Il Sacro
Nel
linguaggio comune è sacro tutto cio' che è oggetto di timore e venerazione: qualcosa di intoccabile perchè assolutamente riservato. Il termine latino sacer significa ristretto, limitato, o anche iniziato. Una persona puo' essere indicata come sacra,o un oggetto o un luogo o un periodo di tempo. In questo caso sacro indica unicita' e straordinarietà.
R.Otto
C'è una parola che per noi indoeuropei
in particolare appare come la chiave di tutto il fenomeno religioso ed è la A partire da R. Otto è iniziata nella cultura contemporanea occidentale una discussione sul sacro come qualcosa che ha un proprio ambito, una propria epistemologia.parola sacro (la radice indoeuropea è sak, da cui sakros ).Nella storia si può rilevare che tutte le forme religiose sono organizzate intorno al sacro. Il sacro è ciò che ogni religione ha di peculiare ,di originale , di irrudicibile ad alcunchè altro. Il sacro non è mai qualcosa che coincide con la normalità. Sacro evoca sempre l'idea della straordinarietà, di ciò che è oltre il quotidiano, ciò che è oltre il normale. Lo spazio sacro infatti è lo spazio separato da quello ordinario.
Il tempo sacro è un tempo fuori dell'ordine normale.
Che cosa è il sacro in se stesso ?
Eliade
Rudolf Otto studiando il fenomeno religioso comprende il sacro come qualcosa di assolutamente irriducibile ad altro, perchè il sacro è il "ganz Anderes", l’alterità radicale . Qualcosa assolutamente estraneo , diverso, indeducibile, che irrompe nell'ordinario. E' una potenza attiva ma anche oscura, affascinante e spaventosa, misteriosa : numinosa . Otto lo identifica come il numinoso , dal latino numen, che significa la misteriosa (= senza nome) potenza divina . Il sacro nella storia agisce sull’uomo meravigliandolo, coinvolgendolo in una esperienza fascinosa- oppure atterrendolo. Il sacro si esprime secondo le polarità antitetiche del tremendum e del fascinus. Tutte le culture hanno un termine per sacro :
qodesh in ebraico
hagios in greco
haram in arabo
tapu in polinesiano, etc
Troviamo anche parole per numen :
brahman in sanscrito (India)
wakanda lella lingua Sioux
mana in melanesiano
haminja in germanico antico etc.
Sinonimi di uso comune: potere divino, forza
divina, forza soprannaturale, spirito divino, spirito santo, etc.
Manifestazioni del sacro
Le manifestazioni del sacro sono chiamate
jerofanìe [= manifestazione del sacro ],
cratofanìe [ manifestazione di forze occulte ] , teofanìe [ manifestazione del dio ],
epifanìe [ presenza- apparizione del dio ],
etc.
Le jerofanìe di rivelazione (miracoli e prodigi) sono propriamente le rivelazione su cui si fondono le religioni.
L'esperienza del sacro
Attraverso la sensibilità dell'io-anima l'uomo coglie il sacro come qualcosa che si manifesta e che nello stesso tempo si nasconde nelle jerofanìe : ".. è una potenza extra-ordinaria e sopra-naturale che entra nella storia degli uomini in modo imprevedibile "( Van der Leeuw, Fenomenologia della religione ) . E' una potenza attiva ma anche oscura, affascinante e spaventosa, misteriosa : numinosa , dal latino numen, che significa potenza divina senza nome , impersonale. ( Rudolf Otto ) .
Il fuoco è un oggetto nello stesso tempo tremendo ed affascinante , c'è ma non si può toccare, prendere, possedere; ha un potere creativo-distruttivo, etc. Il fuoco-luce e' il simbolo che gli uomini universalmente hanno adottato per rappresentare la presenza del sacro . Tutti i riti di tutte le religioni prevedono la simbologia del fuoco-luce.
Il Sacro non è mai dato nel mondo e nella storia come una cosa , un oggetto che come tale possa essere osservato e studiato. Rileva Mircea Eliade , fenomenologo e storico delle religioni , che " Non è disponibile per lo studioso
il " sacro allo stato puro " : esso sempre si manifesta nel mondo in qualcosa del mondo ,qualcosa di profano, e nello stesso tempo si nasconde in esso "(***) .
L' esperienza del sacro avviene nella coscienza umana, nell'io-anima e rimanda a qualcosa di ulteriore l'ordinarietà, qualcosa di ineffabile che si sottrae totalmente alla concettualizzazione . Tutti gli uomini di tutti i tempi hanno potuto cogliere il sacro nelle sue manifestazioni storiche come percezione dell'io-anima ed hanno sedimentato le loro esperienze animiche nei documenti del sacro, le jerofanìe. Nelle jerofanie troviamo il sacro "mescolato" in cose profane e codificato nei linguaggi umani. Lo storico ha a disposizione questi documenti del sacro . Studiando questi documenti coglie alcune evidenze, alcune costanti e scopre il sacro come un elemento strutturale dell' io-anima, l' unità dei suoi atteggiamenti , qualcosa che fa parte della natura stessa dell'Io umano; l'Io-anima cioè è connaturale al Sacro.
Gli oggetti jerofanici
Le jerofanìe sono sempre l'esperienza animica di una perfezione che fa parte di un mondo altro e nello stesso tempo del mondo umano. La perfezione non appartiene al nostro mondo, è diversa dal nostro mondo, o viene da un mondo diverso ( gli altri mondi) .Nelle diverse culture e religioni troviamo colori sacri, forme sacre, figure sacre, simboli sacri, pietre ,acque
, montagne
, statue
, animali ,persone
sacre -
etc. : si tratta di oggetti-eventi , " jerofanici" , che rivelano il sacro e allo stesso tempo lo nascondono in se stesse. Alcuni sono connessi a jerofanìe di rivelazione, mentre altri sono considerati essi stessi jerofanìe in virtù della esperienza animica che sucitano : questi oggetti o persone comunicano una qualche perfezione che è visibile nel mondo umano ma che si sperimenta solo nelle jerofanìe .
I documenti attestano che per l'uomo antico "Tutto quel che è insolito, singolare, nuovo, perfetto o mostruoso diviene un contenitore di forze magico-religiose e , secondo le circostanze, viene venerato e temuto, in virtù del sentimento costantemente provocato dal sacro. Il sacro è presente nella materialità di alcune cose o persone : forma, colore, luminosità o oscurità, posizione spaziale o temporale , etc. sono tali da attrarre l'attenzione , da concentrarla su di loro , non come semplici " segni del sacro" ma come " cose potenziate di sacro ". (**)
Le Ninfe nella Grecia antica " Erano le divinità di tutte le acque correnti, di tutte le sorgenti, di tutte le fonti. Non le ha prodotte l'immaginazione ellenica: erano al loro posto, nelle acque, fin dal principio del mondo; dai Gre:ci ricevettero forse la forma umana e il nome. Sono state dallo scorrere vivo dell'acqua, dalla sua magia, dalla forza emanata, dal mormorio delle acque. I Greci, al più, le hanno staccate dall'elemento con cui si confondevano. Una volta staccate, personificate, investite di tutti i prestigi acquatici, hanno acquisito una leggenda, sono intervenute nell'epopea, si sono lasciate tentare dalla dalla taumaturgia." (***)
La visione del sacro negli eroi o nei saggi è tipica di tutte le civiltà , così come nella bellezza in genere. Ma anche in determinati animali o piante fra quelli di una specie ( il serpente o quel tipo di gatto , lo scorpione o quel tipo di cavallo, etc, ) o di determinati profumi o essenze ( l'incenso, la mirra, etc) , di determinati minerali o metalli ( oro, giada, etc.).
Del resto questa evidenza " funziona" ancora oggi : si può facilmente osservare come le persone che vivono profonde esperienze religiose " vedano" ( o sperano di trovare) la presenza del sacro in tutte le cose , le persone, gli eventi nei quali colgono una singolarità.
Sacro e arte
L'arte è il mezzo con cui l'uomo cerca di raggiungere il sacro che è perfezione, perciò bellezza, armonia , verità, bontà ,giustizia, e di renderlo sensibile, percepibile , a tutti.
Nelle chiese cristiane per esempio c'è sempre l'arte , sia pittorica che scultorea, ma anche c'è l'organo. Esso allude al fatto che il sacro presente in quel luogo non è separato in modo assoluto dal mondo profano ,non è irraggiungibile , intoccabile. Sicuramente il sacro è separato dal mondo profano e deve essere rispettato, ma è anche passibile di contatto e il modo universale per mettersi in contatto è il linguaggio dell'arte , soprattutto la musica.
(*) B.C.Dietrich , Religione, culto e sacro nella civiltà cretese-micenea. in AA:VV:Trattato di antropologia del sacro vol.III-JacaBook
(**) A.A.Bello , Culture e religioni-CittàNuova-p.120
(***) Mircea Eliade Trattato di storia delle Religioni-Bollati-Boringhieri. ©2008tefillim@alice.it |