Navigazione -Sei a pag. 1 di home>                        Materia e Spirito     Vai a pag.   1   2   3   4  

Il concordismo

Scienze religioni possono , insieme, fornirci una conoscenza globale cioè fisico-spirituale della Realtà?


Le scienze sperimentano un limite conoscitivo assoluto, un vuoto di conoscenza: "che cosa c'è sotto la materia-energia? che cosa la fa esistere?"
Gli scienziati affermano:"per poterlo percepire dovremmo diventare sciamani!"
Le religioni d'altra parte sperimentano un altro limite conoscitivo assoluto, un vuoto di rivelazione: "qual è la natura dell'universo ? in che modo gli dèi lo hanno progettato? " Esiste una unità tra mondo sensibile che è oggetto di studio da parte delle scienze sperimentali e mondo sovrasensibile di cui parlano le Rivelazioni, oggetto di studio delle scienze religiose?

Queste domande ripropongono un tema caro al 19° secolo, il tema del concordismo.Concordismo ovvero del sitema interpretativo della Bibbia che tendeva a farla concordare ad ogni costo con i risultati della scienza ed anche una teologia che affermava che , essendo la Verità Una ed una soltanto, la fede e la scienza, ambedue dono divino agli uomini, non possono essere mai in disaccordo dunque bisognava sempre farle concordare tra loro.
Bisogna ricordare che le scienze moderne predittive (matematica, fisica, chimica, etc.) e le scienze religiose(esegetiche, teologiche,spirituali, etc) si distinguono per:
-gli obiettivi perseguiti (le scienze esatte studiano i fenomeni osservabili cercando di scoprirne i nessi predicibili , il rapporto tra condizioni ed effetti; le scienze religiose studiano le relazioni tra Uomo, Dio, Universo a partire dai dati della Rivelazione e del Mondo)
-i linguaggi
-i modi di rappresentazione.

Quanto ai metodi , pur restando centrale per ambedue il metodo scientifico in senso galileiano, si deve considerare il fatto che : mentre le scienze predittive considerano solo i dati della osservazione,
le scienze religiose includono anche i dati della Rivelazione. Le scienze religiose, analogamente a quelle umanistiche (scienze storiche, pedagogiche, linguistiche, etc) sono tali in quanto procedono secondo metodi propri di ricerca (metodo dell'analogia, della correlazione, etc.) ma esplicitamente definiti e identificabili.

Le conoscenze ottenute con le scienze galileiane e con le scienze religiose provengono da percorsi, metodi, linguaggi, rappresentazioni diverse, ma spesso (e soprattutto oggi) si intersecano si provocano sempre di più.
Nel momento in cui le scienze si avvicinano all'origine dell'universo e della materia ecco che trovano sempre più intelligenza nascosta e si chiedono : qual è il senso di tutto cio'?  La domanda rimbalza alle scienze religiose. Quando lo scienziato si rende conto che osservando la natura osserva anche se stesso e che non puo' separarsi da essa per diventare un osservatore indipendente, la natura stessa lo porta a chiedersi : chi sei tu? da dove vieni? cosa cerchi? Ed ancora la domanda rimbalza alle scienze religiose.

Imbattutisi nella complessità della natura che osservano e dalla quale non possono separarsi gli scienziati vengono posti dal loro stesso lavoro di fronte alle grandi domande filosofiche, le domande fondamentali della vita. Da questa nuova sfida che la natura pone alle scienze nascono oggi molteplici tentativi, da parte di scienziati di far concordare le conoscenze scientifiche galileiane con quelle scientifiche di tipo religioso.
Questi tentativi non sono da rigettare ma vanno esaminati con prudenza .
Ci sono testi per i quali le leggi scientifiche rivelano la " mente " di Dio, altri per i quali la scienza offre una visione unitaria tra uomo e natura, considerata sacra, altri ancora che in cui le teorie scientifiche vengono integrate nelle teologie dlle religioni.

La gnosi moderna

Ci sono poi alcuni redattori (piu' o meno improvvisati ) che operano sintesi tra queste diverse tipologie diffondenfo un concordismo moderno di tipo gnostico. Secondo alcuni intellettuali (anche uomini di scienza ) , solo un nuovo olismo che ricomponga in un tutto unico l'infintamente grande e l'infinitamente piccolo, il passato ed il presente, il cielo e la terra, la materia e lo spirito, puo' ridare senso alla realtà della esistenza universale.
Questo desiderio di conoscere in modo contestualmente sensibile e sovrasensibile, la materia e lo spirito, il presente ed il passato , l'alto e il basso,lo spazio e il tempo, etc. cioè la gnosi, ritorna sempre nella storia :"l'uomo che conosce in modo gnostico, olistico , conosce in modo completo, divino".  La gnosi moderna diffusa nell'esoterismo, nei movimenti e culti religiosi contemporanei, come quello della New Age, tende ad inglobare le tesi di questi scienziati-teologi moderni.

E' assolutamente legittimo cercare una forma di unità nelle conoscenze, e dunque anche fra quelle scientifiche e quelle religiose: l' unità del sapere ; ma oOgni tesi va esaminata con discernimento e prudenza.

Posizioni che interpretano le Rivelazioni a partire dalle scoperte scientifiche o che interpretano i dati delle scienze a partire dalle Rivelazioni sono posizioni di cui diffidare in quanto sono la riproposizione del concordismo , ma non sono da rigettare in toto per gli sviluppi cui possono portare

Molto saggiamente il Papa Giovanni Paolo II scrive:
«La realtà è una e la verità è una e possiamo affermare che c'è un appello intrinseco all'unità della conoscenza sia che derivi dalla scienza sperimentale o dalla teologia».. «La verità è che'la Chiesa e la comunità scientifica verranno a contatto inevitabilmente; le loro opzioni non comportano isolamento ... La scienza può purificare la religione (dall"errore e dalla superstizione; la religione può purificare la scienza dall'idolatria e dai falsi assoluti. Ciascuna può aiutare l'altra ad entrare in un mondo più ampio, un mondo in cui possono prosperare entrambe. [ ... ] Abbiamo ambedue bisogno di essere quello che dobbiamo essere, quello che siamo stati chiamati ad essere» (Lettera al direttore della Specola Vaticana 1/6/1988) .

Appare necessario prendere coscienza del fatto che bisogna rispettare i diversi campi che costituiscono scienza e teologia ma anche del fatto che esse non sono e non devono rimanere estranee.
Quando la conoscenza scientifica e quella religiosa interagiscono nella mente di una stessa persona non è detto che debbano per forza sfociare nel concordismo: si tratta di trovare un terreno comune sul quale scienza e fede possano costruire una nuova conoscenza fondante sia per le scienze che per la fede.
Lasciamole dunque interagire e manteniamo in opera questo nuovo cantiere della conoscenza.

Navigazione -Sei a pag. 1 di home>                        Materia e Spirito     Vai a pag.   1   2   3   4