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San Nicola

nicSan Nicola di Myra
Icona russa 1780

San Nicola nacque a Patara, in Turchia, da una ricca famiglia, e divenne vescovo di Myra (attualmente la città si chiama Dembre), in Lycia, nel IV secolo e forse partecipò al Concilio di Nicea nel 325.

La grandezza dei suoi miracoli era famosa ed apprezzata dalla Groenlandia alla Russia, terra di cui è protettore, fino a Canterbury in Inghilterra. I Vichinghi gli dedicarono anche una cattedrale.

Quando morì le sue spoglie, o le presunte tali, vennero deposte a Myra fino al 1087. In quell'anno, infatti, vennero trafugate da un gruppo di cavalieri italiani travestiti da mercanti e portate a Bari dove sono tutt'ora conservate e di cui divenne il santo protettore.

Negli anni che seguirono la sua morte, si diffusero numerosissime leggende. Una tra le più famose, e confermata da Dante nel Purgatorio (XX, 31-33), è quella delle tre giovani poverissime destinate alla prostituzione.

Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere di un nobiluomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie perché caduto in miseria, decise di intervenire lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta del vecchio castello, i tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze.

La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito. Tuttavia la terza notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso a mantenere comunque fede al suo proposito, il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò così sui tetti e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino, dov'erano appese le calze ad asciugare, facendo la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie.

In altre versioni posteriori, forse modificate per poter essere raccontate ai bambini a scopo educativo, Nicola regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le loro finestre. Secondo altre leggende, questo santo sarebbe entrato in possesso di un oggetto mitico, il Sacro Graal, che, oltre ad essere responsabile della sua capacità di "produrre in abbondanza" tale da regalarne, fu anche causa del trafugamento delle sue spoglie per volere di papa GregorioVII.

La fama di San Nicola cominciò a essere intaccata molto più tardi, con la Riforma Protestante.
Il compito di donare regali venne allora attribuito al Christkindel o Kris Kringle, Gesù Bambino, un'altra figura sacra molto più accettabile di quella dell'antico vescovo, un po' troppo folcloristica e in odore di paganesimo per l'etica protestante.

Questo, nonostante il fatto che i registri contabili di casa Lutero mostrassero, fino al 1535, ingenti uscite per i regali ai suoi bambini, alla vigilia del 6 dicembre, festa di S.Nicola. Allontanato dalle chiese protestanti e dalle rappresentazioni sacre, San Nicola continuò a portare regali in molte zone europee.

Santa Claus

In ogno caso San Nicola divenne nella fantasia popolare "portatore di doni", compito eseguito grazie ad un asinello nella notte del 6 dicembre (S. Nicola, appunto) o addirittura nella notte di Natale.
I pionieri protestanti olandesi portarono con loro S. Nicola in America; ne abbreviarono il nome in Klass e lo chiamarono Sinter Klass, che in inglese divenne ben presto Santa Claus.

I coloni olandesi in cerca di antiche identificazioni e nuovi nazionalismi nei territori del Nuovo Continente, si strinsero attorno ai loro santi: San Nicola (Olandesi), Sant'Andrea (Scozzesi), San Patrizio (Irlandesi), separandoli, però, dall'insieme di credenze di marca "papista" e salvandone solo gli aspetti esteriori e alimentari.

Anche la Francia aveva il suo S. Nicola, mentre in Germania il buon Gesù, o Gesù Bambino, distribuiva i doni. Negli Stati Uniti il suo nome divenne Kris Kringle. In America Si continuò a festeggiare l'inverno e il Capodanno offrendo doni ai bambini, bevendo cherry e mangiando "i biscotti di San Nicola", la cui figura si andava lentamente evolvendo .

scDisegni di Thomas Nast per CocaCola
1880-1931

S. Nicola divenne popolare dovunque e gli scrittori e gli artisti gradualmente trasformarono il vescovo col suo manto e la mitra in una figura che ci è ora familiare, con la barba bianca, il manto e il cappuccio.

Clement Moore,nel suo “Una visita di San Nicola” (1848) conclude il processo di americanizzazione introduce la famosa slitta trainata da renne.

Nessuno sa come abbia fatto il cavallo bianco di S. Nicola a trasformarsi in una muta di renne.

Un libro del XIX secolo mostra una illustrazione in cui egli compare con una sola renna ma nel 1882 il Dr. Clement Clarke Moore scrisse una poesia per i suoi figli su Santa Claus in cui descrisse ben otto renne nominandole tutte.

In Svezia invece Sinter Klass è rappresentato circondato da caprioli.
A dare infine l'ultima pennellata fu l'illustratore Thomas Nast: tra il 1862 e il 1886 disegnò una serie di celebri tavole dedicate al personaggio, che ormai era stato associato alla festività natalizia.
Sono una sua creazione la casa al Polo Nord, la lista dei bambini buoni e cattivi e la fabbrica dei giocattoli dove lavorano gli gnomi aiutanti.

Babbo Natale

Oggi Santa Claus ha perso ogni connotazione religiosa grazie all'inventiva dei pubblicitari di una nota bevanda statunitense, la CocaCola che inventarono il vecchietto vestito di rosso che conosciamo.

Lo sciamano è stato sostituito da un testimonial della Coca Cola ; l'albero-uomo illuminato, da un abete insignificante;
il dono della Luce dello Spirito da lampadine fioche e i doni dello Spirito  Santo da prodotti di consumo .

Risultato: in una società dove  tutti vivono nella "percezione" creata dai media piuttosto che nella "realtà" , il pupazzo della Coca Cola è ormai diventato più " reale" di Gesù stesso.

La cultura contemporanea occidentale ha sostituito Gesù con l'idolo della Coca Cola . Mai nella storia l'umanità è stata così banale !

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