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LA NUOVA GLOBALIZZAZIONE

Globalizzazione significa: mondializzazione di tutto . Significa :
- confronto globale, su tutto: dalle merci agli usi, al lavoro, alla cultura, ai modelli di Stato.
- geoeconomia :economia senza confini;
- mercato globale: il mercato diviene il mondo;
- interdipendenza accentuata tra i sistemi economici;
- competizione globale che coinvolge gli Stati, le imprese, il lavoro: un'impresa deve competere con le corrispondenti del proprio settore in tutto ilmondo;
- fine dei monopoli e obbligo di promuovere la concorrenza a tutti i livelli ;
- elevata disponibilità di prodotti a prezzi competitivi, provenienti da tutto il mondo;
- il consumatore al centro del sistema aziendale;

Questo significa sostenere:
- lo sviluppo economico permanente , una crescita continua del PIL
- il liberismo economico
- il consumismo e l'edonismo
Molti economisti ci mettono in guardia circa la tentazione di gestire la Nuova Globalizzazione
-in senso edonistico
-in senso liberista

-secondo un concetto di crescita e sviluppo economico permanente.

Secondo Ac. Krtashivananda,: "A causa delle sue premesse psicologiche, presenti nei valori dell'edonismo integrale, l'epoca industriale ha fallito gli obiettivi di produzione illimitata, libertà assoluta e felicità senza restrizioni. La cultura edonistica integrale postula che La felicità può essere realizzata dal soddisfacimento dei desideri materiali o sensuali e per soddisfare questi desideri devono essere incoraggiati l'egoismo, l'avidità e l'egocentrismo. Questi fattori, nella credenza edonistica, condurranno all'armonia e alla pace. E' noto a tutti che l'edonismo integrale è la filosofia delle persone ricche e che è stata adottata dai neoliberisti. Non possiamo aspettarci che sotto l'influenza di queste premesse psicologiche le oligarchie economiche cambino il loro sistema. E allora che fare? In termini economici il buon senso ci suggerisce un sistema economico che dia la garanzia delle minime necessità per tutti. E' anche chiaro che la ricchezza materiale non è illimitata."

Quali ideologie sono oggi attive nella formazione della cultura della Nuova Globalizzazione?

L' Ideologia illuminista del Progresso.

Fin dagli inizi dell’illuminismo (XVII sec.) , la fede nel progresso ha messo da parte l’escatologia cristiana   (cioè il compimento dell'   Uomo come essere perfetto e beato nell'aldilà del Paradiso) , finendo di fatto per sostituirla completamente con l' ideologia secondo cui la felicità per tutti sarà sempre più possibile in questo mondo . La percezione che questa ideologia ha prodotto nelle società occidentali è quella di una promessa di felicità non piú legata all’aldilà ( quindi al rapporto con Dio, alla religione ) , ma a questo mondo e all'idea di un continuo ed inarrestabile progresso ( scientifico, tecnologico, culturale, sociale, etc) .
Nel XIX secolo, la fede nel progresso era ancora un generico ottimismo che si aspettava dalla marcia trionfale delle scienze un progressivo miglioramento della condizione del mondo e l’approssimarsi, sempre piú incalzante, di una specie di paradiso; nel XX secolo, questa stessa fede ha assunto una connotazione politica. Da una parte, ci sono stati i sistemi di orientamento marxista che promettevano all’uomo di raggiungere il regno desiderato tramite la politica proposta dalla loro ideologia-un tentativo che è fallito in maniera clamorosa- dall’altra i tentativi di costruire il futuro attingendo, in maniera piú o meno profonda, alle fonti delle tradizioni liberali.

L'ideologia del Nuovo Ordine Mondiale e la Nuova Antropologia .

I tentativi nell'ambito liberale stanno assumendo una configurazione sempre piú definita, che va sotto il nome di "Nuovo ordine mondiale". Trovano espressione sempre piú evidente nell’ONU e nelle sue conferenze internazionali, in particolare quelle del Cairo e di Pechino, che, nelle loro proposte di vie per arrivare a condizioni di vita diverse, lasciano trasparire una vera e propria filosofia dell’uomo nuovo e del mondo nuovo.
Una filosofia di questo tipo non ha piú la carica utopica che caratterizzava il sogno marxista; essa è al contrario molto realistica, in quanto fissa i limiti del benessere, ricercato a partire dai limiti dei mezzi disponibili per raggiungerlo e raccomanda, per esempio, senza per questo cercare di giustificarsi, di non preoccuparsi della cura di coloro che non sono piú produttivi o che non possono piú sperare in una determinata qualità della vita.
Questa filosofia, inoltre, non si aspetta piú che gli uomini, abituatisi oramai alla ricchezza e al benessere, siano pronti a fare i sacrifici necessari per raggiungere un benessere generale, bensí propone delle strategie per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità, affinché non venga intaccata la pretesa felicità che taluni hanno raggiunto.

Il Nuovo Paradigma

C’è qualcuno che sta progettando un sistema rigido e inattaccabile per governare lo sviluppo del mondo.
Organismi internazionali dall’indiscutibile autorità (Organizzazione Mondiale della Sanità, Banca Mondiale, Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, UNICEF e altri)hanno messo a punto un nuovo paradigma che misura il valore delle persone in anni di aspettativa di vita, invalidità, morbilità al fine di valutare le priorità e mettere in atto, oppure no, i piani di aiuto in tutto il mondo. Applicando questi "nuovi criteri" si scopre che tutto diventa uno questione di costo-rischio-beneficio. Perciò, chi è povero e malato riceverà meno aiuti; chi è ricco e sano avrà una maggiore aspettativa di vita e riceverà maggiori cure.

Da una presentazione del Cardinale Joseph Ratzinger  al volume di Michel Schooyans: "Nuovo disordine mondiale", (Collana Problemi e dibattiti 48), Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo 2000.
http://www.internetsv.info/Global4.htm

« Coloro che amministrano il bene comune ,i governanti, si adoperino affinchè nel mondo si stabiliscano, regnino, la giustizia, la solidarietà e la pace attraverso un atteggiamento nuovo nei confronti dei paesi poveri.»

Papa G. Paolo II invia un messaggio etico ai grandi del mondo riuniti a Genova  nel Vertice Internazionale 2001 detto "G8".-Perche?

La globalizzazione ,ovvero il mondo come un villaggio, è sempre esistita e sempre esisterà: basta pensare ai grandi mondi globalizzati dell'antichità come quello Egizio, all'Impero Persiano o all' Impero Romano o allla percezione del mondo dopo la scoperta delle Americhe. Comprendere la globalizzazione è  comprendere in quale villaggio viviamo oggi, ovvero come si presenta il nostro villaggio globale all'inizio del 3° millennio.

"Il rapido avanzare verso la globalizzazione dei sistemi economici e finanziari mostra la necessità urgente di stabilire di chi è la responsabilità di garantire il bene comune mondiale e l'esercizio dei diritti economici e sociali. Il libero mercato da sè non può fare questo, perché in effetti ci sono molti bisogni umani che non hanno posto nel mercato." 
- Giovanni Paolo II nel messaggio per la Giornata della Pace, 1° gennaio 1999

"Le prospettive di integrazione dei nostri paesi nell'economia globale sono estremamente deboli. Nel frattempo, le industrie che abbiamo saranno condizionate dai prodotti importati che spingono le nostre aziende fuori commercio. Stiamo assistendo a un processo di deindustrializzazione dei nostri paesi." 
- Benjamin Mkapa, presidente della Tanzania, parlando alla nona sessione dell'UNCTAD, nel 1996

"La globalizzazione sta distruggendo milioni di vite. Per noi l'unica alternativa è combattere per la nostra sopravvivenza."
  - Sarath Fernando, Movimento nazionale per la terra e la riforma agricola dello Sri Lanka

"I giganti delle comunicazioni - i grandi mostri dell'industria della televisione, i satelliti per le telecomunicazioni, riviste e giornali - sembrano determinati a presentare un mondo virtuale, creato a immagine di quello che il processo di globalizzazione richiede."
  - Subcomandante Marcos, portavoce del movimento Zapatista

"La globalizzazione non è questione di mercato. E' questione di potere e controllo. E' il rimodellamento del mondo in uno senza confini regolato da una dittatura delle banche centrali più potenti del mondo, delle banche commerciali e delle aziende multinazionali. E' un tentativo di cancellare un secolo di progresso sociale e di modificare la ripartizione del reddito da ingiusto a inumano." - Paul Hellyer, già primo ministro del Canada

'More and more of the Earth will become less and less habitable. At the same time, the price will rise for the few societies rich enough to be able to keep their environments livable. Profits will fall and capital will migrate.'
"Zone sempre più vaste della Terra diventeranno sempre meno abitabili. Allo stesso tempo, il prezzo aumenterà per le poche società abbastanza ricche per potere mantenere vivibile il loro ambiente. I profitti crolleranno e il capitale migrerà."
 - John Gray, scienziato di Oxford, sulla globalizzazione ("Alba falsa" - "False Dawn"), in Granta magazine, 1998

"LA GLOBALIZZAZIONE PUÒ FAVORIRE RIVALITÀ A DISCAPITO DELLA VERITÀ"

"L' autonomia delle scienze finisce là dove la retta coscienza dello scienziato riconosce il male, il male del metodo, dell' esito o dell' effetto"

A ribadirlo è Giovanni Paolo II, nell' udienza odierna ai docenti dell' Università di Polonia, nella quale sviluppa una riflessione sul rapporto tra scienza, fede ed etica sottolineando il "carattere di servizio all' uomo" che sempre la scienza dovrebbe assumere. Il Papa ricorda che ciò che l' uomo produce può diventare "oggetto d' alienazione" e sfuggire al controllo dei propri artefici. E cita, tra gli esempi, "le conquiste nel campo della fisica, soprattutto della fisica nucleare, o nel campo della trasmissione dell' informazione, del processo d' esplorazione delle risorse naturali della terra" nelle "sperimentazioni nel campo della genetica e biologia".

Il Papa mette in evidenza anche gli effetti negativi della globalizzazione sulla scienza:
"Una delle minacce connesse con la globalizzazione è una non sana rivalità - afferma - Ai ricercatori, anzi a interi ambienti scientifici, può sembrare che, per reggere il confronto nell' ambito del mercato mondiale, la riflessione, le ricerche e le sperimentazioni non possano essere condotte solo con l' applicazione di metodi giusti ma debbano essere adeguate agli scopi anticipatamente indicati e alle aspettative del più largo pubblico possibile, anche se questo richiedesse una trasgressione degli inalienabili diritti umani".

In questo senso, sottolinea,
  "le esigenze della verità lasciano il posto alle cosiddette regole del mercato" che possono "condurre alla reticenza di alcuni aspetti della verità o addirittura alla manipolazione di essa, solo per renderla accettabile dalla cosiddetta opinione pubblica". "Se dunque giusta e desiderabile è la rivalità dei centri scientifici - puntualizza - essa non può svolgersi a costo della verità, del bene e del bello, a costo di valori come la vita umana dal concepimento fino alla morte naturale oppure le risorse dell' ambiente naturale".

30/08/2001

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