Piccolo Corso Biblico

VEDERE IL RISORTO





ABBIAMO VISTO IL SIGNORE
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La testimonianza degli 11

"Abbiamo visto il Signore "

Gv 20, ascolta mp319La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
... 24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo (Gemello) non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!».
La sera di quel giorno, il primo della settimana : la I^ domenica dopo Pasqua.

Gv nomina Tommaso come "Gemello". I gemelli sentono allo stesso modo la vita e Tommaso in alcuni episodi del IV vangelo aveva dimostrato di comportarsi come Gesù.

In questo senso è detto Gemello , come colui che è unito a Gesù nel sentire e nell'agire. Nel racconto della rianimazione di Lazzaro   , saputo che Lazzaro era morente Gesù aveva detto:

Gv 11,7 «Andiamo di nuovo in Giudea!». 8I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?» Gv 11,16Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli:
«Andiamo anche noi a morire con lui! ».

Dicendo questo Tommaso si era rivelato vero credente: aveva accolto di condividere la sua vita con Gesù, inclusa la morte a servizio dell' Uomo .



«Abbiamo visto il Signore!»- ma Tommaso non c'era , non ha fatto l'esperienza del vedere il risorto . Colui che assomigliava a Gesù, continuerà ad essere il Gemello anche ora che Gesù è scomparso ?

Tommaso si è trovato nella stessa situazione di coloro che sono chiamati a credere solo sulla base della testimonianza degli 11 . Il testo di Gv ha questo intento : dire alla comunità come giungere a " vedere" il risorto.



La fede nella risurrezione di Gesù è la vera prova della fede Se non vedo io stesso Gesù, non credo Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Solo se Gesù è veramente risorto , solo sulla base di questa certezza si può dare la vita - nella comunione di Spirito con Lui- per l'Uomo.

Senza questa fede l'uomo continua a credere che la vita biologico-psichica sia l'unica vita possibile e la paura di perderla, di morire, lo spinge a cercare di riempirla in ogni modo, di conservarla in ogni modo , di difenderla in ogni modo( anche uccidendo gli altri ).

Bisogna ricordare le parole di Gesù :

Mt 10,39 Chi avrà tenuto per sé la propria vita [ ψυχὴ ], la perderà, e chi avrà perduto la propria vita [ ψυχὴ per causa mia, la troverà. ( //Lc 9,24 -Mt 16,25 - Mc 8,35 )
Gv 12,25 Chi ama la propria vita [ ψυχὴ ] , la perde e chi odia la propria vita [ ψυχὴν] in questo mondo, la conserverà per la Vita (zoé) eterna

Un avvertimento che va contro l'istinto più profondo dell'uomo e che richiede FEDE in Gesù, nella sua Parola che è Promessa divina

Lc 17,33 Chi cercherà di salvare la propria vita [ ψυχὴ ], la perderà;ma chi la perderà, la manterrà VIVA ( ζωογονήσει : ζω è "VIVERE la VITA").

Per VEDERE il RISORTO, l'UOMO PERFETTO, COMPIUTO, che HA LA VITA DEFINITIVA è necessario credere nella Sua Parola.

Allora la chiave è : CREDERE per VEDERE! 
Dice infatti Gesù :

Gv 3,3 «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall'alto,
se l'uomo non accoglie la promessa di Gesù cioè se non crede in Lui e rifiuta la VITA e non diventa suo discepolo ...
non può vedere il regno di Dio».
che è Gesù risorto, UOMO PERFETTO, COMPIUTO, che ha la VITA definitiva .

Toccare per credere26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Otto giorni dopo : è la II domenica dopo la Pasqua .

Gesù viene tra i suoi ogni 8 giorni. Siamo nella teologia ( non nella cronologia) : Gesù non se ne è mai andato , è sempre presente nei suoi fino alla fine di questo eone di evangelizzazione, ma Gv evidenzia come lo sia in modo visibile .

E' la  visione della fede  che i discepoli sperimentano nella celebrazione della Cena, ogni Domenica .
La domenica , il primo giorno della settimana ebraica , (ovvero l'8° giorno) è il giorno del memoriale della risurrezione di Gesù , il giorno dell'incontro e dell'esperienza-visione del Risorto.

Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo - Sebbene lo Spirito che avevano ricevuto e la visione di Gesù la domenica precedente li aveva tolti dalla tenebra e messi nella Luce e nella gioia del risorto, avevano ancora le porte chiuse.
Con l' espressione " a porte chiuse " Gv mette in evidenza come Gesù risorto si sia manifestato  ai discepoli ma non al mondo. Richiamo del testo :

Gv14, 22 Gli disse Giuda, non l'Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?»
 Dentro  il cenacolo i discepoli sono testimoni del risorto e non temono più la morte nè il mondo che Gesù "ha gettato  fuori "  ( //esorcizzato) .

Dentro è la comunità che memorializza la Cena e c'è la LUCE, la VITa definitiva, presenza e manifestazione del risorto ,  fuori c'è la tenebra // e la morte..
e disse: «Pace a voi!».- il saluto di Gesù richiama la Sua presenza permanente tra i suoi per il dono della pienezza di Vita ( shalom, pace ) e per l'invio alla missione.

27Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; Metti qui il tuo dito-guarda-metti la mano... Tommaso è invitato da Gesù a fare l'esperienza fisica del risorto . E' la verifica sperimentale .

Il corpo risorto di Gesù non ha cancellato la sua storia : i segni della sua morte, sul corpo, sono ora il segno della sua vittoria sulla stessa, la risurrezione.

Gesù invita Tommaso a toccare questi segni come prova della sua risurrezione. Un corpo colpito a morte è passato dalla morte e- pur portandone i segni- è Vivente!

Gv 14, 18 Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più;
fisicamente
voi invece mi vedrete,
perchè avete fede nelle mie parole
perché io Vivo [ ζῶ] e voi Vivrete.
come me della Vita eterna che vi darò
20 In quel giorno
il giorno di Gesù è il giorno della sua morte-risurrezione
voi saprete che io sono nel Padre mio
perchè vi donerò il mio Spirito
e voi ( siete) in me e io ( sono) in voi
sarà la comunione di Spirito

e non essere incredulo, ma credente!». [ πιστός = uno di fede ] Incredulo è colui che deve vedere e toccare per credere ... fare la verifica sperimentale , fisica, sensibile.

Chi "crede in ciò che vede" vuole toccare , crede solo nella sua esperienza sensibile , non è disposto a dar FEDE a Gesù, che dà la Sua Parola. .

In questo senso  è un incredulo, uno senza fede . E così non sarà mai in grado di "vedere" il Regno di Dio, il Risorto.
Il credente che si fa discepolo è  colui che crede nelle parole del Figlio dell'UOMO , si fida di Lui senza bisogno nessuna verifica sperimentale.  
La persona religiosa  vede  miracoli e prodigi , in essi vede il sacro  , spera in altri miracoli e prodigi , ma se colui che manifesta il sacro chiede fiducia nelle Sue Parole, quanti gliela daranno?

Mt 11,19 È venuto il Figlio dell'uomo,... la Sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Gv 14,11 Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

Molte persone vedono i miracoli della Madonna o di un Santo e ascoltano i loro messaggi , ma quanti fanno ciò che la Madonna o i Santi dicono? Quanti danno loro la FIDUCIA ?

E se Gesù dice :

Gv 6,54 chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la Vita ( eterna, ora, subito) ed Io lo risusciterò nell'ultimo giorno

quanti danno FEDE alle Sue Parole?

Il credente vede i segni compiuti da Gesù ma crede nelle sue parole-promesse per cui lo segue nel suo progetto e programma salvifico .

Mc 16,14 Alla fine apparve anche agli Undici,
( 12 meno Giuda )
mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e //durezza di cuore,
la durezza di cuore è l'incapacità di comprendere le parole di Gesù quindi di credere, di aver fede in Lui
perché
non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto.

28Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».Tommaso davanti a Gesù risorto fu incredulo o credente?

La risposta appartiene a lui ed a Gesù; qui, nella teologia , Tommaso è  ogni cristiano che può credere-vedere il Risorto solo sulla base della testimonianza dei discepoli che lo hanno visto con i loro occhi , cioè alle scritture .  

Gv 14,19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io VIVO e voi VIVRETE.
della VITA eterna che vi darò
20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò
e mi manifesterò a lui».. Parola-promessa di Gesù . Chi risponde con fede a questa parola, cioè chi crede, " vede " il risorto. Eminentemente nella Cena del Signore..Essere " di fede" è vivere la comunione di Spirito con Gesù e il Padre cioè dare la testimonianza della pace o pienezza di VITA ( zoè) che Gesù dona .

Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
29 Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Perché mi hai veduto, tu hai creduto - Il testo di Gv è una catechesi rivolta alla comunità : voler vedere il risorto con gli occhi per poter credere significa non avere fede, essere increduli ...

... e gli increduli non possono vedere il risorto !
Chi è il discepolo modello, il vero credente da indicare alle generazioni future? Colui che vede il risorto nella fede sulla base della testimonianza degli apostoli .

Solo la fede nella Parola di Gesù e nella testimonianza degli apostoli porta a vedere il risorto .

Ogni generazione di cristiani può partecipare all'esperienza di vedere del risorto e beato è colui che crede sulla base della testimonianza dei 12 e credendo, pratica la Carità per le beatitudini.

La comunione di Vita con Gesù nella comunità della Carità fa vedere il risorto.

Beatitudini e risurrezione [ Alberto Maggi- www.studibiblici.it . Dalla trascrizione di 2 conferenze non verificata dall'autore ].

"..Le beatitudini sono strettamente collegate alla Risurrezione.

Quando Gesù risuscita dice alle donne “andate a dire ai miei discepoli che se vogliono vedermi vadano in Galilea e là mi vedranno”. Gesù non si presenta, secondo Matteo, ai discepoli in Gerusalemme, ma li manda in Galilea. Essi vanno in Galilea e, scrive l’evangelista, vanno su il monte che Gesù aveva loro indicato. Ma Gesù non aveva indicato loro nessun monte… qual è allora questo monte? Le beatitudini.

E là lo videro.

Cosa vuol dire l’evangelista? L’esperienza del Cristo risuscitato non è stato un privilegio concesso duemila anni fa ad un piccolo gruppo di persone , ma una possibilità per i credenti di tutti i tempi. Allora il verbo “vedere” indica una profonda percezione della presenza di Dio nella propria esistenza.


Se è vero che noi siamo immersi nella presenza di Dio, perché non lo percepiamo? Per quale motivo?

Vedete, se io vi dico che in questo momento, in questa sala, c’è una bellissima musica, non è che vaneggio… C’è una bellissima musica. Solo che per sentirla devo prendere una radio, accenderla e cercare una stazione e indubbiamente in questa sala sentiremo una bellissima musica. Qui in questa sala stanno attraversando le onde che portano la musica. Anche noi siamo immersi nelle onde vitali dell’amore di Dio!

Ma perché non se ne fa l’esperienza? Perché non abbiamo creduto al suo messaggio.

Gesù ci assicura: se voi scegliete la prima beatitudine .. vi accorgerete quotidianamente della presenza di Dio anche negli aspetti minimi, insignificanti della vostra esistenza. Un Dio di una tenerezza che tutto trasforma in bene, un Dio che si mette a vostro servizio, un Dio che sempre vi è accanto.




At 17, 24Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomo 25né dalle mani dell'uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa: è lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa.

OTTO GIORNI DOPO – 12 aprile 2015 Commento di P. Alberto Maggi OSM - studibiblici.it

" ...« otto giorni ... il ritmo è quello della celebrazione eucaristica. E’ nell’eucarestia che Gesù si fa presente e comunica il suo amore.

Gesù si manifesta a Tommaso che si guarda bene dal mettere il dito nelle piaghe di Gesù, ma prorompe nella più alta professione di fede di tutti i vangeli. Gesù era stato descritto dall’inizio del vangelo, come il Dio che nessuno aveva mai visto e che in lui si era manifestato. Tommaso lo comprende, si rivolge a Gesù chiamandolo “Mio Signore e mio Dio”.

I credenti di tutti i tempi non sono svantaggiati nei confronti di coloro che hanno fatto quest’esperienza, ma addirittura avvantaggiati, perché hanno la beatitudine che non è stata detta per i discepoli, “Quanti crederanno senza aver bisogno di vedere”, Gesù li proclama “beati”.

Quanti chiedono un segno da vedere per poter credere, Gesù li invita a credere, per essere loro stessi il segno che gli altri possono vedere. Questa è la buona notizia di Gesù che la comunità dei discepoli è chiamata a portare. ... »



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