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L'etica in occidente Certamente parliamo dell’agire umano, di ciò che dipende dall’esercizio della propria libertà: le nostre scelte. È di questo che noi parliamo quando parliamo di etica. Poiché la scelta per sua stessa natura presuppone ed implica un giudizio in base al quale la scelta è di A piuttosto che di B, non possiamo non porci la domanda in base a quali criteri il giustizio di scelta è compiuto. Queste elementari osservazioni bastano alla formulazione di una domanda di fondo circa la libertà e la sua capacità di scelta: esistono criteri di giudizio, e quindi ragioni per compiere la scelta di A e non di B, validi non solo per chi sta scegliendo ma per ogni persona ragionevole? Non sarà inutile prima di dare risposta a questa domanda, dire quali proprietà dovrebbero avere queste “ragioni per agire”, se esistono. Mi sembra che siano almeno cinque. È un fatto immediato dell’esperienza che ciascuno ha di se stesso quando agisce, l’essere inclinato verso uno scopo da raggiungere colla sua scelta. Chi agisce cioè, agisce sempre per un fine. La forza motiva di ciò che spinge ad agire è che esso, il fine, è ritenuto capace di soddisfare i nostri “desideri”. Ogni fine propostoci ha sempre carattere di bene: è capace di [è ritenuto capace di] rispondere al nostro desiderio e di acquietare il nostro movimento od inclinazione. Tenendo conto di questi dati elementari, dobbiamo chiederci: la logica, il logos intimo delle inclinazioni dell’uomo [e.g. l’inclinazione sessuale; l’inclinazione a vivere in società], è un egoismo radicale? Le inclinazioni sono orientate esclusivamente alla soddisfazione del proprio bene individuale? Hanno in sé solo una logica utilitaristica? Oppure abita dentro alle naturali inclinazioni umane una vocazione ad essere regolate da una ragionevolezza che vi introduca una forma di bontà che non coincide coll’utilità propria? In breve: esistono solo “beni per me” oppure esistono “beni in sé e per sé”? Card. Carlo Caffarra- Arcivescovo di Bologna [Roma - Palazzo Colonna: 26-05-09] L'ordine etico Il termine etica deriva dal greco ethos ossia "condotta", "carattere", “consuetudine”
. . lL' Etica è oggi una branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, rispetto ai comportamenti cattivi o ingiusti. " Ogni scelta qualifica la vita. Ognuno di noi è sempre sulla soglia fra l' essere qualcosa ed il non essere qualcosa. Perciò se io scelgo di essere qualcosa, vuoi dire che cerco qualche cosa che ora non sono. Ecco il mistero, il momento singolare dell'uomo che sceglie anche la cosa più modesta. Qualunque scelta noi affrontiamo, siamo sul limite fra l'essere già qualcosa ed il cercare di essere qualche altra cosa: e saremo noi a scegliere. Ogni scelta è un momento in cui un uomo costruisce se stesso, modifica se stesso e cerca in qualche modo di crescere verso un traguardo che ritiene buono e giusto. Quindi la vita umana è un tessuto di mille scelte, da mattina a sera.E' molto bello pensare che l'uomo è una specie di eroe che si "costruisce" via via che cammina e sceglie. " (*) Quando io scelgo, scelgo sempre in base ad una valutazione. Quindi
le mie scelte io le misuro, ma ho bisogno di misurarle su un criterio
di giudizio, di valutazione, che sia superiore alle mie singole scelte, che sia vero per tutte le mie scelte . l'etica
Autorità in campo etico Nelle religioni ,ma non solo, ci sono singoli o istituzioni che sono riconosciute come autorità in campo etico. Rivolgendosi agli uomini di scienza il Papa afferma che «La ricerca scientifica deve sottomettersi ai limiti imposti dall'Etica », la quale indica infatti i significati delle cose distinguendo il bene dal male in relazione alla persona umana , alla sua libertà ed autorealizzazione.
L'etica indica qual e' il bene e quali sono i mezzi giusti per realizzarlo. Consideriamo per esempio i diversi punti di vista da cui considerare la vita : sono tanti e diversi quante sono scienze umane. Ogni scienza ha obiettivi e strumenti di analisi propri, e i suoi risultati non possono che esseri parziali, settoriali, e bisognosi quindi dell'apporto complementare degli altri punti di vista.Per rievocarne solo alcuni: - La biologia definisce la vita in generale - La medicina, stretta alleata della biologia, difende la vita fisica dalle minacce cui è continuamente esposta; - L'economia guarda alla vita dell'uomo per assicurargli i mezzi sufficienti di sostentamento e di sviluppo - Il diritto contempla, tra le altre norme, anche quelle che guardano la salvaguardia, il rispetto e la promozione fisica e sociale delle persone - La filosofia è la riflessione rigorosa e razionale su tutte le dimensioni della vita umana, e per ciò stesso sulla morte. L' Etica , quando riflette sulla vita umana si pone sullo stesso piano della filosofia (essa presuppone tra l'altro, una certa visione filosofica dell'uomo), ma restringe e precisa l'area degli interrogativi e delle soluzioni che propone . L'Etica dice la verità sulle cose del mondo e della vita che la ragione può conoscere, |
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