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I salmi preghiera cristiana

I salmi possono apparire desueti all'uomo contemporaneo il quale è tentato di lasciarli da parte per ispirarsi, soprattutto nella preghiera, a linguaggi e a temi apparentemente più moderni. E' però importante ricordare che i salmi sono stati, oltre che l'espressione privilegiata della preghiera di Israele, anzi, proprio per questo, i testi che hanno alimentato la preghiera di Gesù. Inoltre il Salterio è uno dei libri più citati dal Nuovo Testamento e questo significa che i primi cristiani, per comprendere ed esprimere il mistero di Gesù, hanno fatto ricorso a questi testi.

Il Salterio è divenuto il libro per eccellenza della preghiera cristiana, «summa et compendium » di tutto il messaggio biblico, come diceva il Bellarmino. Ambrogio, descrivendo le ondate sonore di uomini, donne, vergini e bimbi che popolavano la sua chiesa di Milano cantando i salmi, le raffrontava al «maestoso ondeggiare dei flutti dell'oceano» (Hexaemeron 111,5, PL 14,178).

Il Salterio, infatti, non è stato solo il libro della preghiera nazionale e della liturgia ufficiale d'Israele (lCr 16; 25; 2Cr 7,3; Esd 3,10-11; Ne 11,17), né è soltanto un'espressione dei sentimenti dell'umanità intera quando interroga Dio nel dolore, nella gioia, nella vita e nella morte: esso è divenuto soprattutto il testo della meditazione orante cristiana, come già testimonia la comunità apostolica, che ai salmi riserva una nuova applicazione (Ef 5,19; Coi 3,16; Gc 5, 13) e una nuova ermeneutica cristiana (At 1,16.20; 4,33-35 ... ).

Alcuni salmi occupano una posizione di prestigio in questo processo di reinterpretazione. Così i salmi regali (soprattutto 2 e 110) subiscono un'ermeneutica cristologica di grande rilievo (per il Sal 2,1 vedi Ap 11, 18; per Sal 2,1-2 vedi At 4,25ss; per Sal 2,7 vedi Mt 3,17 par. e Mt 17,5 par.; At 13,33; Eb 1,5; 5,5; per Sal 2,8-9 vedi Ap 2,26; 12,5; Eb 1,2; Ap 19,15; etc.)

La lettura cristologica, dominante anche in epoca patristica, non è un fatto puramente letterario, ma ha implicazioni più profonde: il Cristo, Gesù di Nazaret, è il giusto, il perseguitato, il sapiente, colui che confida in Dio, di cui parlano i salmi. Preghiera di Israele, di Cristo, della Chiesa, i salmi diventano per ogni credente una scuola privilegiata di orazione.

Molti cristiani sentono l'esigenza di esprimere la loro dimensione spirituale, ma non sanno come pregare, per questo è utile ricordare quanto diceva D. Bonhoeffer il quale paragonava la preghiera ad una lingua straniera per apprendere la quale occorre ripetere vocaboli, memorizzare espressioni tipiche, non pretendere immediatamente di avere una grande familiarità.

«Come si acquisisce una lingua straniera, cosi si impara a pregare: ripetendo a Dio la lingua di Dio fino a quando essa non diventa pure la nostra, nel senso che informa i nostri pensieri, le nostre attitudini, i nostri desideri.»

Infine, occorre ricordare che i salmi sono re-azione ad un evento che precede il quale coinvolge tutto l'uomo e lo confronta con le grandi domande che riguardano l'esistenza.
L'uomo che grida, gioisce o si lamenta nei salmi è rivolto al Signore: ogni domanda, ogni anelito, anche se inconsapevolmente, ha come interlocutore il Dio che ama la vita e lì trova spazio di ascolto e di accoglienza, di senso.

PREGARE I SALMI CON FEDE CRISTIANA ( cf : Luigi Della Torre-41 SALMI E CANTICI DA CELEBRARE-Queriniana)

Lungo la sua tradizione la Chiesa ha sempre raccomandato e usato il Salterio come libro di preghiera cristiana. Lo ha fatto senza però separarlo dalla sua matrice ebraica in quanto parte della Bibbia cristiana che indissolubilmente contiene libri dell'Antico e del Nuovo Testamento. E dunque parola di rivelazione.

  Da quanto il Risorto ha «aperto la mente dei discepoli alla intelligenza delle Scritture», mostrando loro come si erano «compiute in lui tutte le cose scritte su di lui nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi»  (Lc 24,44-45), la Chiesa ha cercato nei salmi le promesse divine  su Cristo e le ha usate nella sua opera di evangelizzazione. 

I cristiani pur partendo dalla interpretazione ebraica dei salmi li hanno da sempre reinterpretati per il senso che hanno per la loro fede in Gesù e per l'orizzonte che aprono al la loro speranza posta in Gesù.
Di fattura ebraica, essi li pregano in riferimento a Cristo Gesù.
La Chiesa ha sempre anche  interpretato i salmi in rapporto a se stessa, leggendovi la sua situazione di popolo di Dio in cammino verso il Regno definitivo e facendo dei salmi  una preghiera liturgica e una preghiera quotidiana, attuale.

Per compiere una "interpretazione cristiana" dei salmi, come di tutti i libri veterotestamentari, esegeti e autori spirituali non si mantennero sempre nella sobria comprensione della tradizione  o della ricerca del "senso spirituale", ma con spiegazioni complicate ricorsero all'allegoria, che pretende di trovare nel testo biblico, a volte in una parola, "altro" da quello che dice il "senso letterale". Ne è venuto un discredito della "lettura spirituale" dell'A.T. e in particolare dei salmi. 

Un documento della Pontificia Commissione Biblica (L'interpretazione della Bibbia nella Chiesa, 15/4/1993) precisa: «Possiamo definire il "senso spirituale", compreso secondo la fede cristiana, il senso espresso dai testi biblici quando vengono letti sotto l'influsso dello Spirito santo nel contesto del mistero pasquale di Cristo e della vita nuova che ne risulta. Questo contesto esiste effettivamente, il N.T. riconosce in esso il compimento delle Scritture.

E' perciò normale rileggere le Scritture alla luce di questo nuovo contesto, quello della vita nello Spirito» (11 B 2). Tale "senso spirituale" non è soggettivo ma neppure si può sempre trovare in modo univoco e indiscutibile. La "polisemia" dei linguaggio biblico, specialmente quello poetico proprio dei salmi, si presta a più letture, su più piani.

  Nella tradizione antica per lo più i salmi venivano "cristianizzati" interpretandoli in ogni versetto, soffermandosi su un vocabolo e seguendo ogni allusione. Oggi si preferisce cogliere il "senso cristiano" nella globalità della composizione letteraria, del suo contesto storico originale e quindi, attraverso l' " analogia di situazione", nella sìtuazione attuale degli oranti. Che non è solo quella individuale ma anche della comunità di fede nella quale e con la quale essi vivono in sintonia di preghiera.

In questo caso non è necessario offrire un "commento" per ogni versetto; basta indicare un orientamento che poi ogni singolo orante tiene presente nella recitazione, applicandolo creativamente al testo che recita o ascolta. Ne viene che un uso cristiano dei salmi è sempre spiritualmente creativo: il credente pregando il testo biblico si pone nella corrente suscitata dallo Spirito santo che ha ispirato quel testo e ora suggerisce il modo di renderlo preghiera attuale. «Così vuole lo Spirito, che ha ispirato il salmista e che assisterà ogni uomo di sentimenti religiosi aperto ad accogliere la sua grazia» (PNLO 104).

La Liturgia delle Ore

«Nella Liturgia delle Ore la Chiesa prega  con quei bellissimi canti che i sacri autori ebrei hanno composto nell'Antico Testamento», essa sa che «i salmi, tuttavia, non offrono che un'immagine imperfetta di quella pienezza dei tempi che apparve in Cristo Signore e dalla quale trae vigore la sua preghiera» (Principi e Norme per la Liturgia delle Ore= PNLO, 100-101). «lo Spirito santo, sotto la cui ispirazione i salmìsti hanno cantato, assiste sempre con la sua grazia coloro che eseguono tali inni con fede e buona volontà» (ivi 102).

Perciò, «chi recita i salmi a nome della Chiesa, deve badare al senso pieno dei salmi, specialmente al senso messianico, per il quale la Chiesa ha adottato il Salterio». Seguendo la via aperta da Gesù (vedi n. 1), «i santi Padri accolsero e spiegarono tutto il Salterio come profezia di Cristo e sulla Chiesa; e con lo stesso criterio i salmi sono stati, scelti nella sacra Liturgia» (ivi 109).

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