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Il senso della fede nel Cristianesimo
Nel cristianesimo il senso religioso,con l'adesione
di fede, diventa senso della fede di tutto il popolo.
Documento del Concilio Vat II
LUMEN GENTIUM
Il senso della fede e i carismi nel popolo di Dio
12. Il popolo santo di Dio partecipa pure
dell'ufficio profetico di Cristo col diffondere dovunque la viva testimonianza
di lui, soprattutto per mezzo di una vita di fede e di carità,
e coll'offrire a Dio un sacrificio di lode, cioè frutto di labbra
acclamanti al nome suo (cfr. Eb 13,15).
La totalità dei fedeli, avendo l'unzione che viene dal Santo,
(cfr. 1 Gv 2,20 e 27), non può sbagliarsi nel credere, e manifesta
questa sua proprietà mediante il senso soprannaturale della
fede di tutto il popolo, quando " dai vescovi fino agli
ultimi fedeli laici " mostra l'universale suo consenso in cose
di fede e di morale. E invero, per quel senso della fede, che è suscitato
e sorretto dallo Spirito di verità, e sotto la guida del
sacro magistero, il quale permette, se gli si obbedisce fedelmente,
di ricevere non più una parola umana, ma veramente la parola
di Dio (cfr. 1 Ts 2,13), il popolo di Dio aderisce indefettibilmente
alla fede trasmessa ai santi una volta per tutte (cfr. Gdc 3), con
retto giudizio penetra in essa più a fondo e più pienamente
l'applica nella vita.
Partecipazione dei laici alla funzione profetica del Cristo
35. Cristo, il grande profeta, il quale
con la testimonianza della sua vita e con la potenza della sua parola
ha proclamato il regno del Padre, adempie il suo ufficio profetico
fino alla piena manifestazione della gloria, non solo per mezzo della
gerarchia, che insegna in nome e con la potestà di lui, ma anche
per mezzo dei laici, che perciò costituisce suoi testimoni provvedendoli
del senso della fede e della grazia della parola (cfr.
At 2,17-18; Ap 19,10), perché la forza del Vangelo risplenda
nella vita quotidiana, familiare e sociale. Essi si mostrano figli
della promessa quando, forti nella fede e nella speranza, mettono a
profitto il tempo presente (cfr. Ef 5,16; Col 4,5) e con pazienza aspettano
la gloria futura (cfr. Rm 8,25). E questa speranza non devono nasconderla
nel segreto del loro cuore, ma con una continua conversione e lotta "contro
i dominatori di questo mondo tenebroso e contro gli spiriti maligni" (Ef
6,12), devono esprimerla anche attraverso le strutture della vita secolare.
Come i sacramenti della nuova legge, alimento della vita e dell'apostolato
dei fedeli, prefigurano un cielo nuovo e una nuova terra (cfr. Ap 21,1),
così i laici diventano araldi efficaci della fede in ciò
che si spera (cfr. Eb 11,1), se senza incertezze congiungono a una
vita di fede la professione di questa stessa fede. Questa evangelizzazione
o annunzio di Cristo fatto con la testimonianza della vita e con
la parola acquista una certa nota specifica e una particolare efficacia
dal fatto che viene compiuta nelle comuni condizioni del secolo.
I non cristiani e la Chiesa
16. Infine, quanto a quelli che non hanno
ancora ricevuto il Vangelo, anch'essi in vari modi sono ordinati al
popolo di Dio. In primo luogo quel popolo al quale furono dati i testamenti
e le promesse e dal quale Cristo è nato secondo la carne (cfr.
Rm 9,4-5), popolo molto amato in ragione della elezione, a causa dei
padri, perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili
(cfr. Rm 11,28-29). Ma il disegno di salvezza abbraccia anche coloro
che riconoscono il Creatore, e tra questi in particolare i musulmani,
i quali, professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un
Dio unico, misericordioso che giudicherà gli uomini nel giorno
finale.
Dio non è neppure lontano
dagli altri che cercano
il Dio ignoto nelle ombre e sotto
le immagini, poiché egli dà
a tutti la vita e il respiro e ogni cosa (cfr At 1,7,25-26), e
come Salvatore vuole che tutti gli uomini si salvino (cfr. 1 Tm 2,4).
Infatti, quelli che senza colpa ignorano
il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente
Dio e coll'aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la
volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza,
possono conseguire la salvezza eterna. Né la divina Provvidenza
nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro
che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento
di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita
retta.
Poiché tutto ciò che di buono e di
vero si trova in loro è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione
ad accogliere il Vangelo e come dato da colui che illumina ogni uomo,
affinché abbia finalmente la vita. Ma molto spesso gli uomini,
ingannati dal maligno, hanno errato nei loro ragionamenti e hanno scambiato
la verità divina con la menzogna, servendo la creatura piuttosto
che il Creatore (cfr. Rm 1,21 e 25), oppure, vivendo e morendo senza
Dio in questo mondo, sono esposti alla disperazione finale. Perciò
la Chiesa per promuovere la gloria di Dio e la salute di tutti costoro,
memore del comando del Signore che dice: " Predicate il Vangelo
ad ogni creatura" (Mc 16,15), mette ogni cura nell'incoraggiare
e sostenere le missioni.
Documento del Concilio Vat II
NOSTRA AETATE
1...Gli uomini attendono dalle varie religioni
la risposta ai reconditi enigmi della condizione umana, che ieri come
oggi turbano profondamente il cuore dell'uomo: la natura dell'uomo,
il senso e il fine della nostra vita, il bene e il peccato, l'origine
e lo scopo del dolore, la via per raggiungere la vera felicità,
la morte, il giudizio e la sanzione dopo la morte, infine l'ultimo
e ineffabile mistero che circonda la nostra esistenza, donde noi traiamo
la nostra origine e verso cui tendiamo.
Le diverse religioni
2. Dai tempi più antichi fino
ad oggi presso i vari popoli si trova una certa sensibilità a
quella forza arcana che è presente al corso delle cose e
agli avvenimenti della vita umana, ed anzi talvolta vi riconosce
la Divinità
suprema o il Padre. Questa sensibilità e questa
conoscenza compenetrano la vita in un intimo senso religioso.
...
Quanto alle religioni legate al progresso
della cultura, esse si sforzano di rispondere alle stesse questioni
con nozioni più raffinate e con un linguaggio più elaborato.
Così, nell'induismo gli uomini
scrutano il mistero divino e lo esprimono con la inesauribile fecondità
dei miti e con i penetranti tentativi della filosofia; cercano la liberazione
dalle angosce della nostra condizione sia attraverso forme di vita
ascetica, sia nella meditazione profonda, sia nel rifugio in Dio con
amore e confidenza.
Nel buddismo, secondo le sue
varie scuole, viene riconosciuta la radicale insufficienza di questo
mondo mutevole e si insegna una via per la quale gli uomini, con
cuore devoto e confidente, siano capaci di acquistare lo stato
di liberazione perfetta o di pervenire allo stato di illuminazione
suprema per mezzo dei propri sforzi o con l'aiuto venuto dall'alto.
Ugualmente anche le altre religioni che si trovano nel mondo
intero si sforzano di superare, in vari modi, l'inquietudine
del cuore umano proponendo delle vie, cioè dottrine, precetti
di vita e riti sacri. La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è
vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto
quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che,
quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e
propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità
che illumina tutti gli uomini.
Tuttavia essa annuncia,
ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è " via,
verità e vita " (Gv 14,6), in cui gli uomini devono trovare
la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con se
stesso tutte le cose.
Essa perciò esorta i suoi figli affinché, con prudenza
e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci
delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla
vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori
spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi.
La religione musulmana
3. La Chiesa guarda anche con stima i
musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso
e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli
uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti
di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo,
a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi
non riconoscano Gesù
come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre
vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre
attendono il giorno del giudizio, quando Dio retribuirà tutti
gli uomini risuscitati. Così pure hanno in stima la vita
morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le
elemosine e il digiuno.
Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono
sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti
a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione,
nonché
a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia
sociale, i valori morali, la pace e la libertà.
La religione ebraica
4. Scrutando il mistero della Chiesa, il
sacro Concilio ricorda il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento
è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo.
La Chiesa di Cristo infatti riconosce
che gli inizi della sua fede e della sua elezione si trovano
già, secondo il mistero divino della salvezza, nei
patriarchi, in Mosè
Essa confessa che tutti i fedeli di Cristo, figli di Abramo
secondo la fede, sono inclusi nella vocazione di questo
patriarca e che la salvezza ecclesiale è misteriosamente
prefigurata nell'esodo del popolo eletto dalla terra di
schiavitù. Per questo non può dimenticare
che ha ricevuto la rivelazione dell'Antico Testamento per
mezzo di quel popolo con cui Dio, nella sua ineffabile
misericordia, si è degnato di stringere l'Antica
Alleanza, e che essa stessa si nutre dalla radice dell'ulivo
buono su cui sono stati innestati i rami dell'ulivo selvatico
che sono i gentili. La Chiesa crede, infatti, che Cristo,
nostra pace, ha riconciliato gli Ebrei e i gentili per
mezzo della sua croce e dei due ha fatto una sola cosa
in se stesso. Inoltre la Chiesa ha sempre davanti agli
occhi le parole dell'apostolo Paolo riguardo agli uomini
della sua razza: " ai quali appartiene l'adozione
a figli e la gloria e i patti di alleanza e la legge e
il culto e le promesse, ai quali appartengono i Padri e
dai quali è nato Cristo secondo la carne" (Rm
9,4-5), figlio di Maria vergine.
Essa ricorda anche che dal popolo ebraico sono nati gli
apostoli, fondamenta e colonne della Chiesa, e così quei
moltissimi primi discepoli che hanno annunciato al mondo
il Vangelo di Cristo.
Come attesta la sacra Scrittura, Gerusalemme non ha conosciuto
il tempo in cui è stata visitata; gli Ebrei in gran
parte non hanno accettato il Vangelo, ed anzi non pochi
si sono opposti alla sua diffusione. Tuttavia secondo l'Apostolo,
gli Ebrei, in grazia dei padri, rimangono ancora carissimi
a Dio, i cui doni e la cui vocazione sono senza pentimento.
Con i profeti e con lo stesso Apostolo, la Chiesa attende
il giorno, che solo Dio conosce, in cui tutti i popoli
acclameranno il Signore con una sola voce e " lo serviranno
sotto uno stesso giogo "
(Sof 3,9).
Essendo perciò tanto grande il patrimonio spirituale
comune a cristiani e ad ebrei, questo sacro Concilio vuole
promuovere e raccomandare tra loro la mutua conoscenza
e stima, che si ottengono soprattutto con gli studi biblici
e teologici e con un fraterno dialogo.
E se autorità ebraiche con i propri seguaci si sono
adoperate per la morte di Cristo, tuttavia quanto è stato
commesso durante la sua passione, non può essere
imputato né indistintamente a tutti gli Ebrei allora
viventi, né agli Ebrei del nostro tempo.
E se è vero che la Chiesa è il nuovo popolo
di Dio, gli Ebrei tuttavia non devono essere presentati
come rigettati da Dio, né
come maledetti, quasi che ciò scaturisse dalla sacra
Scrittura. Curino pertanto tutti che nella catechesi e
nella predicazione della parola di Dio non si insegni alcunché che
non sia conforme alla verità del Vangelo e dello
Spirito di Cristo. La Chiesa inoltre, che esecra tutte
le persecuzioni contro qualsiasi uomo, memore del patrimonio
che essa ha in comune con gli Ebrei, e spinta non da motivi
politici, ma da religiosa carità evangelica, deplora
gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell'antisemitismo
dirette contro gli Ebrei in ogni tempo e da chiunque.
L'educazione del sentimento religioso nel cristianesimo
Il sentimento religioso (= senso del Mistero) ed il senso
religioso (= sensibilità allo Spirito trascendente) devono essere educati alla ricerca della verità,
altrimenti possono portare l'uomo all'inganno.... Ma molto spesso gli uomini, ingannati dal maligno, hanno
errato nei loro ragionamenti e hanno scambiato la verità
divina con la menzogna, servendo la creatura piuttosto che
il Creatore (cfr. Rm 1,21 e 25), oppure, vivendo e morendo senza Dio
in questo mondo, sono esposti alla disperazione finale.
La Chiesa allora ... annuncia,
ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è "
via, verità e vita " (Gv 14,6), in cui gli uomini devono
trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato
con se stesso tutte le cose. Essa perciò esorta i suoi figli
affinché, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo
e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre
rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano,
conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali
che si trovano in essi. |