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Che cosa è "religione" ?
www.cesnur.org

" ...A metà degli anni 1990 all'interno della Facoltà di Teologia dell'Università di Leida è stato fondato il Leiden Institute for the Study of Religion (LISOR), che ha avviato con la cooperazione di vari organismi europei un progetto chiamato MTSR (Methods and Theories in the Study of Religion, "Metodi e teorie nello studio della religione"), consacrato prioritariamente allo studio delle possibili definizioni di "religione".
Al progetto LISOR-MTSR ha partecipato Massimo Introvigne, che è anche uno degli autori dei saggi raccolti nel volume finale del progetto, curato da Jan G. Platvoet e Arie L. Molendijk, The Pragmatics of Defining Religion. Contexts, Concepts and Contests (Brill, Leida 1999).
Una delle conclusioni del progetto è che non esiste oggi, nelle scienze sociali e nello studio delle religioni in genere, una definizione condivisa di "religione". Etimologicamente  religione deriva dal latino religio. Cicerone  fa derivare da religere , Lattanzio da religare, S.Agostino da re-eligere. Viene accettata dalla maggioranza dei dizionari latini la derivazione proposta da Cicerone perchè  re ha valor rafforzativo a differenze delle altre in cui ha vaolore reiterativo. Religare deriva da re-legere e poichè in latino la vocale breve si muta ( e, a diventano i ) quando nelle composte viene a trovarsi al centro della parola in definitiva deriva da religere. In questo modo la parola ciceroniana rispecchierebbe il ritualismo della religione pagana che obbligava a ripetere ( rileggere) ogni rito che non veniva svolto in modo scrupoloso. (**) Le definizioni che fanno riferimento a un Dio personale e quelle che insistono sulla distinzione fra una sfera del sacro e una del profano sono ormai minoritarie.
Alcuni giuristi (e alcuni governi) insistono sulla auto-definizione come criterio per identificare una religione: ma questo criterio, già di per sé del tutto soggettivo, è stato messo in crisi negli Stati Uniti dagli scandali delle mail-order churches [chiese postali] , "religioni" fasulle di cui chiunque può diventare "ministro" pagando una somma e che nascondono elaborati schemi di evasione .
L 'idea, diffusa nell'opinione pubblica, secondo cui una religione, per essere tale, dovrebbe essere necessariamente "benevola" o operare per il bene comune non è accettata dagli storici, che ritengono normalmente "religiosi" movimenti di terrorismo "sacro" e altri, come quello indiano dei thug (almeno nella sua fase originaria), insieme criminali e fondati su una complessa teologia, né dubitano della natura di "religioni" di sistemi fondati sul sacrificio umano.
Separare la religione da un'immagine necessariamente positiva e sottolineare che l'etichetta di religione non è obbligatoriamente un marchio di qualità o un certificato di buona condotta, potrebbe attenuare alcune delle polemiche suscitate da chi vorrebbe negare lo status di religioni a "sette" accusate di praticare la "manipolazione mentale", il "lavaggio del cervello", o lo sfruttamento dei propri membri. A prescindere dalla ambiguità della categoria di "setta", dovrebbe essere evidente che"derive" criticabili si ritrovano sia nelle "vecchie" sia nelle "nuove" religioni, e non possono essere utilizzate come criterio per distinguere le "vere" religioni dalle "pseudoreligioni" (un'etichetta, quest'ultima, puramente polemica e del tutto priva di contenuto informativo).Il progetto LISOR-MTSR conferma che la natura di "religione" non è (o non è più) un carattere che inerisce a certe realtà, ma una rivendicazione politicamente contestata nelle società contemporanee (dove troviamo peraltro anche rivendicazioni "negative" di gruppi che non vogliono essere considerati religioni). Il problema non può pertanto essere risolto con definizioni di tipo "essenzialista" [ che definisce l'essenza della religione], e lo studioso non può che premettere che

tutte le possibili definizioni sono
socialmente costruite,
politicamente negoziate
e orientate a determinati risultati.

Dopo questa premessa, si potrà aggiungere che,

se il risultato che si vuole ottenere è un'ampia difesa della libertà religiosa e del pluralismo (=scopo , intenzionalità) , le definizioni più recenti proposte dalle scienze sociali non più (né meno) "vere" di altre
sembrano prestarsi meglio allo scopo.

Le definizioni più recenti proposte dalle scienze sociali descrivono le religioni come
sistemi (che generano organizzazioni e strutture)
di risposte non puramente fattuali né suscettibili di verifica empirica
alle domande ultime sull'origine e sul destino della persona umana
che ogni uomo e ogni donna si pongono.

Descrizioni, come si vede,
-che non considerano decisiva l'auto-definizione,
- che escludono sia la necessità di un riferimento a un Dio (personale o meno)
- sia la "benevolenza" e il contributo positivo al bene comune,

-e infine che evitano di avventurarsi sul terreno di nozioni controverse come quelle di "rito" o di "comunità".
«Così come sembrano adatte a ottenere risultati di tipo politico sul piano della difesa della libertà religiosa, queste definizioni o descrizioni della religione sembrano utili a ottenere anche risultati di tipo cognitivo quando si tratti ...di ricostruire mappe del "campo religioso".» 

Che cosa bisogna intendere come religione
Accademia Universale delle Culture : http://www.tolerance.it/ita/

Il discorso sulla religione è quello che più facilmente si presta alla strumentalizzazione.Tre intelluattuali europei hanno scritto sulle religioni  :  " .. Quando si confrontano   diverse tradizioni religiose, bisogna stare attenti a non dare per    scontata la propria   idea di che cosa sia una religione. Infatti, con la parola "religione" si  possono intendere almeno quattro cose diverse:
1-Religione come pratica
Un insieme di tradizioni, di riti, di racconti, di abitudini e di cerimonie che vengono coltivati da un certo gruppo di persone e che vengono trasmessi di generazione in generazione.
2-Religione come visione complessiva della vita
Una serie di credenze, un sistema di regole di comportamento, una concezione di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e, in generale, una certa "visione del mondo".
3-Religione come teologia
Una dottrina che spiega il rapporto dell'essere umano con tutto ciò che sta al di là della realtà materiale, ovvero con la sfera ultraterrena.
4-Religione come atteggiamento spirituale intimo

Umberto Eco Furio Colombo Jacques Le Goff

Un rapporto individuale che ciascuna persona sviluppa con ciò che è sacro. A volte le persone si identificano pienamente con una determinata religione, altre volte interpretano la tradizione a cui appartengono in maniera personale. A seconda dell'accezione alla quale ci si riferisce, una certa tradizione spirituale potrà essere considerata come una religione oppure no. Ad esempio, alcuni studiosi di storia delle religioni si chiedono se il Buddhismo possa essere inteso come una religione nello stesso senso in cui lo sono l'Ebraismo, il Cristianesimo o l'Islam. Se per religione si intende un rapporto tra l'essere umano e un Essere Superiore, allora il Buddhismo (che non parla di Dio) non lo è; ma se si estende il significato del termine per intendere un insieme di insegnamenti spirituali e morali accettati con fede da una comunità e praticati nella vita quotidiana, allora anche il Buddhismo rientra a pieno titolo nella definizione.»

I dogmi del pensiero ateo contemporaneo

« Gli dei possono essere pensati in forme molto diverse ...
Una variante abbastanza rara del pensiero religioso, anche se ormai è dominante nel mondo, è il monoteismo...

Questo è il 1° dogma dell'ateismo contemporaneo : gli uomini nella storia "pensano" le divinità in forme diverse e poi credono a ciò che hanno "pensato" attribuendo al "pensato" persino un culto. Coloro che dunque praticano una religione sarebbero persone credulone che si autosuggestionano con il pensiero.
«Politeismo e monoteismo non sono dunque solo delle teorie religiose, ma anche delle caratteristiche fondamentali dello stile di pensiero di una società. »
dogma : Gli uomini avrebbero pensato gli dèi e con questo " pensiero" avrebbero conquistato l'Occidente.
Gli induisti -per esempioavrebbe "teorizzato" il loro politeismo , così come gli Ebrei avrebbero "teorizzato" il loro Monoteismo, etc.
« Il pensiero della cultura europea è comunque profondamente influenzato dalla religione monoteista: la giustizia, la scienza, l'arte europee (e in genere occidentali) sono segnate dal privilegio accordato all'unità rispetto alla pluralità.  Solo l'esistenza di una causa ben definita ci sembra una spiegazione completa, solo una forma chiusa soddisfa il nostro senso estetico, e così via. ...»

Relativismo

E' evidente l'intenzionalità di questi accademici di ridurre il discorso religioso ad un pensiero , un pensiero qualunque , magari raro , come quello monoteista , ma comunque opinabile e relativo come ogni altro . Nei testi si usano espressioni improprie come "pensare gli dèi"   e come " teorie religiose " ; queste espressioni vengono spesso esposte dogmaticamente, e questa è disinformazione e confusione. E' invece sufficiente conoscere la storia delle religioni oggi più diffuse per osservare questa evidenza:

-le religioni non pensano le divinità:
sono le filosofie a pensare ( meglio : ragionare )
-le religioni non fanno teorie religiose :
solo le scienze fanno teorie.
-le religioni custodiscono rivelazioni ( o manifestazioni del sacro, i miracoli e i prodigi attestati in tutte le culture umane)
Il tema del rapporto rivelazione -religione in :
Luciano Baccari La Rivelazione nelle religioni-Borla 1996
Alle rivelazioni poi -liberamente- si può aderire, oppure no.

Le scienze religiose.

Come si studia il fenomeno religioso?
Ogni religione è un fatto ed un fenomeno tipicamente " umano" e può -e deve -essere " spiegato" anche con le funzioni psicologiche, filosofiche, fisiologiche, psicologiche, artistiche, etc. che  definiscono l'uomo .
Ogni religione è un fenomeno che può essere osservato e studiato in modo scientifico e critico: filosofia delle religioni, psicologia delle religioni, sociologia delle religioni,teologia delle religioni, storia delle religioni, antropologia religiosa, archeologia , etc. ; per i testi religiosi si attivano le scienze linguistiche e letterarie: filologia e linguistica, arte, etc.
Sono le scienze religiose.

©2008tefillim@alice.it

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