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senso della vita umana |
Star bene. Nel nostro mondo, ogni giorno, adottiamo più o meno freneticamente una molteplicità di comportamenti: cosa stiamo costruendo ogni giorno con la nostra vita? Ogni comportamento umano è sostenuto da motivi. I motivi sono pulsioni, cioè bisogni, desideri,che diventano scopi, obiettivi a cui è connessa una energia psichica che ci rende attivi e determinati nel realizzarli. In altre parole i motivi sono le mete , gli obiettivi che nascono continuamente nella nostra coscienza e che sono accompagnati da una energia psichica persistente o motivazione che è necessaria per raggiungerli. L'esperienza di compimento o realizzazione di un motivo crea uno stato affettivo o affettività ' cioè una tonalità di malessere-benessere . Ci sono motivi inferiori ( di carenza) che sono motivi di deprivazione (bisogno di cibo, del bagno,della toilette etc.) e corrispondono a stati motivazionali spiacevoli e irritanti. Se vengono soddisfatti tali motivi, lo stato affettivo è quello della soddisfazione del piacere o dell'appagamento. Ci sono motivi superiori ( bisogni di crescita,come il bisogno di informazione,di conoscenza, di creazione; bisogni affettivi come il benessere da relazione umana) cui corrispondono stati motivazionali piacevoli. Se vengono soddisfatti tali motivi, il piacere perdura, c'è una motivazione piacevole residua. L'autenticita' della vita umana, il suo valore , il suo significato, sta nelle risposte, intese come comportamenti, che possiamo dare ai motivi fondamentali della vita.
Nello stesso tempo però lessere umano è culturale,cioè un essere segnato fin dal suo concepimento da una cultura, da una rete di rapporti interpersonali, significativi ( famiglia, gruppo etnico, razziale, sociale, religioso) da valori, che formano e trasformano la sua identità ,che organizzano i suoi motivi. L'identità personale, non è uno status permanente della
persona,ma è
continuamente sottoposta al bisogno di migliorarsi, di svilupparsi verso
una autenticità una perfezione un benessere totale e permanente
che noi chiamiamo felicità. Per esempio : La scala dell'affettività Tecnicamente l'affettività è la misura del nostro star bene nel mondo e questa misura puo' essere positiva o negativa. Nel linguaggio comune provare affetto sta ad indicare uno stato di benessere positivo, una misura di affettività positiva. Possiamo allora costruire una scala della tonalità del malessere-benessere che sperimentiamo quando raggiungiamo una meta , un obiettivo,sia consapevolmente che inconsapevolmente. Dal negativo al positivo: infelicità ..... (la mia vita è un inferno
non vedo vie d'uscita) Che cos'è la felicità? Come esprimono gli uomini la loro felicità? La felicità è uno stato di benessere della persona e viene espressa come pienezza dellesistere . Si puo' misurare la felicità? SODDISFAZIONE E' uno stato di benessere che viene dalla risposta adeguata ad un bisogno.
La soddisfazione è sempre e solo quella della persona, non è mai condivisibile. Se faccio pipì, gli altri non possono condividere la soddisfazione. La soddisfazione è centrata sullIo e sui suoi bisogni, è per natura egocentrata. La persona che vive soltanto per sentirsi soddisfatta è una persona egocentrata, chiusa sul proprio Io. Soddisfare i bisogni è necessario per lesistenza ma una esistenza centrata sulle soddisfazioni è una esistenza egocentrica, rafforza legocentrismo.PIACERE E' uno stato di benessere più ricco della soddisfazione che deriva da un desiderio che ha ricevuto risposta adeguata. Molti bisogni nella persona umana diventano qualcosa di più ricco
di più complesso del bisogno animale, diventano desideri. " Ho bisogno di mangiare per sopravvivere ; desidero mangiare una pizza!" APPAGAMENTO E' la pienezza della soddisfazione e del piacere La persona che soddisfa tutti i suoi bisogni, secondo i suoi desideri
,dice di sentirsi appagata. GIOIA E' uno stato di benessere più ricco del piacere che nasce da una risposta adeguata ad un desiderio di una buona relazione affettiva con gli altri. La gioia implica la relazione positiva con gli altri.Per provare gioia la persona deve uscire dal proprio egocentrismo ed aprirsi alla relazione con gli altri.Di piu': deve essere capace di stabilire relazioni affettive positive con gli altri.La gioia necessita di una partecipazione attiva, culturale, creativa della persona nella relazione con gli altri. La gioia apre la persona alla relazione con gli altri, la spinge alla comunicazione,alla creatività culturale; è centrata sulla relazione,spinge allaffetto, alla condivisione, alla tenerezza, allamicizia, allamore. La persona che spinge il suo desiderio verso la gioia costruisce attivamente la propria vita cercando di creare le condizioni per la gioia percio è aperta, comunicativa, creativa, attenta alle relazioni.La gioia è radiante, comunicativa, contagiosa, ed anche passeggera.Una persona che vive permanentemente nella gioia dice di sentirsi felice.«sto così bene nel mondo e con gli altri da non desiderare più nulla. Sono felice.» FELICITA' E' uno stato di benessere della persona che vive in una gioia piena, permanente, sovrabbondante. La persona felice e' una persona che e' piena, traboccante di gioia, non desidera piu' nulla per se' ,non sente piu' il desiderio di prendere: e' nella condizione e nella capacita' di poter dare! Solo la persona felice diventa capace di autotrascendersi, di dare spontaneamente cioe' di amare pienamente. La persona felice è disponibile per la felicità di tutti. Essa " ama" cioè in tutto ciò che fa , si dona per cercare la felicità propria e quella degli altri.
La felicità è gioia piena, sovrabbondante, totale, integrale, apre la persona agli altri in tutte le sue dimensioni (affettiva, culturale, euristica, politica, sportiva, economica.) e mette in moto tutte le sue risorse;è centrata sulla relazione con tutti ,è aperta al desiderio di felicità di tutti. Non si può essere felici da soli,la felicità richiede relazione creativa con tutti, apertura totale, mobilitazione totale delle risorse per la felicità di tutti. Ognuno è veramente felice solo quando
tutti sono veramente felici e totalmente disponibili alla felicità!
Neppure una famiglia potrebbe raggiungere facilmente la felicità, solo
un popolo avrebbe possibilità concrete! Esiste una cultura della felicita' ? Gli animali diventano autonomi e maturi, cioè sono in
grado di soddisfare i loro istinti crescendo in età: non è la
stessa cosa per la specie umana. L'uomo non diventa maturo con l'età,
per istinto, ma ha bisogno di ricercare o apprendere continuamente i modi che
siano autenticamente umani per vivere la propria esistenza. L'individuo della specie umana , per diventare autonomo e maturo, deve apprendere continuamente ricercando i modi che siano autenticamente umani per vivere la propria esistenza , trovare la felicità. A scuola (in senso molto lato, la scuola dei genitori delle istituzioni
e la scuola della vita) noi apprendiamo la cultura che è necessaria
per vivere l'esistenza in modo autenticamente umano. La specie umana ha dovuto inventare la scuola per conoscere ed elaborare le culture ,per comprenderle e progettare nuove e piu' autentiche forme di liberta' umana in vista di una felicita' personale e collettiva sempre piu' piena e duratura. Attraverso la scuola noi impariamo ad apprendere ,così che apprendendo continuamente possiamo sperare di diventare piu' liberi piu' autentici piu' autonomi piu' maturi in definitiva più capaci di raggiungere la felicità. L'individuo umano ha bisogno di imparare,di apprendere per tutta la vita per camminare in modo libero autonomo verso una autenticità sempre più felice. Essere autonomi , maturi, significa essere capaci di risolvere i problemi della vita in modo autenticamente umano cioé in modo da realizzare la felicita' per se' e per tutti. Significa saper interpretare l'esistenza , progettare la vita e saper acquisire le risorse necessarie per realizzarla in modo autenticamente umano. Chi è felice , ama Raggiungere la felicita' ? Esiste una ricetta, una via, una regola per vivere la vita in modo autenticamente umano di modo che io possa essere autenticamente cioè pienamente felice? Tutto lo scibile umano su questo argomento viene riassunto da tutte le grandi culture con questa regola che non per niente viene chiamata " La Regola d'Oro " «tutto cio' che non vuoi sia fatto a te , tu non farlo agli altri». Detta in positivo : «Fai agli altri tutto ciò che tu vorresti fosse fatto a te». Oppure ancora in altro modo: «ama il prossimo tuo come te stesso» L'amore è la via universale per la felicità. L'amore è un comportamento che solo si può conquistare attraverso l' esperienza ( soprattutto in tenera età ) di felicità insieme agli altri. Che cosa sia l'amore ( da non confondere con l'innamoramento ) tutti lo apprendiamo esistenzialmente dai genitori : tutto ciò che fanno per noi lo fanno per vederci felici . L'amore è però un comportamento che non si può imporre alla persona : per questo si dice che chi è felice ama e chi ama trova la felicita'. Esistono persone felici , capaci di amare?
Il soggetto umano è segnato fin dal concepimento dal desiderio dell'altro:la mamma.Da subito l'esistenza umana manifesta una carenza radicale,la mancanza dell'altro come elemento essenziale perchè l'esistenza diventi piena,felice.Da subito si stabiliscono relazioni affettive con l'altro.La mamma fa di tutto per renderci felici, ci ama. L'amore che riceviamo e la felicità che vi è connessa è esattamente cioò di cui sentiamo il bisogno.Fin dalla nascita. E per tutta la vita. Questo desiderio-esigenza dell'altro che alla nascita si manifesta come ricerca della mamma, più tardi si manifesta come esigenza di amicizia, del gruppo e come eros=forza che ci spinge verso l'altro-reciproco di noi stessi. L'eros tende ,attraverso il fenomeno dell'innamoramento a creare una relazione stabile tra due esseri reciproci in cui nasca un amore totale, un desiderio ed una capacità di far felice l'altro che coinvolge la totalità della persona, una comunione di vita che si traduce in capacità di trovare gioia e felicità e di generare figli cui trasmetterla. Il desiderio dell'altro, l'eros ,raggiunge la sua finalità naturale quando porta la coppia alla felicità e all'amore. Siamo fatti per poter raggiungere la felicita' attraverso l'amore per l'altro. La forza piu' potente che abbiamo in noi stessi, l'eros, e' fatta per questo. Nel mondo tutti cercano la felicità ma non c'è felicità per
tutti. Tutti gli uomini studiano, lavorano, si divertono,fanno molte cose,faticano,rischiano
la vita e cosa cercano in tutto ciò che fanno? La felicità!
Ma ci riescono? No! è la risposta più comune. Male e morte sono i due nemici irriducibili della felicità umana. La realtà della vita dà sempre scacco ad ogni evidenza
del pensiero :la felicità è per tutti un problema. A 17 anni mi ritrovo a lavorare: guadagno ,spendo
e mi diverto ma non mi sento felice realizzato.Lavorare non mi rende
felice in questo momento:che senso ha faticare nella vita? Chi me lo
sa dire con sicurezza? Muore una persona cara: perchè è capitato proprio a lei? Ora che faccio? Come sarà la mia vita? Ha ancora senso coltivare le mie speranze, i miei progetti? Ma vale proprio la pena faticare per vivere se tutto finisce nella tomba? Cosa c'è dopo la morte? Provo smarrimento e insicurezza. A 18 anni un amico va sbattere con la moto. Ha le gambe paralizzate. Sento che la sua vita è finita. Ha ancora senso vivere? eppure deve vivere per forza! come può vivere una vita in queste condizioni? Che senso ha la sofferenza? Provo smarrimento e insicurezza. La vita -prima o poipone tutti di fronte a domande difficili, eppure fondamentali ; domande che provocano smarrimento insicurezza, anche angoscia. Tutti gli uomini prima o poi nella vita sperimentano un limite conoscitivo,una insufficienza di significati ordinari,una mancanza radicale di forze necessarie per dominare l'ambiente ordinario ma soprattutto lo straordinario (malattia morte...carestia, guerra...) e in definitiva il futuro, l'avvenire . Spesso le situazioni della vita ci fanno crollare addosso un disagio
esistenziale, un mal di vivere. Le domande fondamentali della vita partono dall'inconscio
e premono continuamente sull'io profondo alla ricerca delle risposte.
Se non trovano risposta, soluzioni concrete, l'io e' incerto ,disorientato,
non sa dove e come orientare l'esistenza. Adolescenti e adulti vanno in depressione e si tolgono la vita,oppure
cercano una sopravvivenza meno angosciante: sballo da droghe o sesso,l'emozione
del crimine,del rischio estremo, etc. C'è una evidenza:luomo sperimenta nella vita di essere teso ,in tutto cio' che fa, a raggiungere uno stato di benessere pieno, la felicità, ma sperimenta anche qualcosa che gli impedisce di essere pienamente felice e che si chiama Male. Il male produce sofferenza e dolore,infelicità. Il male e lestremo male, la morte, impediscono alluomo di realizzare
la propria esistenza , di essere felice.
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