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I Valori Valore:
una parola dai molti significati, anche perché è usata correntemente
in varie branche del sapere: Torna frequente oggi il discorso sui valori.
Forse se ne parla molto
proprio perché sono in crisi. I valori sono a un tempo oggettivi e soggettivi:
sono
qualità oggettive della realtà, ma possono essere soggettivamente percepiti
in modi e gradi diversi dalle persone, in funzione dello scopo che ciascuna
si propone. Per esempio, la bellezza di una cascata in montagna è diversamente
apprezzata da un turista occasionale (che si limita a farne una foto),
da un ecologista della zona (che vede nega cascata un patrimonio naturale
da difendere), da un pittore o un poeta (che la contemplano come oggetto
estetico), da un geologo municipale (che la tiene sotto controllo perché
non minacci la sicurezza dell'habitat circostante), o da un ingegnere
di centrali idroelettriche (che su quella cascata nutre interessi tecnici
o economici); L'adesione a valori ha sempre a che fare con il potenziale affettivo di una persona o di un popolo: valori concreti come la famiglia, la patria, l'ideale politico, la fede religiosa... non sono apprezzati solo dalla ragione , ma sono desiderati anche dal sentimento e talvolta ricercati quasi per istinto. Le ideologie per esempio, per imporsi, sfruttano sempre questo lato emotivo del popolo . Gerarchie di valori personali e sociali. Ciascuno puo' provare a costruire una scala di valori (scegliere quelli condivisi e metterli in una scala gerarchica) Lo dimostrano i vari sistemi etici, che si formano e si trasformano lungo le civiltà umane . Secondo le epoche e le condizioni della vita materiale e culturale certi valori vengono enfatizzati, altri dimenticati, e poi eventualmente ripresi. Ad esempio, all'epoca del nostro Risorgimento, in tempo di forte nazionalismo il valore patria era tale da trascinare all'eroismo; in seguito, in clima di socialismo europeo quel valore di unità nazionale è diventato scarsamente appetibile a favore di un internazionalismo sociale .Oggi in pieno europeismo e globalizzazione, quel valore di unità e identità nazionale ritorna ad essere più forte . La società cambia "volto etico" a seconda dei valori che essa pone al
centro. Di qui nasce il pluralismo etico: la coesistenza cioè, nella stessa società, di persone che esprimono giudizi morali e comportamenti diversi. Ma non è detto che la gerarchia di valori dominante in una data società sia sempre condivisa e vissuta dalla totalità dei singoli individui. Nell'ambito di una cultura, i valori si strutturano in sistemi (sistemi valoriali o sistemi etici, o sistemi di significato) che ispirano e orientano i comportamenti.Un sistema ha al centro un valore dominante o trainante ( per esempio nelle culture islamiche al centro c'è la religione) intorno al quale si connettono altri valori periferici. Se il valore dominante - poniamo - è il rispetto della persona nella sua singolarità, come nel caso delle democrazie occidentali ,ad esso si connetterà un regime di leggi basate sulla dignità della persona (rispetto del bambino e della donna, disciplina del lavoro, libertà religiosa, ecc.). Se invece il valore dominante è la solidarietà sociale,come nel socialismo cubano, si sarà più attenti ai valori della condivisione, della comunicazione, della partecipazione politica. La società liberale e democratica tollera e legittima queste differenze; in caso contrario, si producono conflitti permanenti tra individui e fazioni (anarchia) o si arriva all'imposizione forzata di un modello di vita da Parte del potere (tirannia). I sistemi etici . I sistemi etici integristi sono quelli che si riferiscono ad una legge morale rivelata ( quindi pongono al centro una religione ) . I sistemi democratici sono caratterizzati da un pluralismo culturale ed etico, in cui si va dalle diverse proposte integriste, ad un pensiero etico forte fondato sulla Carta ONU dei diritti umani, al un sistema etico debole, fondato sul principio relativista che non esiste una verità assoluta su nulla. I sistemi democratici praticano sia il pluralismo etico cioè la convivenza di sistemi etici di riferimento diversi, sia il dialogo etico che invita ogni cultura a lasciarsi interpellare dalle altre in modo che il confronto sia corretto , esiga cioè che si conoscano i presupposti dell'uno e dell'altro sistema etico e si arrivi ad una tavola condivisa di valori . La presenza, sempre più massiccia di nuove soggettività etniche e religiose
pone, anche in Italia, seri problemi allo sviluppo de la convivenza
civile. La società pluriculturale e favorisce un interscambio allargato di esperienze arricchenti, ma è anche occasione di conflitti laceranti e persino insanabili. L'impatto con tradizioni diverse, talora difficilmente componibili con i valori della nostra cultura (si pensi, ad esempio alla pratica della infibulazione), rende necessario un serio ripensamento dei presupposti in base ai quali può essere costruita la cittadinanza italiana o europea. E' evidente da un lato, l'esigenza di garantire le minoranze con uno statuto che salvaguardi i loro diritti; ma non è meno evidente, dall'altro, l'importanza di stabilire con accuratezza i limiti di tali diritti. E' come dire che occorre evitare sia un atteggiamento imperialistico, fondato su una visione rigidamente etnocentrica, che un atteggiamento radicalmente irenico, teso a mettere sullo stesso piano tutte le pratiche sociali. La conoscenza dei diversi sistemi etici gioca in tutto ciò un ruolo fondamentale. Prendendo come riferimento la Legge Morale Naturale si possono valutare i diversi sistemi etici; nessun sistema etico infatti puo' essere ritenuto superiore alla legge ( morale ) naturale . |
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