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| I miti biblici, "storie emblematiche" Vedi : "miti e riti" Ogni generazione umana contempla il suo mondo e la sua storia alla ricerca di modelli di esistenza che producano bene per sè e per tutti. Per scoprirli essa deve continuamente ricontemplare il mondo e le rivelazioni per scoprire le verità che esse contengono e che danno senso e valore alla esistenza. Il mito è un racconto strategico attraverso cui il saggio comunica i significati delle cose e della vita alla sua generazione. Egli scruta, contempla le rivelazioni e scopre in esse significati nascosti ( che non erano fino allora evidenti ) e li scopre ponendo alle rivelazioni le domande fondamentali che si pongono gli uomini della sua generazione . I significati che il saggio coglie nelle rivelazioni li comunica per mezzo di un genere letterario universale che è il mito. Attraverso il Mito, che è un racconto strategico, trasporta la mente degli uditori fuori dal mondo reale, in un mondo "immaginale", « il quel tempo», «in principio » , là dove tutto ha inizio e dove si possono cogliere i veri significati delle cose. In questo modo egli comunica i significati che egli ha colto nelle rivelazioni , nel caso di Israele, comunica la sapienza divina.
I Babilonesi, antenati di Abramo conservavano miti e leggende della umanità antica: -come gli dei avevano creato il mondo Questi miti e leggende erano i simboli che permettevano loro di penetrare i misteri del mondo e della vita. Si ritrovano tracce di questi miti anche nella Bibbia : i saggi di Israele, i sapienti ebrei ,colgono le domande fondamentali per le quali i Babilonesi avevano costruito i loro miti e le pongono alla stroia della Rivelazione divina. Essi scoprono nella Tradizione nuovi significati e costruiscono nuovi miti. In qualche modo essi reinterpretano i miti Babilonesi alla luce della rivelazione divina. I protagonisti delle "vicende delle origini" raccontate nei miti dei popoli vicini , nei miti biblici non non sono più gli dèi mesopotamici e gli uomini-eroi, ma Dio e gli antenati di Abramo. I racconti biblici che sono del genere " mito" , alle domande fondamentali comuni a tutta l'umanità aggiungono domande che riguardano la loro storia insieme a Dio. Ciò che succede continuamente nella storia trova la sua spiegazione nelle origini della storia stessa, " in principio.." Il mito nelle culture antiche era il modello esemplare di ogni realtà ed attività umana.
Se questo si rivela continuamente nella storia della salvezza allora si può dire che ( mito) : in principio gli spiriti del cielo furono sottoposti ad una alleanza e mentre alcuni sono stati fedeli a Dio e lo servono a favore del suo popolo ( angeli), altri si sono ribella ti a Lui e lo servono contro il suo popolo ( diavoli).
Giuda 5 .... gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora, egli li tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del gran giorno Teologia della Creazione L’unità della Bibbia come criterio di interpretazione «La Bibbia è l’ eco della storia di Dio con il suo popolo, non è un romanzo o un manuale , essa presenta sia le difficoltà che Dio incontra nella relazione con il popolo che le difficoltà del popolo a conoscere, comprendere e seguire Dio. Il tema di “Dio creatore” viene perciò incontrato nella Bibbia più di una volta , esso attraversa tutta la storia della relazione con Dio. La conoscenza di Dio si afferma nella Bibbia passo dopo passo. Con l’avvento di Gesù tutti i temi della Bibbia –dunque anche quello della creazione- riceveranno, secondo i cristiani, una luce nuova, nuovi significati. Ogni testo biblico va interpretato nella scia del cammino che il tema da esso centrato ha fatto nella Bibbia. Il tema [di Dio creatore] non fu mai del tutto assente ma non fu sempre importante per Israele allo stesso modo. Durante l’esilio babilonese esso divenne centrale: nel momento in cui la storia mostrava un Dio debole e vinto dagli dèi babilonesi Egli si rivela per mezzo dei profeti il Dio che permette la dispersione del suo popolo perché vuole farsi conoscere dagli altri popoli e questo lo fa perché è il Dio della storia che ha nelle sue mani i popoli, il mondo, il suo destino e dunque la sua origine. Dio è il Creatore, colui che ha il potere su tutto.» Come è nato il mondo? Come sia nato il mondo è mistero affidato alla scienza. I sapienti riflettono sulla rivelazione divina, sulla storia di miracoli , di salvezze e scoprono che : " Dio ha creato il suo popolo e lo salva continuamente nella storia per vivere insieme ad esso. "
Sal 134,5 Io so che grande è il
Signore,
il nostro Dio sopra tutti gli dèi. Il racconto biblico della creazione del mondo non parla della origine del mondo , come è nato il mondo, ma dice del rapporto che Dio ha con il mondo e la storia, del significato del mondo, perché esiste. Il significato del mondo che si scopre nella storia della rivelazione divina è questo: Dio " crea"-salva il mondo continuamente per mezzo della sua Parola di alleanza.Questo potere lo ha rivelato nella storia e specialmente nell' 'evento dell'Esodo dall'Egitto. Dio salva il mondo perchè ha un progetto sul mondo : salvare il suo popolo per portarlo a vivere con Sè . Nel NT, dopo la rivelazione divina che è Gesù, la creazione è considerata un continuum nella storia : Ap 4,11 «Tu sei degno, o Signore e
Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, Il parallelismo è sinonimico :
furono create e sussistono. Cioè sono continuamente
create.
Bar 4,10 Ho visto, infatti, la schiavitù
in cui Dio ha
condotto i miei figli e le mie figlie. Solo Dio è "Il Vivente", colui che ha in sè la Vita (eterna) perciò ha il dominio su tutto ciò che esiste e vive. Dan 6,27 Per mio comando viene promulgato questo decreto: In tutto l'impero a me soggetto si onori e si tema il Dio di Daniele, perché egli è il Dio vivente, che dura in eterno; il suo regno è tale che non sarà mai distrutto e il suo dominio non conosce fine. Dio è il Vivente , l' Eterno, da cui solo può venire
la Vita. Sal 89,1 Preghiera. Di Mosè, uomo
di Dio. Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in
generazione. ![]() Sal 103, 24 Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! Tutto hai fatto con saggezza, la terra è piena delle tue creature. 25 Ecco il mare spazioso e vasto: lì guizzano senza numero animali piccoli e grandi. 26 Lo solcano le navi, il Leviatàn che hai plasmato perché in esso si diverta. 27 Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. 28 Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, tu apri la mano, si saziano di beni. 29 Se nascondi il tuo volto, vengono meno, togli loro il respiro, muoiono e ritornano nella loro polvere. 30 Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra. La sapienza ebraica per esprimere il processo con cui Dio ha dato vita alle cose utilizza una analogia umana : il verbo barah, che è il verbo del vasaio che plasma-crea. Per l'uomo biblico, che vive con la percezione lineare del tempo, dire come il mondo riceva vita dal Dio Vivente significa concepire un inizio del tempo in cui il Vivente ha dato vita, esistenza a tutte le cose. E' la mitopoiesi. Per l'uomo ebraico antico è inconcepibile una azione che sia fuori del tempo, una azione che non abbia un inizio ed una fine. I sapienti si esprimono perciò in termini di "creazione" e di "inizio". "In Principio" Dio ha "creato" il mondo. I termini " in principio" e "creare" sono forme letterarie analogiche e come tali vanno intese, non sono affermazioni scientifiche. Forma letteraria e contenutotesto del card. Ratzinger . « La Bibbia non è e non vuole essere un manuale di scienze naturali. È un libro religioso, per cui non possiamo attingere da essa delle nozioni scientifiche, né sapere come il mondo ha avuto scientificamente origine. Essa ci comunica solo delle conoscenze religiose. Tutto il resto sono immagini, che servono a far capire all'uomo la verità autentica e profonda. Bisogna distinguere tra forma espositiva e contenuto esposto.La forma fu scelta da elementi che in quel tempo risultavano comprensibili, da immagini in cui gli uomini di allora vivevano, pensavano e parlavano, in cui riuscivano a capire realtà autentiche e superiori.Solo il contenuto autentico, che traspare attraverso le immagini, è l'elemento veramente permanente, quello che la Bibbia intende affermare. Secondo questa concezione la Bibbia non intende raccontarci come sono sorte a poco a poco le specie vegetali, come il sole, la luna e le stelle si sono formati, bensì dirci solamente di Dio . Il mondo non è un affastellamento di forze tra loro contrastanti, come pensavano molti uomini di allora, non è la sede di potenze demoniache, da cui l'uomo deve difendersi. Il sole e la luna non sono divinità che regnano sopra di lui, e questo cielo disteso sul nostro capo non è popolato di divinità inquietanti e tra loro nemiche; tutto questo proviene piuttosto da un 'unica potenza, dalla ragione eterna di Dio [ il Logos o Verbo o Parola divina n.d.r.], che nella parola divenne forza creatrice. Tutto questo proviene dalla parola di Dio, da quella medesima parola che noi incontriamo nell'evento di fede. E così non solo venne tolta agli uomini, che appresero che il mondo è dalla parola, l'angoscia di fronte agli dèi e ai demoni; ma il mondo stesso divenne libero per la ragione, che si eleva a Dio, e l'uomo è reso capace di incontrare senza paura Dio. Egli sperimentò in queste parole il vero" illuminismo " , che spazza via gli dèi e le potenze nascoste e gli fa riconoscere che solo una potenza « è al fondo di tutto e noi nelle sue mani »: il Dio vivo. Sperimenta, inoltre, che questa medesima potenza, che ha creato la terra e le stelle, è quella stessa che sorregge tutto l'universo, quella che incontriamo nella parola della Sacra Scrittura. In tale parola noi tocchiamo la potenza originaria del mondo,la potenza vera che sta al di sopra di tutte le potenze . » Il racconto biblicoNella storia di relazione del popolo di Israele con Dio ogni esodo si rivela come un nuovo inizio, l'inizio di una nuova storia, una nuova creazione : applicandolo a livello cosmico esso rivela Dio come creatore . rileggi : esodo Il racconto della creazione si snoda attraverso i simboli dell'evento salvifico paradigmatico : l'esodo dall'Egitto. Nell'Esodo Dio salva Israele per portarlo a vivere con sè in Palestina. Questo evento salvifico, questa rivelazione contiene, per il sapiente che la contempla, una verità nascosta: Dio continuamente salva il mondo per salvare Israele in vista della vita insieme ad esso. In altre parole Dio " crea" continuamente il mondo, lo salva dal caos , dalla caotizzazione, dalla decreazione, perchè vuole salvare Israele.
La terra asciutta (la Palestina, l'ambito di vita dell'uomo inseme a Dio) è " emersa" dalla vittoria di Dio sulle forze caotizzanti, decreatrici del Mar Rosso,le "grandi acque" ,per intervento dello spirito divino (spirito-vento, ruah) , nella notte del " passaggio" (Pesak, Pasqua). Il cosmo ,l'ordine, la vita, l'ambito di vita dell'uomo insieme a Dio, emerge dalle grandi acque del caos, come vittoria sulle forze della de-creazione per intervento del soffio-spirito-alito-parola di Dio.
Chi è nell'alleanza con Dio riceve continuamente le sue benedizioni. (Barak , benedire e barah, creare sono assonanti). Dio per mezzo della sua Parola, l’alleanza , crea continuamente gli esseri, dà Vita salvandoli dalla sparizione. Questo potere salvatore-creatore , Dio lo ha rivelato eminentemente nell'evento dell'Esodo dall'Egitto. Questo potere creatore è l'atteggiamento continuo, permanente di Dio verso tutto l'esistente: la "creazione" . Una leggenda egizia narra che un tempo la terra era costituita da un vuoto acqueo e informe. Da queste acque, chiamate Nun, emerse una collinetta di terra e su questa nacque tutto ciò che esiste. Un gruppo di sacerdoti diceva che era nata una pianta su cui si posò la prima forma di vita, il talco Horus; altri raccontavano invece che era cresciuta una pianta di loto, e dai suoi germogli era nato il sole. La manifestazione dell'energia che creò l'umanità in questo cosiddetto Primo Evento venne considerata dagli Egizi come la tangibile manifestazione del potere divino. CUCC 280 La creazione è il fondamento di “tutti i progetti salvifici di Dio”, “l'inizio della storia della salvezza”, [Congregazione per il Clero, Direttorio catechistico generale, 51] che culmina in Cristo. Inversamente, il Mistero di Cristo è la luce decisiva sul mistero della creazione: rivela il fine in vista del quale, “in principio, Dio creò il cielo e la terra” ( Gen 1,1 ): dalle origini, Dio pensava alla gloria della nuova creazione in Cristo [Cf Rm 8,18-23 ]. L’ azione creatrice che si manifesta nella storia è all’origine della storia stessa , ed essa si è rivelata mirabilmente nell’esodo dall’Egitto. Il saggio di Israele per esprimere questa rivelazione crea il mito della creazione: attraverso la strategia di un racconto in cui il mondo " nasce" egli trasmette la sua scoperta sulla rivelazione divina dell'Esodo dall'Egitto, evento in cui il mondo prende significato . 1-Dio salva Israele dalle "acque distruttrici" per portarlo
a vivere in alleanza con sé in Palestina. Questa è la creazione divina ,opera di salvezza permanente nella
storia. Tutto esiste in modo condizionato,
esiste solo nella relazione di alleanza con il Dio rivelato ad Israele. Sal 103, 30 Mandi il tuo spirito, sono
creati, CATECHISMO UNIVERSALE DELLA CHIESA CATTOLICA 238 In molte religioni Dio viene invocato come “Padre”. Spesso la divinità è considerata come “padre degli dèi e degli uomini”. Presso Israele, Dio è chiamato Padre in quanto Creatore del mondo [Cf Dt 32,6; Ml 2,10 ]. 198 La nostra professione di fede incomincia con Dio, perché Dio è “il primo e l'ultimo” ( Is 44,6 ), il Principio e la Fine di tutto. Il Credo incomincia con Dio Padre, perché il Padre è la prima Persona divina della Santissima Trinità; il nostro Simbolo incomincia con la creazione del cielo e della terra, perché la creazione è l'inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio. 283 La questione delle origini del mondo e dell'uomo è oggetto di numerose ricerche scientifiche, che hanno straordinariamente arricchito le nostre conoscenze sull'età e le dimensioni del cosmo, sul divenire delle forme viventi, sull'apparizione del l'uomo. Tali scoperte ci invitano ad una sempre maggiore ammirazione per la grandezza del Creatore, e a ringraziarlo per tutte le sue opere e per l'intelligenza e la sapienza di cui fa dono agli studiosi e ai ricercatori. Con Salomone costoro possono dire: “Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose, per comprendere la struttura del mondo e la forza degli elementi. . . perché mi ha istruito la Sapienza, artefice di tutte le cose” ( Sap 7,17-21 ). 284 Il grande interesse, di cui sono oggetto queste ricerche, è fortemente stimolato da una questione di altro ordine, che oltrepassa il campo proprio delle scienze naturali. Non si tratta soltanto di sapere quando e come sia sorto materialmente il cosmo, né quando sia apparso l'uomo, quanto piuttosto di scoprire quale sia il senso di tale origine: se cioè sia governata dal caso, da un destino cieco, da una necessità anonima, oppure da un Essere trascendente, intelligente e buono, chiamato Dio. E se il mondo proviene dalla sapienza e dalla bontà di Dio, perché il male? Da dove viene? Chi ne è responsabile? C'è una liberazione da esso? 285 Fin dagli inizi, la fede cristiana è stata messa a confronto con risposte diverse dalla sua circa la questione delle origini. Infatti, nelle religioni e nelle culture antiche si trovano numerosi miti riguardanti le origini. Certi filosofi hanno affermato che tutto è Dio, che il mondo è Dio, o che il divenire del mondo è il divenire di Dio (panteismo); altri hanno detto che il mondo è una emanazione necessaria di Dio, che scaturisce da questa sorgente e ad essa ritorna; altri ancora hanno sostenuto l'esistenza di due princìpi eterni, il Bene e il Male, la Luce e le Tenebre, in continuo conflitto (dualismo, manicheismo); secondo alcune di queste concezioni, il mondo (almeno il mondo materiale) sarebbe cattivo, prodotto di un decadimento, e quindi da respingere o oltrepassare (gnosi); altri ammettono che il mondo sia stato fatto da Dio, ma alla maniera di un orologiaio che, una volta fatto, l'avrebbe abbandonato a se stesso( deismo); altri infine non ammettono alcuna origine trascendente del mondo, ma vedono in esso il puro gioco di una materia che sarebbe sempre esistita (materialismo). Tutti questi tentativi di spiegazione stanno a testimoniare la persistenza e l'universa lità del problema delle origini. Questa ricerca è propria dell'uomo. 286 Indubbiamente, l'intelligenza umana può già trovare una risposta al problema delle origini. Infatti, è possibile conoscere con certezza l'esistenza di Dio Creatore attraverso le sue opere, grazie alla luce della ragione umana, [Cf Concilio Vaticano I: Denz. -Schönm., 3026] anche se questa conoscenza spesso è offuscata e sfigurata dall'errore. Per questo la fede viene a confermare e a far luce alla ragione nella retta intelligenza di queste verità: “Per fede sappiamo che i mondi furono formati dalla Parola di Dio, sì che da cose non visibili ha preso origine ciò che si vede” ( Eb 11,3 ). 287 La verità della creazione è tanto importante per l'intera vita umana che Dio, nella sua tenerezza, ha voluto rivelare al suo Popolo tutto ciò che al riguardo è necessario conoscere. Al di là della conoscenza naturale che ogni uomo può avere del Creatore, [Cf At 17,24-29; Rm 1,19-20 ] Dio ha progressivamente rivelato a Israele il mistero della creazione. Egli, che ha scelto i patriarchi, che ha fatto uscire Israele dall'Egitto, e che, eleggendo Israele, l'ha creato e formato, [Cf Is 43,1 ] si rivela come colui al quale appartengono tutti i popoli della terra e l'intera terra, come colui che, solo, “ha fatto cielo e terra” ( Sal 115,15; Sal 124,8; 287 Sal 134,3 ). 288 La rivelazione della creazione è così inseparabile dalla rivelazione e dalla realizzazione dell'Alleanza di Dio, l'Unico, con il suo Popolo. La creazione è rivelata come il primo passo verso tale Alleanza, come la prima e universale testimonianza dell'amore onnipotente di Dio [Cf Gen 15,5; 288 Ger 33,19-26 ]. E poi la verità della creazione si esprime con una forza crescente nel messaggio dei profeti, [Cf Is 44,24 ] nella preghiera dei Salmi[Cf Sal 104 ] e della Liturgia, nella riflessione della sapienza [Cf Pr 8,22-31 ] del Popolo eletto. 289 Tra tutte le parole della Sacra Scrittura sulla creazione, occupano un posto singolarissimo i primi tre capitoli della Genesi. Dal punto di vista letterario questi testi possono avere diverse fonti. Gli autori ispirati li hanno collocati all'inizio della Scrittura in modo che esprimano, con il loro linguaggio solenne, le verità della creazione, della sua origine e del suo fine in Dio, del suo ordine e della sua bontà, della vocazione dell'uomo, infine del dramma del peccato e della speranza della salvezza. Lette alla luce di Cristo, nell'unità della Sacra Scrittura e della Tradizione vivente della Chiesa, queste parole restano la fonte principale per la catechesi dei misteri delle “origini”: creazione, caduta, promessa della salvezza. 337 E' Dio che ha creato il mondo visibile in tutta la sua ricchezza, la sua varietà e il suo ordine. La Scrittura presenta simbolicamente l'opera del Creatore come un susseguirsi di sei giorni di “lavoro” divino, che terminano nel “riposo” del settimo giorno [Cf Gen 1,1-2,4 ]. Il testo sacro, riguardo alla creazione, insegna verità rivelate da Dio per la nostra salvezza, [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 11] che consentono di “riconoscere la natura intima di tutta la creazione, il suo valore e la sua ordinazione alla lode di Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 36]. 338 Non esiste nulla che non debba la propria esistenza a Dio Creatore. Il mondo ha avuto inizio quando è stato tratto dal nulla dalla Parola di Dio; tutti gli esseri esistenti, tutta la natura, tutta la storia umana si radicano in questo evento primordiale: è la genesi della formazione del mondo e dell'inizio del tempo [Cf Sant'Agostino, De Genesi contra Manichaeos, 1, 2, 4: PL 35, 175]. 339 Ogni creatura ha la sua propria bontà e la sua propria perfezione. Per ognuna delle opere dei “sei giorni” è detto: “E Dio vide che ciò era buono”. “E' dalla loro stessa condizione di creature che le cose tutte ricevono la loro propria consistenza, verità, bontà, le loro leggi proprie e il loro ordine” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 36]. Le varie creature, volute nel loro proprio essere, riflettono, ognuna a suo modo, un raggio dell'infinita sapienza e bontà di Dio. Per questo l'uomo deve rispettare la bontà propria di ogni creatura, per evitare un uso disordinato delle cose, che disprezza il Creatore e comporta conseguenze nefaste per gli uomini e per il loro ambiente. 340 L'interdipendenza delle creature è voluta da Dio. Il sole e la luna, il cedro e il piccolo fiore, l'aquila e il passero: le innumerevoli diversità e disuguaglianze stanno a significare che nessuna creatura basta a se stessa, che esse esistono solo in dipendenza le une dalle altre, per completarsi vicendevolmente, al servizio le une delle altre. 341 La bellezza dell'universo. L'ordine e l'armonia del mondo creato risultano dalla diversità degli esseri e dalle relazioni esistenti tra loro. L'uomo le scopre progressivamente come leggi della natura. Esse sono oggetto dell'ammirazione degli scienziati. La bellezza della creazione riflette la bellezza infinita del Creatore. Deve ispirare il rispetto e la sottomissione dell'intelligenza e della volontà dell'uomo. 342 La gerarchia delle creature è espressa dall'ordine dei “sei giorni”, che va dal meno perfetto al più perfetto. Dio ama tutte le sue creature, [Cf Sal 145,9 ] si prende cura di ognuna, perfino dei passeri. Tuttavia, Gesù dice: “Voi valete più di molti passeri” ( Lc 12,6-7 ), o ancora: “Quanto è più prezioso un uomo di una pecora!” ( Mt 12,12 ). 345 Il Sabato - fine dell'opera dei “sei giorni”. 348 Il Sabato è al cuore della Legge di Israele. Osservare i comandamenti equivale a corrispondere alla sapienza e alla volontà di Dio espresse nell'opera della creazione. Creazione e liturgia Il centro autentico ,la forza che muove e ordina dall’interno il ritmo delle stelle e della nostra vita è il sabato, il culto, l’adorazione di Dio, la comunione con Lui. Il creato ha la sua struttura nell’ordinamento del Sabato. Nella creazione è racchiuso un ordinamento che viene dal Sabato, dal ritmo del 7, dalla vita di comunione di Dio con il suo popolo. Il senso della creazione del mondo è il sabato. Dio manifesta il suo ordinamento nella creazione così come lo manifesta nella Torah. Attraverso la Torah l’uomo puo’ mantenere ordine nella creazione. E tutta la torah ha il suo centro nel sabato, nella adorazione. Chi trasgredisce il sabato trasgredisce tutta la Torah. Il sabato-torah è il ritmo, la vita dell’universo. Attraverso il culto sabbatico Israele mantiene l’ordinamento dell’universo. Se Israele trasgredisce il sabato, l’universo tende al caos e diventa un nemico dell’uomo. Il sabato è il ritmo con cui Dio, nell’incontro ozioso d’amore con Israele ricrea, riordina il mondo. Nella comunione di Dio con il suo popolo si realizza la creazione. Celebrare il sabato significa celebrare l’alleanza, tornare all’origine, eliminare tutte le impurità, il disordine che l’opera umana ha introdotto nel mondo. Significa anticipare un mondo nuovo in cui la relazione con Dio sarà perfetta e il mondo sarà perfetto. (simbolo è l’anno sabbatico , un riposo dove tutto ricomincia) . » L’uomo è creativo solo in comunione con il Creatore.Quando l'uomo perde questa comunione , "va in esilio" ed è la decreazione. 2Cr36, 20 Il re deportò in Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all'avvento del regno persiano, 21 attuandosi così la parola del Signore, predetta per bocca di Geremia: «Finché il paese non abbia scontato i suoi sabati, esso riposerà per tutto il tempo nella desolazione fino al compiersi di settanta anni». Israelel che aveva ricusato il riposo di Dio, l’adorazione, la comunione nell’amore, era caduto nella schiavitù del fare. Aveva trascinato il mondo nella schiavitù del proprio attivismo e si era reso così schiavo delle sue opere. Perciò Dio gli ha imposto il sabato che egli non voleva più : un sabato di 70 anni di esilio a Babilonia. Attraverso la correzione Dio lo liberadalla schiavitù dell’azione, dall’attaccamento alla sua opera. » LA CREAZIONE DELLA COPPIA UMANA La creazione dell'uomo Se la intendiamo in senso stretto come ciò che è accaduto e come il relativo resoconto documentario, criticamente verificabile, è facile intuire che quelle pagine bibliche non sono classificabili sotto questa categoria. Non abbiamo, infatti, documenti che attestino ciò che è avvenuto all'origine dell'umanità, soprattutto se si tiene conto che essa fu un fenomeno complesso e non istantaneo, anche se retto dall'azione creatrice di Dio. Il fatto che quell'evento non sia documentabile in senso "storiografico" non significa, però, che non sia reale né che non possa essere analizzato in sede scientifica e filosofico-teologica. Lasciamo stare la questione scientifica e fermiamoci su quella teologica: essa ha il suo referente di base nelle citate pagine bibliche. Ora, quei capitoli, come aveva dichiarato Giovanni Paolo II in una sua catechesi del mercoledì, sono «soprattutto di carattere teologico e nascondono in sé una potente carica metafisica». Come è evidente, la realtà "storica" dell'essere umano è coinvolta non nella sua dimensione scientifica o estrinseca ("fenomenica", dicono gli studiosi), ma nel suo senso profondo e intimo. Per questo gli esegeti parlano piuttosto di "metastoria" e classificano quelle pagine come "sapienziali", ossia filosofico-teologiche (ma questo non significa né fantasia, né leggenda!) Il racconto della Genesi, più che rispondere alla domanda: «Che cosa è accaduto alle origini del cosmo e come si è formato l'uomo?», vuole rispondere all'interrogativo: «Qual è la realtà profonda, qual è il senso dell'uomo all'interno della realtà creata?».Facendo un passo ulteriore: protagonista di quel racconto è in ebraico ha-'adam che in passato era tradotto come nome proprio, Adamo. In realtà in ebraico ha- è l'articolo e 'adam significa uomo. Per l'autore sacro, di scena è, dunque, l'uomo che appare sulla faccia della terra, non sappiamo quando e come (almeno in modo "storico"). Ma proprio a causa di quel nome e a causa della qualità "sapienziale" della narrazione, l'autore "ispirato" da Dio [ =ispirato dalla contemplazione della Rivelazione n.r.] vuole parlare dell'uomo nella sua identità ultima che sarà presente e operante in tutti gli uomini e in tutte le donne. Per questo si può parlare correttamente di "storia emblematica", non in un senso vago di metafora poetica (anche se quel testo è letterariamente efficace e ha stimolato la cultura e l'arte di tutti i tempi), bensì in un senso esistenziale e reale che coinvolge l'intera umanità. "Adamo" è, allora, il nome di nostro padre e di nostro figlio, ma anche di noi stessi, e il suo peccato è una realtà che coinvolge tutti coloro che portano quel nome, cioè gli esseri umani. » Dio crea Israele Tutta la storia di Israele, fin dalla sua origine è un miracolo: Dio fa alleanza con l'uomo : dalla polvere infertile trae l’uomo, Isacco, e da lui il popolo dell'alleanza. Per mezzo della alleanza, che è la sua parola, Dio da vita al suo popolo, alla umanità . Egli trae dalla inesistenza, dall' infertilità (Abramo-Sara) l'uomo , una discendenza, un popolo e lo destina a vivere con Lui in Palestina. L'opera di Dio verso Israele è opera di creazioneIsraele ad un certo punto della sua storia si ritrova in esilio a Babilonia dove sperimenta la condizione dell’uomo separato da Dio, lontano dal suo volto, dalla sua azione salvifica. Fuori della alleanza la sua destinazione è diventare terra, polvere. Sal 89, 3 Tu fai ritornare l'uomo in polvere e dici: «Ritornate, figli dell'uomo». 4 Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte. 5 Li annienti: li sommergi nel sonno; sono come l'erba che germoglia al mattino: 6 al mattino fiorisce, germoglia, alla sera è falciata e dissecca. La rottura della alleanza, la separazione da Dio è per Israele la morte, la sua decreazione la perdizione. Dio non abbandona mai Israele nell'esilio, nella decreazione , lo sterminio, ma interviene sempre per salvarlo. L'opera di Dio verso Israele è opera di riscatto, redenzione, salvezza.L'azione di Dio verso l'umanità, nella storia ,è opera di creazione-salvezza. L’esistenza della umanità è una creazione-salvezza continua di Dio nella storia. Dio crea l'umanità I racconti della creazione Gn 1, 26 ss e Gn2,4 ss ricalcano i racconti di rivelazione di Dio ad Abramo-Sara. Gn1,26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. 28 Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Gn2,4...Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; 7 allora il Signore Dio
Dio si rivela nella storia come colui che ha “ creato” dal nulla, dalla infertilità, il popolo di Israele per portarlo a vivere con sè in Palestina. l racconto della creazione dell’uomo e della donna parla della azione di Dio verso l’umanità nella storia: la "creazione" dell'uomo e della donna, dell'umanità ,è l'azione continua salvifica di Dio nella storia , una "salvezza" permanente. Ogni giorno della storia è una chiamata di Dio alla vita: dalla polvere che è la mia destinazione di uomo Egli mi chiama alla vita insieme a Lui nel suo Regno, nel Giardino Eterno (paradiso in aramaico); questa è la mia destinazione . Dio continuamente “crea” l’uomo introducendolo
nella alleanza, lo benedice e lo santifica per farlo vivere in eterno
insieme a lui. L’uomo esiste solo dentro l’alleanza
con Dio. CATECHISMO UNIVERSALE DELLA CHIESA CATTOLICA 343 L'uomo è il vertice dell'opera della creazione. Il racconto ispirato lo esprime distinguendo nettamente la creazione dell'uomo da quella delle altre creature [Cf Gen 1,26 ]. La dignità della coppia umana III. “Maschio e femmina li creò” 369 L'uomo e la donna sono creati, cioè sono voluti da Dio: in una perfetta uguaglianza per un verso, in quanto persone umane, e, per l'altro verso, nel loro rispettivo essere di maschio e di femmina. “Essere uomo”, “essere donna” è una realtà buona e voluta da Dio: l'uomo e la donna hanno una insopprimibile dignità, che viene loro direttamente da Dio, loro Creatore [Cf Gen 2,7; Gen 2,22 ]. L'uomo e la donna sono, con una identica dignità, “a immagine di Dio”. Nel loro “essere-uomo” ed “essere-donna”, riflettono la sapienza e la bontà del Creatore. 370 Dio non è a immagine dell'uomo. Egli non è né uomo né donna. Dio è puro spirito, e in lui, perciò, non c'è spazio per le differenze di sesso. Ma le “perfezioni” dell'uomo e della donna riflettono qualche cosa dell'infinita perfezione di Dio: quelle di una madre [Cf Is 49,14-15; Is 66,13; Sal 131,2-3 ] e quelle di un padre e di uno sposo [Cf Os 11,1-4; 370 Ger 3,4-19 ]. 372 L'uomo e la donna sono fatti “l'uno per l'altro”: non già che Dio li abbia creati “a metà” ed “incompleti”; li ha creati per una comunione di persone, nella quale ognuno può essere “aiuto” per l'altro, perché sono ad un tempo uguali in quanto persone (osso dalle mie ossa. . . ”) e complementari in quanto maschio e femmina. Nel matrimonio, Dio li unisce in modo che, formando “una sola carne” ( Gen 2,24 ), possano trasmettere la vita umana: “Siate fecondi e moltiplicatevi,riempite la terra”( Gen 1,28 ) Trasmettendo ai loro figli la vita umana, l'uomo e la donna, come sposi e genitori, cooperano in un modo unico all'opera del Creatore [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 50]. L'uomo originale è l'uomo giusto, che vive secondo la Giustizia, 374 Il primo uomo non solo è stato creato buono, ma è stato anche costituito in una tale amicizia con il suo Creatore e in una tale armonia con se stesso e con la creazione, che saranno superate soltanto dalla gloria della nuova creazione in Cristo. 375 La Chiesa, interpretando autenticamente il simbolismo del linguaggio biblico alla luce del Nuovo Testamento e della Tradizione, insegna che i nostri progenitori Adamo ed Eva sono stati costituiti in uno stato “di santità e di giustizia originali” [Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1511]. La grazia della santità originale era una “partecipazione alla vita divina” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 2]. 376 Tutte le dimensioni della vita dell'uomo erano potenziate dall'irradiamento di questa grazia. Finché fosse rimasto nell'intimità divina, l'uomo non avrebbe dovuto né morire, [Cf Gen 2,17; Gen 3,19 ] né soffrire [Cf Gen 3,16 ]. L'armonia interiore della persona umana, l'armonia tra l'uomo e la donna, [Cf Gen 2,25 ] infine l'armonia tra la prima coppia e tutta la creazione costituiva la condizione detta “giustizia originale”. Il significato dell'uomo nel mondo : l'uomo è "giardiniere " del cosmo Attraverso la rivelazione l'uomo comprende anche se stesso, la sua collocazione nell'universo: In che senso l'uomo è custode, " governatore- giardiniere" del cosmo? La cultura occidentale contemporanea pensa l'universo con i modelli
delle scienze."L'Universo è un sistema
in espansione generato da un Grande Scoppio Primordiale : è la "teoria
del Big Bang". L'uomo si percepisce al centro di questo meccanismo-magazzino come un Re che ha il potere di disporre di esso a suo piacimento. Lo scopo della conoscenza umana è diventato oggi quello di acquisire potere sull'universo per soddisfare bisogni materiali in continua crescita. In questa cultura è " bene " tutto cio' che da potere su di esso.
Secondo la rivelazione biblica l'uomo è legato indissolubilmente al cosmo : è Adam," fatto da Dio "con la terra". Tutto è al servizio dell'uomo ma l'universo non è un meccanismo-magazzino pieno di cose da prendere o conquistare per goderne a proprio uso e consumo. L'universo non è un oggetto senza significato su cui le scienze e le tecniche umane hanno un potere assoluto . Il Dio che si è rivelato nelle alleanze ha fatto questo dono gratuito all'uomo affinchè lo custodisse e lo governasse con santità e giustizia cioè secondo la Torah di Dio. Dio ordina e sostiene l'universo con la sua Torah e l'uomo lo custodisce e lavora ubbidendo la Torah per giungere alla pienezza del suo essere che è la vita insieme a Dio e portare con sè a questa pienezza tutta la creazione.CATECHISMO UNIVERSALE DELLA CHIESA CATTOLICA 377 Il “dominio” del mondo che Dio, fin dagli inizi, aveva concesso all'uomo, si realizzava innanzi tutto nell'uomo stesso come padronanza di sé. L'uomo era integro e ordinato in tutto il suo essere, perché libero dalla triplice concupiscenza [Cf 1Gv 2,16 ] che lo rende schiavo dei piaceri dei sensi, della cupidigia dei beni terreni e dell'affermazione di sé contro gli imperativi della ragione. 378 Il segno della familiarità dell'uomo con Dio è il fatto che Dio lo colloca nel giardino, [Cf Gen 2,8 ] dove egli vive “ per coltivarlo e custodirlo ” ( Gen 2,15 ): il lavoro non è una fatica penosa, [Cf Gen 3,17-19 ] ma la collaborazione dell'uomo e della donna con Dio nel portare a perfezione la creazione visibile. 373 Nel disegno di Dio, l'uomo e la donna sono chiamati a “dominare” la terra [Cf Gen 1,28 ] come “amministratori” di Dio. Questa sovranità non deve essere un dominio arbitrario e distruttivo. A immagine del Creatore, “che ama tutte le cose esistenti” ( Sap 11,24 ), l'uomo e la donna sono chiamati a partecipare alla Provvidenza divina verso le altre creature. Da qui la loro responsabilità nei confronti del mondo che Dio ha loro affidato. 358 Dio ha creato tutto per l'uomo, [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 12; 24; 39] ma l'uomo è stato creato per servire e amare Dio e per offrirgli tutta la creazione: « Qual è dunque l'essere che deve venire all'esistenza circondato di una tale considerazione? E' l'uomo, grande e meravigliosa figura vivente, più prezioso agli occhi di Dio dell'intera creazione: è l'uomo, è per lui che esistono il cielo e la terra e il mare e la totalità della creazione, ed è alla sua salvezza che Dio ha dato tanta importanza da non risparmiare, per lui, neppure il suo Figlio Unigenito. Dio infatti non ha mai cessato di tutto mettere in atto per far salire l'uomo fino a sé e farlo sedere alla sua destra » [San Giovanni Crisostomo, Sermones in Genesim, 2, 1: PG 54, 587D-588A]. 359 “In realtà solamente nel Mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo”: [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 22] Il beato Apostolo ci ha fatto sapere che due uomini hanno dato principio al genere umano: « Adamo e Cristo... “Il primo uomo, Adamo, - dice - divenne un essere vivente, ma l'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita”. Quel primo fu creato da quest'ultimo, dal quale ricevette l'anima per vivere... Il secondo Adamo plasmò il primo e gli impresse la propria immagine. E così avvenne poi che egli ne prese la natura e il nome, per non dover perdere ciò che egli aveva fatto a sua immagine. C'è un primo Adamo e c'è un ultimo Adamo. Il primo ha un inizio, l'ultimo non ha fine . Proprio quest'ultimo infatti è veramente il primo dal momento che dice: “Sono io, io solo, il primo e anche l'ultimo” [San Pietro Crisologo, Sermones, 117 PL 52, 520B, cf Liturgia delle ore, IV, Uffici delle letture del sabato della ventinovesima settimana.] 360 Grazie alla comune origine il genere umano forma una unità. Dio infatti “creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini” ( At 17,26 ): [Cf Tb 8,6 ] Meravigliosa visione che ci fa contemplare il genere umano nell'unità della sua origine in Dio...; nell'unità della sua natura, composta ugualmente presso tutti di un corpo materiale e di un'anima spirituale; nell'unità del suo fine immediato e della sua missione nel mondo; nell'unità del suo “habitat”: la terra, dei cui beni tutti gli uomini, per diritto naturale, possono usare per sostentare e sviluppare la vita; nell'unità del suo fine soprannaturale: Dio stesso, al quale tutti devono tendere; nell'unità dei mezzi per raggiungere tale fine;... nell'unità del suo riscatto operato per tutti da Cristo [Pio XII, Lett. enc. Summi Pontificatus; cf Conc. Ecum. Vat. II, Nostra aetate, 1]. L'uomo creatore e distruttore La storia è creazione, la creazione è storia , storia di salvezza.L'universo è uno dei doni divini al suo popolo. Per farlo esistere,
per salvarlo. Gn 6,5 Il Signore vide che la malvagità degli
uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro
cuore non era altro che male. 6 E il Signore si pentì di aver
fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. La storia è rivelazione divina come evento incessante
che tende all'ordine all'armonia alla felicità alla Pace. De
4,23 Guardatevi dal dimenticare l'alleanza che il Signore vostro Dio
ha stabilita con voi... Dio crea, fa vivere continuamente l'Universo per salvare
Israele. Tutto nell' universo narra l'azione salvifica di Dio verso
gli uomini.
La giustizia di Dio (=
Dio mantiene le promesse fatte nell'alleanza) è quella
che rende visibile l’ordine, il Kosmos, la creazione, l’armonia
universale. Le "strutture umane " di decreazione Se l’uomo abbandona la giustizia , la Legge Morale , il cosmo viene sconvolto e si realizza una diastasi, uno
sdoppiamento tra l’ordine
creativo divino e l’esperienza del
mondo che fa l’uomo:
l’uomo vede il mondo come un disordine minaccioso, crudele
e nemico , non riesce più a scorgervi il Dio che crea-salva. Is 45, 15 Veramente tu sei un Dio nascosto, Dio di Israele, salvatore., Dio diventa “nascosto” e il mondo indomabile. ( cf.: cosmologia) E' così che tutti i "Regni", gli imperi e le società di questo mondo contengono riproducono forze di decreazione, di caotizzazione del cosmo : aborto, omicidio, edonismo, eutanasia, ingiustizia sociale, individualismo, egoismo, libertinismo,materialismo, etc. La speranza umana e la speranza teologale Corruzione, violenza, catastrofi suonano per l’uomo come condanna per la sua immoralità, per l'esercizio della trasgressione della Legge Morale Naturale, ma l’”udienza presso Dio, il “volto di Dio” rimangono sempre alla sua portata ; Dio è sempre impegnato all’alleanza e l'uomo è sempre in tempo a cambiare condotta e chiedere salvezza a Dio.
Se gli uomini tornano all'alleanza con Dio per mezzo della preghiera, la penitenza, il pentimento e la conversione, essi possono ottenere da Dio purificazione e santificazione , ritorno alla giustizia e Dio è sempre pronto ad intervenire per riportare l’ordine e salvare gli uomini delle catastrofi decreative. La salvezza divina torna a “manifestarsi” ed essa coinvolge anche il mondo, non più sconvolto e minaccioso ma armonioso : Is
5,17 : ecco Io creo cieli nuovi e nuova terra…Is 11, 6 Il lupo dimorerà insieme
con l'agnello, |
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