27). Per donare ai discepoli forza, coraggio e sicurezza nel testimoniare il suo messaggio Gesù promette lo Spirito e "apre la loro mente all'intelligenza delle Scritture" (Lc 24,44-47).

Gesù mostra così che il suo messaggio e la sua opera si innestano nella storia della salvezza iniziata con il popolo d'Israele e la allargano a tutti i popoli e a tutti i tempi: egli porta a compimento l'unico progetto di Dio per la salvezza dell'uomo. Nella trasfigurazione Gesù appare con Mosè ed Elia "nella gloria ... e parlavano del suo esodo" cioè della sua morte e risurrezione (Lc 9,30-31). Mosè rappresenta la legge; Elia rappresenta i profeti: è un esplicito riconoscimento che il Vangelo realizza e completa l'Antico Testamento e forma con esso l'unica rivelazione di Dio e un'unica storia di salvezza.

Qualche volta è Gesù stesso che ricorre alla Scrittura per spiegare la sua missione, svelare il mistero della sua persona, o confutare i suoi avversari. Altre volte sono gli evangelisti che ricorrono alla Scrittura per meglio presentare il mistero di Gesù. Matteo - che scrive soprattutto per comunità cristiane della Siria e Palestina, dove i convertiti dal giudaismo erano la maggioranza e più frequenti erano i contatti e le polemiche con i giudei che rifiutavano Gesù - è il più attento nel citare testi dell'Antico Testamento, annotando per una dozzina di volte: "Questo è avvenuto affinché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta...". 

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