Miracoli, segni e prodigi 

Nel Vangelo sono narrati molti fatti straordinari, chiamati "azioni potenti, prodigi, segni, opere", o più semplicemente MIRACOLI: questo termine indica eventi che superano le leggi della natura e che possono spiegarsi solo con l'intervento di Dio, creatore e padrone della natura. Non sono miracoli veri e propri certi portenti pur straordinari ma che possono avverarsi attraverso il concorso, fortuito o provvidenziale, di circostanze umanamente possibili, anche se improbabili e imprevedibili. 

Più che sui fatti in sé il Vangelo concentra l'attenzione su Dio che agisce e sul suo rapporto con il suo popolo: i miracoli diventano così SEGNI della presenza e della potenza di Dio in rapporto con l'alleanza. I miracoli di Gesù si collocano nell'ordine dei segni e vanno compresi come espressione della sua missione di Messia e salvatore. 

Nel Vangelo di Giovanni attraverso i segni che compie Gesù mostra anche cosa vuol essere per l'uomo: il vino, il pane, l'acqua viva, la luce, la salute, la vita, la risurrezione. Una volta Gesù guarì dieci lebbrosi, dei quali uno solo tornò a ringraziarlo. 

Gesù gli dice: "La tua fede ti ha salvato" (Lc 17,19). Tutti e dieci erano stati guariti, ma per uno solo la guarigione era divenuta segno di salvezza. Gesù non ha mai voluto compiere gesti spettacolari né prodigi di comodo a suo favore, come gli proponeva il demonio tentatore (Mt 4,1-11), o coloro che pretendevano "un segno dal cielo" (Lc 11,29-32). 

Il vero segno inequivocabile della sua missione sarà la sua morte redentrice e la sua risurrezione.