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Ordine morale ed ordine giuridico Tutti gli stati moderni si definiscono nella tipologia dello " Stato di diritto". La persona "giusta", nell’ordine giuridico non è quella che agisce secondo la rettitudine della propria coscienza,ma quella che agisce secondo il "diritto" , ciò che spetta indubitabilmente a ciascuno secondo l'ordine stabilito dalle leggi dello Stato. Il diritto è un bene che non dipende dalla coscienza del singolo , dalla adesione ad una verità, dalla libertà, esso è tale per se stesso, non puo’ esitere o non esistere a seconda che vi si aderisca con la libertà o non vi si aderisca. Si puo' essere giusti giuridicamente semplicemente rispettando il diritto per convenienza, per timore, per altre ragioni, indipendentemente dagli atteggiamenti etici interiori. La giustizia del " diritto” non si fonda sulla disposizione soggettiva degli individui, sulla rettitudine della loro coscienza morale ma si fonda su qualcosa di oggettivo che si impone come “ dato” esterno ad essa.C'è un diritto, un "giusto per ciascuno" che vale sempre, vale per se stesso, vale per tutti, oggettivamente. La legge che esprime il diritto e la giustizia non è prescrittiva per la coscienza : il cittadino può in coscienza, per ragioni etiche , trasgredire la legge. Il diritto è oggettivo, esterno alla disposizione interiore più o meno retta, più o meno etica della coscienza : si impone per se stesso, vale per se stesso. La legge esercita un potere attraverso la sanzione. Legge morale naturale e Diritto La coscienza umana viene formata La moralità dei singoli atti tende a realizzare in ogni condizione i principi dell'Etica ; I principi dell'Etica si fondano sulla verità e non mutano nel tempo e nelle condizioni. Nello studio della natura la ragione umana scopre una legge morale : la legge morale naturale ( naturale perchè distinta da ogni legge morale rivelata nelle religioni.) Questa legge non dimora nè nella ragione umana nè nella natura ma è un insieme di norme che la ragione scopre e traduce in linguaggio morale quando studia la natura e ne scopre le verità intrinseche. ( vedi Legge morale naturale ) A ri-conoscere tale legge naturale tende l'attività della scienza
morale, filosofica e teologica. Essa non è oggettivabile una volta per tutte in leggi positive. Non è declinabile in una lista di precetti ma va continuamente ri-scoperta dalla ragione umana. La Legge Morale Naturale o Legge Naturale configura un Diritto Naturale . E' il diritto inteso come un insieme di leggi (positive) che prescrive comportamenti conformi alla Legge morale naturale. Il Diritto Naturale costituisce una base razionale , perciò universalmente ri-conoscibile- per un insieme di leggi positive che regolino la vita di comunità umane orientandole al Bene Naturale, il Bene che la ragione riconosce come una " chiamata" della Natura. Il Diritto Naturale può essere declinato attraverso una serie di norme positive , relative a determinate situazioni storiche ed ambientali, ma sempre queste norme saranno congruenti con la struttura naturale della coscienza morale naturale dell' uomo . Ci sono stati nella storia molti tentativi , storicamente e culturalmente determinati, di esplicitare la legge naturale : la Dichiarazione ONU dei diritti universali dell'uomo ne costituisce un esempio significativo ma non riconosciuto universalmente. (vedi I diritti umani) Secondo questa filosofia qualsiasi legge positiva che si determina nell'ordine giuridico di uno Stato non può essere contraria alla Legge morale naturale in quanto questa esplicita oggettivamente l'Ordine etico naturale che la ragione può rendere disponibile alla coscienza umana .
L'ordine morale naturale individua un Diritto Naturale che perciò delimita a determinati comportamenti l'ordine giuridico. L'ordine giuridico di ogni comunità non può essere esterno all'ordine naturale , deve sempre esservi compreso e semmai concidere con esso. Tutti gli ordinamento giuridici hanno un limite : il loro limite è la legge morale naturale.
La "Legge" secondo la sua più semplice definizione, è « un principio normativo a cui l'attività dell'uomo ha l'obbligo
di attenersi ».
Questo principio normativo : -una legge civile positiva non è mai universale ; -la legge morale naturale è universale La legge morale naturale orienta i comportamenti dell'uomo in quanto tale, La legge positiva orienta i comportamenti dell 'uomo in quanto cittadino o membro di una società. La legge soprannaturale o rivelata orienta i comportamenti dell'uomo in quanto soggetto religioso Questi tre ambiti non possono essere confusi .Nel linguaggio convenzionale: L'ambito religioso riguarada una determinata comunità religiosa e la rivelazione cui si riferisce. L'uomo che manifesta una retta coscienza civile, è colui che agisce legalmente , secondo la legge civile (ambito giuridico) . Ci sono corollari interessanti : - L'uomo moralmente retto può essere ingiusto eticamente se agisce moralmente ma la sua coscienza non è retta cioè rettamente conformata alla Verità . Esiste l'obbligo morale per ogni uomo di ricercare la verità delle cose con la ragione e conformare ad essa la propria coscienza. - L'uomo civile verso altri è sempre civile verso se stesso : chi rispetta le leggi civili nel diritto altrui, può sempre rinunciare al proprio diritto per un bene superiore senza diventare incivile , cioè configurare un comportamento illegale. - L'uomo giusto verso gli altri lo è sempre anche verso se stesso: non è possibile in ambito etico configurare comportamenti giusti verso se stessi che siano ingiusti verso gli altri e viceversa. Infatti universalmento si dà come norma etica universale : ciò che non vuoi sia fatto a te, tu non farlo agli altri ovvero ama il prossimo tuo come te stesso . - L'uomo retto verso gli altri lo è sempre anche verso se stesso. - L'uomo retto e giusto , in un ordine giuridico esterno all''Ordine morale naturale può essere nello stesso tempo incivile. |
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