Lo spazio sacro

Monte Sinai
"Ogni cratofanìa o jerofanìa , indistintamente, trasfigura il suo teatro : da spazio profano, quale era prima, quel luogo è promosso a spazio sacro."
"..La nozione di spazio sacro implica l'idea della ripetizione della jerofanìa primordiale che ha consacrato quello spazio, trasfigurandolo, singolarizzandolo, in breve isolandolo dallo spazio profano circostante. " " uno spazio sacro trae la propria validità dalla permanenza della jerofanìa che una volta l'ha consacrato. " " La jerofanìa dunque non ha avuto solatanto l'effetto di santificare una data frazione dello spazio profano omogeneo , ma assicura amche per l'avvenire il perdurare di quest sacralità. Là, in quella zona, la jerofanìa si ripete... E' la continuità delle jerofanìe che spiega la perennità degli spazi consacrati.... Le rocce, le sorgenti, le grotte , i boschi, le montagne venerate nell'antichità continuano sotto forme variabili ad esserlo ancora oggi."...Se fossero gli uomini a scegliere gli spazi sacri, questa continuità non esisterebbe : le jerofanìe sono eventi autonomi, indeducibili, imprevedibili, che si impongono all'uomo dell'esterno.
La costruzione da parte dell'uomo di spazi sacri " si fonda in ultima analisi su una rivelazione primordiale che in illo tempore svelò l'archetipo dello spazio sacro, archetipo copiato e ripetuto all'infinito per l'erezione di ciascun nuovo altare, tempio, santuario."(***)
In questo senso
ogni costruzione di un nuovo insedimento umano-per gli antichi- era una ricostruzione del mondo stesso.
Il Centro ( ombelico) del Mondo
" Gli spazi sacri per vari e diversamente elaborati che siano hanno tutti un tratto comune : c'è sempre una zona ben definita che rende possibile ( sotto forme del resto svariatissime) la comunione con la sacralità " (***)
[ comunione = unione e comunicazione totale ]
Il Centro del Mondo ( o ombelico della terra ) è il luogo dove si incontrano tutte le dimensioni o sfere cosmiche o Cieli e dove si può passare dall'una all'altra. Lì si situa l'Albero Cosmico on Axis Mundi ( l'asse del mondo) che collega tutte le dimensioni divisibili in Cielo ,Terra e Inferi o Sottoterra.
Nel Centro del mondo si situa la Montagna Sacra, dove si incontrano Cielo e Terra .
( vedi : religiosità celeste )
Il tempio , lo spazio sacro è il luogo dove gli altri mondi si sono manifestati in questo mondo dunque in questo luogo c'è la Montagna Sacra, questo luogo è attraversato dall'Axis Mundi , li è il Centro del mondo .
Per estensione ogni Tempio o palazzo , ogni città sacra e residenza dei sovrani sono assimilati ad una Montagna sacra e quindi sono Centro dove passa l'Axis Mundi, dove si incontrano Cielo , Terra e Inferi, questo mondo e gli altri mondi.
Il nostro mondo è stato creato nel Centro del Mondo : ogni nuova creazione sacra in questo mondo è ripetizione della creazione archetipica, primordiale. Il frassino Yggdrasill ( Ygg= Odino) sorregge con i suoi rami i nove mondi: Ásaheimr, mondo degli Æsir, Álfheimr, mondo degli elfi, Miðgarðr, mondo degli uomini, Jötunheimr, mondo dei giganti, Vanaheimr, mondo dei Vanir, Niflheimr, mondo del gelo (o della nebbia secondo altre versioni), Múspellsheimr, mondo del fuoco, Svartálfaheimr, mondo degli elfi oscuri e dei nani ed Hel, mondo dei morti. Questi nove mondi costituiscono l'intero universo ( fonte: Wikipedia)
" In moltissimi miti e leggende compaiono
-
un Albero Cosmico , che simboleggia l'Universo (i sette rami corrispondono ai sette cieli),
-
un albero o una colonna centrale che sostiene il mondo,
-
un Albero della vita o un albero miracoloso che conferisce l'immortalità a chi mangia i suoi frutti ecc. (cfr. §§ 97 sgg.)
Ciascuno di questi miti e leggende si rifa alla teoria del «centro», nel senso che l'Albero incorpora la realtà assoluta, la sorgente della vita e della sacralità e in tale qualità sta al Centro del Mondo. Che si tratti di un Albero Cosmico o di un Albero della Vita immortale, o della Conoscenza del bene e del male, la strada che a esso conduce è «via difficile», piena di ostacoli: l'Albero si trova in regioni inaccessibili ed è custodito da mostri . Non è concesso al primo venuto di giungere fino all'albero né, una volta arrivato, di riuscire vittorioso nel duello impegnato col mostro che vi sta di guardia. E' destino degli «eroi» superare tutti questi ostacoli e uccidere il mostro che difende l'accesso all'albero o all'erba dell'immortalità, alle Mele d'Oro, al Vello d'Oro ecc. " (***)
Valga per tutti il simbolo del Labirinto destinato a difendere il Centro. In generale, dice M.Eliade, si può dire che un gruppo di tradizioni religiose sottolinea il desiderio dell'uomo di trovarsi senza sforzo nel Centro ( i nostalgici del Paradiso , magari perduto), un altro gruppo sottolineal difficoltà di trovarvisi ( difensori del Centro).
Tutti i simbolismi però ci dicono che l'uomo può vivere soltanto in uno spazio sacro che sia nel Centro e che tutte le consacrazioni di spazi al sacro mirano a realizzare l'archetipo del Centro.
Certamente roviamo documenti di realizzazioni grossolane di questo archetipo, ciò non toglie che la ricerca sia una costante.
" La molteplicità dei Centri si spiega con la struttura stessa dello spazio sacro che ammette la coesistenza di una infinità di luoghi in uno stesso Centro." (***)
La montagna più bella e più sacra del mondo si trova in Tibet. E' il Monte Kailash (6.714 m). E' la montagna più sacra di tutta l'Asia venerata da oltre mezzo miliardo di persone in India, Tibet, Nepal e Bhutan; è infatti sacra ai fedeli di quattro religioni. Per i tibetani di fede Bon, il Kailash è il "gigante di cristallo" sul quale Thonpa Shenrab, il fondatore della religione Bön, discese sulla Terra dal cielo. Gli induisti lo considerano la dimora di Shiva che vi risiede insieme alla consorte Parvati. Per i buddisti è la dimora della divinità tantrica Chakrasamvara e della sua consorte Vajravarahi; Gli jainisti lo adorano come Monte Ashtapada, il luogo dove il grande saggio e fondatore della religione Rishabanatha ricevette l'illuminazione. I Tibetani ritengono che il Kailash sia il centro di un mandala, o sacro cerchio, che rappresenta lo spazio divino di Demchog, dove possono recarsi per apprendere la potenza e la saggezza che li renderanno liberi dalla schiavitù della sofferenza. Il pellegrinaggio alla montagna, significa quindi raggiungere il centro stesso dell’universo, il punto cosmico dove ogni cosa ha inizio e fine, la sorgente divina di tutto ciò che esiste e ha significato.
Sacro e profano : unione e separazione
Se il sacro è l'extra-ordinario, il suo antonimo, l'ordinario, è il profano.
Profano è tutto ciò che rientra nell' ordinarietà dell'esistenza : il mondo, l'uomo, le cose.
La unificazione e/o separazione di sacro e profano è un tema antico quanto l'uomo.
1-Nelle mentalità arcaiche c'era
la percezione di una fondamentale non-distanza, non-separazione
tra spirituale e materiale, tra corpo e anima, tra teorico
e pratico, tra spazio e tempo, tra simbolo e realtà, tra
apparenza ed essenza, tra sacro e profano.
La mentalità arcaica era una mentalità unitaria , a-duale : per
l'uomo arcaico la dualità sacro-profano era considerata una jattura
(cosa indesiderabile e nefasta). Sacro
e profano non dovevano essere separati, anzi ,
lo sforzo dell'uomo
arcaico era quello di mantenere l'unità tra il sacro e
la vita ordinaria : il sacro è potenza soprannaturale, vita ; e una vita de-sacralizzata è una vita de-potenziata, debole, precaria .
Nell'umanità arcaica il sacro doveva pervadere
tutta la vita ; il cosmo tutto era considerato come possibile luogo di jerofania e non c'era la necessità
di riservare luoghi speciali, dedicati, per la manifestazione del sacro:
esso poteva essere attivato ovunque. Ordinariamente ogni azione della vita quotidiana era legata al sacro e si ritrovano ovunque luoghi sacri , oggetti sacri, etc.
Alcuni luoghi venivano considerati sacri , cioè scelti rispetto a tutti gli altri perchè luoghi di jerofanìa , i santuari .
2-In tutte le antiche civiltà il sacro si presenta come una dimensione separata dal profano, dalla ordinarietà.
Separata nel
tempo , nello spazio, nelle persone, nelle cose e governata dal sovrano . Nelle civiltà antiche , strettamente
legate al sovrano, le religioni erano organizzate in funzione della vita imperiale. Non solo religione e cultura ma religione e potere organizzato diventano una cosa sola. Il sacro non può più essere presente nella natura e nella storia come qualcosa di accessibile a tutti , nella
quotidianità ;incontrare il sacro può essere anche pericoloso e l'incontro va " protetto"; l'incontro con il sacro deve rientrare sotto il dominio del sovrano e viene riservato a tempi sacri, in luoghi sacri, con la mediazione di riti sacri, persone sacre, etc. Il
sacro si presenta in strutture stabilmente organizzate e separate
da quelle profane, le istituzioni sacre : caste sacerdotali, templi, calendari religiosi, etc.
Il Tempio
( vedi : templi )
Micene, ( città a 30 km. a sud di Corinto, Grecia) raggiunse
il massimo spendore tra il 1400-1100 a.C.; fu distrutta nel 468 a.C.
ad opera di Argo. Oggi si vedono numerose tombe a cupola risalenti al
XV-XIV sec a.C.
Nella civiltà cretese-micenea tutte le pratiche religiose erano rivolte ad una comunicazione
diretta della persona con il divino :i palazzi contenevano
normalmente spazi destinati alla apparazione e presenza dl divino , si trattava di ordinarietà.
Nelle religioni sciamaniche luoghi come montagne, laghi, fiumi, siti, etc.,sono
considerati sacri nella loro straordinaria materialità perchè
memoriali rivelativi della presenza del sacro, scatenanti la percezione
del sacro. Si tratta sempre di luoghi sacri dentro una realtà
tutta ordinariamente pervasa dal sacro.
Nelle grandi e più recenti civiltà antiche, quelle ricche, fiorenti, ritroviamo i grandi templi dedicati
a determinate divinità: egizi, mesopotamici, persiani, greci,
romani, druidici, etc. In essi si svolgevano i riti religiosi dell'impero,il sacro organizzato .
La mentalità religiosa popolare rimaneva ancora una mentalità a-duale per cui cui
sacro e profano coesistevano nel mondo così come nel tempio.
Il Tempio -come istituzione relgiosa- è uno spazio sacro, circoscritto, riservato
all'incontro con gli dèi.
Puo'
essere un campo o un edificio, o uno specchio d'acqua, un fiume, una
montagna.
Nel tempio lo spazio
templare viene normalmente diviso in 3 parti:
-il santuario in cui si trova il santo
dei santi mai accessibile o accessibile solo in determinati tempi
ai sommi sacerdoti .Nel santuario si trova il santissimo o
santo dei santi ,spazio riservato al simbolo della divinita',
.
-il fano, la parte sacra o santa
accessibile al clero cioè al personale addetto al sacro, come sacerdoti, sacerdotesse, aiutanti, etc.
-il profano, la parte accessibile
ai laici, cioè il popolo.
Nella mentalità occidentale
Nella cultura greca al tempo dello sviluppo della filosofia appare
la concezione della dualità anima-corpo, la separazione tra spirito-materia,
apparenza-essenza, sacro-profano .
Tale mentalità venne trasferita nei templi per cui in essi troviamo
spazi separati per il sacro e il profano.
Nell'ebraismo biblico Dio si è rivelato come
santo
, parola che indica qualcosa di assolutamente diverso, trascendente, separato
da questo mondo, sacro per eccellenza, radicalmente
incompatibile con il profano e particolarmente con il male che questo
inevitabilmente contiene. Egli anzi è santissimo, perfetto,
puro, onnipotente, tremendo, divino appunto. Egli non puo' venire a
contatto diretto con il profano, l'imperfetto, impuro, che
è debole, perchè lo distruggerebbe.Il sacro è percepito come qualcosa di puro-perfetto e il profano
come qualcosa di impuro-imperfetto e la mescolanza sacro-profano nè è sempre considerata
pericolosa .
Per accedere al santo è necessario essere santi. L'uomo non può santificarsi
da sč poichè non Nella cultura occidentale cresciuta insieme alle religioni bibliche è utilizzata la parola santo insieme a sacro. Parola di origine ebraica ( qadosh ) è sinonimo di sacro ( qodesh) ma è utilizzata nella bibbia per esprimere anche altri significati . La radice qdsh = l'idea della santità, attributo divino. Qodesh =il sacro, la santità stessa, le cose e persone sacre ; qadosh =il santo qadoshim = i santi qaddesh= santificare . Qadesh= il santo è anche il santuario , cioè la parte del tempio ebraico di Gerusalemme riservata alla presenza di Jhwh, il Dio della Bibbia. Per estensione, santuario o santo , indica in generale anche qualsiasi spazio sacro riservato alla presenza di un dio , di un suo simulacro o simbolo sacro..possiede il sacro, ma Dio sì :
l'uomo, che appartiene al profano, puo' essere santificato dalla potenza del sacro ed entrare nella dimensione
del santo ( i sacerdoti i profeti, i re venivano " unti" dal sacro, lo Spirito di Dio e perciò santificati. Venivano in fatti qualificati come messia , unti , appunto consacrati ).
Sacro e profano , a livello di luoghi, tempi, persone, oggetti ,etc.
nell'ebraismo dovevano rimanere rigorosamente separati.
Una separazione rigorosa tra sacro e profano si ritrova anche in altre
religioni. La separazione spesso implica conseguenze :
-il profano che invade il sacro provoca una profanazione
-il sacro che invade il profano provoca una contaminazione.
-Solo un rito di purificazione puo' ristabilire
l'ordine.
Sacro e profano possono quindi comunicare secondo un ordine preciso stabilito
da Dio : il rito religioso mira proprio a questa comunicazione. Nel rito religioso l'uomo riceve l'inseminazione del sacro, della potenza salvifica divina (la benedizione nell'ebraismo e nell'islam , la grazia santificante nel cristianesimo); nella ordinarietà della vita però è indispensabile
mantenere la netta separazione tra sacro e profano.
Il tempio nell' ebraismo,
islam e cristianesimo.

Sinagoga ebraica
Il luogo sacro nell'ebraismo era uno solo: il Tempio di Gerusalemme; l'ultimo, distrutto
dai Romani nel 70 d.C. non è stato ricostruito.
Dalla distruzione del 1° tempio , nel 600 a.C. ca. si riuniscono in gruppi (
sinagoghe) ; i luoghi di riunione si chiamano anch'essi sinagoghe. La sinagoga principale di una città viene anche chiamata " tempio".
Il cristianesimo, nato come religione minoritaria, di piccoli gruppi,
diventa in occidente, sotto il governo dell' Imperatore romano Todosio
(dopo il 330) religione dell' Impero e percio' religione di massa. I cristiani
ricevono in dono le Basiliche Romane che vengono utilizzate come luoghi
di riunione del popolo cristiano.Con il Medio Evo e con l'introduzione
del culto Eucarestico , le Case dei cristiani, chiamate comunemente chiese, vengono strutturate come un tempio , con
una parte sacra destinata al clero ed una parte destinata al popolo, separate da una Balaustra.
Le Chiese cristiane riformate (protestanti, evangelici,anglicani, etc) hanno evidenziato
la realtà profana dell' edificio di riunione abolendo i simboli equivoci
o addirittura tutti i simboli. Con il Concilio Vatiano II (1964) anche
i cattolici hanno cercato di mettere in evidenza nei simboli delle chiese
la specificità del cristianesimo abolendo le balaustre , la separazione tra clero e popolo, etc.
Il cristianesimo rivela che la trascendenza-separazione di Dio rispetto al mondo non è assoluta:
Gesù è l'uomodio , unione di natura umana e divina. esso
è anche -e propriamente- la fine della separazione tra sacro e profano
tra materia e spirito, tra Dio e l'uomo, anzi è la incarnazione stessa
del divino nell'umano.
Gesù è il Cristo, il Messia che introduce i cristiani
nella dimensione divina facendoli partecipare della natura divina ,
dando loro lo status e le prerogative che anticamente erano
riservate solo ai sacerdoti .
Nel cristianesimo non dovrebbe esistere separazione tra sacro e profano poichè il sacro entra e dimora nelle persone, esse stesse sono il tempio della divinita' e le chiese solo luoghi di riunione. I popoli cristiani però continuano a credere in una separazione tra anima e corpo, tra
sacro e profano e a ritenere necessaria la mediazione di un luogo sacro,
di tempi sacri e di un sacerdozio sacro in virtù dell' influsso delle culture antiche, quella greco-romana -per esempio- nella civiltà occidentale .
Con l'introduzione della pratica della conservazione della riserva Eucarestica (= presenza reale di Gesù nel segno del pane) nel tabernacolo le chiese funzionano a tutti gli effetti come templi dotati di santuario ( il tabernacolo appunto ). La credenza di una reale presenza di Dio solo nel taberancolo delle
chiese, nella eucarestia,
piuttosto che nelle persone cristiane ,rimane ancora
diffusa nella cultura occidentale contemporanea. Tutto il
popolo è sacerdotale , ha accesso diretto al sacro in quanto partecipa della
natura divina stessa ma anche i cristiani hanno un clero cioè persone sacre : vescovi, preti e diaconi .

moschea
Nell'
Islam, i fedeli di Allah si riuniscono nelle moschee,
che non sono templi ma semplici luoghi di riunione che rendono visibile la comunità religiosa musulmana sia agli uomini che ad Allah stesso.
Nei tempi rituali, in qualsiasi luogo però, possono ritagliarsi uno spazio sacro semplicemente distendento per terra un tappetino o un indumento( o altro ) che li "separi" dal suolo, dalla terra,(profana) e , simbolicamente lavati , purificati da gesti rituali, nella preghiera del cuore si dispondono alla relazione con Allah.
Il Tempio simbolo della presenza del sacro nel mondo
In ogni cultura il Tempio è un simbolo: esso attiva e orienta la persona umana , il sentimento religioso innato nell'uomo verso il mistero, il sacro, l'incontro con la divinità. Chiunque entri in un tempio, di qualsiasi religione, sente il Mistero più vicino, si dispone all'incontro con trascendente.
Prima di entrare nel Tempio l'uomo sente il bisogno di purificarsi, lavarsi , prepararsi all'incontro con il sacro, la perfezione. Nel tempio si svolgono i riti che attraverso i simboli attivano la percezione animica e dispongono la persona all'incontro.
(***) Mircea Eliade Trattato di storia delle Religioni-Bollati-Boringhieri. ©2008tefillim@alice.it |