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Gesù |
Cosa significa seguire Gesù ? " Qual è la realtà del
cuore umano, del nostro cuore? Si agitano i mille tentacoli del desiderio. Vediamo, tocchiamo, ci immergiano
nel mondo, poi desideriamo. Desideriamo, la roba, il prestigio, il successo. Da dove vengono i desideri ? Si agitano poi in noi le forze oscure e implacabili dell'avversione, dell'odio, dell'invidia, della violenza. Siamo in balia di ciò che ci attira e di ciò che ci avversa. L'avversione in particolare si rivolge spesso alle persone e si manifesta nei modi sottili e spieiati dell'indifferenza, dell'antipatia, della freddezza, della maldicenza; nel volere il male del prossimo, nello sminuire il suo onore, nel desiderio di annientarlo. La carica di antipatia che c'è nei cuori umani è assai più potente di qualsiasi arma che si possa costruire. Il desiderio e l'avversione, l'attrazione e la repulsione si agitano in noi. ( * ) Dove nascono questi sentimenti?Mc7,4 Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi
tutti e intendete bene: 15 non c'è nulla fuori dell'uomo che,
entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo».
16 ... " ...Cari amici, che cos'è il mondo a cui siamo attaccati? Chi non ha guardato il sole sorgere e poi tramontare? Chi non si ricorda di quand'era bambino? Non era ieri? Analizza e osservati attentamente quando insegui un desiderio: lo attendi e speri che ti dia chissà che cosa, lo hai e constati che non ti da niente, 10 vuoi trattenere ma è già passato. Questo è il ritmo del vivere. Tutto ciò che hai desiderato è già passato, tutto ciò che desideri passerà, è come se già lo fosse. E tu sei sempre lì vuoto e inquieto. Osservati mentre provi avversione e odio per una persona. Quando noi diciamo « io » a che cosa alludiamo?
Dove sta la nostra identità? Ce lo siamo mai chiesti? Chi non ha osservato scorrere un fiume e sfrecciare un treno? Che cosa vuol dire? Tutto scorre via e anche noi siamo corrosi dal tempo, ma qualcosa
in noi è sempre lì,
sempre presente, qualcosa, anzi qualcuno, che osserva, che guarda. In che cosa ci identifichiamo noi? Nel flusso dei nostri desideri, sentimenti, pensieri, ragionamenti, volizioni... Oppure ci identifichiamo con quella luce inafferrabile che è in noi, sempre identica a se stessa, eterna e luminosa, quella luce al di sopra di tutto, quella luce nella quale sboccia il nostro vero « io »? In noi c'è un intreccio di luce e di tenebre, di eternità e di temporalità, di morte e di vita. A quale livello di profondità noi viviamo il nostro « io »? Se quando diciamo « io » ci identifichiamo col corpo o col nostro aggregato psico-fisico, come potremo resistere alle tempeste del desiderio e dell'odio? ( * ) E' la riflessione mirabilmente espressa dagli autori biblici, i sapienti di Israele. L'uomo , normalmente, è incapace per se stesso di vedere "il fondo del suo cuore". Sal 63,7 un baratro è l'uomo
e il suo cuore un abisso. Solo Dio conosce il cuore dell'uomo : 1Sam 16,7 Il Signore rispose ... «...io non guardo ciò che guarda l'uomo. L'uomo guarda l'apparenza, il Signore guarda il cuore». Gen 8,21 l'istinto del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza Sappiamo che il nostro cuore è così, ma il problema che ci interessa è un altro: come è possibile cambiare questo cuore? Solo Dio può rivelare all'uomo il fondo del suo cuore, il suo spirito: Prov 20,27 Lo spirito dell'uomo è una
fiaccola del Signore Lo spirito dell'uomo, la sua anima è una fiaccola divina, cioè una luce in relazione con il divino, alimentata da Dio; se l'anima perde questa relazione l'uomo è nelle tenebre, se invece l'anima si specchia in Dio , se il cuore dell'uomo raggiunge la purezza , l'uomo vede la verità, vedrà in se stesso la luce e la tenebra. E allora invocherà Dio: Sal 51,12 12 Crea in me, o Dio,
un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Dio è la risposta al cambiamento del cuore dell'uomo : Ez 36,25 Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; 26 vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. 27 Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. 28 Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio. ( * ) Il cristiano non è più un uomo di questo mondo,è un uomo nuovo, appartiene ad un altro mondo, ha un cuore nuovo in cui dimora lo Spirito di Dio. 1Co 2,9 Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. In Gesù c'è la vita eterna e con Gesù arriva la Vita Eterna per tutti gli uomini che lo chiedono. Il cristiano è un uomo nuovo che ha in se stesso Gesù-Spirito, che è seme di vita eterna Giov 6,56 Chi mangia la mia carne e beve
il mio sangue dimora in me e io in lui. che è promessa
di resurrezione nella vita eterna definitiva. lo Spirito di Gesù. Nel momento in cui i credenti ricevono in se stessi la vita eterna di
Gesù diventano
simili a Lui: moriranno ,ma la vita eterna in loro li farà risorgere
con un corpo, una umanità, eterna.
Coloro che entrano nella Nuova Alleanza, nel Regno di Dio, nella Chiesa
di Gesù,
ricevendo da Lui la vita eterna, nel corpo, nella loro umanità , sono
dei diversi, sono uomini nuovi. Sono simili a Gesù. Ciò che l'uomo riteneva essenziale, di massima importanza per
la cura della propria vita mortale diventa -con l'avvento della vita
eterna nell'uomo- di minima importanza. " ...Di fronte a se stesso e di fronte a Dio l'uomo nuovo può trovare la forza dello spirito, la forza del cambiamento del cuore.Quella forza noi la troviamo soltanto se ci identifichiamo con quella luce che è in noi e che è noi, attraverso la quale ci è possibile vedere la realtà, sia del mondo [sia] ...della parte esteriore di noi stessi, -così come essa è nella sua verità: passeggera, provvisoria, impermanente, illusoria.- [sia della nostra parte interiore ] Gesù penetra con il suo spirito finche si vede tutto a partire da Lui. Mt 11,29- imparate da Me che sono mite e // umile di cuore (mente) A partire da questa luce il desiderio-sete-cupidigia svanisce: sete di che cosa? Di un mondo che passa? Spariscono tutte le durezze del cuore: come infatti si può odiare chi è luce come noi siamo? I grovigli dei desideri e delle avversioni con i quali ci identifichiamo e che ci soffocano inevitabilmente si sciolgono come il ghiaccio al soleMat 5,8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. " Beati i puri di cuore, beato cioè chi ha lo sguardo limpido, chi si rende conto, chi diventa cosciente del mondo,della vita, di se stesso. Beato chi non si lascia irretire. Sì se Dio ci darà la Grazia di aprire gli occhi, di vedere il mondo e noi stessi in modo obbiettivo e vero, se Dio ci farà il dono di identificarci con quella luce in cui Egli esiste e noi da Lui esistiamo, allora si spezzerà il cuore di pietra, si scioglieranno i pesi della vita, potremo salire gioiosamente il monte delle beatitudini.Noi ci dibattiamo su questioni di poco conto nei nostri esami di coscienza, nelle nostre confessioni quando valutiamo noi stessi in base a virtù acquisite, al compimento più o meno perfetto dei nostri doveri, all'adempimento più o meno coerente delle nostre pratiche religiose. Un uomo è un uomo reale se almeno in qualche istante della sua vita si è posto di fronte all'Assoluto, si è sentito effimero, passeggero e pur predestinato all'eternità. Un uomo è tutta apparenza, inconsistenza, polvere, se vive e si trova bene nel circolo della contingenza: e che sia un uomo buono e onesto non cambia nulla; chi non emerge, chi non esce dal tempo, non è. Si è, se ci si pone di fronte all'Assoluto che ci interpella, diversamente siamo come quei funghi prataioli, gonfi, appariscenti, allettanti, bianchi come palle, ma quando li prendi in mano e ne saggi la consistenza scoppiano e si dissolvono in una nuvola di polvere. Non erano, ma sembravano essere e così è la tua vita, per quanto tu buono sia, come un inutile fungo prataiolo, se mai hai sentito il richiamo dell'Assoluto, se mai ti sei posto di fronte a Lui, se mai Lo hai sentito come il tuo destino. Chi non sente in sé il richiamo dell'eternità e si cura del proprio campo, dei propri affari, della sua famiglia, dei suoi figli, come gli invitati del vangelo, non è ma appare, non realizza, in suo destino di creatura chiamata all'esistenza. Perché questo è il nocciolo della questione: o noi esistiamo di fronte a Dio o non esistiamo per niente, o noi sentiamo che Dio ci interpella e ci vuole per sé in opposizione con tutto il resto oppure ci dissolviamo fra il mare degli oggetti della creazione.Qui siamo alle origini del vangelo, qui ognuno di noi è chiamato a nascere per la prima volta. Giov 3,5 «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. L'esistenza biologica che ognuno di noi ha preso dai genitori non è la vera né la definitiva esistenza. In genere uno crede di vivere perché si sente scorrere il sangue nelle vene, perché respira, si muove. Ma in definitiva che cosa noi chiamiamo vita? I ritmi biologici e sociali dell'esistenza. In realtà uno nasce, cioè incomincia
ad essere, quando capisce che questa vita non è la
vita, quando sente il richiamo dell'Assoluto, quando trascende
il tempo e le sue esigenze, quando aspira ad essere eterno: eterna
conoscenza, eterno amore, eterna comunione.Se non si arriva a questo momento Quando si chiede che cosa bisogna fare in definitiva per essere cristiani, la risposta, in coerenza con le nostre meditazioni, è questa: nasci una buona volta, incomincia ad essere, basta con l'apparire, apriti all'Assoluto, esisti. Discorso difficile da comprendere, che nel migliore dei casi suscita
sentimenti di bonaria incredulità. ( * ) testi liberamente tratti da : Padre Livio Fanzaga, II Cammino di Conversione , Milano 1996.) La beatitudine cristiana Chi seguirà Gesù avrà già in questa
vita terrestre ,
un anticipo della felicità che erediterà nel Mondo Nuovo. Questa felicità è legata non a questo mondo ma alla natura divina che Gesù dona al cristiano ; questa felicità sarà superiore a qualsiasi felicità legata
ai beni che si possono godere in questo mondo; sarà analoga a
quella terrestre ma quantitativamente e qualitativamente superiore, sarà sperimentata
già qui sulla terra ma sarà pienamente vissuta solo nel
mondo nuovo e soprattutto sarà eterna.
Il precetto di Gesù : Seguitemi! E se seguirmi significa dover lasciare case , terreni, parenti ,soldi, potere ,il gusto di vivere e persino la vita , ebbene lasciate tutto, perchè- ve lo assicuro, lo prometto -non perderete nulla di tutte queste cose, anzi vedrete che io ve ne darò il centuplo nella vita terrena e nel futuro ancora di più perchè vi porterò a vivere definitivamente la vita eterna nel Regno dei Cieli. Si tratta di credere a Colui che dà la sua parola e la mantiene nei millenni come attesta la Bibbia Il problema : credere, porre ogni certezza solo in Gesù : Mar 16,16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo,
ma chi non crederà sarà condannato. E' sempre la stessa storia : l'uomo non crede a Dio non si fida delle sue promesse ma si fida di più di se stesso, dei suoi sentimenti e ragionamenti, crede di potersi santificare con i propri comportamenti religiosi. Non comprende che la giusta relazione con Dio lo pone in salvo da qualsiasi " nemico" di questa relazione. L' uomo pone le sue ceretezze su cose fatte dalle sue mani che non possono salvarlo. E perisce. Invece : Sal 114,11 Confida
nel Signore, chiunque lo teme: egli è loro aiuto e loro scudo. La paura è naturale nei pericoli ; l'uomo nuovo, il cristiano, nella paura fonda la vita sulla fede nella Rivelazione, Gesù e Gesù non tradisce mai. 41 E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: Costui a cui vento e mare obbediscono è chiaramente colui a cui
vento e mare hanno obbedito nell'evento di salvezza più grandioso
della storia : Quando vien meno la fede si affonda nell'acqua, simbolo, nella mentalità ebraica del diluvio, della de-creazione, della morte eterna. Mt 14, 25 Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. 26 I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. 27 Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». 28 Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». 29 Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30 Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». 31 E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Le persone semplici , fedeli e attente a Dio,lo hanno sempre sperimentato
,
Giobbe ne è il prototipo: 1Sam 2,8 Perché al Signore appartengono i cardini della terra Maria : La condizione di vita di una persona in questo mondo non dice nulla sulla sua condizione in relazione alla vita eterna : molti che sono considerati felici e fortunati secondo la mentalità dominante di questo mondo sono, quanto a vita eterna , infelici e dannati; e viceversa molti che sono considerati infelici e sfortunati secondo la mentalità dominante di questo mondo sono, quanto a vita eterna ,felici e salvi. Francesco di Assisi, giovane ricco, lesse il Vangelo e lo mise in pratica alla lettera : subito lasciò padre, madre, fidanzate, etc. e tutte le sue ricchezze per seguire Gesù. Nella povertà, il Poverello di Assisi , sopravvisse e non sperimentò la tristezza ma la gioia. Egli ebbe in vita una quantità di fratelli, sorelle, padri, madri, terreni, case e quant'altro , ebbe la santificazione perfetta e la pienezza della vita eterna. L'abbondanza dei beni materiali non è da considerarsi per se
stessa una benedizione divina. Se non viene condivisa come bene comune
diventa una schiavitù che impedisce di seguire Gesù , avere
la vita eterna e farsi santificare da Lui fino alla perfezione . Gesù chiede
agli uomini di lasciare le prospettive di ricchezza in questo mondo ,
la ricerca della felicità in questo mondo, per seguirlo nel cammino
di santificazione perchè solo così è possibile
sperimentare già in questo mondo le ricchezze e felicità della
vita eterna . Nella Nuova Alleanza il ricco è colui che vive come se la sua vita dipendesse solo dai suoi beni; il ricco che è religiosamente povero è colui che è libero da essi , può seguire Gesù e farsi santificare da Lui. Questa libertà dalle ricchezze è possibile e si sperimenta solo condividendole per il bene comune. Il problema non è la ricchezza, ma l'uso che se ne fa in relazione a Dio ed al suo progetto di vita eterna. Se si ha cura il tesoro dei Cieli, la vita eterna, anche la vita di questo mondo acquista un senso ed un orientamento, personale e sociale . Colui che vive come se la sua vita dipendesse solo da Dio , dalla giusta relazione con Lui, dalla Nuova Alleanza , dall'essere "in Gesù", questi ha il Regno di Dio, cioè questi già vive e sperimenta la vita insieme a Dio, la vita eterna. Di una cosa sola si deve occupare chi vuole iniziare a vivere la vita eterna: di essere " in Gesù" e seguirlo. La perfezione o santificazione è tutta opera di Gesù e risplende nei " santi" cristiani della Chiesa. Per vivere insieme a Dio per sempre
Molte sono le prove cui la vita e la tentazione sottongono il discepolo ed è necessaria la virtù della pazienza. Giac 1,2 Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, 3 sapendo che la prova della vostra fede produce la pazienza. 4 E la pazienza completi l'opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla. La perfezione è un traguardo cui bisogna tendere ma l'esperienza dice che (eccetto che per Gesù e Maria ) si raggiunge solo con la resurrezione.CUCC 867 La Chiesa è santa: il Dio Santissimo è il suo
autore; Cristo, suo Sposo, ha dato se stesso per lei, per santificarla;
lo Spirito di santità la vivifica. Benché comprenda in
sé uomini peccatori, è senza macchia: “ex maculatis
immaculata”. Nei santi risplende la sua santità; in Maria è già la
tutta santa. Dice S.Paolo : Fil 3,8 Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore.... io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, 11 con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti. 12 Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo. 13 Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, 14 corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù. Mc 10, 31 E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi. Mat 5,1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e,
messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Solo alcuni cristiani sono chiamati a diventare santi? " Da un lato si può dire che fin quando non è conosciuta e creduta l'altezza a cui è chiamata la vita cristiana, l'uomo rimarrà sordo e incapace di percepirla. D'altro lato — e questa sembra la serie di considerazioni più valida — bisognerà ricordare che la presenza di Dio nel rifondare la vita dei discepoli di Cristo, pur essendo veramente azione dei Padre per mezzo del Figlio nello Spirito, è tuttavia profondamente incarnata nell'umiltà e nella terrenità delle esperienze quotidiane dell'uomo. Non bisognerà allora andare a cercare eventi sovrumani o spettacolari, contro i quali Paolo metteva già in guardia i corinzi, ma guardare alle semplici eventualità della vita, senza scosse apparenti, di un cristiano autentico, anche se cristiano medio. Questo Spirito che rende figli di Dio andrà allora riconosciuto nelle piccole idee nuove e diverse che circolano negli ambienti cristiani, nelle spinte che nascono all'interno della comunità verso gesti nuovi di carità o solidarietà, nelle capacità proporzionate ad ogni individuo di dominare i propri istinti e di valutare criticamente le aspirazioni umane correnti. Bisognerà forse ricordare che lo Spirito agisce secondo la legge del regno come il pìccolo seme che cresce in silenzio (Me 4, 26-29), per cui quel poco di fede, speranza e carità che si ritrova circolante in ogni comunità cristiana e che produce probabilmente più frutti dì quanti normalmente sembra si possano constatare, dev'essere riconosciuto come quella realtà di cui parla Rm 8 o Ef 4. Del resto, anche Paolo inserisce i suoi discorsi sullo Spirito all'interno di pressanti esortazioni a capire, riconoscere, ubbidire. ... è necessario credere di più per sperimentare, ma non — almeno in linea di principio — per sperimentare carismi o doni eccezionali, bensì piccole, graduali modifiche dell'attitudine interiore verso la vita che cambiano le cose alla radice, spesso là dove il mutamento rimane microscopico e poco visibile,ma non per questo meno vero ed efficace. ... La vita cristiana è pubblica, mondiale e cosmica anche qundo si svolge nella privatezza più nascosta perchè è assunta nel piano di Dio che santifica, cioè lega a Sè ogni creatura... ... La vita dei cristiani è santa perché essi appartengono a Dio, sono da lui predestinati e chiamati (Ef 1,4). In questa appartenenza a Dio consiste certamente il fine della vita. Ma quel che non va dimenticato è che il Dio santo è colui che santifica nel senso che vuole ricondurre a sé tutti coloro che si sono smarriti e divisi. Il Dio santo è colui che riunifica e fa la pace, cominciando con l'unire ex ebrei ed ex pagani in vista della ricapitolazione di tutte le cose in Cristo. I cristiani santi sono inseriti in questo disegno e la loro vita, per il fatto stesso che è nascosta in Dio e ricerca le cose di lassù dove Cristo siede alla destra di Dio, è vita che ricerca e promuove il recupero e la salvezza di ogni uomo, è vita che va in cerca di coloro che sono smarriti e si preoccupa di non dare scandalo ai piccoli per i quali Cristo è morto. La missione non è un dovere che si aggiunge all'essere cristiani, non è solo una vocazione speciale, ma è l'altra faccia dell'unione totale a Dio in cui consiste l'essenza stessa della vita. Gesù chiama a sé i discepoli « affinché risplenda la loro luce davanti agli uomini ed essi, vedendo le loro opere buone, glorifichino il Padre che è nei cieli» (Mt 5,16). " R. Cavedo in Nuovo Diz. Teolog.Biblica-PaolineLa salvezza cristiana è data gratuitamente, ma è " in affidamento". I cristiani, salvati da Gesù possiedono una ricchezza soprannaturale, la partecipazione alla natura divina e sono chiamati ad essere fedeli a questa ricchezza ; devono fare molta attenzione a ciò perchè questa ricchezza soprannaturale è data loro " in affidamento" . La possiedono alla condizione di essere fedeli ad essa , in caso di infedeltà viene loro tolta:Lu 16,11 Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, Per cui così prega la Chiesa : O Dio nostra forza e nostra speranza , senza di
te nulla esiste di valido e santo; effondi su di noi la tua misericordia perchè da te sorretti
e guidati usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca
dei beni eterni. e così Gesù dice per mezzo dell'angelo ai suoi inviati al mondo ( gli apostoli): At 5:20 «Andate, e mettetevi a predicare al popolo nel tempio tutte queste parole [ = promesse ] di vita [eterna]».
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