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Spirito e anima nelle scritture interstestamentarie.

La teologia ebraica che ritroviamo nella Bibbia dimostra una progressivo sviluppo della comprensione della rivelazione. Ai tempi di Gesù, i libri dell'Intertestamento ,per es. in 1 Enoch XXII , descrivono lo Sheol, [ una grande ed alta montagna ] diviso...

in quattro "cavità" molto profonde, larghe e levigate: tre di esse piene di oscurità , una luminosa. Nel mezzo vi era una sorgente d'acqua .

Dice l'angelo ad Enoch che

... queste cavità sono state create perchè vi siano riuniti gli spiriti delle anime dei morti.... questi luoghi sono stati fatti perchè vi dimorino sino al giorno del loro giudizio e sino al tempo prestabilito per essi; e questo tempo assai lungo durerà sino al grande giudizio che sarà compiuto su di esse...io vidi gli spiriti dei figli degli uomini che erano morti.

Questo testo risale al 1° sec. a.C. , quando l'ebraismo ha già conosciuto la cultura ellenistica.
L'espressione

gli spiriti delle anime  ... io vidi gli spiriti dei figli degli uomini che erano morti

esprime la teologia di quel tempo che contempla un vita propria (ruah-spiriti ,neshama-coscienti ) delle anime (psychènefesh) "disattivate"  che sono i defunti e che sono custodite nello Sheol in condizioni diverse e dove attendono il giudizio divino definitivo.

Ai tempi di Gesù, per indicare un defunto, i teologi ebrei utilizzano sia nefesh che ruah-neshama, sia psichè che pneuma, sia anima che spirito . La sopravvivenza alla morte dell'anima umana ai tempi di Gesù era certa e perciò considerata una caratteristica della natura umana .

Come la natura , l'anima è creata e perciò finita, a termine, non ha in sè una vita eterna. Sulla base della sopravvivenza naturale dell'anima nefesh-neshama alla decomposizione del corpo Dio aveva promesso l'immortalità, nel senso di la vita eterna:

Gen 12,1 Il Signore disse ad Abram: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. 2 Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. 3 Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra».

Infatti dirà Gesù :

Mat 22,31 Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: 32 Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Ora, non è Dio dei morti, ma dei vivi».
Lu 20,38 Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui».

Nel Libro dei Giubilei è detto chiaramente che la condizione dei defunti è quella di essere " custoditi" dalla terra in attesa di un giudizio divino che darà loro una condizione definitiva :

( XXII,31 ) ...e le loro ossa riposeranno nella terra e i loro spiriti godranno di molta gioia e conosceranno che è il Signore che compie il giudizio e che usa misericordia ...a coloro che lo amano...

In 1 Enoch è detto che per i giusti che

...la loro vita scorrerà nella pace e gli anni della loro gioia si moltiplicheranno in una letizia ed in una pace che dureranno in eterno... ( 1Enoch I, 9) ed è detto per gli empi che ...le vostre anime verran fatte discendere nello Sheol ove conosceranno l'afflizione, che sarà grande.E la vostra anima entrerà nelle tenebre e nelle catene e in un fuoco ardente, là ove avrà luogo il grande castigo che durerà per tutte le generazioni del mondo. (1Enoch CIII,7)

Secondo la profezia del libro di Daniele :

Dn 12, 2 Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna. 3 I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.

«I testi essenici non parlano mai esplicitamente dell'immortalità dell'anima. La notizia ci deriva solo dalle fonti classiche. Tuttavia, alla luce di queste, non è difficile scoprire nei testi essenici stessi in che senso essi concepissero l'immortalità dell'anima. Essi non parlano della vita oltre la morte, perché la vita che va al di là della natura fisica dell'uomo è già cominciata per l'esseno su questa terra.

Dio non concede all'esseno solo la giustificazione dalla colpa d'origine e dai peccati che può commettere in vita; Dio concede all'esseno anche un'illuminazione speciale, per la quale egli vive già adesso in una dimensione nuova. Non ha bisogno del tempio costruito di pietre, perché è tempio la sua comunità stessa, un tempio cosmico nel quale gli esseni possono celebrare il culto di Dio per mezzo della lode insieme con gli angeli stessi del cielo. Essi sono già nella città celeste.

Si legge nell'inno finale della Regola della Comunità: Dalla fonte della Sua conoscenza Egli ha fatto sgorgare la Sua luce, (cosicché) il mio occhio ha contemplato le Sue meraviglie e la luce del mio cuore il mistero del futuro e l'essere eterno. L'appoggio della mia destra è su una roccia solida, (cosicché) la via del mio passo non vacillerà di fronte a nulla, perché la Verità di Dio è la roccia dei miei passi e la Sua forza è l'appoggio della mia destra...

A coloro che ha eletto Dio ha dato queste cose come possesso eterno; ha dato loro in eredità la sorte degli angeli. Egli ha unito la loro Assemblea a quella dei figli del cielo, per (formare) l'Assemblea della Comunità e l'Assemblea è una costruzione santa, destinata ad essere una piantagione eterna per tutti i tempi futuri (Regola della Comunità 11,3-5).»

[Ebraismo-a cura di G. Filoramo-Bari1999]

L'unitotalità umana

Nella cultura classica greco-romana l'unità anima-corpo era vista come una dannazione. La mortalità del corpo e l'immortalità dell'anima permetteva la separazione del composto umano. Nella bibbia ebraica l'essere individuale umano è rivelato come il concepimento (quindi qualcosa di nuovo) di una unitotalità corpo-anima-spirito, la persona. L'uomo è nefesh-neshama- basar-ruah.

Noi oggi diciamo un Io cosciente ed autosciente , corpo-anima, una persona ; corpo-anima-spirito , una persona cristiana che vive in Gesù. Alla morte ruah  torna a Dio , basar   torna alla terra e si decompone , nefesh-neshama  subisce un giudizio divino viene custodita nello Sheol tra gli empi o tra i giusti . La condanna divina imprigiona per sempre nefesh-neshama, che ha vissuto empiamente , negli Inferi, dove è tenebra e fiamma .

La salvezza divina per i giusti colloca nefesh-neshama, nel "seno di Abramo" cioè con i giusti nella luce del Regno divino, cioè della vita insieme a Dio per sempre.Queste concezioni antropologiche sono in primis dati culturali e sono contenuti nella rivelazione .

Nelle scritture cristiane.

Gli  evangelisti  quando vogliono indicare Gesù morto-risorto, utilizzano il termine pneuma , volendo indicare un defunto che appare :

Lu 24:37 Stupiti e spaventati credevano di vedere uno spirito [ pneuma ] . ...39 Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; uno spirito [ pneuma ] non ha carne e ossa come vedete che io ho».

Il termine usato da Luca per indicare" uno che viene dallo Sheol " è uno spirito -pneuma ( diversamente da Mc 6,49 e Mt 14,26, che usano il termine fantasma, quando vedono Gesù camminare sull'acqua ).

I discepoli pensano immediatamente che Gesù - che è morto e che ora appare- sia uno spirito , che nella loro mentalità rappresenta l'anima-nefesh-neshama che sopravvive alla morte . L'Io-anima o anima-nefesh-neshama di Gesù può apparire nel mondo e rivelare di avere una vitalità propria residua, come uno pneuma, uno spirito appunto.

Racconta Gesù:

Lc 16, 22 Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. 23 Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. 24 Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. ...disse Abramo...:26 Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi.

Gesù ha chiarito che :

Alla morte c'è subito un giudizio divino per l'io-anima ,
-la condanna divina imprigiona per sempre l'uomo che ha vissuto empiamente , negli Inferi, dove è tenebra e fiamma con una sofferenza indicibile ( stridor di denti)
-la salvezza divina per i giusti colloca l'uomo nel "seno di Abramo" cioè con i giusti nella luce del Regno divino, cioè della vita insieme a Dio .
Gli uni e gli altri a quell'epoca attendevano la resurrezione del corpo e il giudizio divino definitivo.

Lu 13,28 Là ci sarà pianto e stridore di denti
quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio
e voi cacciati fuori.
Mat 8,12 saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti».
Mat 13,42-13,50 e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti.
Mat 22,13 Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.
Mat 24,51 lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti.
Mat 25,30 E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.

Geenna sta per Innom  , una valle a sud di Gerusalemme ,luogo di culto idolatrico e perciò "dimora degli empi , ".Gesù esemplifica anche i comportamenti che legano l'anima alla condizione dannata nello Sheol.

Mat 5,22 Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo (=empio, peccatore impenitente e irriducibile) , sarà sottoposto al fuoco della Geenna.

La condizione degli empi è paragonata da Gesù a quella dell'inceneritore dei rifiuti fuori Gerusalemme, dove le fiamme erano permanenti.

Mat 18,9 E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.
// Mat 5,29 Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.

Qui Gesù allude alla resurrezione : il corpo risorto degli empi sarà eternamente nel Fuoco della Dannazione.

Mat 5,30 E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
Mat 23,15 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.
Mat 23,33 Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?
Mar 9,43 Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. Mar 9,45 Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna. Mar 9,47 Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna,
Giac 3,6 Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell'iniquità, vive inserita nelle nostre membra e contamina tutto il corpo e incendia il corso della vita, traendo la sua fiamma dalla Geenna.

Secondo Gesù nello Sheol giusti ed empi percepiscono profondamente la loro diversa condizione in relazione a Dio (= sono coscienti ed autocoscienti) e sono assolutamente separati da un abisso .

La resurrezione di Gesù

Con la resurrezione di Gesù la rivelazione raggiunge la sua pienezza : l'uomo Gesù risorge dalla morte.
Gesù muore e rende lo spirito ( ruah) al Padre. Ma subito se lo "riprende " :

Lu 23:46 Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò.
Gv 10,17 Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 18 Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».

Gesù è uomo-dio e la sua divinità sconfigge la morte:
Lo spirito di Gesù reso al Padre si riunisce alla sua anima e ridà vita al suo corpo ed è la resurrezione.

Questo potere del suo Spirito (ruah divino) che si era manifestato in Gesù mirabilmente nella resurrezione di Lazzaro, qui opera una salvezza compiuta: Gesù risorge per non essere più soggetto alla morte. E' libero dallo Sheol per sempre. Gesù è uomodio per sempre , vive nel Regno di Dio con il suo corpo risorto.

Di più : Gesù , il Cristo, dona se stesso a chi crede in lui , facendolo Cristiano, cioè facendolo partecipare della sua natura umano-divina-eterna . Il cristiano ha in sè lo spirito di Gesù e vive già nella vita eterna , pegno della resurrezione del corpo nel Regno di Dio.

L'uomo per natura non è eterno: nella natura agisce una forza corruttrice che porta tutto alla decomposizione.
Diventare cristiani, entrare in questa Alleanza divina significa essere salvi da questa " corruzione" perchè si riceve un " germe" della Natura Divina che è eterna e che se conservato e sviluppato risorgerà il corpo dalla morte, come in Gesù..

Il linguaggio della teologia cristiana

La rivelazione cristiana non coincide nè con le credenze giudaiche nè con le credenze ellenistiche sulla composizione dell'uomo in vari elementi separabili , nè con il linguaggio delle scienze moderne.

Per questa ragione , per evitare confusione, il Nuovo Tetamento tralascia qualsiasi spiegazione che possa indurre a pensare a dicotomie o separazione tra gli elementi del composto umano.
Il cristiano è colui che riceve da Gesù la partecipazione alla sua natura divina, perciò alla sua divinità, alla sua vita eterna. Nel cristiano c'è lo Spirito divino di Gesù.

Nel linguaggio della tradizione e del magistero cristiano, l'uomo-cristiano è unità corpo anima spirito ; spesso è detto semplicemente corpo e anima , includendo nel concetto di anima  lo spirito che è lo Spirito  di Gesù. Il defunto è detto semplicemente anima che può essere unita allo spirito o averlo perduto con il peccato.

Catechismo Universale Cattolico
990 Il termine « carne» nelle scritture cristiane non designa il corpo tout court, piuttosto designa l'uomo nella sua condizione di debolezza e di mortalità. La « risurrezione della carne » significa che, dopo la morte, non ci sarà soltanto la vita dell'anima immortale, ma che anche i nostri « corpi mortali » (Rm 8,11) riprenderanno vita.

363 Spesso, nella Sacra Scrittura il termine anima indica la vita umana, oppure tutta la persona umana .Ma designa anche tutto ciò che nell'uomo è di più intimo e di maggior valore , ciò per cui più particolarmente egli immagine di Dio: « anima » significa il "Principio spirituale nell'uomo".
Il corpo dell'uomo partecipa alla dignità di «immagine di Dio »: è corpo umano proprio perché è animato dall'anima spirituale, ed è la persona umana tutta intera ad essere destinata a diventare, nel Corpo di Cristo,tempio dello spirito.368 Unità di anima e di corpo l'uomo sintetizza in sé, per la sua stessa condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, così che questi attraverso lui toccano il loro vertice e prendono voce per lodare in libertà il Creatore .(si tratta di qualcosa di personale sempre).

365 L'unità dell'anima e del corpo è così profonda che si deve considerare l'anima come la « forma » del corpo; ciò significa che grazie all' anima spirituale il corpo composto di materia è un corpo umano e vivente; spirito e la materia  ' nell'uomo, non sono due nature congiunte, ma la loro unione forma un'unica natura.
366 La Chiesa insegna che ogni anima spirituale è creata direttamente da Dio non è « prodotta » dai genitori ed è immortale: essa non perisce al momento della sua separazione dal corpo nella morte, e di nuovo si unirà al corpo al momento della risurrezione finale.

367 Talvolta si dà il caso che l'anima sia distinta dallo spirito.
Così san Paolo prega perché il nostro essere tutto intero, « spirito, anima e corpo» si conservi irreprensibile per la venuta dei Signore » (1 Tess 5,23). La Chiesa insegna che tale distinzione non introduce una dualità nell'anima
« spirito significa che sin dalla sua creazione l'uomo è ordinato al suo fine soprannaturale e che la sua anima è capace di essere gratuitamente elevata alla comunione con Dio.      

La 1^morte : l'io-anima si separa dal corpo e dalla mente.

L'Io-anima-cosciente che sopravvive alla morte.

"...non bisogna ... pensare, che la vita oltre la morte, cominci solo con la resurrezione finale, questa infatti è preceduta dalla condizione speciale in cui si trova fin dal momento della morte fisica ogni essere umano. Si tratta di una fase intermedia, in cui, alla decomposizione del corpo, corrisponde la sopravvivenza e la sussistenza di un elemento Spirituale il quale è dotato di coscienza e di volontà, in modo tale che l'io umano sussiste, pur mancando nel frattempo del complemento del suo corpo". 
---Papa GPII, udienza del Mercoledì -2/11/98

La persona sopravvive alla 1^ morte con una forma personale , l' Io-anima cosciente , comunemente chiamata " anima".

Subito alla a 1^ morte  l'anima subisce un giudizio :
-se è trovata "in grazia di Dio", cioè nella giusta relazione di alleanza con Dio, se ha in sè lo Spirito di Gesù essa entra nella vita eterna insieme a Dio in attesa della resurrezione del corpo nel suo Paradiso.
- se l'anima è separata da Dio, non ha il suo spirito essa entra nel Fuoco dello Sheol in attesa della resurrezione del corpo nell'Inferno dei Dannati.

 Dice Gesù : è la giusta relazione con Dio, l'alleanza che dona la partecipazione alla natura divina ,
dona lo spirito divino che garantisce all'anima la vitalità che non perisce .
se si perde questa relazione, ci si deve aspettare una 2^ morte. L'inferno.
La relazione con Dio, nella alleanza cristiana, si perde con un solo peccato, detto appuno mortale.

Lc 22 Poi disse ai discepoli: «Per questo io vi dico:
Non datevi pensiero per la vostra vita,
di quello che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete.

=non è il vestito che dà vita al corpo,

23 La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito.

preouccupatevi più del corpo che ha in sè una vita che non del cibo con cui alimentate questa vita o del vestito che nessuna vita.

24 Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete! 25 Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un'ora sola alla sua vita?

Non preoccupatevi di ciò che ha in sè una vita che muore , a questa vita non potete aggiungere nulla.

26 Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto? 27 Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 28 Se dunque Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, quanto più voi, gente di poca fede? 29 Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l'animo in ansia: 30 di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. 31 Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta. 32 Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno.

Preoccupatevi piuttosto della vita che non muore , lo Spirito che avete ricevuto da Me. Dunque non preoccupatevi di cibi e vestiti più del necessario , nè del corpo più del necessario : preoccupatevi della vita che non muore perchè se perdete quella (= morte dell'anima), perite per sempre.

La 2^ morte = separazione definitiva dalla relazione con Dio .

Ap 21,«Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veritiere», e aggiunse: 6 «Ogni cosa è compiuta. Io sono l'alfa e l'omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita. 7 Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio. 8 Ma per i codardi, gl'increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda».

Ap 2,11 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Il vincitore non sarà colpito dalla  seconda morte
Ap 20,6 Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la
seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni.
Ap 20,14 Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco.

Catechismo Universale Cattolico
1012 La visione cristiana della morte "' è espressa in modo impareggiabile nella liturgia della Chiesa:
Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta, ma trasformata;
e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un'abitazione, eterna nel cielo.

(Prefazio dei defunti-Messale Romano)

1006 « In faccia alla morte l'enigma della condizione umana diventa sommo ». Per un verso la morte corporale è naturale, ma per la fede in realtà è «salario del peccato» (Rm 6,23) E per coloro che muoiono nella grazia di Cristo, è una partecipazione alla morte del Signore, per poter partecipare anche alla sua Risurrezione.

1007 La morte è il termine della vita terrena. Le nostre vite sono misurate dal tempo, nel corso del quale noi cambiamo, invecchiamo e, come per tutti gli esseri viventi della terra, la morte appare come la fine normale della vita. Questo aspetto della morte comporta un'urgenza per le nostre vite: infatti il far memoria della nostra mortalità serve anche a ricordarci che abbiamo soltanto un tempo limitato per realizzare la nostra esistenza.

1008 La morte è conseguenza del peccato. Interprete autentico delle affer mazioni della Sacra Scrittura e della Tradizione, il Magistero della Chiesa insegna che la morte è entrata nel mondo a causa del peccato dell'uomo. Sebbene l'uomo possedesse una natura mortale, Dio lo destinava a non morire.(= la morte non era l'esperienza che si presenta all'uomo dopo il peccato originale , era qualcosa di diverso- Il peccato originale ha trasformato l'esperienza del la morte).
La morte fu dunque contraria ai disegni di Dio Creatore ed essa entrò nel mondo come conseguenza dei peccato.

1009 La morte è trasformata da Gesù. Anche Gesù, il Figlio di Dio, ha subìto la morte, propria della condizione umana ma ha trasformato la maledizione della morte in benedizione.

1010 Grazie a Cristo, la morte cristiana ha un significato positivo. « Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno » (Fil 1,21).« Certa è questa parola: se moriamo con lui, vivremo anche con lui » (2 Tin 2,11).

(Gaudium et Spes 14) :L'uomo non sbaglia a riconoscersi superiore alle cose corporee E a considerarsi più che soltanto una particella della natura ... Infatti, nella sua interiorità egli trascende l'universo delle cose: In quelle profondità egli torna quando fa ritorno a se stesso, Là dove lo aspetta dio che scruta i cuori, là dove sotto lo sguardo di dio decide il suo destino. Perciò riconoscendo di avere un' anima spirituale e immortale L'istinto del cuore lo fa giudicare rettamente Quando aborrisce e respinge l'idea di una totale rovina E di un annientamento definitivo della sua persona .

La morte dell'anima.

La Vita dell'anima è lo spirito che viene da Dio per mezzo di Gesù, ed è vita eterna
e per mezzo di Gesù viene partecipata . Se non c'è questa vita nell'anima , l'anima è morta.

Giov 3,16 Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Giov 3,36 Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui».
Giov 5,24 In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
Giov 6,54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Giov 6,57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.
1G 5,12 Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita.
Giov 6,27 Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

L'anima non si decompone insieme al corpo fisico, ma alla morte del corpo viene subito giudicata per la beatitudine o per la dannazione a seconda se in essa ci sarà la vita divina oppure la morte eterna, il peccato .

Gli omicidi possono uccidere il corpo, terminare la vita che muore , ma non uccidono la vita che non muore, cioè , intensivamente, l'anima. Questi non vanno temuti e perciò non vanno seguiti. Dio ha il potere di "uccidere" sia il corpo che l'anima : può terminare la vita del corpo ed ha il potere del giudizio attraverso - se è il caso - "uccide" l'anima . Dio va temuto, cioè seguito.

Dio termina la vita del corpo della persona ma non è un omicida, sempre lo fa in un percorso di salvezza ; il maligno è chiamato omicida perchè attraverso il suo potere-peccato toglie all'anima dell'uomo la vita che non muore, causando la morte eterna dell'anima.

Gv 8:44 voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna.

Rinascita e reincarnazione

CUCC 1013 La morte è la fine del pellegrinaggio terreno dell'uomo, è la fine del tempo della grazia e della misericordia che Dio gli offre per realizzare la sua vita terrena secondo il disegno divino e per decidere il suo destino ultimo. Quando è « finito l'unico corso della nostra vita terrena », noi non ritorneremo più a vivere altre vite terrene.
« E ' stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta »(Eb 9,27). Non c'è « reincarnazione » dopo la morte.

La condizione del corpo risorto di Gesù
Mons.Cosmo Ruppi -Famiglia Cristiana 27/2007

" ...La risurrezione di Cristo non è stata un ritorno alla vita terrena. Il suo corpo risuscitato è quello che è stato crocifisso e porta i segni della sua passione, ma è ormai partecipe della vita divina con le proprietà di un corpo glorioso. Per questa ragione Cesù risorto è sovranamente libero di apparire ai suoi discepoli come e dove vuole e sotto aspetti diversi. Cristo risuscitato è lo stesso di prima, la stessa persona, Figlio di Dio e vero uomo. Il suo corpo risuscitato è lo stesso corpo che è stato messo in croce. Tanto è vero che, quando appare ai Dodici, ha ancora le piaghe nelle mani, nei piedi e nel costato, come può verificare san Tommaso.

Quando lo vedono comparire nel cenacolo, alcuni pensano che sia un fantasma, ma Gesù li rassicura: «Perché siete turbati e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho» (Lc 24,38-39). E per convincerli mangia davanti a loro quello che è avanzato dalla cena. Il corpo di Cristo risorto è corpo vero, ma è corpo glorioso: non è situato e non è limitato dalle leggi dello spazio e del tempo, ma si rende presente dove vuole, entra a porte chiuse e si sposta da una parte all'altra senza difficoltà.

Il Risorto ha tutte le qualità di Dio: appare dove vuole e a chi vuole. Con la risurrezione, Gesù non ritorna alla vita terrena, così com'era avvenuto per il figlio della vedova di Naim, per la figlia di Giairo e per l'amico Lazzaro. Questi erano morti e sono tornati alla vita quotidiana sulla terra, sotto le leggi dello spazio e del tempo. Gesù, invece, da morto, risorge nella gloria: il suo corpo partecipa alla vita divina ed è colmato dalla potenza dello Spirito Santo.San Paolo, per spiegare come avviene la risurrezione di Cristo, parla di un corpo terrestre e un corpo celeste e aggiunge che «altro è lo splendore dei corpi celesti e altro quello dei corpi terrestri» ( 1 Cor 15,40).Cristo risorto passa dalla vita terrena a una vita celeste, gloriosa, che lo porta a vivere, come è stato prima dell'Incarnazione, nel fulgore di Dio. "

La resurrezione della " carne"

Catechismo Universale della Chiesa Cattolica:
991 Credere nella risurrezione dei morti è stato un elemento essenziale della fede cristiana fin dalle sue origini. «Come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede... Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti (1 Cor 15,12-14.20).»

990 Il termine « carne» nelle scritture cristiane non designa il corpo tout court, piuttosto designa l'uomo nella sua condizione di debolezza e di mortalità.

La « risurrezione della carne » significa che, dopo la morte, non ci sarà soltanto la vita dell'anima-nefesh-neshama immortale, ma che anche i nostri « corpi mortali » (Rmn 8,11) resusciteranno guariti da ogni male (vecchiaia e morte compresa) .Come è avvenuto per Gesù.

993 I farisei e molti contemporanei del Signore  speravano nella risurrezione. Gesù la insegna con fermezza. Ai sadducei che la negano risponde: « Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio? » (Mc 12,24). La fede nella risurrezione riposa sulla fede in Dio che « non è un Dio dei morti, ma dei viventi! » (Mc 12,27).
994 Ma c'è di più. Gesù lega la fede nella risurrezione alla sua stessa Persona: 
«lo sono la Risurrezione e la Vita » (Gv 11,25). Sarà lo stesso Gesù a risuscitare nell'ultimo giorno coloro che avranno creduto in lui  e che avranno mangiato il suo Corpo e bevuto il suo Sangue.  Egli  ne dà un segno e una caparra facendo tornare in vita alcuni morti,  annunziando con ciò la sua stessa Risurrezione, la quale però sarà di un altro ordine. Di tale avvenimento senza eguale parla come del « segno di Giona » (Mt 12, 39), del segno del tempio: annunzia la sua Risurrezione al terzo giorno dopo essere stato messo a morte

995 Essere testimone di Cristo è essere « testimone della sua Rìsurrezìone » (At 1,22),"0 aver « mangiato e bevuto con lui dopo la sua Risurrezione dai morti » (At 10,41).  La speranza cristiana nella risurrezione è contrassegnata dagli incontri con Cristo risorto. Noi risusciteremo come lui, con lui, per mezzo di lui.

996 Fin dagli inizi, la fede cristiana nella risurrezione ha incontrato incomprensioni ed opposizioni.' « In nessun altro argomento la fede cristiana incontra tanta opposizione come a proposito della risurrezione della carne ». Si accetta abbastanza facilmente che, dopo la morte, la vita della persona umana continui in un modo spirituale. Ma come credere che questo corpo, la cui mortalità è tanto evidente, possa risorgere per la vita eterna?

997 Che cosa significa « risuscitare »?  Con la morte, separazione dell'anima e del corpo, il corpo dell'uomo cade nella corruzione, mentre la sua anima va incontro a Dio, pur restando in attesa di essere riunita al suo corpo glorificato. Dio nella sua onnipotenza restituirà definitivamente la vita incorruttibile ai nostri corpi riunendoli alle nostre anime, in forza della Risurrezione di Gesù.

998 Chi risusciterà?  Tutti gli uomini che sono morti: 
« quanti fecero il bene per una risurrezione di vita 
e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna » (Gv 5,29).

999 Come? Cristo è risorto con il suo proprio corpo: 
« Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! » (Lc 24,39); ma egli non è ritornato ad una vita terrena. Allo stesso modo, in lui, « tutti risorgeranno coi corpi di cui ora sono rivestiti », ma questo corpo sarà trasfigurato in corpo glorioso, in « corpo spirituale » (1 Cor 15,44)

(Un corpo , il proprio corpo, guarito da ogni tipo di male, che non torna però ad una vita terrena, ma ad una vita immortale, nel senso . Ma qualcuno dirà:

(1Cor15,3537.42.53)« Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno? ».

risponde S.Paolo :

Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore, e quello che semini non è il corpo che nascerà. ma un semplice chicco... Si semina corruttibile e risorge incorruttibile... è necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale (=questo che marcirà) si vesta di immortalità 

-il nuovo rivestimento alla resurrezione è perfetto per chi è "santo nella sua anima" che gli darà forma ,
cioè sarà " a immagine di Dio"
-il nuovo rivestimento alla resurrezione è "l'opposto di perfetto" per chi è ancora schiavo del male nella sua anima. L'anima dannata darà forma al nuovo rivestimento come l'"opposto dell'immagine divina"

1000-Il « come » supera le possibilità della nostra immaginazione e del nostro intelletto; è accessibile solo nella fede. Ma la nostra partecipazione all'Eucaristia ci fa già pregustare la trasfigurazione del nostro corpo per opera di Cristo:
Come il pane che è frutto della terra, dopo che è stata invocata su di esso la benedizione divina, non è più pane comune, ma Eucaristia, composta di due realtà, una terrena, l'altra celeste, così i nostri corpi che ricevono l'Eucaristia non sono più corruttibili, dal momento che portano in sé il germe della risurrezione.

1001Quando? Definitivamente « nell'ultimo giorno » (Gv 6,39-40.44.54;
11,24); « alla fine del mondo ». 547 Infatti, la risurrezione dei morti è intimamente associata alla Parusia di Cristo: Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo (1 Ts 4,16).

1004 Nell'attesa di quel giorno, il corpo e l'anima del credente già partecipano alla dignità di essere « in Cristo »
1002 Se è vero che Cristo ci risusciterà « nell'ultimo giorno », è anche vero che, per un certo aspetto. siamo già risuscitati con Cristo. Infatti, grazie allo Spirito Santo, la vita cristiana, fin d'ora su questa terra, è una partecipazione alla morte e alla Risurrezione di Cristo: Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel Battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti... Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio (Col 2,12; 3, 1).

1003 1 credenti, uniti a Cristo mediante il Battesimo, partecipano già realmente alla vita celeste di Cristo risorto ma questa vita rimane « nascosta con Cristo in Dio » (Col 3,3). « Con lui, [Dio] ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù » (Ef 2,6). Nutriti del suo Corpo nell'Eucaristia, apparteniamo già al Corpo di Cristo. Quando risusciteremo nell'ultimo giorno saremo anche noi « manifestati con lui nella gloria » (Col 3,4).

1001 Quando? Definitivamente« nell'ultimo giorno » (Gv 6,39-40.44.54; 11,24); « alla fine del mondo ».
547 Infatti, la risurrezione dei morti è intimamente associata alla Parusia di Cristo: Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo (1 Ts 4,16).

1004 Nell'attesa di quel giorno, il corpo e l'anima del credente già partecipano alla dignità di essere « in Cristo »

Tra la 1^ morte e la resurrezione il credente cristiano che rimane dentro l'alleanza con Dio e perciò continua ad avere in sè il " germe " della vita eterna è oggetto della promessa di resurrezione.


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