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Le costanti religiose
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sia una modalità con cui il sacro si dà nella storia Anche le esperienze più personali del sacro sono colte dentro un linguaggio ed una cultura storica per cui ogni jerofanìa ha un carattere di unicità (*). Il sacro si ritrova nella storia come rivelazione : "...l'esperienza religiosa nel suo aspetto personale, soggettivo, è ... ricca e ...complessa. Le sue manifestazioni abbracciano un ampio ventaglio che va dal timore servile all'unione gioiosa (in alcuni casi, mistica) passando attraverso il sentimento filiale, l'adorazione, la riparazione, il rendimento di grazie, l'indigenza implorante, l'immolazione e il sacrificio, lo spirito contemplativo, ecc. Queste e altre manifestazioni possono mutarsi in un atteggiamento e in uno stile che definiscono la religiosità di un individuo, di un gruppo e dei membri di una religione, ..." (**) Le jerofanie sono fatti singolari e dunque non si assomigliano in nulla? Proprio gli studi di M.Eliade dimostrano come le grandi esperienze religiose si somigliano, non soltanto nel contenuto, ma spesso anche nell'espressione. (*) I diversi storici e studiosi delle religioni comparano le religioni per ricercare delle costanti religiose, cioè aspetti, forme, espressioni comuni a religioni lontane nel tempo e nello spazio. Sono state fatte molte classificazioni, tutte arbitrarie , dando luogo a linguaggi specifici nelle scienze religiose. A titolo di esempio possiamo considerare questo raggruppamento in costanti religose: - religiosità tellurica Cronologia Il Paleolitico - Età della Pietra -corrisponde a quella del Pleistocene (da 2 milioni a 10.000 anni fa). (*) Mircea Eliade Trattato di storia delle Religioni-Bollati-Boringhieri. |
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