Piccolo Corso Biblico

La dimora dell'UOMO Gv 8, 31Gesù allora disse a quei Giudei che gli avevano creduto:  «Se rimanete nella mia Parola, siete davvero miei discepoli; 32  conoscerete  la Verità ( fedeltà) e la Verità ( fedeltà) vi farà liberi ».

Le parole di Gesù non sono solo vocaboli ma sono Spirito ( vengono dal suo Spirito e lo comunicano) // e sono Vita ( vengono dalla sua Vita e la comunicano)

Gv 15:4 Come il tralcio  non può far frutto da se stesso  se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me- . Gv 15:5 Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Gv 15:6 Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Gv 15:7 Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.

Rimanete in Me"  ..   non basta «dimorare  presso  » Gesù, e neppure basta «essere  con» Lui (15,27); bisogna «dimorare nella sua Parola» (Gv 8,31) , cioè non solo ascoltarla ma assimilarla per vivere di essa e farne la regola ispiratrice della propria vita.

..Nel Vangelo di Giovanni, Gesù dichiara che cibo per Lui è compiere la volontà del Padre, è l’alimento che lo tiene in vita. Questa parola di Gesù se veramente la prendiamo sul serio, diventa alimento. Cosa fa l’alimento? Ci entra dentro, ci penetra,ci forma e ci trasforma.

La Parola di Dio, è Parola del Dio creatore e contiene la stessa energia creatrice. Se viene accolta, trasforma e dilata la nostra esistenza. "

"Carne (sarx) significa il modo di essere umano, il modo di essere «di questo mondo»; spirito (pneuma) significa il modo di essere divino, ; dell'altro mondo.

In altri termini: la carne è l'intera esistenza storica dell'uomo, in quanto le sue ragioni, i suoi valori, le sue motivazioni appartengono alla sfera dell'umano; lo Spirito, all'opposto, significa  il rovesciamento delle ragioni, dei valori, delle motivazioni di «questo mondo» , per un modo di comprendersi e di esistere che ha le sue radici al di là di questa sfera «mondana» di esistenza ."

" Anzi la fede in Gesù, unita al sacramento dell'eucaristia , conduce a quella immanenza reciproca caratteristica di Giovanni, per cui «chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui» (6,56), oppure: «Io sono la vite, e voi i tralci; chi dimora in me ed io in lui, porta molto frutto» (15,5a.b; cf. 15,4). È questa «immanenza reciproca» che assicura la fecondità missionaria dei discepoli: «Poiché senza di me (chorìs emoù = , lontano da me) voi non potete fare nulla» (Gv 15,5c). " 

" .. Fuori da questo centro, da questa dimora che è la persona di Gesù, c'è vuoto di progetti e di realizzazioni nella missione della Chiesa. "

"Momenti costitutivi del concetto di «Spirito», infatti, sono il miracolo, ovvero ciò che è al di là delle sfere della possibilità umana, nonché la potenza attiva di questa alternativa divina che entra effettivamente nella vita storica dell'uomo e la rinnova".

"È, questo, «un principio fondamentale per l'autocomprensione del cristiano, quali che siano i suoi sforzi e la sua attività».
Il credente è sottratto all'esistenza mondana, pur all'interno del mondo; per quanto ancora «nel mondo» (en to kósmo), non è più «dal mondo» (ek toù kósmou).

E già passato attraverso il giudizio
e già entrato nella VITA  (3,18; 5,24s), lasciandosi la morte alle spalle (8,51; ll,25ss); egli  ha già la VITA  (3,36; 6,47; IGv 5,12). Di lui vale: «Le tenebre stanno diradandosi e la vera Luce già risplende».

Come Gesù è stato uno straniero nel mondo, così lo sono i credenti che gli appartengono "  .
L'autogiudizio universale "Ogni persona deve decidere da se stessa da dove vuoi partire, per comprendersi e realizzare se stesso: se dall'ambito della carne, cioè da questo mondo e dalle sue possibilità, oppure dalla sfera dello Spirito, cioè in Dio e da Dio.

Ognuno di noi può e deve scegliere tra queste due sfere -carne e Spirito - come tra due alternative; e può decidere solo allorquando accade l'incontro con Gesù, il Rivelatore e il Salvatore.
La scelta tra carne e Spirito, tra morte e VITA, si opera  nel momento  in cui si sceglie pro o contro la sua Parola Si tratta di rinascere dall'alto, di essere trasformato dallo Spirito in un essere nuovo, di cui il mondo non sa «donde viene né dove va» (3,8); si tratta di «passare dalla morte alla VITA» (5,24) e di «essere nel mondo pur senza essere del mondo» (17,6.14.16.18).

Si tratta per i discepoli — e per tutti i credenti — di andare alla Luce , di camminare al suo seguito, di andare a lui per avere la VITA(3,21; 8,12; 6,35; 7,37; cf. 12,19; 5,49); si tratta di lasciarsi attrarre a lui dal Padre (6,44; cf. 12,32), di seguirlo (10,27; 12,26; 13,36s; 21,18-20), di abitare in lui come lui abita nei suoi discepoli, di abitare nel suo amore (15,4-7.9; cf. 14,23) come nel proprio ambiente vitale.

In una parola, il mistero cristiano è il venire di Dio verso l'uomo nel Cristo mediante l'incarnazione, e l'andare dell'uomo verso Dio nel Cristo mediante la fede. (Mollat)

Sono proprio questi movimenti spirituali invisibili dell'amore e della fede, generatori del divino incontro , che il vocabolario spaziale di Giovanni vuole esprimere. "

(*)
Non è più il mondo lo specchio dell' esistenza ma il dimorare, l' essere dimora di Gesù , del Padre, dello Spirito:Mt 6:1 Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
Mt 6:4 perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Mt 6:18 perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Mt 6:6 Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Mt 6:8 il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.

« Dimorate nel mio Amore »Gv 15,9: «Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi. Dimorate nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti,  dimorerete nel mio Amore , come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e  dimoro nel suo Amore».

 
"   .. Un imperativo che ha una condizione essenziale che lo avvalora: l'osservanza dei suoi (15,10) o del suo comandamento (Gv 13,14; 15,12), che è l'amore scambievole posto in atto simbolicamente dal gesto di Gesù che lava i piedi dei discepoli.

Allora Gesù Cristo, come «dimora» del credente, è ben lontano da quel «posto in cui è bello rimanere e costruire tende», come la montagna della Trasfigurazione nello sfogo di Pietro (Le 9,33 e par.), il quale «non sapeva quel che diceva».
(*)


Se l'uomo rifiuta Gesù , massima espressione dell'AMORE del Padre, rifiuta la propria realtà , rifiuta il compimento di se stesso nella perfezione: non voglio diventare come Gesù !

Autodeterminadosi fuori dall'Amore per sè e per gli altri l'uomo rifiuta se stesso e si autocostruisce come rifiuto, creazione fallita .

Quando la coscienza di sè sarà piena allora per lui sarà " pianto e stridor di denti" , disperazione senza ritorno. Questa non è punizione divina ma è il rifiuto di se stessi. Fil 3,19 La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.
1Tm 6,9 Quelli .. che vogliono arricchirsi, cadono nella tentazione, nell'inganno di molti desideri insensati e dannosi, che
fanno affogare gli uomini nella rovina e nella perdizione.
1Pt 4,4 Per questo trovano strano
che voi non corriate insieme con loro verso questo torrente di perdizione, e vi oltraggiano.
Gv 17,12 Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e
nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione ( Giuda Iscariota)

Eb 10,39 Noi però
non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.
Perciò
Mt 7, 13 13 Entrate per la porta stretta, poiché
larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. 14 Stretta invece è la porta e angusta la VIA ( Gesù) che conduce alla VITA, e pochi sono quelli che la trovano.
Io sono la VIA , il CAMMINOQualè la VIA maestra perchè si giunga al compimento di sè come UOMINI e DONNE perfetti e definitivi ?

Dice Gesù : « "Io sono la VIA, la Verità , la VITA" che supera la morte e compie l'uomo come UOMO perfetto e definitivo."

"Seguitemi e Rimanete in Me " ...Diventerete ... ME.Il discepolato: conoscere DioGv17, 1 Questa  ( ᾗ)  in verità è VITA definitiva   : che  conoscano  Te, l'unico vero Dio, e Colui che hai mandato, Gesù Cristo. Conoscere : la radice in ebraico è jd' (1.119 volte in AT) e indica sempre una conoscenza che deriva dal contatto con la realtà, non ha mai carattere puramente speculativo . L'esperienza di VITA definitiva che i discepoli fanno nella sequela di Gesù è quella di conoscere ( una relazione: vivere in comunione intima con )  il loro PADRE e il Suo inviato, GESU' .Mt 11,27 nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e  nessuno conosce il Padre se non il Figlio-  e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Gv 1,18 Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
Gv 14,8Gli isse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Come puoi tu dire: «Mostraci il Padre»? Chi ha   visto  (riconosciuto)  me  , ha  visto  (riconosciuto) il Padre . Gv 10,30  (poichè) Io e il Padre siamo UNO » Gv 14,7 Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio:  fin da ORA  ( avendo conosciuto Me )  lo conoscete e //  ( avendo visto Me )  lo avete veduto  ». Gv 1, 12A a quanti ... lo hanno accolto ha dato potere ( la POTENZA, lo Spirito ) di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo Nome ( POTENZA, lo Spirito) , 13i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
Il gruppo dei discepoli è il Mondo Nuovo nella storia che può (ri)conoscere Dio come Padre  in quanto (ri)nato dal Suo Spirito , dalla Sua VITA. Comprendere la Parola è vedere in Gesù l'UOMO che si vorrebbe essere , questo stabilisce il riconoscimento di Gesù come un vero Maestro che dà la VITA al discepolo , che dà il Suo Spirito . E il discepolo Lo segue nella speranza di una " trasfusione" in lui di questo Spirito.

Il discepolo comprende che  non riceverà dal Maestro comandamenti e precetti  , ricette ed esercizi ma dovrà seguirLo fino a  riconoscere l'oscurità che è dentro di sè  e imparare a cercare e ritrovare in se stesso lo Spirito che Lui gli trasfonde, imparare a  Vivere in Esso  e metterlo  in tutti suoi Nuovi Atti  di UOMO . top
Il culto cristiano a Dio : " in Spirito e lealtà"...Fino al Battista e dopo il BattistaDiceva Gesù alla samaritana :
Gv 4, 22 Voi adorate ciò che non conoscete, Dt13,7 LXX : se ti incitano di nascosto proponendoti : " andiamo a render culto a dèi stranieri che tu non conoscevi e nemmeno i tuoi padri" ;

Il culto a Jhwh celebrato dai samaritani sul monte Garizim era idolatrico : essi, con lo scisma da Gerusalemme non avevano più ricevuto la predicazione profetica che invece Israele aveva ricevuto. Nonostante Israele perseguitasse ( e anche uccidesse) i profeti, la rivelazione profetica disvelava il Progetto divino:

Ez 36,27 Porrò il mio Spirito dentro di voi ( la mia VITA") e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. (cf // Ger.)

e preparava il popolo al Nuovo Eone del Salvatore che doveva uscire dal popolo. Continua Gesù :
Gv 4, 22...noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza [ la VITA, Gesù,che compie l'uomo come UOMO]  viene dai Giudei. Gv 13,3 ... 13Voi mi chiamate il Maestro e "il Signore" ( Κύριος) , e dite bene, perché lo sono.
I giudei avevano ricevuto dal Padre la rivelazione profetica e sapevano che il Salvatore, colui che vrebbe portato a compimento l'Opera di Dio , la Creazione ( ricapitolata nell'Uomo ) sarebbe uscito dai giudei. Gv 5,39 Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la VITA eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me.

Israele avrebbe dovuto riconoscerlo e seguirlo con FEDE. Tutto sarebbe cambiato : il popolo avrebbe-per primo- ricevuto da Gesù la VITA definitiva e l'avrebbe annunciata e portata a tutti gli uomini della terra. In fondo era questo cui era stato chiamato Israele : il servo di Jhwh che porta la Torah divina alle nazioni.

Mt 11, 15Chi ha orecchi, ascolti! Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. // Lc 16,16 La Legge e i Profeti fino a Giovanni: da allora in poi viene annunciato il regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi.

L'espressione "la Legge e i Profeti" indicava La TANAK , la bibbia ebraica cioè l'AT, riassumibile secondo Gesù nella Regola d'oro . Era la Legge morale naturale o legge di vita dell'uomo antico ( rivelata da Jhwh a Israele ma conosciuta da tutti i popoli con la sola ragione ) che aveva orientato il senso morale del popolo ... fino al Battista.

I profeti avevano annunciato un Uomo Nuovo che avrebbe avuto la condizione divina - la VITA definitiva - e sarebbe stato orientato dalla sua Nuova Natura , lo stesso Spirito di Dio.

Con l'avvento del Battista ( considerato l'ultimo profeta in Israele ) viene annunciato il regno di Dio , il Nuovo Eone dell'Uomo Nuovo . Il Battista ha fatto da ponte tra il Mondo Antico ed il Mondo Nuovo, il Regno della VITA ...e ognuno si sforza di entrarvi.

Entrare nel Mondo Nuovo della VITA non è cosa automatica : è necessario uno sforzo. Nel Regno si entra per mezzo della FEDE in Gesù che DA' gratis la VITA definitiva. Chi ha la VITA , lo Spirito di Gesù è chiamato ad una NUOVA LEGGE DI VITA. La LEGGE dello Spirito !
Mt 5,20 Io vi dico infatti:  se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli . Se "peccare" per il giudeo (e per ogni uomo) è trasgredire la Regola d'oro, la legge (morale) naturale , per chi è divenuto UOMO, Figlio di Dio , peccare è trasgredire la Nuova Legge di VITA, lo Spirito che Gesù , l'UOMO NUOVO COMPIUTO, rivela come come grazia su grazia per il mondo, la Carità .
Gesù rivela Dio in se stesso  ( chi ha visto Me ha visto il Padre ) e nel suo agire rivela la Legge della VITA definitiva : AMARE tutto e tutti incondizionatamente, facendo " grazie su grazie ".

Questa "giustizia" ( Legge di VITA messa in atto ) ,  è superiore alla Regola d'oro , è più potente perchè è una Legge Interiore :  sta nella Nuova Natura dell'UOMO nato dallo Spirito , il Nuovo Essere che partecipa della Natura Divina.
E' una dinamica nuova .

Gv 5,14 «Ecco:
sei guarito! Non peccare più
Gv 8,11 va' e
d'ora in poi non peccare più».
1Gv 5,18 Sappiamo che
chiunque è stato generato da Dio non pecca: chi è stato generato da Dio preserva se stesso ( ..nello Spirito//Carità ...) e ( così) il maligno non lo tocca.
1Gv 3,6
Chiunque rimane in Lui ( nel suo Spirito, DARE, AMARE) non pecca; chiunque pecca non l'ha visto né l'ha conosciuto.
La Legge della VITA , lo Spirito, "abita" l'UOMO, ma non è declinabile in comandamenti, non è scrivibile una volta per tutte.

L'UOMO, il discepolo è chiamato a trovarla in se stesso , per ogni istante della sua vita. 
Perciò dice Paolo:
Rm 12,2  Non conformatevi a questo mondo , ma  lasciatevi trasformare ( dallo Spirito) rinnovando il vostro modo di pensare , per poter discernere la volontà di Dio , ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

Gesù -con la Samaritana- è l'Israele che porta agli eretici ed ai pagani, la VITA , per farli discepoli così che diventino UOMINI e come tali giungano insieme ai Giudei al Compimento .

Gv 4, 10 «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!», tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato ACQUA VIVA».
Con Gesù tutto cambia nella relazione con Jhwh sia per i giudei che per i pagani : Gv 4, 20I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». 21Gesù le dice:
«Credimi, donna, Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità [fedeltà, lealtà ] :  così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. 24Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in Spirito e verità». Ma viene l'ora - ed è questa - In Gv l'"ora" è quella della croce.
i veri adoratori - giudei e samaritani sono falsi adoratori e sono chiamati a diventare veri adoratori
adoreranno il Padre in Spirito e verità [fedeltà, lealtà ]- come ha fatto Gesù :
Gv 1, 14noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del  Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità [fedeltà, lealtà ]..  17Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
mentre la NUOVA LEGGE di VITA ...
17 la grazia[lo Spirito, la VITA ] e la verità [fedeltà, lealtà ]vennero per mezzo di Gesù Cristo.Gesù dona l' ACQUA VIVA , la VITA, lo Spirito a chi ascolta le sue Promesse e crede in Lui e...Giov 7,38 chi crede in me; come dice la Scrittura:  fiumi di ACQUA VIVA sgorgheranno dal suo seno». e... l' ACQUA VIVA sgorgherà da ogni UOMO : Gv 13, . 34Vi do un comandamento nuovo:  che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.  35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Questa è la Nuova Adorazione : lo Spirito ( AcquaVIVA) ricevuto da Gesù è Amore Divino che a sua volta ( AcquaVIVA) sgorga dal cuore di ogni UOMO discepolo verso gli altri .

Il Nuovo Culto dell'UOMO, l'adorazione di Dio che è suo Padre, è DARE AMORE ( AcquaVIVA) a tutti : " grazia su grazia", CARITA'.

Dare lo Spirito, l'Amore , "in Verità" significa quindi con fedeltà // lealtà : un Amore che risponde al Suo Amore , sempre.
Ciò esclude qualsiasi tempio e liturgia templare , sacerdoti e affini :

Is 66, 1 Così dice il Signore: «Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa mi potreste costruire? In quale luogo potrei fissare la dimora? 2Tutte queste cose ha fatto la mia mano ed esse sono mie - oracolo del Signore.

La VITA dell'UOMO è la fine della religione1Cor 6,19 Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi.

Lo Spirito, il Sacro di Dio, " dimora" nell'UOMO: questi è il NUOVO TEMPIO di Dio .

Gv 10,30 Io e il Padre siamo UNO».
Gv 17,21 ti prego Padre.. perché tutti siano UNO ; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.


Ciò rende inutile e stoltezza " cercare ancora Dio// il Sacro" attraverso invocazioni e riti o altre pratiche tipicamente religiose .

Mt 6, 6 quando tu preghi , entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 7Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

L'UOMO non alza lo sguarda e le braccia al cielo perchè il cielo è dentro di Lui, sua Nuova Natura. Non si arrabatta più con pratiche religiose per " meritarsi" la VITA eterna dopo la morte : la Vita Eterna è in lui, è la sua Nuova Natura.

Il Nuovo Culto Cristiano è culto " in Verità" e la verità dello Spirito è  : AMORE che Dio DA'   continuamente // fedelmente// lealmente  a chiunque crede in LUI.

E' culto " in Spirito" :  è lo Spirito di Dio ricevuto dall'UOMO che viene DATO a tutti e in ogni ATTO .
La VITA vissuta nell'ordinarietà della storia è DARE sempre mossi dallo Spirito , l'Amore che viene DATO da Dio.
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ἓν , UNO (Gv 17, 11ss) Il gruppo dei discepoli di Gesù viene designato con ἓν che è neutro di εἷς = " UNO" . L' espressione è uno stereotipo di Giovanni ( // 6,37 10,29 ) .

... affinchè siano ἓν come siamo noi ( io e Te, Padre siamo ἓν ( // 10, 26 11,52) .

Anche pneuma è neutro , lo Spirito//VITA// che fa del gruppo dei discepoli  ἓν (UNO) . ( Matheos 1982) " coloro che il Padre ha affidato a Gesù " sono il gruppo dei discepoli che sono nati dallo stesso Spirito e sono UNO con Gesù , con il Padre e fra loro

1Cor 6,17 chi si unisce al Signore forma con lui  UN SOLO SPIRITO  
1Cor 12,13 Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito  in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da  un solo Spirito  .
Ef 2,18 Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre  in un solo Spirito 
Ef 4,4  Un solo corpo e un solo spirito , come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione;
Fil 1,27 e state saldi  in un solo spirito  che combattete unanimi per la fede del Vangelo,

L'espressione " Dio è UNO" significa che Dio è immutabile, è integrale, intero, sempre. Non è soggetto a cambiamenti .Gv 17, 23Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità ( ἕν)
Mt 5,48 Voi, dunque,
siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Gc 1,4 E la pazienza completi l'opera sua in voi, perché
siate perfetti e integri ( ἕν) , senza mancare di nulla.

Gesù ha dato ai discepoli le Parole che esprimono i significati della comunione di VITA che sperimentano .
La CARITA' è AMORE
che fa grazie su grazie
Amore è una parola oggi abusata . Nel greco del NT quando si parla di amore come sentimento viene utilizzata la parola σπλάγχνα ( affezione) che indica le membra interne del corpo ( cuore, fegato, polmoni, etc) in cui gli antichi collocavano i sentimenti e le emozioni.

Fil 2,1 se ci sono sentimenti di amore ( σπλάγχνα, affezione) e di compassione...

Il verbo φιλέω indicava l'amore -affezione tra amici , tra genitori e figli , tra persone in genere

Gv 11, 35( Lazzaro era morto) Gesù scoppiò in pianto. 36Dissero allora i Giudei: «Guarda  come lo amava (ἐφίλει)   !».
Mt 10,37 Chi ama ( φιλῶν)padre o madre più di Me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me;

Quando si parla di AMORE che viene da Dio , che è la VITA, lo SPIRITO che si è rivelato in Gesù e che Lui ha donato ai discepoli e che questi sperimentano ed ATTUANO vicendevolmente nella loro VITA , allora viene utilizzato il termine ἀγάπη .agápē  ἀγάπη  .. nel greco antico era -propriamente- l'amore che si esprime nelle preferenze morali. Infatti il verbo da cui deriva , agapáō nei testi antichi significava " preferire" (TDNT, 7).

1Gv 2,15
Non AMATE ( // preferite ) il mondo, né le cose del mondo! Se uno AMA ( // preferisce ) il mondo, l'AMORE DEL PADRE non è in lui;

Nella bibbia LXX agape traduce l'ebraico אַהֲבָה ( ahvah) che designa l'amore in ogni senso. ( Ger 2,2- Qo 9,1 etc.)
Nel NT agápē ( 116 volte) si riferisce - tipicamente- all' AMORE che viene da Dio , da Gesù , dallo Spirito e dai discepoli,  coloro che hanno in sè lo Spirito, la VITA.
1Gv 4, 8(//16) Dio  è AMORE   agape esprime  l'AMORE DIVINO che è soprannaturale , che non è nella natura umana  ma solo nella NATURA DIVINA ed è lo Spirito, la VITA divina rivelata in Gesù  e da Lui donata ai discepoli. Nessuno potrebbe comandare ad un uomo di AMARE -neppure Dio- perchè non ne sarebbe capace. Lo è invece chi è diventato UOMO, avendo ricevuto la VITA , lo Spirito, l'AMORE di Dio :
Rm 5,5 l'AMORE DI DIO  è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo  che ci è stato dato. Dio è AMORE : AMARE //  DARE sempre, è la sua Essenza.
Mt 6,8 il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Chi segue Gesù non come " folla" religiosa ma come discepolo riceve e  sperimenta Dio come Padre che gli DA' continuamente il suo AMORE come grazia su grazia...
Ef 6,24 La grazia sia con tutti quelli che  AMANO il Signore nostro Gesù Cristo con AMORE incorruttibile. 
L'AMORE che viene da Dio è incorruttibile e rende i discepoli-UOMINI capaci di AMARE con AMORE INCORRUTTIBILE come il Padre.
1Ts 4,9 Riguardo all'AMORE fraterno, non avete bisogno che ve ne scriva;  voi stessi infatti avete imparato da Dio ad AMARVI  gli uni gli altri,
CaritàGv 1, 14E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,  pieno di GRAZIA e di Verità
Gv 1,16 Dalla sua  pienezza  ( di GRAZIA noi tutti   abbiamo ricevuto : grazia su grazia  χάρις ( caris) = grazia, bellezza, amabilità , favore, benevolenza, benignità beneficio; plurale  χάριτας , GRAZIE, cioè GRAZIA SU GRAZIA ) . Il termine plurale greco caritas diventa poi nella chiesa latina " Caritàs" , singolare.

Nella sequela di Gesù -per la FEDE in Lui- i discepoli annunciano che  Dio ( trinità) è AMORE  ἀγάπη   che // dona continuamente grazie χάριτας tramite Gesù a coloro che AMA .
17Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,  la grazia e la lealtà   vennero per mezzo di Gesù Cristo.I discepoli   testimoniano di aver ricevuto continuamente tantissime grazie ( χάριτας ) da Dio .

Come il Padre e Gesù sono UNO così anche i discepoli sono UNO con Gesù e il Padre e così  attuano lo stesso AMORE incorruttibile verso tutti .

L' Amore ἀγάπη di Dio che i discepoli di Gesù hanno sperimentato come Carità ( χάριτας , continue grazie su grazie) non è l' azione esterna di un Dio separato dall'uomo, un "totalmente altro//trascendente", ma  è una realtà che VIVE IN LORO e li FA "UOMINI" , Suoi FIGLI.
1Gv 4,16 E  noi abbiamo conosciuto  e //  creduto  l'Amore che Dio ha IN noi.  1Gv 4,16 Dio è Amore ;  chi rimane nell'Amore  ( verso tutto, come Dio)  rimane in Dio  e Dio rimane in lui . Figli sono coloro che assomigliano al Padre : sono e fanno come LUI , DANNO continuamente grazie ( CARITA')  La Carità che i discepoli
DANNO nella storia
Essi hanno sperimentato in se stessi l'Amore di Dio, lo hanno creduto cioè lo hanno messo in ATTO , lo hanno DATO , irradiato come  Parola , Sacramenti, Gioia, Creazione del Mondo Nuovo : il Regno di Dio.

Gv 14,11 Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
Gv 17, 23 Io in loro e tu ( Padre) in me , perché siano perfetti nell'UNO  ( ἕν) e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
1Gv 4,8  Chi non ama non ha conosciuto Dio , perché Dio è Amore  
Mt 5:48  Siate voi dunque perfetti ( compiuti e integri nell'AMARE)    come è perfetto ( compiuto e integro nell'AMARE) il Padre vostro celeste. ovvero
Lc 6:36  siate misericordiosi   come è misericordioso il Padre vostro.Dio è UNO, non è soggetto a cambiamenti, eternamente " DA' ( // è AMORE ) , dà grazia su grazia ( CARITA')
La condizione del discepolo, l' UOMO figlio di Dio generato dallo Spirito , lo chiama ad essere PERFETTO e INTEGRO ( UNO) come LUI ( non essere più soggetto a cambiamenti ) cioè continuamente " DARE' ( AMARE ) , grazia su grazia ( CARITA') ai fratelli.Gv 13,35 Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli : se avete  Carità    gli uni per gli altri » Lo Spirito che fa l'UNO diventa visibile al mondo, nella storia, come AMORE DIVINO, CARITA' che Gesù e i suoi discepoli "DANNO" a tutto.
Rimanere nell'AMOREGv17, 1 Questa  in verità  è VITA eterna !infatti i discepoli tetimoniano che ..
1Gv 3,6 Chiunque rimane in Lui non pecca e  chiunque pecca non LO ha visto né LO ha conosciuto.  Il discepolo che AMA e DA' Carità a tutti, cioè non esclude nessuno dall'orizzonte del suo Amore, non pecca  : non può peccare perchè è proteso ad AMARE tutti.

I discepoli che invece non comunicano Carità fedele e leale a tutti , peccano dimostrando così di non avere in se stessi l'AMORE cioè Dio , di non averLo accolto quindi di non averLo " nè visto nè conosciuto" ( espressione categorica) .

DARE è senza misura Il dono gratuito ( Grazia) di questa VITA non è il sacro "una tantum" per operare un favore-miracolo ( ciò che cerca la persona religiosa) ma il dono di una NATURA NUOVA e l'iniziazione ad una esistenza ( VITA) NUOVA

Da uomo mosso dalla carne - la natura umana- a UOMO mosso dallo Spirito , la Natura divina di Gesù.
Il dono della VITA agisce in coloro che la accolgono con una dinamica nuova : quella dello Spirito

Lc 6,38 DATE e vi sarà dato:
chi riceve da Gesù lo Spirito e lo irradia nella storia ( la Carità ) continua a riceverne da Lui " in abbondanza":
una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo,
perché
con la misura
il misurino che riempite
con la quale misurate

quello che DATE agli altri
sarà misurato a voi
tanta la Carità DATE tanta Carità che riceverete
in cambio».
da Dio



Quindi DATE senza misurarvi perchè Dio vi " ricaricherà" continuamente di Spirito. In abbondanza
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Improvvisarsi discepoli di Gesù
alla fine della vita
Os 2, 21 Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell'amore, 22 ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore.

Il profeta Osea aveva annunciato " un giorno" in cui Dio avrebbe " sposato ( per sempre :  nozze eterne ) la sua fidanzata infedele - il suo popolo- così che finalmente esso avrebbe potuto "conoscere il suo Signore" cioè sperimentare un'intima comunione di VITA con LUI.

La promessa era chiara ( diritto, benevolenza, amore, fedeltà) e richiamava il popolo di Dio ad una speranza teologale ( fondata su una promessa divina) , l'attesa di una fidanzata che attende - fedelmente- lo Sposo. E venne lo Sposo , Gesù, e annunciò :

Mt 7,13 Entrate ( nel Regno) per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. 14 Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla VITA, e pochi sono quelli che la trovano!
Lc 13,24
«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Gv 10,7 «In verità, in verità io vi dico:  Io sono la porta  delle pecore. ... ,9  se uno entra attraverso di me, sarà salvato  ( giungerà a compiersi come UOMO ) " Signore, Signore" ..
Mt 7,21 Non chiunque mi dice: « Signore, Signore! », entrerà nel regno dei cieli, ma  colui che fa la volontà del Padre  mio che è nei cieli. Sono le opere che rivelano le scelte profonde del cuore e la relazione che l'uomo ha con Dio.

Mt 12,50 Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».
Le vergini sagge Mt 25, 1 Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo.2Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; 4le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. 5Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. 6A mezzanotte si alzò un grido: «Ecco lo sposo! Andategli incontro!». 7Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8Le stolte dissero alle sagge: «Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono». 9Le sagge risposero: «No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene». 10Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11Più tardi arrivarono anche le altre vergini e
Mt 25,11 incominciarono a dire: « Signore, signore,  aprici !». 12Ma egli rispose: «In verità io vi dico:  non vi conosco »Le vergini non avevano nutrito la loro FEDE con l'olio ( la Parola // VITA) così la FEDE si era spenta : l'avevano persa. Niente FEDE niente Spirito , niente VITA definitiva , niente UOMO, niente compimento // salvezza.
13Vegliate (  state in guardia su quello che fate ) dunque, perché non sapete né  il giorno  né l'ora. (  ... in cui verrà lo sposo per le nozze eterne .
Mt 24,36 Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno lo sa, né gli angeli del cielo né il Figlio, ma solo il Padre.

La morte del discepolo manifesterà "in quel giorno " CHI " , quale persona questi è diventato con le sue opere . Ha costruito se stesso sulla roccia  (ha messo in opera l'AMORE che ha ricevuto diventando UOMO COMPIUTO) o sulla sabbia ,  (ha costruito se stesso con le cose di questo mondo che passa, che non rimane )  ?  Non ci si può improvvisare discepoli di Gesù all'ultimo momento della vita e chiedere di entrare nel Regno della VITA :

Diventare suoi discepoli , camminare con Lui fino a Gerusalemme ( cioè alla morte ) rispondendo alla sua Parola con FEDE , ricevendo il suo Spirito, la VITA definitiva , nascere UOMINI è indispensabile per compiersi (la salvezza) come tali .

Coloro che  non hanno "conosciuto Dio " rimanendo nel Suo Amore , Dio non ha potuto "conoscerli " .

In quel giorno in cui la porta sarà chiusa ( non ci sarà più tempo da vivere ) lo Sposo guarderà  CHI sono diventati ( quali uomini)  quelli che bussano e se non vedrà in loro la Sua immagine di UOMO COMPIUTO dirà  «In verità io vi dico: non vi conosco » 
Gesù avverte i discepoli di vedere se stessi continuamente mettendosi di fronte a Lui ; questo autogiudizio prepara all' autogiudizio finale.
Lc 6,46 Perché mi invocate: « Signore, Signore!»  e non fate quello che dico?  

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I carismatici

Il Potere del Nome di Gesù Lc 9,49 Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome

Dio in Israele veniva identificato con il suo Nome impronunciabile : JHWH. Veniva (e viene) chiamato " HaShem " : il " Nome" . Il Nome indica la Sua " gloria" o Potenza attiva nella storia . Lc 1,49 Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e // Santo è il suo Nome . Le scritture attestano " segni " operati nel Nome ( nella presenza attiva ) di Gesù da credenti esterni alla comunità dei suoi discepoli.

ma noi glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi

I discepoli, ancora immersi nell'ideologia giudaica del Regno del Messia in Palestina, difendevano la loro " posizione" di amici intimi del Re da possibili usurpatori .

50Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

I discepoli non hanno l'esclusiva dell'" agire nel Nome di Gesù ". Chi agisce " nel Nome di Gesù" e con le sue opere carismatiche segnala l'avvento del Regno , va considerato come un alleato del Regno stesso poichè non reca dànno alla evangelizzazione ma la segnala.

Non può essere considerato però come uno che ha parte del Regno in virtù dei segni che compie : se non è discepolo che ha la VITA coè è rinato UOMO e cammina con Gesù non ha parte nel Regno.

L'estraneo esorcizzava con successo e l' ironia di Luca rimanda analetticamente all'episodio precedente dove i discepoli, "apprendisti esorcisti nel Nome di Gesù" non avevano avuto successo.

Lc 9, 38A un tratto, dalla folla un uomo si mise a gridare: «Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio, perché è l'unico che ho! 39Ecco, uno spirito lo afferra e improvvisamente si mette a gridare, lo scuote, provocandogli bava alla bocca, se ne allontana a stento e lo lascia sfinito. 40Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». 41Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò?

cf anche :

Nm 11,26Ma erano rimasti due uomini nell'accampamento, uno chiamato Eldad e l'altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell'accampamento. 27Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell'accampamento». 28Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». 29Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!».

Gesù esorta i suoi discepoli a non opporsi a coloro che pur non appartenendo al loro gruppo operano esorcismi nel Suo Nome .Lo Spirito opera anche attraverso coloro che non appartengono al gruppo di discepoli così come opera in tutti coloro che accolgono un discepolo nel Nome di Gesù.

Quando Gesù mandò i 12 ...

Mc 6, 12Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, 13scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Un giorno ..

Lc 6, 49Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto
uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi».
non era del loro gruppo, un discepolo.
50Ma Gesù gli rispose:
«Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».
I discepoli non hanno l'esclusiva del carisma Ma...

Gesù non impedisce a nessuno di invocare il Suo Nome ( Potenza divina) per scacciare i demoni ma non basta invocare il Suo Nome perchè i demoni se ne vadano. Non è un nome magìco .

At 19, 13Alcuni Giudei, che erano esorcisti itineranti, provarono anch'essi a invocare il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: «Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica!». 14Così facevano i sette figli di un certo Sceva, uno dei capi dei sacerdoti, giudeo. 15Ma lo spirito cattivo rispose loro: «Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?». 16E l'uomo che aveva lo spirito cattivo si scagliò su di loro, ebbe il sopravvento su tutti e li trattò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite.

Lo Spirito opera nella storia anche attraverso altri che non appartengono al gruppo di discepoli . Non bisogna opporsi a coloro umanizzano il mondo manifestando amore per l'uomo.

Ma, attenzione : agire nel ( invocando) Nome ( la Potenza) di Gesù ( lo Spirito) da parte di chiunque non è proibito da Gesù, ma l'evangelista avverte :  queste opere fanno di un uomo, l'UOMO!  Mt 7,22In quel giorno molti mi diranno: Mt 7,22« Signore, Signore , non abbiamo forse profetato nel tuo nome ? E nel tuo nome non abbiamo forse  scacciato demòni  ? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? ». Inutilmente alcuni cercheranno di accreditarsi per partecipare al banchetto del Regno esponendo le proprie "opere carismatiche" : profetare, esorcizzare i demoni, compiere prodigi. Sono opere utili all'umanità ma non danno la VITA a chi le compie, non fanno di chi le pratica UOMINI , tantomeno li portano a compimento ( salvezza) ad immagine di Gesù. Solo il discepolato è VITA perchè sono le Parole di Gesù che "sono Spirito e sono VITA definitiva".
Le opere carismatiche erano "segni" che Gesù faceva a favore del popolo durante la sua predicazione ma erano solo "segni" dell'avvento del Regno :  non erano le opere carismatiche a dare la VITA e introdurre nel Regno bensì le sue PAROLE che richiedevano una risposta di FEDE.

Gesù diede poteri carismatici ai discepoli che inviò ad evangelizzare ( i 12 poi i 72) ed essi operavano " nel suo Nome " ma le loro opere carismatiche erano solo "segni escatologici" del Regno che essi annunciavano.
Gesù , avvertendo chi ascolta perchè stia attento a non cadere nelle suggestioni religiose, dirà ai carismatici :
Mt 7,23 allora io dichiarerò loro:« Non vi ho mai conosciuti.  come alle ragazze stolte, aggiungendo però:
Mt 17, 23 allontanatevi da me voi  operatori di iniquità  ( ingiustizia)  L'espressione "operatori di iniquità ( ingiustizia ) " equivale a " empi " , indegni del Regno.le opere carismatiche pur non essendo opere malvage , non danno VITA nè a chi le compie nè a chi le riceve e non costruiscono l'UOMO nè il Regno; equivalgono - in rapporto al Regno di Dio che è il dominio della VITA definitiva, alle opere ingiuste dei peccatori. Parole dure ma chiare e inequivocabili : chi ascolta è avvertito. Nelle comunità delle origini alcuni manifestavano di poter compiere opere carismatiche :

1 Cor 12.7
A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: 8a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; 9a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell'unico Spirito, il dono delle guarigioni; 10a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l'interpretazione delle lingue. 11Ma tutte queste cose le opera l'unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

Si tratta di persone che camminano nello Spirito che già hanno ricevuto, sono discepoli che Vivono la VITA definitiva nella comunità : le opere carismatiche nella comunità sono ancora e soltanto segni escatologici dell'avvento del Regno .

1 Cor 12,27Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. 28Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. 29Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? 30Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?
La chiesa è UNO , è il corpo dei " perfetti nell'UNITA' ". L' immagine di Paolo è quella del Corpo che vive come UNO in quanto tutte le membra agiscono in perfetta comunione di Spirito .

La varietà dei carismi nella comunità è per una azione unitaria del " Corpo", l'UNO : nella evangelizzazione. Ci sono segni ma sono le Parole di Gesù che chiamano alla FEDE e danno VITA definitiva.
1 Cor 12,31Desiderate ... intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime... ... avessi tutti carismi ... ma non avessi la Carità ( l'Amore di Dio in me che si irradia come grazie su grazie per il mondo)  , non sarei nulla.
Ciò che rivela l'UOMO che ha in sè VITA definitiva e DA' VITA non sono le opere carismatiche ma lo spirito, l'Amore di Dio che dimora in lui e che DA' Carità ( grazie su grazie) a tutto, come Gesù.

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Quanti si salveranno? Lc 13, 22Passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Lc 13,23Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano ?».
In quel tempo la letteratura apocalittica conteneva teologie sull'avvento del Regno di Dio ( considerato imminente ) secondo le quali i salvati sarebbero stati pochi. Nel libro 4 Esdra si legge in 9, 15 : " quelli che periscono sono più numerosi di quelli che sono salvati ".

Gesù risponde non sul pieno teologico ma con una analogia presa dal mondo reale :
Lc 13, 24« Sforzatevi di entrare per la porta stretta , perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. La salvezza non è un fatto automatico, scontato per coloro che sono diventati discepoli : ci sono delle esigenze , c'è un sforzo da fare nella FEDE. 

Mt 7,13 Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Mt 7,14 Quanto stretta è la porta e // angusta  la VIA che conduce alla VITA , e pochi sono quelli che la trovano! La VIA è Lui : Gv 14,6 «Io sono la VIA ( il cammino) , la FEDELTA' e la VITA. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
La porta è Lui : Gv 10,7 Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Gv 10,9  Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato ;

All'umanità è dato un tempo, un eone, un'epoca ( quella della evangelizzazioe ) per farsi discepoli di Gesù , rinascere dallo Spirito, diventando UOMINI e seguirLo nel cammino che conduce al COMPIMENTO del proprio nuovo essere.

Per il singolo non c'è un eone di tempo ma solo il tempo della sua esistenza terrestre: con la morte  non ci sarà più tempo.  La Porta-Gesù sarà " chiusa" :  così è previsto dal Progetto del Padre. 
Dirà Gesù di essere sempre pronti a questo evento :
Mt 24,44 Perciò  anche voi tenetevi pronti  perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo... con il quale dovrete paragonarvi per avere la piena coscienza di CHI siete diventati. E darvi da voi la sentenza.
25 Quando il padrone di casa si alzerà e  chiuderà la porta, voi, rimasti fuori , comincerete a bussare alla porta, dicendo: « Signore, aprici! ». Ma egli vi risponderà: «Non so di dove siete» .Gesù dà ai suoi un avvertimento amorevole ma deciso : alla morte, quando non ci sarà più tempo , il Padre aprirà soltanto a coloro che  conosce , perciò camminate con Me perchè conoscendo Me conoscete LUI e da LUI sarete conosciuti. Altrimenti
26Allora comincerete a dire: « Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze ( cioè : ti conosciamo, non ci riconosci? )  ».
Gesù avverte con fermezza che per "conoscere Dio" ed essere da LUI " conosciuti" ed infine "riconosciuti" alla Porta è necessario :
- ascoltare e comprendere la sua Parola,
- rispondervi con la FEDE ,
- ricevere VITA definitiva e rinascere UOMINI ,
- fare il discepolato , seguirLO nell'Amore che DA' Carità a tutto. "
- fino COMPIERSI come UOMINI, a Sua immagine .
- passare dalla morte ( risorgere) DEFINITIVI.
27 egli vi dichiarerà: «Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!»Ancora parole dure : operatori di ingiustizia . Non c'è giustizia e ingiustizia e " altro che non fa male , che è neutro " : o è giustizia cioè accoglienza della Parola di Dio o è ingiustizia poichè la giustizia , il progetto divino è l'UOMO COMPIUTO.

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Gesù :... colui che viene a me,
io non lo caccerò fuori,
Gv 13,3 il Padre gli aveva dato tutto nelle mani
Gv 6,37 Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me:  colui che viene a me, io non lo caccerò fuori,  Tutto ciò - è il gruppo dei discepoli che rispondendo con FEDE ricevono lo Spirito e diventano UOMINI : sono UNO con Lui e con il Padre.

io non lo caccerò fuori - Gesù, come il padre è UNO, perfetto, compiuto e integro, non è soggetto a cambiamenti : il gruppo che è " andato da Lui" viene da accolto con Amore fedele, leale, stabile. Gesù non caccia nessuno  : chi va a Lui viene accolto con Amore fedele e leale fino alla fine ( come fece con Giuda il traditore).

Chi si improvvisa discepolo alla fine del suo tempo , in prossimità della morte, constaterà lui stesso che si è escluso (cacciato) dal banchetto del Regno poichè
- non ha ascoltato e accolto le Parole di Gesù con FEDE,
- non ha chiesto e ricevuto la VITA e non è rinato come UOMO ,
- non ha camminato dietro a Gesù come discepolo
- e non si è COMPIUTO a Sua immagine .
Aveva detto Gesù :
Gv 12,32 E io, quando sarò innalzato da terra,  attirerò tutti a me »... Il giudizio universale è in atto da quando è iniziata l'evangelizzazione ed è sempre un autogiudizio.

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Come ereditare la VITA definitiva "Una sola cosa ti manca" Amare il prossimo come se stessi è la Regola d'oro richiamata da Gesù nel suo " discorso" : Mt 7,12 Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Essa comunica lo spirito di tutto l'insegnamento della la TANAK , la Bibbia ebraica .

Tutte le religioni contemplano una espressione quivalente ad "ama il prossimo come te stesso" ( alcuni però -come gli ebrei- aggiungevano : "..e odia il tuo nemico" - Mt 5,43 Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. sebbene la sapienza popolare dicesse : Pro 25,21 Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare, se ha sete, dagli acqua da bere,) .
Ogni religione che prepara uomini  giusti secondo la Regola d'oro   orientando verso di essa il loro sentimento religioso svolge in modo eccellente la sua funzione : colloca coloro che amano la giustizia nella "zona della VITA" rendendoli pronti per riceverla da Gesù. La Regola d'oro era - e rimane -la Legge morale naturale del mondo antico . Essa non dava VITA definitiva :
Gv 5,39 Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Nonostante le sue infedeltà Isarele a differenza dei Samaritani scismatici aveva ricevuto la rivelazione profetica ( nonostante Israele perseguitasse e anche uccidesse i profeti di Jhwh) che disvelava il Progetto divino e preparava al Nuovo Eone del Salvatore che doveva uscire dal popolo.
Chi - orientato dalla propria religione alla giustizia della Regola d'oro - accoglie Gesù con FEDE questi entra subito nella VITA definitiva, il Regno di Dio , il Nuovo Mondo. Chi era orientato a praticare la "giustizia del mondo antico" la Regola d'oro, con l'avvento di Gesù e della sua predicazione si chiedeva cosa avrebbe ancora dovuto " fare" , quali precetti religiosi doveva ancora conoscere ed osservare , per " ereditarla" ( cioè averla a disposizione in modo definitivo ). Infatti Alcuni, avendo ascoltato Gesù gli domandavano :
 " «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la VITA eterna?» "Mt 19,16 Ed ecco, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?».
Mc 10,17 Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò:
«Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?».
Lc 10,25 Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese:
«Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?».
Lc 18,18 Un notabile lo interrogò:
«Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?».
At 16,30 29Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; 30poi li condusse fuori e disse:
«Signori, che cosa devo fare per essere salvato?». 31Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». 32E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.

Il samaritano , un ereticoLc 10,25Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la VITA eterna?». 26Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». 27Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». 28Gli disse: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».che cosa devo fare per ereditare la VITA ( ζωὴν) eterna?- è la domanda del dottore della legge un " perito legale" della Torah ebraica.

Gesù cita la Torah che anche i rabbini riassumevano in due comandamenti divini.
Aveva detto ad uno scriba :

Mc 12, «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 29Gesù rispose:
«Il primo è: "Ascolta, Israele! : Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; 30amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. 31Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di questi».

Conclude Gesù al dottore :
«fa' questo e
VIVRAI ( ζήσῃ) ».
La risposta di Gesù richiama la scrittura AT : versione LXX - Abacuc 2,4Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto Vivrà ( ζήσεται) per la sua fede» citato da Paolo in : Rm 1,17 come sta scritto: Il giusto per fede ( nella Parola di Dio) VIVRA' ( ζήσεται).

L'ebraico di Abac 2, 4 , יִחְיֶֽה׃ ( yiḥ·yeh) dal verbo חָיָה (chayah, vivere) significa " mantenersi vivo nella pienezza del favore divino - ( Brown-Driver-Briggs) che nella LXX è tradotto in greco con ζήσεται (da ζῶ = essere nella VITA). La stessa parola nel NT significa "vivere la VITA definitiva donata da Gesù".
L'uomo che ama Dio nella FEDE ed orienta il proprio senso religioso alla Regola d'Oro , l'amore del prossimo come di se stesso, "  VIVRA'  ". E' in zona VITA ed "un giorno" la erediterà. Lo stesso verbo VIVERE (zo) , per un uditore giudeo significava "rimanere nella benedizione divina in attesa della vita definitiva" mentre per un cristiano significa VIVERE già la VITA definitiva donata da Gesù, VITA che supera la morte.
29Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse - Metodo rabbinico : si costruisce un dialogo dove si susseguono domande e risposte.

«E chi è mio prossimo?»
- Tipica domanda da " perito legale della Torah". La domada è scelta da Luca per portare avanti i dialogo ed arrivare al dunque.
Cosa dice la Torah ? Mt 7,12 Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. ( = la Torah , la Bibbia ebraica ) E' la Regola d'oro.
Chi è il mio prossimo ? chiede a Gesù il perito della Torah.La domanda è pertinente perchè - lo sappiamo dai documenti - ( Tanak, LXX, Qmran, etc.) i periti della Torah in quel tempo non erano tutti daccordo sul concetto di prossimo.
Gesù con il suo modo d'agire ha rivelato che Dio non guarda all'uomo per la sua appartenenza sociale o religiosa , per le sue qualità, le sue opere o per i suoi meriti ma per i suoi bisogni vitali Nella parabola Gesù rovescia il punto di vista del dottore della Torah : racconta la parabola vedendo le cose dal punto di vista dell'  uomo moribondo  ( chiunque può identificarsi in lui ) .

E' il punto di vista dell'uomo che si trova nel  bisogno vitale (di non morire) e che cerca di capire chi si farà prossimo a lui per salvarlo .
L'uomo nel bisogno vitale guarda la storia e si domanda:  chi sarà il mio prossimo, colui che che mi ama e si occuperà di me ? Ogni bisogno vitale dell'essere umano è bisogno di essere riconosciuto "prossimo", fratello , ed essere amato
Il problema non è definire chi è il prossimo per coniugare il "comandamento divino " nelle opere ma cambiare prospettiva e mettersi sempre dal punto di vista di chi è nel bisogno. Gesù mostra un Samaritano, un eretico disprezzato dai giudei come l'uomo modello del Mondo Antico che agisce secondo la Regola d'oro : Pro 25,21 Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare, se ha sete, dagli acqua da bere,
Quel samaritano dimostra di amare un giudeo, uno che appartiene a coloro che si dichiarano suoi nemici ,  guarda al suo bisogno vitale   , non alla sua appartenenza religiosa o sociale, o ai suoi meriti.

In questo  assomiglia a Dio // si colloca nel Regno della VITA 

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Il discepolo che segue Gesù
DA' la vita ( tutta l'esistenza ) per il Vangelo
e  così  si mantiene nella VITA definitiva .
Mc 10, 17Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?».... 27« Una cosa sola ti manca : va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo;  e vieni! Seguimi! ».perchè
Gv 3,3«In verità, in verità io ti dico,  se uno non nasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio ». ... 16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché  chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la VITA eterna . Seguire Gesù significa
- ascoltare la Parola
- assorbirne lo Spirito che è la VITA rispondere con la FEDE
- essere battezzati nello Spirito , nascere UOMINI ed entrare nel Regno
- compiersi come UOMINI nella Carità
-passare dalla morte ( risorgere) ed essere UOMINI COMPIUTI E DEFINITIVI
Questa , la VITA definitiva , era l'unica cosa che mancava al mondo antico perchè l'uomo potesse giungere al compimento definitivo del suo essere e questo DA' Gesù a chi lo segue con FEDE fino a Gerusalemme ( fino alla morte ) , libero ( vendi) da tutto ciò che appartiene al mondo antico ( ciò che hai per natura e cultura). La Regola d'oro ( per gli ebrei la Torah) orientava alla VITA ma non poteva darla. ( cf. Rm3 )...

Rm 3, 21Ora invece,
indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti: 22giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. ...26 così da risultare lui giusto e rendere giusto colui che si basa sulla fede in Gesù.... 28Noi riteniamo infatti che l'uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge

La giustificazione o VIVIFICAZIONE del credente non dipende dal fatto che sia stato peccatore o giusto secondo la Regola d'oro: Gesù da VITA a chi risponde con FEDE alla sua Parola senza guardare al suo passato.

I discepoli che camminano dietro a Gesù vengono trasformati dallo Spirito della sua Parola, cambiano mentalità , acquisiscono lo Spirito del mondo Nuovo , sono UOMINI nuovi. La loro Legge ( morale di vita) ora è la VITA stessa , lo Spirito, come per Gesù.

Mc 10,28Pietro allora prese a dirgli: « Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito ».

Gesù aveva detto al tale che la sequela di Lui conduce alla VITA definitiva ma Pietro non ha ancora compreso : pensa che DARE la vita alla evangelizzazione sia perderla .
Il non detto di Pietro è: "e cosa ci abbiamo guadagnato? Ora tutti noi che ti abbiamo seguito non abbiamo più una vita personale, famigliare, sociale, religiosa, etc. l'abbiamo persa ". Ci si può tenere la propria vita personale , famigliare, sociale e religiosa e nel contempo VIVERE la VITA definitiva in questo mondo fino alla morte ?
Mc 10,29Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni,  e la VITA definitiva nel tempo che sta per arrivare  .Mt 10,39 Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Mt 16,25 Perché
chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà //Mc 8,35 // Lc 9,24

La risposta di Gesù è NO!

Lc 17,33 Chi cercherà di salvare  ( portare a compimento secondo le proprie prospettive umane , legittime )  la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà VIVA  ( ζωογονήσει : manterrà la sua vita -psichè nel dominio della VITA , zoé )  

Ciò che  mantiene nella VITA definitiva  il discepolo è il DARE ( la vita , cioè tutto se stesso ) per Gesù, cioè per l' evangelizzazione.


la VITA eterna nel tempo che verrà
- "Il mondo che verrà" era una espressione giudaica ( olam ha ba ) che indicava il regno definitivo di Dio ( in Palestina !).

" Il tempo che verrà" ( letter. l'epoca che sta per venire) di cui parla Gesù è il Nuovo Eone dell'epoca cristiana , epoca di evangelizzazione, il Regno di Dio già presente nella storia. L'epoca "che stava per venire" inizierà con la morte-risurrezione di Gesù , la fine dell'istituzione giudaica nel 70 d. C. quando i Romani occuperanno Gerusalemme e ci sarà la disapora dei cristiani nel mondo.

Il "DARE tutto per il Vangelo" mantiene VIVA la vita del discepolo ( personale, famigliare, sociale, religiosa) in quella definitiva .

Il discepolo' accetta liberamente e responsabilmente , per FEDE nella Parola data da Gesù , un COMPITO e si VOTA ad esso ( fa un voto).


Mc 10,31Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi». 31Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi». - I pagani , gli ultimi ad entrare in relazione con la rivelazione divina, entreranno nel Regno della VITA prima di molti giudei , i primi ad averla ricevuta.

Mc 10, 32Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed  essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. I giudei consideravano la bella vita in questo mondo un segno della benedizione divina : i discepoli sono chiamati alla conversione al Regno cioè a cambiare quella mentalità dando FEDE alle parole di Gesù . Le folle hanno paura e i discepoli sono sgomenti !Non avevano compreso nulla. Chi di loro seguirà Gesù fino a Gerusalemme (//alla morte) ?

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Marta e Maria Mc 10, 38Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi.

Mc 10, 40 Allora ( Marta ) si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Maria e MartaP. Alberto Maggi OSM Conferenza aI Cefalù – 11/ 1999 appunti non verificati dall'autore.

" .. La massima aspirazione di quanti detengono il potere è di riuscire a dominare le persone attraverso l’arte della persuasione. Si può sottomettere, infatti, qualcuno con la paura, ma anche un timoroso può trovare il coraggio di sfidare un prepotente. Si può rendere qualcuno proprio servo comprandolo con la prospettiva di onori e ricchezze, ma anche un ambizioso, in un sussulto di dignità, può liberarsi da questa schiavitù rinunciando alla bramosia di possedere.

Quando però chi viene oppresso è convinto che la sua condizione di sottomissione sia la migliore situazione desiderabile, egli non cercherà mai la libertà, anzi la vedrà come un grave attentato alla sua sicurezza.

E’ quel che insegna la storia del popolo di Israele nel suo faticoso cammino verso una libertà più temuta che desiderata.
La dura schiavitù egiziana privava, è vero, gli ebrei della libertà, ma assicurava loro “cipolle e aglio” a volontà (Nm 11,5).

Non conoscendo altre prospettive, gli schiavi, a furia di mangiare cipolle e ingoiare aglio si erano davvero convinti di stare nel paese della cuccagna. Per questo l’esodo verso la terra promessa è costellato da proteste e insurrezioni contro Mosè che, demoralizzato, a sua volta si lamenta continuamente col Signore.

La frustrazione di Mosè è tale che arriva a chiedere di morire piuttosto che dover condurre verso la terra promessa un popolo che non ha nessuna intenzione di seguirlo (Nm 11,1015).

La rivolta più grave del popolo ha visto insorgere contro Mosè gli stessi “capi della comunità, membri del consiglio, uomini stimati”, che così si lamentano: “E’ forse poco per te l’averci fatti partire da un paese dove scorre latte e miele per farci morire nel deserto?” (Nm 16,13). Il “paese dove scorre latte miele”, è un’espressione tecnica con la quale nella Bibbia si indica sempre la terra promessa (Es 3,8; Lv 20,24; Nm 13,27).

La capacità di persuasione del potere era stata talmente forte da far credere agli ebrei che la terra dove essi sono stati schiavi era in realtà il paese della libertà, e che aglio e cipolle hanno lo stesso sapore del latte e del miele.

Alla manna, cibo donato da Dio, gli ebrei continuavano a preferire “i pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, i cocomeri, i meloni, i porri, le cipolle e l’aglio” constatando delusi che “ora i nostri occhi non vedono altro che manna” (Nm 11,6).

E se il cammino verso la terra promessa è durato tanto tempo, si deve alla forte resistenza del popolo che rimpiangeva la schiavitù e che era tentato di tornare indietro: “Non sarebbe meglio per noi tornare in Egitto? Diamoci un capo e torniamo in Egitto” (Nm 14,4).
Uno dei rischi che si corre nella lettura dei vangeli, è quello di interpretarli secondo gli schemi della mentalità occidentale, tanto lontana dai modi di dire e di fare della cultura mediorientale. Un episodio che più degli altri è stato completamente stravolto nel suo significato, è quello della visita di Gesù alle due sorelle Marta e Maria (Lc 10,3842).

Il brano, che si trova solo nel vangelo di Luca, è stato spesso visto come un elogio da parte di Gesù della vita contemplativa (la parte migliore) a scapito di quella attiva (affannarsi per troppe cose).

Secondo questa interpretazione Gesù privilegerebbe un’eletta minoranza di persone che si può permettere di trascorrere la vita contemplando il Signore lasciando alla maggioranza della gente gli affanni e le preoccupazioni ordinarie della vita. E’ sicuro che sia stato questo l’intento dell’evangelista?

Per una più esatta comprensione del testo evangelico occorre lasciarsi guidare da quelle chiavi di lettura che l’evangelista colloca nel testo per indirizzare il lettore alla giusta interpretazione del brano.

Lc 10,38 “Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse in casa sua” - Luca inizia la sua narrazione scrivendo che “mentre erano in cammino” (e si suppone che si tratti di Gesù e dei suoi discepoli), “entrò in un villaggio”. Risalta immediatamente nel testo il brusco cambio del soggetto che da plurale (erano) diventa singolare (entrò).
Il mutamento è voluto.
Per l’evangelista i discepoli di Gesù, fermamente ancorati alla mentalità tradizionale, non possono entrare con Gesù nel luogo dove il Signore sancirà la fine di uno degli usi e costumi più consolidati in una società a forte impronta maschilista come era quella giudaica. Per questo, solo Gesù entra in un villaggio. Di questo villaggio, dove abitano Marta e Maria, non viene detto il nome. Ogni volta che nei vangeli si trova un villaggio anonimo, l’episodio relativo è sempre all’insegna dell’incomprensione o della resistenza nei confronti di Gesù e del suo messaggio (Lc 9,5256; 17,1119).

Il villaggio indica infatti il luogo arretrato, tenacemente attaccato alle tradizioni e diffidente verso le novità che vede con sospetto. Per l’evangelista il luogo è rappresentativo di una situazione generalizzata che si trova ovunque vige l’attaccamento alla tradizione, al “si è sempre fatto così!”.

Entrato Gesù nel villaggio “una donna di nome Marta, lo accolse in casa sua”. Il nome della donna, Marta, è tutto un programma: nella lingua aramaica, significa infatti “padrona della casa”, (e l’evangelista sottolinea che la casa è sua). Marta ha “una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola”.

Il comportamento di Maria, che va interpretato con le categorie della cultura orientale, non significa un atteggiamento adorante verso Gesù, ma quello normale di accoglienza verso l’ospite.

Se Maria sta “ai piedi” di Gesù, è perché nella casa palestinese non esistono seggiole, ma stuoie o tappeti, dove tutti si adagiano. Quello di Maria verso Gesù è il normale atteggiamento del discepolo di fronte al suo maestro (Lc 8,35), come si legge nel Talmud: “Sia la tua casa un luogo di convegno per i dotti; impolverati della polvere dei loro piedi; e bevi con sete le loro parole” (Pirqê Ab. 1,4).
Maria non contempla Gesù, ma l’accoglie e l’ascolta, desiderosa di apprendere il suo messaggio, indifferente alla proibizione del Talmud che prescrive che “una donna non ha da imparare che a servirsi del fuso” (Yoma 66b). Ma questo suo comportamento in una cultura machista come quella orientale non poteva essere tollerato. E’ proprio solo dell’uomo fare gli onori di casa. La donna sta nascosta e invisibile (Gen 18,9). Il suo posto è la cucina tra i fornelli, come sta facendo Marta, la padrona di casa, “tutta presa dalle molte cose da fare”.

Marta si crede la “regina della casa”, mentre in realtà è schiava della sua condizione (come premio di consolazione, è stata proclamata “Patrona delle casalinghe” e la sua festa è celebrata il 29 luglio).

E’ la grande vittoria del potere: dominare le persone illudendole di essere libere, contrabbandando aglio e cipolle per latte e miele

Che una donna avesse “molte cose da fare”, si può vedere nel ritratto della perfetta “padrona” di casa che dà la Bibbia: “Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani... Si alza quando ancora è notte e prepara il cibo alla sua famiglia… si cinge con energia i fianchi e spiega la forza delle sue braccia… neppure di notte si spegne la sua lucerna. Stende la sua mano alla conocchia e mena il fuso con le dita… non teme la neve per la sua famiglia, perché tutti i suoi hanno doppia veste. Si fa delle coperte di lino e di porpora sono le sue vesti… confeziona tele di lino e le vende e fornisce cinture al mercante”. Ritratto che termina accondiscendente: “E il pane che mangia non è frutto di pigrizia” (Pr 31,1031).

Quest’obbligo per la donna a comportarsi come una bestia da soma viene confermato da una famosa sentenza di Rabbi Eleazaro secondo il quale
anche se il marito possedesse “cento schiave, egli dovrebbe costringerla [la moglie] a lavorare la lana, perché l’ozio conduce all’impudicizia” (Ket. M. 5,5).

La quantità di lavoro è finalizzata a stancare l’individuo e impedirgli così di pensare, come insegna la Bibbia: “Fa’ lavorare il tuo servo, e potrai trovare riposo, lasciagli libere le mani e cercherà la libertà(Sir 33,26).

La situazione che si è venuta a creare nella casa delle due sorelle, diventa insostenibile. Visto che Gesù pare non accorgersi della grave trasgressione compiuta da Maria, è Marta che interviene furibonda rimproverando sia il Maestro sia la sorella: 40 “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Ordinale dunque che mi aiuti”.
( come dicono la Bibbia ebraica e la Tradizione n.d.r)

Nella concitata foga di far ricacciare la sorella in cucina, Marta non si rende conto che il suo limitato orizzonte è tutto centrato sulla sua persona (“mia sorella… mi abbia lasciata sola…mi aiuti”). Per lei è intollerabile il comportamento della sorella che, come un uomo, intrattiene e ascolta Gesù.
Marta non ascolta il messaggio di Colui che di sé ha detto che è venuto per “rimettere in libertà gli oppressi” (Lc 4,18). ( lei segue la Bibbia ebraica e la tradizione) Che bisogno ha di apprendere? Non insegna il Talmud che è meglio che “le parole della Legge vengano distrutte dal fuoco piuttosto che essere insegnate alle donne”? (Sota b. 19a). Per escludere la donna dall’apprendimento i rabbini si arrampicavano sugli scivolosi specchi della Bibbia, dove riguardo alla Parola di Dio è scritto “la insegnerete ai vostri figli” (Dt 11,19) ( e non alle figlie n.d.r.) .

Se Dio, così preciso nei suoi dettati, avesse voluto che l’insegnamento si estendesse pure alle donne avrebbe aggiunto “alle vostre figlie”, invece non l’ha fatto (Qid. B. 29b). Per questo sostenevano i rabbini che mentre “l’uso della donna è di stare in casa, l’uso dell’uomo è di uscire e di apprendere dagli uomini” (Gen R. XVIII,1).


Anziché rimproverare Maria e ricacciarla nel ruolo dove tradizione e decenza hanno sempre confinato le donne, Gesù richiama la “padrona di casa”: 41“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose,
ma di una sola c’è bisogno”.
Nel vangelo la ripetizione due volte di uno stesso nome assume il significato di rimprovero (“Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti”, Lc 13,34).

Per l’evangelista la situazione di Marta è drammatica, perché è come quella degli schiavi contenti di esserlo. Costoro non solo non aspirano a essere liberi, ma spiano i tentativi di libertà degli altri allo scopo di ricacciarli nella schiavitù (Gal 2,4).

Gesù rimprovera la perfetta padrona di casa e le dice che 42 “Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”, invitandola a fare lo stesso.
Questa parte eccellente che non può essere tolta è la libertà interiore, garanzia della presenza dello Spirito di Dio (2 Cor 3,17). Per questo tutto può essere strappato all'uomo, anche la vita, ma non la libertà interiore (Lc 12,4).Mentre la libertà esteriore può essere data e tolta agli uomini, la libertà frutto di un profondo convincimento interiore, nessuno la potrà più togliere dall’uomo. La conquista della libertà rende possibile una nuova relazione con Dio:“Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abbà Padre!” (Rm 8,15) .  "
... Di una cosa sola c'è bisogno Marta è descritta come la donna occupata o anche distratta dal servizio agli altri ( diakonia) : " ti preoccupi e sei agitata".

Gesù non la rimprovera ma agisce verso di lei come  " il Signore che la chiama " a scegliere l'unica cosa di cui si ha bisogno, la VITA definitiva.
Gv 3, 35Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. 36Chi crede nel Figlio ha la VITA eterna; chi non ( crede e quindi non ) obbedisce al Figlio non vedrà la VITA , ma l'ira di Dio rimane su di lui.

Non vedrà la VITA - per credere è necessario ascoltare cosa vuole Gesù, la sua Parola , le sue promesse le sue istruzioni . Chi poi risponde con la FEDE , FA ciò che la Parola dice.
Maria, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua Parola , premessa della risposta di FEDE che introduce alla VITA. E' il discepolato. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta . - l'espressione " la parte migliore" richiama " il terreno buono" della parabola del seminatore che è pronto per il SEME della Parola..
Di  una cosa sola c'è bisogno: la VITA, lo SPIRITO che Gesù dona nelle sue PAROLE e che ABITA in chi risponde con la FEDE.Gv 3, «In verità, in verità io ti dico,  se uno non nasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio ».«Compiere le opere dì Dio »:
la FEDE e l'ATTO.
I giudei chiesero a Gesù: (Gv 6,28s) «Che cosa dobbiamo fare per  compiere le "opere dì Dio"? », Gesù rispose loro: « Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato ».
Non è che volete andarvene anche voi? Papa Francesco- omelia S. Marta 20 Aprile, 2015

" Alcuni seguivani Gesù per interesse personale: a questi è Gesù stesso che dice «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati».

Questo atteggiamento si ripete nei Vangeli. Tanti seguono Gesù per interesse anche fra i suoi apostoli: i figli di Zebedeo che volevano essere primo ministro e l’altro ministro dell’economia, avere il potere . È questo quanto succede quando la gente trasforma “quella unzione di portare ai poveri il lieto annuncio, la vista ai ciechi, la liberazione ai prigionieri, la libertà agli oppressi … in qualcosa di potere”... è questa è una tentazione quotidiana dei cristiani, nostra, di tutti noi che siamo la Chiesa: la tentazione non del potere, della potenza dello Spirito, ma la tentazione del potere mondano.

Del resto questa anche è stata la proposta del diavolo a Gesù nelle tentazioni. Una sul pane, proprio. L’altra sullo spettacolo: ‘Ma facciamo un bello spettacolo così tutta la gente crederà in te’. E la terza, l’apostasia: cioè, l’adorazione degli idoli .

Tuttavia il Signore ci sveglia con la testimonianza dei santi, con la testimonianza dei martiri, che ogni giorno ci annunciano che andare sulla strada di Gesù è quella della sua missione.

La gente capisce il rimprovero di Gesù e gli dice: ‘Ma cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?’. Gesù rispose loro: ‘Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che Egli ha mandato’, cioè la fede in Lui, soltanto in Lui, la fiducia in Lui e non nelle altre cose che ci porteranno alla fine lontano da Lui. Questa è l’opera di Dio: che crediate in Colui che Egli ha mandato, in Lui .
"

Credere è fare l'UOMOL' unica decisione importante del discepolo è quella di" credere nell'inviato di Dio" e questa FEDE lo introduce nel nuovo dinamismo dello Spirito.  1Gv 4,15 Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio
è la FEDE
Dio dimora in lui ed egli in Dio. 
è la comunione di VITA
16 Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi.
noi abbiamo avuto FEDE in Gesù e Dio ha dimorato in noi e noi in LUI
e vi annunciamo che: 
Dio è Amore; 

e l'Amore -LUI- dimora stabilmente in noi : è una Nuova Natura in noi
 chi sta nell'Amore  
chi Dimora nell'Amore
cioè segue le mozioni della Nuova Natura , Ama// DA' ai fratelli grazie su grazie, la Carità  dimora in Dio e Dio dimora in lui   
E' in questo modo-il solo- che l'UOMO VIVE nella VITA e // la VITA dimora in lui. Quindi non può vedere la morte.
La fede in Gesù Cristo e l'Amore fraterno che si manifesta come Carità ( grazie su grazie) formano un tutt'uno così compatto che la fede è una fede reale solo se il credente diventa uno che Ama. (Gv 13,35)«Da questo  riconosceranno tutti che siete miei discepoli, se vi amerete gli uni gli altri ». Con il Maestro non c'è nessun insegnamento teorico ma solo vita ( psiche) attiva mossa dalla VITA definitiva.

Il discepolo è UOMO NUOVO che fa sempre e solo il NUOVO , egli è sempre "Primavera", annuncio e creazione del NUOVO, l'UOMO, il Regno di Dio.

L'UOMO VIVE la sua risurrezione , la sua libertà dalla morte, nell'ORDINARIETA' dell'esistenza, trovando in sè con fatica, continuamente, lo Spirito ricevuto dalla Parola e mettendolo negli ATTI.

Questo lo rende CREATORE DEL NUOVO.
La " parte migliore" che il discepolo ha in se stesso è quanto ha com-preso della Parola, lo Spirito. VIVERE è DIMORARE lì, nella parte migliore di sè, lo Spirito per AGIRE a partire da lì. Non è una meravigliosa "via spirituale" che fa le persone grandi , ma più modestamente la capacità di trasformare la propria piccolezza , riconosciuta ogni giorno, in AMORE , in virtù dello Spirito ogni momento ri-trovato in se stessi.Gv 6, 28 «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». 29Gesù rispose loro: «Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

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La preghiera del discepoloLc 11,1 Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 2Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; 3dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, 4e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione ». Lc 11,5 Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: «Amico, prestami tre pani, 6perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli», 7e se quello dall'interno gli risponde: «Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani», 8vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.9Ebbene, io vi dico:  chiedete e vi sarà dato,  cercate  e troverete,  bussate  e vi sarà aperto. 10Perché chiunque chiede  riceve  e chi cerca  trova  e a chi bussa  sarà aperto . Lc 11, 11Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? 12O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Lc 12, 22Poi disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. 23La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. 24Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! 25Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 26Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto? 27Guardate come crescono i gigli: non faticano e non filano. Eppure io vi dico: neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 28Se dunque Dio veste così bene l'erba nel campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, quanto più farà per voi, gente di poca fede. 29E voi, non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia: 30di tutte queste cose vanno in cerca i pagani di questo mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. 31Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta. 32Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.

Se il Padre sa di cosa hanno bisogno i suoi Figli prima ancora che glielo chiedono, i discepoli cosa possono ancora chiedere a LUI?

Lc 11,13 Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più  il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!» 

Di  una cosa sola c'è bisogno: lo SPIRITO, la VITA! Una cosa sola il discepolo chieda al Padre : lo SPIRITO, la VITA!


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