LA CROCE

La croce da patibolo a trono regale di Gesù 

La croce, come terribile supplizio riservato agli schiavi e ai ribelli, non è molto antica: fino all'epoca ellenistica i condannati venivano lapidati, poi i loro corpi venivano esposti su un palo fino a sera per pubblico ammonimento. 

Come pena capitale la crocifissione fu abolita dall'imperatore Costantino nel 314 dC. 

Al tempo di Gesù, nelle diverse regioni dell'impero romano, erano in uso diversi tipi di croce: CROCE CAPITATA o IMMISSA, col braccio trasversale legato o incastrato lungo il palo verticale: è quella che si vede più spesso riprodotta nell'arte cristiana; CROCE COMMISSA (a forma di T), col braccio trasversale posto in cima al palo verticale; CROCE DECUSSATA (a forma di X, detta poi croce di Sant'Andrea perché a quella fu crocifisso l'apostolo), sulla quale il condannato era legato o inchiodato con braccia e gambe divaricate. 

Per la crocifissione di Gesù è molto probabile che si sia usata la croce immissa o capitata, perché il Vangelo accenna al cartello con la motivazione della condanna, posto "al di sopra della sua testa" (Mt 27,37). Di solito il condannato portava solo il braccio trasversale (patìbulum), che poi veniva issato sul palo verticale (detto stìpes o statìculum), già piantato in terra. A volte lungo il palo verticale sporgeva un appoggio su cui il crocifisso poteva appoggiarsi perché il peso del corpo non lo soffocasse subito. E' incerto invece l'uso d'uno zoccolo per poggiarvi i piedi (suppedàneum), sebbene esso compaia in molte antiche immagini. Certo il crocifisso puntava sui piedi, legati o inchiodati, per allargare la cassa toracica e respirare: infatti "spezzare le gambe" (Gv 19,31-34) significava dare il colpo di grazia ai condannati provocando l'immediata asfissia. Nel Medioevo ebbe una certa diffusione la figura della croce "commissa" (a forma di T), perché fu adottata come stemma dalla "crociata dei fanciulli" (1212) e poi da alcune istituzioni monastiche (croce di Sant'Antonio). 

Questa croce ricordava insieme il supplizio di Gesù e la Tau (la T greca) che secondo il profeta Ezechiele è impressa sulla fronte degli eletti scampati alla rovina di Gerusalemme: "Non saranno colpiti quelli segnati in fronte col segno Tau". 

La croce è anche simbolo ascetico: PRENDERE LA CROCE equivale ad accettare le prove della vita e mettersi alla sequela di Gesù per essere suo discepolo: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la propria croce ogni giorno e mi segua" (Lc 9,23). Il Vangelo di Giovanni vede nella croce di Gesù il trono della sua gloria: "E' venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato ... Quando sarò innalzato da terra attrarrò tutti a me" (Gv 12,23-33). La croce infatti è considerata il segno della vittoria di Gesù sul male e lo strumento glorioso col quale egli rivela tutto l'amore per il Padre e per noi.