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Astrazione e simbolizzazione

Il gioco, attività predominante della vita quotidiana di un bambino, assolve notevoli funzioni nel corso dello sviluppo infantile : sviluppa e consolida le abilità mentali, funzioni e modelli sociali, esercita la rappresentazione di vissuti emotivi e stati mentali interni.

Le competenze che il bambino mette in atto nel gioco sono l’espressione di due distinte capacità mentali:  la competenza esploratoria e la capacità rappresentazionale.
Questa a sua volta è connessa alle capacità linguistiche ed alle capacità di attenzione  di simbolizzazione.

A 13-14 mesi il bambino accenna alle prime forme di gioco simbolico e verso i 18-20 nel gioco compare il simbolismo, prima attraverso azioni dirette verso di sé e successivamente dirette verso gli altri  : il bambino è in grado di “fare finta”, compiendo azioni con oggetti immaginari o attribuendo agli oggetti reali caratteristiche che di per sè non hanno.

La simbolizzazione è una caratteristica essenziale della cultura. La capacità simbolica consiste nell'attribuire a un segno, a un suono, a un oggetto un valore, un significato che va oltre il segno (ad esempio, un grido, come reazione a uno stimolo doloroso). Nei segni grafici e poi nei linguaggi , soprattutto quelli nell'arte, si ritrova fino ai massimi livelli questa competenza tipicamente umana.

Simbolizzare : attribuire ad oggetti reali  della natura o creati dall'uomo caratteristiche , valori che non possiedono di per sè , che vanno oltre gli oggetti stessi.

Il bambino già fra i due e i cinque anni dimostra di saper costruire sviluppando in sé la capacità di apprezzare e creare esempi di linguaggio come frasi e racconti, la simbolizzazione bidimensionale come i disegni, la simbolizzazione tridimensionale come la manipolazione della creta, la simbolizzazione gestuale come la danza, quella musicale come il canto o quella teatrale come la drammatizzazione attraverso forme di recitazione.

Quello di simbolo è uno dei concetti più dibattuti nella storia della cultura occidentale. Una delle molte definizioni è quella di Paul Ricoeur, che identifica i simboli con espressioni a doppio senso che le culture tradizionali hanno aggiunto alla nominazione degli "elementi" del cosmo... alle sue "dimensioni"... ai suoi "aspetti". 

L' astrazione ( dal latino abstrahere, scostare) è un procedimento mentale attraverso il quale si sostituisce un insieme di oggetti particolari con un concetto, cioè un segno mentale più generale che descrive gli oggetti in base a proprietà a loro comuni. (astrarre=passare dalla conoscenza di un ente particolare, tralasciandone gli aspetti accidentali, ad un concetto universale o essenza. Sinonimo : concettualizzare .

Per esempio, a partire dall'insieme di tutte le piante esistenti si può ricavare il concetto generico di pianta che include le caratteristiche condivise da tutte le piante. Il termine concetto deriva dall'espressione latina "cum capio" (= raccolgo, prendo assieme) .

Attraverso l'astrazione ( o concettualizzazione ) e la simbolizzazione l'uomo produce codici di comunicazione, insiemi simbolici, sistemi di segni mentali attraverso i quali può rappresentare , comprendere e comunicare i suoi vissuti.

Comprendere infatti significa raccogliere e sintetizzare gli innumerevoli stimoli provenienti dalla percezione della realtà esterna
( cioè dall'esperienza ) ed utilizzarli per crearsi una propria rappresentazione astratta , simbolica ,della realtà stessa.
Da una esperienza, un vissuto , ( un viaggio a Roma) la mente umana astrae concetti, significati con cui codifica l’esperienza e produce codici di comunicazione : segni e simboli.
- un segnale stradale indicatore di Roma,
- un segno di pericolo ( fulmine )
- un segno di posizione del sole nel cielo
- la mappa del percorso
- un suono che indica gioia, etc
-etc.

Attraverso l' astrazione e la simbolizzazione  l'uomo ha costruito i diversi codici che hanno permesso di comunicare la cultura : i sistemi simbolico-culturali.

I sistemi simbolici funzionano come linguaggi, ai fini di comprensione, sistemazione e organizzazione della cultura , raccolgono e ordinano complessi di significati storicamente determinati, trasmettono informazioni diverse in funzione dei mezzi di comunicazione loro propri. E' il possesso dei sistemi simbolico- culturali che stabilisce il rapporto tra il mondo e la sua conoscenza e, delineando anche contesti di esercizio. I sistemi gestuale, motorio, iconico, pittorico, architettonico, plastico, musicale, fino a quelli, più avanzati, delle scienze informatiche, neurologiche, astronomiche, mediali sono linguaggi multipli in cui vengono combinati sistemi di simboli diversi.

L' "homo simbolicus "
 di Fiorenzo Facchini-antropologo-http://www.bo.astro.it/universo/webuniverso/facchini/facchini4.html

Sul piano antropologico ritengo che due elementi caratterizzino la cultura: la progettualità e la simbolizzazione.
1. La progettualità significa la capacità di progettare, di agire intenzionalmente con certi comportamenti che tendono a raggiungere uno scopo che ci si prefigge. La progettualità rivela originalità, capacità innovative e creative, sia che si esprima nella lavorazione di una selce o nella costruzione di un riparo o nella manipolazione degli alimenti. È quello che avviene nella tecnologia, che può essere strumentale, abitativa, alimentare. La tecnica non è sconosciuta nel mondo animale. Pensiamo al castoro che costruisce le dighe, o all'ape che costruisce celle esagonali di altissima perfezione, o agli uccelli che costruiscono il nido. Ma in questi casi non ci sono innovazioni, non c'è un progresso. Si tratta di comportamenti che appaiono fissati dal DNA o dall'imprinting. Manca una intelligenza di tipo astrattivo, che ha la capacità di proiettarsi nel futuro, di progettare, di innovare, di conservare.

2. La simbolizzazione è un'altra caratteristica essenziale della cultura. La capacità simbolica consiste nell'attribuire a un segno, a un suono, a un oggetto un valore, un significato che va oltre il segno (ad esempio, un grido, come reazione a uno stimolo doloroso). Mediante la simbolizzazione vengono arricchite di valori le realizzazioni della tecnica. La progettualità si lega alla simbolizzazione. Infatti ció che viene ottenuto, oltre a rispondere a un progetto, assume un valore di segno o richiamo a qualche utilizzazione o impiego. Lo strumento acquista un valore in quanto strumento, perché richiama la funzione alla quale è destinato. Si può parlare di simbolismo funzionale, perché lo strumento assume un significato nella sua oggettività, in quanto rimanda, nell'intenzione di chi lo costruisce e nella mente di chi lo osserva, a una utilizzazione o funzione particolare o generale (ad esempio il tagliare, il raschiare).

Inoltre vi sono espressioni di simbolismo che consentono di comunicare, di stabilire delle relazioni non soltanto con riferimento immediato a stati emotivi, ma anche a situazioni lontane nel tempo (memoria dell'evento e proiezione sul futuro). Esse si collocano nella sfera del sociale, della comunicazione interpersonale. Ciò si realizza sia nelle risposte a bisogni biologici, che vengono arricchite di nuovi significati (l'abito ha funzione protettiva e di richiamo o estetica; la mensa è un modo per soddisfare bisogni biologici, ma anche di comunicazione, ecc.), sia in modo del tutto peculiare mediante il linguaggio, la scrittura e altre forme di comunicazione che costituiscono i sistemi simbolici di comunicazione, caratteristici delle società umane. Mediante la parola si realizza una comunicazione in assenza delle cose a cui ci si riferisce, astraendo da ciò che cade immediatamente sotto i sensi. È così che avviene la comunicazione del proprio mondo interiore e delle proprie esperienze. La comunicazione simbolica mediante il linguaggio rappresenta l'ambiente in cui si stringono i rapporti sociali e si formano nuovi sistemi di comunicazione. Queste forme di comunicazione rientrano in un simbolismo sociale.

Infine vi è un simbolismo in cui la comunicazione riguarda l'interiorità della persona senza particolari relazioni a bisogni o eventi. Si può trascendere la dimensione biologica e il bisogno sociale, quando ci si porta nella sfera dell'arte, della religione e dell'etica. In questi casi si può parlare di simbolismo spirituale. Possono esserci anche espressioni che hanno qualche riferimento alla vita biologica e sociale, ma si ha indipendenza e trascendenza rispetto al bisogno biologico e sociale.

La simbolizzazione avvolge la vita dell'uomo. Ció va detto sia per l'uomo attuale che per l'uomo del passato. Giustamente Deacon (1997) parla dell'uomo come "specie simbolica".

Progettualità e simbolizzazione vanno viste congiuntamente, come espressioni dell'intelligenza umana astrattiva e dello psichismo umano. Esse costituiscono il nucleo essenziale della cultura. Inoltre, proprio in quanto espressioni creative, possono svilupparsi ed accrescersi nelle loro realizzazioni, che vengono trasmesse nella società per via extraparentale. Se questa è la cultura, dobbiamo anche ritenere che si ha solo nell'uomo, e quindi è un linguaggio improprio quello che attribuisce agli animali una cultura, ritenendo cultura qualunque comportamento appreso, anche per imitazione o per apprendimento casuale, e non ereditato biologicamente.

Ciò che caratterizza la cultura è espressione di uno psichismo che è autocoscienza. Lo psichismo umano è anche percezione del tempo, non solo come memoria del passato (anche gli animali possono averla), ma come previsione e programmazione del futuro. La capacità previsionale è propria dell'uomo e porta alla conservazione e al miglioramento dei suoi prodotti. Essa significa apertura verso un futuro da conoscere e da costruire coscientemente e liberamente, anche predisponendo tecniche adeguate.

Questo atteggiamento interiore è rivelato dal comportamento, dai segni che ci fanno cogliere queste peculiarità dell'uomo, in una parola dalle manifestazioni culturali, in un approccio che potrebbe dirsi non filosofico, ma piuttosto fenomenologico o propriamente antropologico. Lo psichismo riflesso non fossilizza, ma se ne conservano le tracce, per l'uomo preistorico, come per l'uomo di oggi.

E così che l'uomo si distingue dalle forme non umane, in cui non c'è progettualità né‚ simbolizzazione (anche se negli animali sono descritti atteggiamenti che simulano qualcosa di analogo).

L'artedi Silvia Pegoraro in http://www.riflessioni.it/enciclopedia/simbolo-arte.htm

Anche senza arrivare, come i romantici, a formulare l'identità di simbolo e arte, non si può negare che l'arte sia sempre stata, nella tradizione occidentale, un luogo privilegiato per il simbolo. L'essenzialità del simbolo rispetto all'arte è dimostrata da tutta la storia delle arti e della letteratura simbolismorigorosamente mitico e religioso, esiste un simbolismo onirico, ed esiste un simbolismo poetico, che tuttavia s'intersecano profondamente.

L'arte non è né produzione di puri segni come quelli della matematica, né semplice riproduzione funzionale di una immagine: l'opera esibisce forme sensibili e significative che sono figure a duplice o a molteplice senso, cioè simboli.

Il simbolo, nell'arte, presenta una struttura ambivalente, che mescola il disvelamento con l'occultamento : l'opera rinvia sempre a qualche cosa di assente ma che essa disvela; l'immanenza della materia e delle forme trattiene in sè qualcosa di trascendente la materia stessa.. L'opera d'arte, in quanto è fondamentalmente simbolica, unisce una presenza e un'assenza; presenta un'assenza direttamente nella propria presenza. »

Secondo Giordano Bruno, la vera creazione artistica si fonda sul procedimento analogico:

" Per conseguire dunque un'arte perfetta e compiuta, bisogna che tu ti unisca all'anima del mondo e viva unito con essa che, piena di principî razionali per naturale fecondità, genera un mondo pieno di simili principî. E questi principi,  plasmano e dan forma a tutte le cose nei semi, come se fossero piccoli mondi. Dal momento che l'anima è presente ovunque, (...) per questo in base alla conformazione della materia tu potresti scorgere in ogni cosa, benché piccola e incompleta, il mondo, e a maggior ragione il simulacro del mondo, sì che non senza motivo possiamo affermare con Anassagora che tutto è in tutto. " »
Non è ancora sorta alcuna barriera tra verità e bellezza, tra scienza e arte :
«L’arte cristiana è un’arte razionale – pensiamo all’arte del gotico o alla grande musica o anche, appunto, alla nostra arte barocca – ma è espressione artistica di una ragione molto più ampia, nella quale cuore e ragione si incontrano, bellezza e verità si toccano...
Senza un’intuizione che scopra il vero centro creativo del mondo, non può nascere tale bellezza »

( Benedetto16°- 6Agosto 2008-Bressanone)

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