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L' immortalità dell'anima

Esiste nella Bibbia una dottrina della immortalità dell'anima cioè dell' IO-anima , cosciente ed autocosciente che non è assolutamente quella della cultura ellenistica classica.

L'uomo non è per natura immortale nel senso di infinito, eterno, tuttavia è fatto " a immagine" di Dio, a immagine della eternità di Dio. Nel libro della Sapienza , libro ebraico e canonico per i cristiani, si ha la consapevolezza piena che

Sap 2,23 Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità;    lo fece a immagine della propria natura.

L' "immagine" di Dio che l'uomo porta in se stesso, nella sua natura è il suo desiderio naturale di vivere  è la nefesh-nishamat Nella alleanza con cui Dio si rivela all'uomo c'è il progetto di dargli immortalità, cioè vita eterna .

Questo desiderio allora , nella relazione di alleanza con Dio diventa desiderio di vivere in relazione con Lui per sempre, cioè desiderio di vita eterna. L'io-anima, potenzialità naturale dell'uomo, in quanto desiderio di immortalità prende forza con la rivelazione divina ma si proietta nella vita eterna.

Immortalità significa non passare dalla morte; la vita eterna promessa da Dio significa passare dalla morte, dimorare nello Sheol e poi riavere da Lui la vita, per sempre. Nella Bibbia il termine " immortalità" viene usato per indicare piuttosto la vita eterna.

Sap 6,19 l'immortalità fa stare vicino a Dio                                  Leggere :  Il progetto di Dio

La relazione-alleanza con Dio introduce la persona nella dimensione della gloria divina (Sal3,4;4,3...)
Dio vuole introdurre il suo popolo in modo definitivo nella sua gloria , chè vita eterna.In virtù della alleanza , l'israelita fedele, destinato e minacciato dalla morte ,può rivolgersi a Dio e sperare in una salvezza non solo dal pericolo imminente ma una salvezza definitiva dalla morte. Perchè può farlo? Quali eventi lo rivelano?

Dio salva l'io-anima dalla morte (sal6,5;33,19),

l'io anima non fa l'esperienza della morte : evita che essa veda la putrefazione del cadavere (sahat ) (sal16,10) , la ripone tra i vivi, strappandola dallo Seol (sal86,13;88,7;cf Dt 32,22) la guarsce (sal30,3;41,5)
la prende (laqah) dalla mano dello Seol, come per Enoch (Gn5,24) ed Elia (2Re 2,1-12) e Lazzaro (Lc 16,22) e Gesù (Mc16,19;At 1,9) (sal49,16) la risveglia (haqîs) ( cf Dn 12,2) alla sua presenza per saziarla della contemplazione del suo volto (sal17,15;42,3;63,6) (cf 11,7;1Sam1,22;Is 1,12) la porta alla sua destra, sotto la protezione della sua potenza, al riparo dal male e dalla morte, alla sua presenza ( et-panêka),

in una pienezza di vita gioia e delizia senza fine (sal16,10-11) .

Questa è l'esperienza del fedele israelita nella sua vita di relazione con Dio e questa è una esperienza di miracolo, cioè rivelazione , promessa e speranza e insieme certezza che Dio un giorno salverà i giusti dallo Sheol per sempre.

Credere che Dio è il Dio della vita vuol dire credere che l'anima, il desiderio cosciente ed autosciente di vivere [nefesh-neshamah ] che è l'uomo , non è fatalmente destinata al fallimento : nella alleanza con Dio, il desiderio di vita che diventa desiderio di vita eterna insieme a Dio trova la certezza di un compimento.

Mat 22,32 Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Ora, non è Dio dei morti, ma dei vivi».
Lu 20,38 Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui»

L'io-anima , per natura , sopravvive alla morte ma non si trova automaticamente in una vita eterna beata

L'uomo sarà eternizzato in Dio . Il suo desiderio di vita non sarà disattivato per sempre, la sua anima  non sarà abbandonata nello Sheol, ma sarà appagata con una pienezza di vita eterna insieme a Dio »
Tutto però si decide nella collaborazione dell'uomo alla alleanza divina :

Sap 6,18 il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità
                l'amore è osservanza delle sue leggi;

La giustizia , il rispetto della alleanza da parte dell'uomo , è immortale , cioè è la condizione necessaria perchè l'uomo raggiunga il suo desiderio di immortalità, in Dio.

Sap 1,14 Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c'è veleno di morte,
né gli inferi regnano sulla terra, 15 perché la giustizia è immortale.

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio
e la loro speranza di immortalità è già soddisfatta per la loro giustizia:

Sap 3,1 Le anime dei giusti, ... sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà.
2 Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, 3 la loro partenza da noi una rovina,...

La loro morte non sarà la disattivazione di nefesh, ma sarà immortalità della nefesh,
nel senso che tornerà in penezza di vita.

...ma essi sono nella pace. 4 Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità. 5 Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé: 6 li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto. 7 Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là. 8 Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro. 9 Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti.

In alleanza con Dio , la morte  naturale assume un nuovo significato:
non più la prospettiva tragica dello Sheol ma quella della eternità beata insieme a Dio.

Nel Libro della Sapienza , l' autore conosce la filosofia greca ed in particolare il platonismo e sviluppa   la dottrina della immortalità , come athanasia (=nonmortalità) e come aphtarsìa (=noncorruttibilità).
L'immortalità di cui è piena la speranza umana dell'uomo biblico non viene , come nel platonismo, dalla natura immortale dell'anima, ma dal dono divino della salvezza  ed è vita eterna .

In questo senso la Rivelazione considera l'anima umana immortale : non nel senso della cultura ellenistica , cioè di una anima per natura immortale, ma nel senso che il desiderio umano di vita, nefesh, riceve, dentro l'alleanza divina , accolta dalla giustizia umana, la certezza della immortalità, della vita eterna beata in Dio.

L'anima -secondo la Bibbia - non è un dato immutabile ed eterno che è destinato a separarsi dal corpo e, con questa separazione ad entrare in una eternità beata; essa puo' essere viva oppure morta, cioè in alleanza con Dio o separata da Lui. Se è viva essa entra nella eternità beata o immortalità beata , se è morta entra nel tormento eterno.

L' uomo è un condannato a morte ma nella relazione di alleanza con Dio , la sua anima è piena di immortalità.

Perciò il detto di Gesù:

Mt10,28 “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima, la nefesh-neshama

[cioè toglierla dalla relazione con Dio].

Temete piuttosto Colui che può mandare in rovina sia il corpo sia la nefesh-neshama

[perchè si è tolta dalla relazione con Lui]

, all'inferno

(cioè temete Dio, ovvero vivete da giusti). E ancora:

(Mt 10,39) Chi cerca di conservare la sua nefesh-neshama

[il suo desiderio di vita , per se stesso, secondo le sue suggestioni e prospettive]

la perderà

[perchè non sarà nella giusta relazione con Dio];

chi è pronto a consacrare-sacrificare la propria nefesh-neshama per me

[per vivere in pienezza la relazione con Dio]

, la ritroverà

( salva , attiva, vivente, nella resurrezione del corpo).

L'uomo è anima come desiderio di vita ,è Io cosciente e autosciente, natura spirituale. Anima identifica l'uomo dialogicamente, come essere di relazione, in quanto è -costitutivamente e per l'iniziativa salvifica divina - in relazione cosciente e vitale con Dio e destinato da Lui ad esserlo per sempre, alla sua presenza, contemplando il suo volto in pienezza, fino a saziarsi del suo desiderio di vita.

Fin dalla nascita ogni individuo umano si caratterizza come qualcosa di singolare e insostituibile, anima vivente, cosciente ed autocosciente, qualcosa di personale : tutto ciò che di personale c'è nell'individuo, il suo esitere come vissuto e capacità di produrlo sopravvive alla morte ed è destinato dalla iniziativa salvifica divina a raggiungere una pienezza definitiva. ( consulta: Nuovo Dizionario di Teologia Biblica _Ed S.Paolo)

La salvezza dell'uomo vivente, dell'anima , è la sua introduzione nella vita divina.
Di fatto anche se l'uomo muore a dimora nello sheol, in virtù di questa unione dell'anima alla vita divina, prima o poi tutta la persona sarà salvata e dunque la vita divina risorgerà le ossa, la carne, il corpo introducendo anch'esso nella sua gloria.

Per questo l'espressione latina " salvare l'anima" coincide con " salvare la persona dallo Sheol " introducendola subito nella vita divina che è perfetta ed eterna e poi riunendola nel corpo risorto. Dio ha il potere di far risalire dallo Sheol l' io-anima  ivi custodito . Lo ha rivelato. Quando un ebreo scampa dalla morte dice:

Sal 30,3 Signore Dio mio, a te ho gridato e mi hai guarito. 4 Signore, mi hai fatto risalire dagli inferi, mi hai dato vita (nefesh-neshama) perché non scendessi nella tomba;

E il libro di Tobia, libro sapienziale postesilico esprime questa teologia .

Tobia 13, 2 «Benedetto Dio che vive in eterno il suo regno dura per tutti i secoli; Egli castiga e usa misericordia,
fa scendere negli abissi della terra,
fa risalire dalla Grande Perdizione
e nulla sfugge alla sua mano.

La resurrezione

La resurrezione sarà l'evento salvifico divino che farà tornare per sempre i morti-anima dallo Sheol .
L'io-anima cosciente ed autocosciente si unirà di nuovo a carne-sangue vivificati dallo Spirito divino -Ruah.

Dice Davide in una intuizione profetica :

Sal 16,10 perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

riconoscendo a Dio questo potere . E nel libro di Tobia :

2Macc 7,23 Senza dubbio il creatore del mondo, che ha plasmato alla origine l'uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo lo spirito e la vita, come voi ora per le sue leggi non vi curate di voi stessi».

( to pneuma kai to zoen che traduce ruah-neshama e nefesh) .Il cristianesimo vedrà queste parole illuminate dalla resurrezione di Gesù.

At 2,31 previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne vide corruzione.
1Tess 4,13 Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. 14 Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui.
Rm 10,7 Chi discenderà nell'abisso? Questo significa far risalire Cristo dai morti.
Eb 13,20 Il Dio della pace che ha fatto tornare dai morti il Pastore grande delle pecore
Ap 20,13 Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi
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