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Il
mondo contemporaneo interpella l'etica " ..E' grazie ai progressi della scienza e della tecnica che il mondo moderno ha conosciuto i suoi successi più spettacolari. E ciò in tutti gli ambiti della vita privata e pubblica: dalla medicina all'economia, dalla fisica all'ecologia, dai trasporti alle comunicazioni. Ma da tempo il mito del progresso illimitato è crollato, e con esso l'ammirazione incondizionata verso il potere tecnico-scientifico. Da tempo l'umanità è sempre più sconcertata dai risultati di certe ricerche e di certe applicazioni.Sorge allora un po' ovunque l'interrogativo etico: è lecito? E' lecito sfruttare fino ad esaurimento le risorse della natura? Le sfide poste alla responsabilità etica e politica provengono da tutto il ventaglio delle scienze positive e applicate. Facciamo qualche esempio: Fisica - la liberazione delle forze dell'atomo e la conseguente utilizzazione pacifica, ma anche militare, dell'energia nucleare pone gravissimi problemi alla coscienza dello scienziato e alle responsabilità politiche dei governanti: visti i possibili usi distruttivi di tale energia, - è ancora lecito continuare la ricerca in nome della sola libertà
della scienza? Analoghi interrogativi nascono dalle ricerche astrofisiche: - è lecito a una potenza politica utilizzare gli esperimenti nello spazio per garantirsi, per esempio, la supremazia e il controllo dei mezzi di comunicazione via satellite? Biologia - la scoperta delle leggi che presiedono all'origine e allo sviluppo della vita ha portato a importanti e diffuse applicazioni nel campo della genetica vegetale, della zootecnia, della microbiologia industriale, della strategia militare (armi biologiche), della produzione farmaceutica e della stessa genetica umana (ingegneria genetica, esperimenti in vitro, - Fino a che punto e per quali scopi è lecito intervenire sul corredo ereditario del vegetale o dell'animale? -Come salvaguardare la natura e l'ambiente da svolte irreversibili e catastrofiche che potrebbero derivare da questi esperimenti? -Quali i confini della manipolazione sul patrimonio genetico umano? Medicina - disponiamo oggi di una impressionante quantità e varietà di mezzi e metodi per la diagnosi, la terapia, la chirurgia. Sempre più spesso il modo e il momento dell'inizio e della fine della vita possono dipendere dalla semplice decisione di un medico. Ora : - può un medico in base alla sua coscienza - o la società, attraverso le sue leggi, per esempio, sull'aborto o sull'eutanasia farsi padrone della vita di un altro uomo? - E fino a che punto è lecito "sperimentare" in laboratorio con materiale genetico (fecondazione artificiale, impianto d'embrione, "mamme in affitto", ecc.) ? Non meno problematiche altre frontiere su cui si "gioca" a volte irresponsabilmente con la vita umana, come nel caso di trapianti d'organo, di test di farmaci su cavie umane ... Economia - la pianificazione economica di una impresa, la politica economica di uno Stato, un "ordine" economico interna zionale obbediscono a delle leggi - solitamente quelle del mercato e quindi del profitto - che raramente coincidono con quelle dei diritti fondamentali della persona. I dilemmi si pongono ormai in tutti i regimi: - promuovere l'automazione a oltranza riducendo i posti di lavoro, o conservare i posti di lavoro anche a costo di una minor produttività? -Lavorare in pochi a tempo pieno, o lavorare tutti a tempo ridotto? -Spingere al massimo la specializzazione pro fessionale rischiando di sapere tutto su quel settore e nulla di tut to il resto, oppure rimanere aperti a una pluralità di competenze complementari? -Per uno Stato: è preferibile inseguire a tutti i co sti il progresso tecnologico per restare concorrenziale sacrificando magari importanti valori sociali, o scegliere un altro modello di sviluppo, meno redditizio ma più umano? Ecologia - gli allarmi per i disastri in corso o imminenti servono solo ad impressionare l'opinione pubblica e restano inefficaci non si crea contemporaneamente una "coscienza etica" collettiva, anzi planetaria, sul problema ecologico. Non si tratta solo di arginare i mali provocati dall'industrializzazione, dall'urbanizzazione, dal turismo di massa' ecc., ma di chiederci -
che senso ha il modello di vita basato su quei processi ? La scienza dunque suscita oggi ammirazione, ma anche paura. Il primo a inquietarsi è lo scienziato: più avanza nelle scoperte e nelle applicazioni, più vede i possibili "costi" umani del progresso. Sempre più frequentemente oggi lo scienziato entra in crisi di coscienza, perché avverte di essere arrivato a una frontiera: finora il sapere tecnico-scientifico si è sviluppato secondo la logica del know-how (=saper come), preoccupato di conoscere il come, di produrre mezzi, di moltiplicare strumenti; d'ora in poi non si potrà fare a meno di preoccuparsi anche del know-why (sapere perchè), di conoscere cioè il fine e il senso dell' abitare sulla Terra. Di questo si occupa l'etica. Oggi lo scienziato ha coscienza di essere arrivato a una frontiera: fino a ieri poteva contentarsi di sapere come si vive in questo mondo, come funziona il mondo e come trasformarlo; oggi sempre più spesso si chiede perché fare tutto questo, e che senso ha abitare, da uomini, questo mondo. |
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