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3- La glorificazione- Il Nuovo Regno di Dio nella storia

Mt 5:14 Voi siete la luce del mondo

Il Regno messianico di Gesù,è la sua Chiesa, è la nuova comunità umana liberata dalla schiavitù del maligno,
che vive "in Lui" della libertà del  Suo Spirito.

Per mezzo di Gesù , Dio si crea un nuovo popolo , preso dagli ebrei ma anche da tutte le genti, un popolo che adotta come figli ,
per condividere con loro la sua divinità, il suo amore, i suoi " beni " , perchè raggiungano la pienezza della loro umanità,
la pienezza della felicità per sempre, sulla terra e definitivamente nel " cielo" del suo Regno .

La prima comunità cristiana a Gerusalemme è il modello del Regno messianico ,
il Nuovo Regno di Dio nella storia

At 2, Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone. 42 Erano assidui
- nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli
- e nell'unione fraterna,
- nella frazione del pane
- e nelle preghiere.

43 Un senso di timore era in tutti
e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
44 Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune;
45 chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
46 Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio
- e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore,

47 lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo.
48 Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

l Regno messianico di Gesù, la Chiesa  cristiana è una comunità di liberi - da questo mondo .

Gv 17:9 Io non prego per il mondo , prego per loro [ i cristiani ]
Gv 17:16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Gv 15:19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Gv 8, 31 : «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli;
32 conoscerete la verità [ = Gesù ] e la verità [ Gesù] vi farà liberi».
Giov 8,36 se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.

Il nuovo popolo, i cristiani , liberati dal male, pregustano il Regno di Dio nella storia e ne annunciano la venuta per tutti i popoli, nella attesa della sua manifestazione finale e definitiva.  

Gesù è la verità della creazione e della storia. E' l'evidenza della liberazione dal male e dalla morte. Accogliere Gesù significa vivere in Lui, nella sua vita divina eterna. Questa vita nuova in Gesù è tutta da scoprire e vivere nella storia.

Nella vita cristiana Gesù è una Presenza. Una presenza potente sul male.
Vivere in Gesù l'esperienza di un fuoco che " scalda" il cuore verso tutto e verso tutti.
E' un modo nuovo di vedere e vivere il mondo : senza malizia.
E' la vera libertà dai desideri dell'Io, dalle abitudini, da tutte le schiavitù, dal male e alla fine dalla morte.

L'insegnamento cristiano

L'esperienza di vita nuova in Gesù è diventato un insegnamento per tutte le generazione :
le scritture cristiane o Nuovo Testamento.

Ga 5,1 Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi;
state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.

1Pt 2,16 Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio.
Ro 8,15 E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!».
Ro 8,9 Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Ro 8,4 perché la giustizia della legge si adempisse in noi, che non camminiamo secondo la carne ma secondo lo Spirito.5 Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito.

Col 3,1 Se dunque siete risorti con Cristo,
cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio;

2 pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra.
.. 5 Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria,
6 cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono.
7 Anche voi un tempo eravate così, quando la vostra vita era immersa in questi vizi.
8 Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca.
9 Non mentitevi gli uni gli altri.

...

12 Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza;
13 sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.
14 Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione.
15 E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
16 La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. 17 E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.

L'insegnamento cristiano non è propriamente una morale nuova, è una vita nuova, umanodivina:

Col 3,Vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni 10 e avete rivestito il nuovo,
che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore.

La Terza fase: la Parousia, il compimento.

Col 3,1 Se dunque siete risorti con Cristo,
3 Voi infatti siete morti
e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!
4 Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita,
allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.

La santificazione dei cristiani avviene nella storia per ciascuno in modo diverso a seconda del grado di accoglienza della vita eterna e delle sue esigenze. Il cristiano è chiamato a collaborare in questa opera di santificazione perchè la vita eterna gli è data come un seme che si deve sviluppare dentro la nuova alleanza.

La santificazione è totalmente opera di Gesù che agisce nella persona , direttamente, per mezzo della Chiesa e della storia stessa , ma questa non si compie senza la collaborazione della persona stessa.

1Tess 5,23 Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione,
e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile
per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.
24 Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo!

Senza troppe preoccupazioni:
Ro 8,26 lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma
lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili;

La vita santificata rimane nascosta nella storia di ciascuno ( a meno di doni divini speciali , carismi speciali, che producono miracoli prodigi o virtù eccezionali) : solo alla fine della storia quando Gesù il Messia, il Cristo glorificato regnerà su tutto si manifesterà anche la santificazione di ciascuno .

Sarà la glorificazione finale di Gesù e di tutti i viventi e risorti in Lui.

Ro 8,10 E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione.
Ro 8,11 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

Alla morte, al 1° giudizio, coloro che sono "viventi in Gesù " , e perfetti nella santificazione entrano nella vita animica beta in attesa della resurrezione finale, nel Paradiso, il Regno eterno di Dio .


Coloro che vengono perfettamente santificati da Gesù , che in vita mostrano virtù cristiane straordinarie e dopo la 1^ morte compiono l'intercessione per almeno tre miracoli comprovati dalla scienza , vengono chiamati dai cristiani " Santi". Della loro dimora in Paradiso si ha la certezza e la Chiesa cristiana ne indica i nomi perchè tutti i fedeli ne possano chiedere l'intercessione.

Quando sarà la fine ?

Nello spaziotempo, nella storia ,è il Regno messianico di Gesù ;
nell'eternità è già, per i santificati, il Regno di Dio definitivo. Questo Regno è la Nuova Creazione : uominidèi risorti in un mondo risorto, secondo la promessa divina :

Is 65, 17 Ecco infatti io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente,
18 poiché si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, e farò di Gerusalemme una gioia, del suo popolo un gaudio.

Is 66,22 Sì, come i nuovi cieli e la nuova terra, che io farò, dureranno per sempre davanti a me - oracolo del Signore - così dureranno la vostra discendenza e il vostro nome.

Nel Regno messianico si attende il compimento :

2P 3,13 E poi, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia.
Mat 19,28 E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele.

Quando finirà lo spaziotempo cioè la storia ci saranno eternamente, definitivamente due realtà:


2Pt3, 3 Questo anzitutto dovete sapere, che verranno negli ultimi giorni schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo le proprie passioni 4 e diranno: «Dov`è la promessa della sua venuta? Dal giorno in cui i nostri padri chiusero gli occhi tutto rimane come al principio della creazione!».

5Ma costoro dimenticano volontariamente che i cieli esistevano già da lungo tempo e che la terra, uscita dall`acqua e in mezzo all`acqua, ricevette la sua forma grazie alla parola di Dio; 6e che per queste stesse cause il mondo di allora, sommerso dall`acqua, perì. 7 Ora, i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della rovina degli empi.8Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo.9 Il Signore non ritarda nell`adempiere la sua promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi. 10 Il giorno del Signore verrà come un ladro ; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c`è in essa sarà distrutta.11Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi così, quali non dovete essere voi, nella santità della condotta e nella pietà, 12attendendo e affrettando la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli si dissolveranno e gli elementi incendiati si fonderanno! 13E poi, secondo la sua promessa, noi aspettiamo  nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia.

14Perciò, carissimi, nell`attesa di questi eventi, cercate d`essere senza macchia e irreprensibili davanti a Dio, in pace. 15 La magnanimità del Signore nostro giudicatela come salvezza.

Gesù alla fine sarà re del Nuovo mondo compiuto.

Ap 11:15 Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano:
«Il regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli».

 

Molte sono le idee nella mente dell'uomo, ma solo il disegno del Signore resta saldo.Prov 19,21.

La Chiesa annuncia continuamente questo progetto nel linguaggio della contemporaneità :

Lumen Gentium II: Disegno salvifico universale del Padre
L'eterno Padre, con liberissimo e arcano disegno di sapienza e di bontà, creò l'universo; decise di elevare gli uomini alla partecipazione della sua vita divina; dopo la loro caduta in Adamo non li abbandonò, ma sempre prestò loro gli aiuti per salvarsi, in considerazione di Cristo redentore, “ il quale è l'immagine dell'invisibile Dio, generato prima di ogni creatura ” (Col 1,15). Tutti infatti quelli che ha scelto, il Padre fino dall'eternità “ li ha distinti e li ha predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli ” (Rm 8,29). I credenti in Cristo, li ha voluti chiamare a formare la santa Chiesa, la quale, già annunciata in figure sino dal principio del mondo, mirabilmente preparata nella storia del popolo d'Israele e nell'antica Alleanza, stabilita infine “ negli ultimi tempi ”, è stata manifestata dall'effusione dello Spirito e avrà glorioso compimento alla fine dei secoli. Allora, infatti, come si legge nei santi Padri, tutti i giusti, a partire da Adamo, “ dal giusto Abele fino all'ultimo eletto ”, saranno riuniti presso il Padre nella Chiesa universale.

Gaudium et Spes I19
L'aspetto più sublime della dignità dell'uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. Fin dal suo nascere l'uomo è invitato al dialogo con Dio.

Ger 7,23 questo comandai loro: Ascoltate la mia voce! Allora io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; e camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici. Eso 6,7 Io vi prenderò come mio popolo e diventerò il vostro Dio. Le 26,12 Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete il mio popolo.

Questa destinazione dell'uomo rivela che Dio ama l'uomo, ama la sua compagnia al di là di ogni limite che l'uomo ha in se stesso, rivela che l'uomo è destinato e perciò voluto dal creatore come un essere che ha in sè la potenzialità di essere "a immagine e somiglianza di Dio", cioè di vivere insieme a Lui.

Dei Verbum
I,2- Dio invisibile (cfr. Col 1,15; 1 Tm 1,17) nel suo grande amore
parla agli uomini come ad amici (cfr. Es 33,11; Gv 15,14-15) e si intrattiene con essi (cfr. Bar 3,38),
per invitarli e ammetterli alla comunione con sé.

Gaudium et Spes
I, 18 -Dio infatti ha chiamato e chiama l'uomo ad aderire a lui con tutto il suo essere,
in una comunione perpetua con la incorruttibile vita divina.
Lumen Gentium
2. L'eterno Padre, con liberissimo e arcano disegno di sapienza e di bontà, creò l'universo;
decise di elevare gli uomini alla partecipazione della sua vita divina;

Ad Gentes
I, 3 - Dio, al fine di stabilire la pace, cioè la comunione con sé,
e di realizzare tra gli uomini stessi--che sono peccatori--una unione fraterna,
decise di entrare in maniera nuova e definitiva nella storia umana, inviando il suo Figlio a noi con un corpo simile al nostro, per sottrarre a suo mezzo gli uomini dal potere delle tenebre e del demonio (cfr. Col 1,13; At 10,38) ed in lui riconciliare a sé il mondo (cfr. 2 Cor 5,19)

Presbiterorum Ordinis
22-Il disegno di salvezza di Dio, ... questo disegno non viene condotto a termine se non a poco a poco, attraverso la collaborazione organica di diversi ministeri che tendono tutti all'edificazione del corpo di Cristo, fin tanto che non venga raggiunta la misura della sua età matura

La vita cristiana è una Presenza che muove alla Carità.

Lumen Gentium :
V,40. I seguaci di Cristo, chiamati da Dio, non a titolo delle loro opere, ma a titolo del suo disegno e della grazia, giustificati in Gesù nostro Signore, nel battesimo della fede sono stati fatti veramente figli di Dio e compartecipi della natura divina, e perciò realmente santi. Santi sono tutti i cristiani in quanto compartecipi della natura divina, perciò veramente figli di Dio come Gesù. V,40. I - Essi quindi devono, con l'aiuto di Dio, mantenere e perfezionare con la loro vita la santità che hanno ricevuto.

Mantenere la vita eterna che hanno ricevuto (cioè non perderla,non rompere l'alleanza con il peccato mortale)

1Tess5,23b e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo

e perfezionare la santità ricevuta cioè perfezionare la compartecipazione della natura divina (fino alla meta della piena compartecipazione, cioè fino a vivere la condizione umano-divina come Gesù) .
Il cammino cristiano verso la piena santificazione è frutto della grazia salvifica di Gesù.

Giov 15,16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti
perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga ( in eterno) .
Giov 15,8 In questo è glorificato il Padre mio:
che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli .

In ebraico: il frutto , anche di una azione, compenso, premio.
In greco : ton karpon

Rimanere incorporati in Gesù, radicati nel suo Spirito è la condizione necessaria per la santificazione .

Giov 15,5 Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto,
perché senza di me non potete far nulla.
Giov 15,2 Ogni tralcio che in me non porta frutto,
[ il Padre] lo toglie [ da me]

I cristiani sono stati liberati dalla schiavitù del Maligno per
Rm 7,4... appartenere ad un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio.

La libertà dei figli di Dio non è senza contenuti: lo Spirito di Dio ha mosso Gesù a condurre una vita di servizio al progetto di Dio, coloro che sono stati salvati da Gesù appartengono a Lui ed hanno la libertà di servire, come Lui, il progetto di Dio.Questo servizio è la " giustizia" , "l'essere giusti " della Nuova Alleanza.

Non ci sono Nuovi Comandamenti nella Nuova alleanza ma c'è una umanità nuova che è determinata da una Legge interna Nuova. Come l'umanità vecchia era schiava del male perchè era determinata dalla Legge interna della carne, dei desideri, della conscupiscenza, l'umanità nuova degli uominidèi è determinata dalla Nuova Legge interna dello Spirito di Gesù, l'amore soprannaturale, umanodivino, la Carità.

Gv 15, 9 Come il Padre ha amato me,
così anch'io ho amato voi.
Rimanete nel mio amore.
Giov 13,34 Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato,
così amatevi anche voi gli uni gli altri.

1Gv 4,11 Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.
12 Nessuno mai ha visto Dio;
se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.
13 Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi:
egli ci ha fatto dono del suo Spirito.

L'espressione " comandamento" nella Nuova Alleanza ha un significato nuovo: amare non è una legge esterna all'uomo che egli deve "applicare", mettere in pratica volontaristicamente; piuttosto è il suo nuovo " modo di essere, di vivere" la seduzione divina cui è sottoposto .

Is 54,10 Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto, né vacillerebbe la mia alleanza di pace; dice il Signore che ti usa misericordia.

Tanto più sperimenta di essere amato da Dio, tanto più è portato ad amare sempre e tutto : basta che egli si lasci sedurre da questo nuovo modo di essere.

Gv 15,12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.

Nella Nuova Alleanza non ci sono altri comandamenti : tutto l'insegnamento di Gesù tende a declinare questo comandamento. Leggere per esempio Mt 5-6-7.
Fino a che punto il cristiano può amare?

Gv 15,13 Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.

Come ha fatto Gesù . Perciò:

Rm 6,22 liberati dal peccato e fatti servi di Dio,
...mettete le vostre membra a servizio della giustizia
(= carità) per
...liberati dal peccato e fatti servi di Dio voi raccogliete il frutto ( della pratica della giustizia)
che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna.
23 Perché il salario del peccato è la morte;

ma

il dono di Dio

[ che è stato seminato in voi , attraverso la santificazione operata in voi da Gesù, diventa frutto che ]

è la vita eterna in Cristo Gesù.
Rm 6, 17 Rendiamo grazie a Dio, perché voi eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quell'insegnamento che vi è stato trasmesso 18 e così, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia.

Lo Spirito di Gesù, la Carità , seminato nei salvati, è un seme

Giac 5,7 Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l'agricoltore: egli aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le piogge d'autunno e le piogge di primavera.

Mt 13,3 «Ecco, il seminatore uscì a seminare.
4 E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono.
5 Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo.
6 Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò.
7 Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono.
8 Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta.
9 Chi ha orecchi intenda». ...8 Voi dunque intendete la parabola del seminatore:

19 tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada.
20 Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia, 21 ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato.
22 Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto.
23 Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende;
questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta».

Giov 12,24 In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore

[ la germinazione è un processo di tras-formazione : la scorza cade , muore e germoglia un nuovo individuo ]

rimane solo

[ se non si trasforma non produce frutto ]

; se invece muore

[ cioè germina ]

produce molto frutto.

Il frutto e' la santificazione fino alla perfezione , la resurrezione del corpo nel paradiso di Gesù.

Eb 13,21 vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Mat 5,48 Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

Mat 5,14 Voi siete la luce del mondo;
Ef 5,9 il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.
Mat 5,16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone
[ cioè frutto dello spirito, la carità] e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

Con il loro modo di vivere i cristiani testimoniano la Verità:
i figli di Dio sono alberi riconoscibili dai loro frutti .

Mat 12,33 Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l'albero.
Lu 6,44b non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.

Gal 5,19 Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, 20 idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, 21 invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio.
22 Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;

2Pt1,5 Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, 6 alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà,
7 alla pietà l'amore fraterno, all'amore fraterno la carità.
8 Se queste cose si trovano in abbondanza in voi,
non vi lasceranno oziosi né senza frutto per la conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo.

Giac 3,18 Un frutto di giustizia viene seminato nella paceper coloro che fanno opera di pace
Col 1,10 possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio;
Gv 4,36 chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete.

Disse anche questa parabola:
«Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. 7 Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? 8 Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime 9 e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai».

Gv 15,2e ogni tralcio che porta frutto, lo pota
[lo libera dal vecchio, dal superfluo, dal dannoso, da ciò che non da frutto, che non favorisce la santificazione]
perché porti più frutto.
Giov 15,4 Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me

Il cristianesimo è una Presenza che è Vita eterna.

Gv 6, 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.

Giov 17,23 Io in loro e tu in me,
perché siano perfetti nell'unità
e il mondo sappia che tu mi hai mandato
e li hai amati come hai amato me

Nella chiesa i cristiani sperimentano la beatitudine che viene dall'essere amati e dall'amarsi dell'amore divino, la Carità:

Gv 15, 10 Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
11 Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Come dice il sapiente :
Sal 118,32 Ho scelto la via della giustizia,
mi sono proposto i tuoi giudizi.31 Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, che io non resti confuso.32 Corro per la via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore.

Sal 118,111 Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, sono essi la gioia del mio cuore.Ec 5,19 il sapiente...non penserà infatti molto ai giorni della sua vita, poiché Dio lo tiene occupato con la gioia del suo cuore.
Sir 30,16 Non c'è ricchezza migliore della salute del corpo e non c'è contentezza al di sopra della gioia del cuore.

Ger 15,16 la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore
Sir 30,22 La gioia del cuore è vita per l'uomo.

I cristiani non amano nè doveristicamente
[=perchè è un dovere, qualcosa di dovuto a Dio, pena un castigo]
nè volontaristicamente, [= perchè amando si merita qualcosa da Dio]
amano perchè invasi e posseduti dalla carità
che viene comunicata da Dio attraverso Gesù, presenza nella persona.
[è il nuovo modi vivere del loro nuovo essere- in- Gesù] .

L’uomo , nella Nuova Alleanza, vive in Gesù ed è chiamato ad aderire totalmente a Gesù nella Carità.
Il comandamento unico della Nuova Alleanza è : Carità.

Totalmente :

Gc 2,14 Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo?
15 Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano 16 e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? 17 Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa.

e Creativamente!

Gc 2,10 Poiché chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto;
11 infatti colui che ha detto: Non commettere adulterio, ha detto anche: Non uccidere. Ora se tu non commetti adulterio, ma uccidi, ti rendi trasgressore della legge.

Così i cristiani sono chiamati alla Carità in tutte le cose. Non esiste un elenco di precetti ma è necessario vedere l'esercizio della Carità in tutte le situazioni della vita e della storia.

Il problema del cristiano non è “ cosa fare nella vita” ma : “ come realizzare una persona che vive la carità verso Dio e verso il prossimo, come Gesù, in tutte le cose ”.

La gioia di sperimentare l'amore divino è la seduzione divina:
lasciarsi sedurre da questa gioia e vivere in essa è amare .

Ger 20,7 Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
1Gv 4,7 Carissimi, amiamoci gli uni gli altri,
perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.
8 Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
... 10 In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi


 

Che fare?

Apostolicam Actuositatem 2-7

Quanto al mondo,è questo il disegno di Dio: che gli uomini, con animo concorde, instaurino e perfezionino sempre più l'ordine delle realtà temporali.

Apostolicam Actuositatem

...II,7 Tutto ciò che compone l'ordine temporale, cioè i beni della vita e della famiglia, la cultura, l'economia, le arti e le professioni, le istituzioni della comunità politica, le relazioni internazionali e così via, la loro evoluzione e il loro progresso, non sono soltanto mezzi con cui l'uomo può raggiungere il suo fine ultimo, ma hanno un valore proprio, riposto in essi da Dio, sia considerati in se stessi, sia considerati come parti di tutto l'ordine temporale: “ E Dio vide tutte le cose che aveva fatto, ed erano assai buone ” (Gen 1,31). Le cose della terra hanno una loro bontà intrinseca, hanno una proprietà costitutiva che le rende abili a partecipare della vita nel Regno di Dio.

Nel corso della storia, l'uso delle cose temporali è stato macchiato da gravi manchevolezze, perché gli uomini, in conseguenza del peccato originale, spesso sono caduti in moltissimi errori intorno al vero Dio, alla natura dell'uomo e ai principi della legge morale: allora i costumi e le istituzioni umane sono stati corrotti e non di rado conculcata la stessa persona umana. Anche ai nostri giorni, non pochi, ponendo un'eccessiva fiducia nel progresso delle scienze naturali e della tecnica inclinano verso una specie di idolatria delle cose temporali, fattisi piuttosto schiavi che padroni di esse. È compito di tutta la Chiesa aiutare gli uomini affinché siano resi capaci di ben costruire tutto l'ordine temporale e di ordinarlo a Dio per mezzo di Cristo. L'uomo incoporato in Cristo, liberato dal maligno, partecipe della natura divina è in grado di ristabilire la giusta relazione con la bontà delle cose del mondo. Questa loro bontà naturale riceve una speciale dignità dal rapporto che essi hanno con la persona umana a servizio della quale sono stati creati. ...

Le cose della terra , buone per creazione, corrotte dalla relazione storica con l'uomo schiavo del maligno, ritornano ad esprimere la loro bontà nella relazione con i cristiani . Non solo : questa bontà, nella nuova relazione, riceve la dignità di entrare in qualche modo in relazione con Gesù, nel quale i cristiani sono incorporati. La relazione con Gesù che le cose della terra ricevono dagli uomini che le usano secondo il fine stabilito da Dio , le rende atte ad entrare- attraverso la loro consacrazione nella Messa- in Gesù, facendole partecipare in qualche modo della resurrezione dell'uomo nella vita eterna.

Rom 8, 19 La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; 20 essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza 21 di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 22 Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto;

Infine piacque a Dio unificare in Cristo Gesù tutte le cose naturali e soprannaturali, “ affinché egli abbia il primato sopra tutte le cose” (Col 1,18).

In Gesù tutte le cose anche quelle della terra vengono sottomesse alla volontà divina, diventano degne di entrare nella vita eterna.

1Co 15,28 E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

( e sarà il compimento del progetto divino, la fine di questa storia )

Questa destinazione, tuttavia, non solo non priva l'ordine delle realtà temporali della sua autonomia, dei suoi propri fini, delle sue proprie leggi, dei suoi propri mezzi, della sua importanza per il bene dell'uomo, ma anzi ne perfeziona la forza e il valore e nello stesso tempo lo adegua alla vocazione totale dell'uomo sulla terra.

Questa nuova relazione che i cristiani stabiliscono con le cose del mondo adegua -per tutti- le cose del mondo alla vocazione umana , al cammino dell'uomo nella storia; è un bene comune della umanità. Esso annuncia in modo eloquente il disegno di Dio, la chiamata universale a vivere con Lui e adegua le cose del mondo, il mondo , a realizzare, nella Chiesa terrestre ,la pienezza della vocazione umana.

Apostolicam Actuositatem

I, 5. L'opera della redenzione di Cristo ha per natura sua come fine la salvezza degli uomini,
però abbraccia pure il rinnovamento di tutto l'ordine temporale.

Giac 1,18 Di sua volontà egli ci ha generati con una parola di verità, perché noi fossimo come una primizia delle sue creature.

Di conseguenza la missione della Chiesa non mira soltanto a portare il messaggio di Cristo e la sua grazia agli uomini, ma anche ad animare e perfezionare l'ordine temporale con lo spirito evangelico. I laici, dunque, svolgendo tale missione della Chiesa, esercitano il loro apostolato nella Chiesa e nel mondo, nell'ordine spirituale e in quello temporale. Questi ordini, sebbene siano distinti, tuttavia sono così legati nell'unico disegno divino, che Dio stesso intende ricapitolare in Cristo tutto il mondo per formare una creazione nuova: in modo iniziale sulla terra, in modo perfetto alla fine del tempo.

Lumen Gentium

Grava quindi su tutti i laici il glorioso peso di lavorare, perché il disegno divino di salvezza raggiunga ogni giorno più tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutta la terra.Sia perciò loro aperta qualunque via affinché, secondo le loro forze e le necessità dei tempi, anch'essi attivamente partecipino all'opera salvifica della Chiesa.

Lumen Gentium

3- Pertanto questa è la norma dell'attività umana: che secondo il disegno di Dio e la sua volontà essa corrisponda al vero bene dell'umanità, e che permetta all'uomo, considerato come individuo o come membro della società,
di coltivare e di attuare la sua integrale vocazione.

57- L'uomo infatti, quando coltiva la terra col lavoro delle sue braccia o con l'aiuto della tecnica, affinché essa produca frutto e diventi una dimora degna di tutta la famiglia umana, e quando partecipa consapevolmente alla vita dei gruppi sociali, attua il disegno di Dio, manifestato all'inizio dei tempi, di assoggettare la terra e di perfezionare la creazione, e coltiva se stesso; nel medesimo tempo mette in pratica il grande comandamento di Cristo di prodigarsi al servizio dei fratelli.

Gaudium et spes

I,21 Inoltre la Chiesa insegna che la speranza escatologica (la speranza della vita eterna dopo la morte e alla fine della storia) non diminuisce l'importanza degli impegni terreni, ma anzi dà nuovi motivi a sostegno dell'attuazione di essi.

Lumen Gentium

V,40...E poiché tutti commettiamo molti sbagli (cfr. Gc 3,2), abbiamo continuamente bisogno della misericordia di Dio e dobbiamo ogni giorno pregare: “ Rimetti a noi i nostri debiti ” (Mt 6,12)...

Gaudium et Spes I,24

Dio creò gli uomini non perché vivessero individualisticamente, ma perché si unissero in società,

Ad Gentes

I, 3 - Dio, al fine di stabilire la pace, cioè la comunione con sé,
e di realizzare tra gli uomini stessi--che sono peccatori--una unione fraterna,...

Gaudium et Spes

I,21 L'uomo infatti riceve da Dio Creatore le doti di intelligenza e di libertà ed è costituito nella società; ma soprattutto è chiamato alla comunione con Dio stesso in qualità di figlio e a partecipare alla sua stessa felicità.

Gaudium et Spes Proemio

Ma Dio non creò l'uomo lasciandolo solo: fin da principio “ uomo e donna li creò ” (Gen1,27) e la loro unione costituisce la prima forma di comunione di persone. L'uomo, infatti, per sua intima natura è un essere sociale, e senza i rapporti con gli altri non può vivere né esplicare le sue doti.

regno


Gaudium et Spes 32.

Come Dio creò gli uomini non perché vivessero individualisticamente, ma perché si unissero in società, così a lui anche “... piacque santificare e salvare gli uomini non a uno a uno, fuori di ogni mutuo legame, ma volle costituirli in popolo, che lo conoscesse nella verità e santamente lo servisse ” Sin dall'inizio della storia della salvezza, egli stesso ha scelto degli uomini, non soltanto come individui ma come membri di una certa comunità Infatti questi eletti Dio, manifestando il suo disegno, chiamò a suo popolo” (Es3,7). Con questo popolo poi strinse il patto sul Sinai. Tale carattere comunitario è perfezionato e compiuto dall'opera di Cristo Gesù.
Lo stesso Verbo incarnato volle essere partecipe della solidarietà umana.

Prese parte alle nozze di Cana, entrò nella casa di Zaccheo, mangiò con i pubblicani e i peccatori.
Ha rivelato l'amore del Padre e la magnifica vocazione degli uomini ricordando gli aspetti più ordinari della vita sociale e adoperando linguaggio e immagini della vita d'ogni giorno.

Santificò le relazioni umane, innanzitutto quelle familiari, dalle quali trae origine la vita sociale.
Si sottomise volontariamente alle leggi della sua patria. Volle condurre la vita di un artigiano del suo tempo e della sua regione. Nella sua predicazione ha chiaramente affermato che i figli di Dio hanno l'obbligo di trattarsi vicendevolmente come fratelli. Nella sua preghiera chiese che tutti i suoi discepoli fossero una “ cosa sola ”.

Anzi egli stesso si offrì per tutti fino alla morte, lui il redentore di tutti. “ Nessuno ha maggior amore di chi sacrifica la propria vita per i suoi amici ” (Gv15,13). Comandò inoltre agli apostoli di annunciare il messaggio evangelico a tutte le genti, perché il genere umano diventasse la famiglia di Dio, nella quale la pienezza della legge fosse l'amore.

Primogenito tra molti fratelli, dopo la sua morte e risurrezione ha istituito attraverso il dono del suo Spirito una nuova comunione fraterna fra tutti coloro che l'accolgono con la fede e la carità: essa si realizza nel suo corpo, che è la Chiesa.  In questo corpo tutti, membri tra di loro, si debbono prestare servizi reciproci, secondo i doni diversi loro concessi. Questa solidarietà dovrà sempre essere accresciuta, fino a quel giorno in cui sarà consumata; in quel giorno gli uomini, salvati dalla grazia, renderanno gloria perfetta a Dio, come famiglia amata da Dio e da Cristo, loro fratello.

Gaudium et Spes 45

la Chiesa è “l'universale sacramento della salvezza” che svela e insieme realizza il mistero dell'amore di Dio verso l'uomo. Infatti il Verbo di Dio, per mezzo del quale tutto è stato creato, si è fatto egli stesso carne, per operare, lui, l'uomo perfetto, la salvezza di tutti e la ricapitolazione universale.

Il Signore è il fine della storia umana, “ il punto focale dei desideri della storia e della civiltà ”, il centro del genere umano, la gioia d'ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni. Egli è colui che il Padre ha risuscitato da morte, ha esaltato e collocato alla sua destra, costituendolo giudice dei vivi e dei morti. Vivificati e radunati nel suo Spirito, come pellegrini andiamo incontro alla finale perfezione della storia umana, che corrisponde in pieno al disegno del suo amore: “ Ricapitolare tutte le cose in Cristo, quelle del cielo come quelle della terra ” (Ef 1,10). Dice il Signore stesso: “ Ecco, io vengo presto, e porto con me il premio, per retribuire ciascuno secondo le opere sue. Io sono l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo, il principio e il fine” (Ap 22,12-13).

Gaudium et Spes-IV 45

la Chiesa è “l'universale sacramento della salvezza” che svela e insieme realizza il mistero dell'amore di Dio verso l'uomo. Infatti il Verbo di Dio, per mezzo del quale tutto è stato creato, si è fatto egli stesso carne, per operare, lui, l'uomo perfetto, la salvezza di tutti e la ricapitolazione universale. Il Signore è il fine della storia umana, “ il punto focale dei desideri della storia e della civiltà ”, il centro del genere umano, la gioia d'ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni.

Egli è colui che il Padre ha risuscitato da morte, ha esaltato e collocato alla sua destra, costituendolo giudice dei vivi e dei morti. Vivificati e radunati nel suo Spirito, come pellegrini andiamo incontro alla finale perfezione della storia umana, che corrisponde in pieno al disegno del suo amore: “ Ricapitolare tutte le cose in Cristo, quelle del cielo come quelle della terra ” (Ef 1,10). Dice il Signore stesso: “ Ecco, io vengo presto, e porto con me il premio, per retribuire ciascuno secondo le opere sue. Io sono l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo, il principio e il fine” (Ap 22,12-13).

Gaudium et Spes -proemio

Il popolo di Dio, mosso dalla fede con cui crede di essere condotto dallo Spirito del Signore che riempie l'universo, cerca di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio ( o del Maligno) .

Gaudium et Spes 12

La storia,…diventa il luogo in cui possiamo costatare l'agire di Dio a favore dell'umanità.
Egli ci raggiunge in ciò che per noi è più familiare e facile da verificare, perché costituisce il nostro contesto quotidiano, senza il quale non riusciremmo a comprenderci.

I non cristiani e il Progetto di Dio

Lumen Gentium
II,16. Infine, quanto a quelli che non hanno ancora ricevuto il Vangelo, anch'essi in vari modi sono ordinati al popolo di Dio.

... il disegno di salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in particolare i musulmani, i quali, professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso che giudicherà gli uomini nel giorno finale. Dio non e neppure lontano dagli altri che cercano il Dio ignoto nelle ombre e sotto le immagini, poiché egli dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa (cfr At 1,7,25-26), e come Salvatore vuole che tutti gli uomini si salvino (cfr. 1 Tm 2,4).

Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e coll'aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna. Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta. Poiché tutto ciò che di buono e di vero si trova in loro è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione ad accogliere il Vangelo e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita

Dice Matteo a proposito del giudizio delle Genti (= coloro che sono fuori dall'alleanza con Dio)

Mt 25,31 Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,

36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?

40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

Lumen Gentium

II,9. In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la giustizia (cfr. At 10,35)

cioè la carità. Chiunque vive da giusto secondo l’alleanza apre le porte alla benedizione divina, alla salvezza.
Qualsiasi religione o filosofia o pensiero lo ispiri.

1Tim 2, Dio, nostro salvatore, 4 ... vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. 5 Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, 6 che ha dato se stesso in riscatto per tutti.
Sal 32,1 Esultate, giusti, nel Signore; ai giusti si addice la lode. ... 5 Egli ama il diritto e la giustizia, della sua grazia è piena la terra. ...13 Il Signore guarda dal cielo, egli vede tutti gli uomini. 14 Dal luogo della sua dimora scruta tutti gli abitanti della terra, 15 lui che, solo, ha plasmato il loro cuore e comprende tutte le loro opere.

Nostra Aetate 1

I vari popoli costituiscono infatti una sola comunità. Essi hanno una sola origine, poiché Dio ha fatto abitare l'intero genere umano su tutta la faccia della terra hanno anche un solo fine ultimo, Dio, la cui Provvidenza, le cui testimonianze di bontà e il disegno di salvezza si estendono a tutti finché gli eletti saranno riuniti nella città santa, che la gloria di Dio illuminerà e dove le genti cammineranno nella sua luce.

Nostra Aetate

I,23 Il moltiplicarsi delle relazioni tra gli uomini costituisce uno degli aspetti più importanti del mondo di oggi, al cui sviluppo molto contribuisce il progresso tecnico contemporaneo. Tuttavia il fraterno dialogo tra gli uomini non trova il suo compimento in tale progresso, ma più profondamente nella comunità delle persone, e questa esige un reciproco rispetto della loro piena dignità spirituale. La Rivelazione cristiana dà grande aiuto alla promozione di questa comunione tra persone; nello stesso tempo ci guida ad un approfondimento delle leggi che regolano la vita sociale, scritte dal Creatore nella natura spirituale e morale dell'uomo.

Il Mistero è rivelato

Gv 15,14 Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. 15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi.

 

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