Sei a pag. 6 di home > Spiritualità                                         Il Rosario               -    Vai a pag.   1   2   3   4   5   6   7   8

I MISTERI DEL DOLORE [MARTEDI - VENERDI]

1. Gesù al Getsemani
2. La flagellazione
3. L'incoronazione di spine
4. La salita al Calvario
5. La morte in Croce

Gesù ha sofferto in tutto se stesso,corpo,anima e spirito. Ha sofferto le conseguenze del peccato dei suoi nemici. Ora è risorto guarito e glorificato e libero dal male e dalla morte per sempre.
La sua Chiesa però si nutre continuamente di Lui, corpo, anima e spirito.
Essa è il suo corpo misterioso sulla terra che continua la sua missione.

La sua Chiesa continua a soffrire le conseguenze dei peccati dei nemici di Gesù.
Il maligno attraverso i peccati continua a colpire e a creare sofferenza.Anche la natura soffre e geme ..e attende la sua liberazione definitiva. La passione di Gesù subita a causa della missione del Vangelo continua nella sua Chiesa. Che cosa ha prodotto in Gesù la passione subita?

Eb5,7… nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; 8 pur essendo Figlio, imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì 9 e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono..

Gesù rispondendo ai colpi che subiva con il perdono,imparò dalla sofferenza l’obbedienza a Dio, alla sua volontà di costruire il Regno,fino alla perfezione. Gesù attraverso l’obbedienza a Dio nelle sofferenze piu’ terribili, disumane,fu da Dio reso perfetto nella sua carne,nella sua umanità,cosi’ da poterla portare nel Santo dei Santi, nella dimensione di Dio(come avrebbe voluto fare il sommo sacerdote ebraico),dimensione incompatibile in modo assoluto con ogni ribellione,con il piu’ piccolo male.

Cosi’ Attraverso le sofferenze che Gesù-noi soffre ,l’umanità guarita dalla grazia del battesimo viene portata a perfetta sottomissione a Dio e dunque resa degna di entrare a far parte della sua dimensione.

1Te 5,23 Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. 24 Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo!

Questa santificazione è indispensabile perché possiamo entrare nel Regno di Dio.
Dunque Maria deve essere invocata perché ci porti questa grazia continuamente.
I misteri dolorosi fanno memoria della santificazione della carne di Gesù attraverso la sofferenza .
Sofferenza , colpi del maligno,che Maria accompagnò e condivise pienamente con Gesù. Colpi che attraverso la carne risorta di Gesù che mangiamo si trasformano in nostra guarigione e santificazione.

1-Nel primo mistero doloroso si contempla Gesù nell’orto degli ulivi

«muoio dalla tristezza»

Gesù aveva accettato la sua morte già nel battesimo  L’espressione era ben conosciuta dai suoi:

Sal42, 6 Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi? Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

Il salmo diceva:

Sal 41,4 Le lacrime sono mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre: «Dov'è il tuo Dio?».

Gesù sa che sarà crocefisso e suda sangue e muore di tristezza perché alla croce il popolo eletto di Dio dirà:

«Dov'è il tuo Dio?»

infatti dice Marco:

Mc15, 34 Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? 35 Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!». 36 Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia( Elohi=Dio Padre) a toglierlo dalla croce».

Battezzati, siamo risorti con Gesù, ma vediamo il mondo che lo rifiuta e dice a noi, deboli e peccatori,soprattutto quando subiamo l’ingiustizia,la sofferenza ingiusta: dov’è il tuo Dio? .Nel mistero dei Gestsemani riceviamo la fede di Gesù che nell’ora piu’ oscura (deve passare dalla –antiglorificazione del Padre) si affida totalmente a Lui.

Questo mistero di accettare la sofferenza ingiusta che addirittura sembra attestare l’ assenza di Dio o se si vuole,l’impotenza del Dio di Gesù,abbandonandosi totalmente a Lui è il mistero della pura fede nella prova piu’ alta.E’ veramente l’iimersione nella morte,nelle grandi acque,fidandosi di Dio che risorge.Mistero che Gesù fa rivivere in noi.

Il battesimo di Gesù

 535 L'inizio [Cf Lc 3,23 ] della vita pubblica di Gesù è il suo battesimo da parte di Giovanni nel Giordano [Cf At 1,22 ]. Giovanni predicava “un battesimo di conversione per il perdono dei peccati” ( Lc 3,3 ). Una folla di peccatori, pubblicani e soldati, [Cf Lc 3,10-14 ] farisei e sadducei [Cf Mt 3,7 ] e prostitute[Cf Mt 21,32 ] vengono a farsi battezzare da lui. Ed ecco comparire Gesù. Il Battista esita, Gesù insiste: riceve il battesimo. Allora lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, scende su Gesù e “una voce dal cielo” dice: “Questi è il Figlio mio prediletto” [Cf Mt 3,13-17 ]. E' la manifestazione (Epifania”) di Gesù come Messia di Israele e Figlio di Dio.

 536 Il battesimo di Gesù è, da parte di lui, l'accettazione e l'inaugurazione della sua missione di Servo sofferente. Egli si lascia annoverare tra i peccatori; [Cf Is 53,12 ] è già “l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” ( Gv 1,29 ); già anticipa il “battesimo” della sua morte cruenta [Cf Mc 10,38; 536 Lc 12,50 ]. Già viene ad adempiere “ogni giustizia” ( Mt 3,15 ), cioè si sottomette totalmente alla volontà del Padre suo: accetta per amore il battesimo di morte per la remissione dei nostri peccati [Cf Mt 26,39 ]. A tale accettazione risponde la voce del Padre che nel Figlio suo si compiace [Cf Lc 3,22; Is 42,1 ]. Lo Spirito, che Gesù possiede in pienezza fin dal suo concepimento, si posa e rimane su di lui [Cf Gv 1,32-33; cf Is 11,2 ]. Egli ne sarà la sorgente per tutta l'umanità. Al suo battesimo, “si aprirono i cieli” ( Mt 3,16 ) che il peccato di Adamo aveva chiuso; e le acque sono santificate dalla discesa di Gesù e dello Spirito, preludio della nuova creazione.

537 Con il Battesimo, il cristiano è sacramentalmente partecipa di Gesù, il quale con il suo battesimo anticipa la sua morte e la sua Risurrezione; il cristiano deve entrare in questo mistero di umile abbassamento e pentimento, discendere nell'acqua con Gesù, per risalire con lui, rinascere dall'acqua e dallo Spirito per diventare, nel Figlio, figlio amato dal Padre e “camminare in una vita nuova” ( Rm 6,4 ): Scendiamo nella tomba insieme con Cristo per mezzo del Battesimo, in modo da poter anche risorgere insieme con lui; scendiamo con lui per poter anche risalire con lui; risaliamo con lui, per poter anche essere glorificati con lui [San Gregorio Nazianzeno, Orationes, 40, 9: PG 36, 369B].
 Tutto ciò che è avvenuto in Cristo ci fa comprendere che, dopo l'immersione nell'acqua, lo Spirito Santo vola su di noi dall'alto del cielo e che, adottati dalla Voce del Padre, diventiamo figli di Dio [Sant'Ilario di Poitiers, In evangelium Matthaei, 2: PL 9, 927].

L'agonia del Getsemani

 612 Il calice della Nuova Alleanza, che Gesù ha anticipato alla Cena offrendo se stesso, [Cf Lc 22,20 ] in seguito egli lo accoglie dalle mani del Padre nell'agonia al Getsemani [Cf Mt 26,42 ] facendosi “obbediente fino alla morte” ( Fil 2,8 ) [Cf Eb 5,7-8 ]. Gesù prega: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice!” ( Mt 26,39 ). Egli esprime così l'orrore che la morte rappresenta per la sua natura umana. Questa, infatti, come la nostra, è destinata alla vita eterna; in più, a differenza della nostra, è perfettamente esente dal peccato [Cf Eb 4,15 ] che causa la morte; [Cf Rm 5,12 ] ma soprattutto è assunta dalla Persona divina dell' “Autore della vita” ( At 3,15 ), del “Vivente” ( Ap 1,17 ) [Cf Gv 1,4; Gv 5,26 ]. Accettando nella sua volontà umana che sia fatta la volontà del Padre, [Cf Mt 26,42 ] Gesù accetta la sua morte in quanto redentrice, per “portare i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce” ( 1Pt 2,24)

2-Nel secondo mistero doloroso si contempla la flagellazione di Gesù.

Gesù è riconosciuto giusto dalla moglie di Pilato.Pilato stesso afferma di non trovare in lui nessuna colpa.Crocifiggerlo sarebbe stata una ingiustizia.Perché allora flagellarlo?Il popolo era in tumulto e, interpellato,preferisce la liberazione di Barabba,chiedendo che il sangue di Gesù ricada su tutti loro.Cosi’ Gesù doveva essere crocefisso e, secondo il rituale, flagellato.La flagellazione di Gesù è in relazione al Mistero del  non riconoscimento del Messia da parte del popolo.

1Cor 2,7 parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. 8 Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

Gesù non sarebbe stato crocefisso se l’avessero riconosciuto come messia divino.
Tutti i peccatori furono gli autori della Passione di Cristo.
Gesù vive il mistero dell’amore divino non riconosciuto dagli uomini:essi,contro ogni evidenza, misteriosamente  lo trattano come fosse il maligno in persona e gli preferiscono il peccato come fosse il loro bene.Il mistero dell’amore divino, la carità,misconosciuta e flagellata a cui  Gesù risponde col perdono, continua in noi…e ci fa capaci di perdonare i nostri debitori.

La tentazione di Gesù

 538 I Vangeli parlano di un tempo di solitudine di Gesù nel deserto, immediatamente dopo che ebbe ricevuto il battesimo da Giovanni: “Sospinto” dallo Spirito nel deserto, Gesù vi rimane quaranta giorni digiunando; sta con le fiere e gli angeli lo servono [Cf Mc 1,12-13 ]. Terminato questo periodo, Satana lo tenta tre volte cercando di mettere alla prova la sua disposizione filiale verso Dio. Gesù respinge tali assalti che ricapitolano le tentazioni di Adamo nel Paradiso e quelle d'Israele nel deserto, e il diavolo si allontana da lui “per ritornare al tempo fissato” ( Lc 4,13 ).
 

539 Gli evangelisti rilevano il senso salvifico di questo misterioso avvenimento. Gesù è il nuovo Adamo, rimasto fedele mentre il primo ha ceduto alla tentazione. Gesù compie perfettamente la vocazione d'Israele: contrariamente a coloro che in passato provocarono Dio durante i quaranta anni nel deserto, [Cf Sal 95,10 ] Cristo si rivela come il Servo di Dio obbediente in tutto alla divina volontà. Così Gesù è vincitore del diavolo: egli ha “legato l'uomo forte” per riprendergli il suo bottino [Cf Mc 3,27 ]. La vittoria di Gesù sul tentatore nel deserto anticipa la vittoria della passione, suprema obbedienza del suo amore filiale per il Padre.

540 La tentazione di Gesù manifesta quale sia la messianicità del Figlio di Dio, in opposizione a quella propostagli da Satana e che gli uomini [Cf Mt 16,21-23 ] desiderano attribuirgli. Per questo Cristo ha vinto il tentatore per noi: “Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato” ( Eb 4,15 ). La Chiesa ogni anno si unisce al Mistero di Gesù nel deserto con i quaranta giorni della Quaresima .
 

615 “Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” ( Rm 5,19 ). Con la sua obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la sostituzione del Servo sofferente che offre “se stesso in espiazione ”, mentre porta “il peccato di molti”, e li giustifica addossandosi “la loro iniquità” [Cf Is 53,10-12 ]. Gesù ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i nostri peccati [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1529].

598 La Chiesa, nel magistero della sua fede e nella testimonianza dei suoi santi, non ha mai dimenticato che “ogni singolo peccatore è realmente causa e strumento delle. . . sofferenze” del divino Redentore [Catechismo Romano, 1, 5, 11; cf Eb 12,3 ]. Tenendo conto del fatto che i nostri peccati offendono Cristo stesso, [Cf Mt 25,45; At 9,4-5 ] la Chiesa non esita ad imputare ai cristiani la responsabilità più grave nel supplizio di Gesù, responsabilità che troppo spesso essi hanno fatto ricadere unicamente sugli Ebrei: E' chiaro che più gravemente colpevoli sono coloro che più spesso ricadono nel peccato. Se infatti le nostre colpe hanno tratto Cristo al supplizio della croce, coloro che si immergono nell'iniquità crocifiggono nuovamente, per quanto sta in loro, il Figlio di Dio e lo scherniscono [Cf Eb 6,6 ] con un delitto ben più grave in loro che non negli Ebrei. Questi infatti - afferma san Paolo non avrebbero crocifisso Gesù se lo avessero conosciuto come re divino [Cf 1Cor 2,8 ]. Noi cristiani, invece, pur confessando di conoscerlo, di fatto lo rinneghiamo con le nostre opere e leviamo contro di lui le nostre mani violente e peccatrici [Catechismo Romano, 1, 5, 11].
 E neppure i demoni lo crocifissero, ma sei stato tu con essi a crocifiggerlo, e ancora lo crocifiggi, quando ti diletti nei vizi e nei peccati [San Francesco d'Assisi, Admonitio, 5, 3].

3-nel terzo mistero doloroso si contempla l’incoronazione di spine

Il non riconoscimento,la condanna ingiusta, diventa poi scherno,violenza gratuita,malvagità pura, fine a se stessa.L’uomo è dominato dal maligno:pur “senza sapere cosa fa” ,mettendo in ridicolo la sofferenza del Figlio egli mette in ridicolo Dio stesso,il suo progetto di salvare gli uomini liberandoli dalla schiavitu’ del male e della morte.Proprio questa sofferenza ingiusta e frutto di incomprensione e di malvagità gratuita misteriosamente è quella che riscatta l’umanità,la  carne dalla schiavitu’ al maligno e alla morte.

Gesù viene spogliato del suo  vestito,simbolicamente privato della sua identità  di salvatore dell’umanità e vestito di una identità che lo rende ridicolo agli occhi di tutti. La corona di spine è una sofferenza inutile :tu ci hai beffati e noi ti beffiamo incoronadoti re inutile, re  senza nessun credito,re per scherno. Il mistero dell’amore divino ,la carità,non riconosciuto e di piu’, umiliato e ricambiato con sofferenze gratuite e beffarde cui Gesù risponde con la regalità divina di colui che grazia,slava chi lo offende..vuole continuare in noi.

Mt27,40 «Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!». 41 Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: 42 «Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. 43 Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!». 44 Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo.
Lc23 38 C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei. 39 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». 40 Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? 41 Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». 42 E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». 43 Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».

4-nel quarto mistero doloroso si contempla la salita di Gesù al Calvario

Simon Pietro, il discepolo-capo ha rinnegato Gesù per ben tre volte. Simone il libico segue Gesù fino al Calvario portandogli la croce. Il cireneo porta il giogo che il galileo aveva rifiutato:seguire Gesù senza riserve. Pietro aveva ricevuto il seme della Parola con entusiasmo,ma giunte le prime serie difficoltà la rinnega.Questo è il mistero della solitudine dell’amore divino, della carità.

Gesù è lasciato solo ad amare pubblicamente l’umanità,senza riserve:la  sua  istituzione lo abbandona.
Solo chi lo ha  ascoltato e compreso, lo ama senza riserve(Giovanni e la madre,le pie donne) e lo segue fino in fondo, pubblicamente. Il mistero dell’amore che si ritrova solo a portare pubblicamente il peso della carità e persevera fino alla fine.Gesù lo continua in noi.

Lu 23,26 Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirène (Libia) che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.

E’ per Luca un dato storico riportato dai Testimoni.

 27 Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.

L’ingiustizia è grande e tocca i cuori. Si compie una profezia:

Zac 12,10 … guarderanno a colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. 11 In quel giorno grande sarà il lamento in Gerusalemme simile al lamento di Adad-Rimmòn nella pianura di Meghìddo.
 28 Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. 29 Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. 30 Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! 31 Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?»

 Gesù si riferisce a cio’ che accadrà nel 70: la distruzione di Gerusalemme.

 32 Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere giustiziati

Secondo la profezia:

Is 53,12 Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori.

Il Cireneo che aiuta Gesù a portare la croce riveste secondo al Tradizione un significato simbolico:

2427 Il lavoro umano proviene immediatamente da persone create ad immagine di Dio e chiamate a prolungare, le une con e per le altre, l'opera della creazione sottomettendo la terra [Cf Gen 1,28; Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 34; Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 31]. Il lavoro, quindi, è un dovere: “Chi non vuol lavorare, neppure mangi” ( 2Ts 3,10 ) [Cf 1Ts 4,11 ]. Il lavoro esalta i doni del Creatore e i talenti ricevuti. Può anche essere redentivo. Sopportando la penosa fatica [Cf Gen 3,14-19 ] del lavoro in unione con Gesù, l'artigiano di Nazaret e il crocifisso del Calvario, l'uomo in un certo modo coopera con il Figlio di Dio nella sua opera redentrice. Si mostra discepolo di Cristo portando la croce, ogni giorno, nell'attività che è chiamato a compiere [Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. Laborem exercens, 27]. Il lavoro può essere un mezzo di santificazione e un'animazione delle realtà terrene nello Spirito di Cristo.

5-nel quinto mistero doloroso si contempla la morte di Gesù in croce

Gesù viene per compiere l’opera salvifica del Padre,senza riserve.L’umanità lo condanna alla morte.Pietro ne ha la certezza:

At 2,23 dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso.

E cosi’ Paolo:

1Co 2,8 Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

Di fronte a questa ingiusta e dolorosa morte decisa dagli uomini Gesù non tace, non si tira indietro,continua l’evangelizzazione, non fugge.Egli crede senza riserve a questo disegno e alla potenza del Padre: anche passando da li’,dalla morte che porta alla ridicolizzazione di Dio e al misconoscimento e disprezzo della sua azione e potenza salvifica ,sarebbe giunta la salvezza agli uomini.

Come agnello condotto al macello  egli continua a guarire gli uomini lungo la strada, fino all’ultimo respiro: oggi sarai con me in paradiso. Il Mistero del corpo di Gesù che ama fino alla fine,fino a darsi alla morte , la carità perseverante fino alla morte ..morte ingiusta e ridicola..è il mistero del suo corpo umano portato a perfezione:sulla croce Gesù compie tutta la legge divina,l’obbedienza, l’osservanza dell’amore, la giustizia che Dio chiese ad Abramo ed ai suoi discendenti per poterli portare alla felicità piena e definitiva

Gen 18,19 Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso».

Per questa giustizia perfetta il Padre puo’ compiere il suo progetto:salva il corpo di Gesù dal male e dalla morte per sempre,lo risorge guarito e reso perfetto per sempre.Di piu’:il Padre trasforma questa giustizia di Gesù che gli è costata incarnazione, passione e morte in forza salvifica universale.

La giustizia di Gesù   vale  per il compimento della salvezza in ciascun uomo e in tutti gli uomini.Questo è un Mistero e tale  mistero Gesù lo vuole continuare in noi cosi’ che la nostra umanità venga resa perfetta nella carità e questa nostra salvezza divenga nella vita quotidiana “giustizia “ e valga insieme alla sua  giustizia per la salvezza universale.

Tutta la vita di Cristo è offerta al Padre

 606 Il Figlio di Dio “disceso dal cielo non per fare” la sua “volontà ma quella di colui che” l'ha “mandato” ( Gv 6,38 ), “entrando nel mondo dice: . . Ecco, io vengo. . . per fare, o Dio, la tua volontà. . . Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del Corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre” ( Eb 10,5-10 ). Dal primo istante della sua Incarnazione, il Figlio abbraccia nella sua missione redentrice il disegno divino di salvezza: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera” ( Gv 4,34 ). Il sacrificio di Gesù “per i peccati di tutto il mondo” ( 1Gv 2,2 ) è l'espressione della sua comunione d'amore con il Padre: “Il Padre mi ama perché io offro la mia vita” ( Gv 10,17 ). “Bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato” ( Gv 14,31 ).

 607 Questo desiderio di abbracciare il disegno di amore redentore del Padre suo anima tutta la vita di Gesù [Cf Lc 12,50; Lc 22,15; Mt 16,21-23 ] perché la sua Passione redentrice è la ragion d'essere della sua Incarnazione: “Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo sono giunto a quest'ora!” ( Gv 12,27 ). “Non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?” ( Gv 18,11 ). E ancora sulla croce, prima che tutto sia compiuto, [Cf Gv 19,30 ] egli dice: “Ho sete” ( Gv 19,28 ).

 “L'Agnello che toglie il peccato del mondo”

 608 Dopo aver accettato di dargli il battesimo tra i peccatori, [Cf Lc 3,21; Mt 3,14-15 ] Giovanni Battista ha visto e mostrato in Gesù “l'Agnello di Dio.. . che toglie il peccato del mondo” ( Gv 1,29 ) [Cf Gv 1,36 ]. Egli manifesta così che Gesù è insieme il Servo sofferente che si lascia condurre in silenzio al macello [Cf Is 53,7; 608 Ger 11,19 ] e porta il peccato delle moltitudini [Cf Is 53,12 ] e l'agnello pasquale simbolo della redenzione di Israele al tempo della prima Pasqua [Cf Es 12,3-14; e anche Gv 19,36; 1Cor 5,7 ]. Tutta la vita di Cristo esprime la sua missione: “servire e dare la propria vita in riscatto per molti”( Mc 10,45 )

Gesù liberamente fa suo l'amore redentore del Padre

 609 Accogliendo nel suo cuore umano l'amore del Padre per gli uomini, Gesù “li amò sino alla fine” ( Gv 13,1 ) “perché nessuno ha un amore più grande di questo: dare la propria vita per i propri amici” ( Gv 15,13 ). Così nella sofferenza e nella morte, la sua umanità è diventata lo strumento libero e perfetto del suo amore divino che vuole la salvezza degli uomini [ Cf Eb 2,10; Eb 2,17-18; Eb 4,15; Eb 5,7-9 ]. Infatti, egli ha liberamente accettato la sua passione e la sua morte per amore del Padre suo e degli uomini che il Padre vuole salvare: “Nessuno mi toglie la vita, ma la offro da me stesso” ( Gv 10,18 ). Di qui la sovrana libertà del Figlio di Dio quando va liberamente verso la morte [Cf Gv 18,4-6; 609 Mt 26,53 ].

Alla Cena Gesù ha anticipato l'offerta libera della sua vita

 610 La libera offerta che Gesù fa di se stesso ha la sua più alta espressione nella Cena consumata con i Dodici Apostoli [Cf Mt 26,20 ] nella “notte in cui veniva tradito” ( 1Cor 11,23 ). La vigilia della sua passione, Gesù, quand'era ancora libero, ha fatto di quest'ultima Cena con i suoi Apostoli il memoriale della volontaria offerta di sé al Padre [Cf 1Cor 5,7 ] per la salvezza degli uomini: “Questo è il mio Corpo che è dato per voi” ( Lc 22,19 ). “Questo è il mio Sangue dell'Alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati” ( Mt 26,28 ).

 611 L'Eucaristia che egli istituisce in questo momento sarà il “memoriale” [Cf 1Cor 11,25 ] del suo sacrificio. Gesù nella sua offerta include gli Apostoli e chiede loro di perpetuarla [Cf Lc 22,19 ]. Con ciò, Gesù istituisce i suoi Apostoli sacerdoti della Nuova Alleanza: “Per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità” ( Gv 17,19 ) [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm. , 1752; 1764].

La morte di Cristo è il sacrificio unico e definitivo

 613 La morte di Cristo è contemporaneamente il sacrificio pasquale che compie la redenzione definitiva degli uomini [Cf 1Cor 5,7; Gv 8,34-36 ] per mezzo dell'“Agnello che toglie il peccato del mondo” ( Gv 1,29 ) [Cf 1Pt 1,19 ] e il sacrificio della Nuova Alleanza [Cf 1Cor 11,25 ] che di nuovo mette l'uomo in comunione con Dio [Cf Es 24,8 ] riconciliandolo con lui mediante il sangue “versato per molti in remissione dei peccati” ( Mt 26,28 ) [Cf Lv 16,15-16 ].

 614 Questo sacrificio di Cristo è unico: compie e supera tutti i sacrifici [Cf Eb 10,10 ]. Esso è innanzitutto un dono dello stesso Dio Padre che consegna il Figlio suo per riconciliare noi con lui [Cf 1Gv 4,10 ]. Nel medesimo tempo è offerta del Figlio di Dio fatto uomo che, liberamente e per amore, [Cf Gv 15,13 ] offre la propria vita [Cf Gv 10,17-18 ] al Padre suo nello Spirito Santo [Cf Eb 9,14 ] per riparare la nostra disobbedienza.

Gesù sostituisce la sua obbedienza alla nostra disobbedienza

 615 “Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” ( Rm 5,19 ). Con la sua obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la sostituzione del Servo sofferente che offre “se stesso in espiazione ”, mentre porta “il peccato di molti”, e li giustifica addossandosi “la loro iniquità” [Cf Is 53,10-12 ]. Gesù ha riparato per i nostri errori e dato soddisfazione al Padre per i nostri peccati [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1529].

Sulla croce, Gesù consuma il suo sacrificio

 616 E' l'amore “sino alla fine” ( Gv 13,1 ) che conferisce valore di redenzione e di riparazione, di espiazione e di soddisfazione al sacrificio di Cristo. Egli ci ha tutti conosciuti e amati nell'offerta della sua vita [Cf Gal 2,20; Ef 5,2; Ef 5,25 ]. “L'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti” ( 2Cor 5,14 ). Nessun uomo, fosse pure il più santo, era in grado di prendere su di sé i peccati di tutti gli uomini e di offrirsi in sacrificio per tutti. L'esistenza in Cristo della Persona divina del Figlio, che supera e nel medesimo tempo abbraccia tutte le persone umane e lo costituisce Capo di tutta l'umanità, rende possibile il suo sacrificio redentore per tutti .

 617 - La sua santissima passione sul legno della croce ci meritò la giustificazione” insegna il Concilio di Trento [Denz. -Schönm., 1529] sottolineando il carattere unico del sacrificio di Cristo come “causa di salvezza eterna” ( Eb 5,9 ). E la Chiesa venera la croce cantando: - Ave, o croce, unica speranza” [Inno “Vexilla Regis”].

La nostra partecipazione al sacrificio di Cristo

 618 La croce è l'unico sacrificio di Cristo, che è il solo “mediatore tra Dio e gli uomini” ( 1Tm 2,5 ). Ma, poiché nella sua Persona divina incarnata, “si è unito in certo modo ad ogni uomo”, [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 22] egli offre “a tutti la possibilità di venire in contatto, nel modo che Dio conosce, con il mistero pasquale” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 22]. Egli chiama i suoi discepoli a prendere la loro croce e a seguirlo, [Cf Mt 16,24 ] poiché patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme [Cf 1Pt 2,21 ]. Infatti egli vuole associare al suo sacrificio redentore quelli stessi che ne sono i primi beneficiari [Cf Mc 10,39; Gv 21,18-19; Col 1,24 ]. Ciò si compie in maniera eminente per sua Madre, associata più intimamente di qualsiasi altro al mistero della sua sofferenza redentrice [Cf Lc 2,35 ].  Al di fuori della croce non vi è altra scala per salire al cielo [Santa Rosa da Lima; cf P. Hansen, Vita mirabilis, Louvain 1668].

Sei a pag. 6 di home > Spiritualità                                         Il Rosario               -    Vai a pag.   1   2   3   4   5   6   7   8