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GLI ATTORI DELLA GLOBALIZZAZIONE

La struttura organizzativa economica, politica e sociale del mondo è in mutamento: ...l'organizzazione mondiale del commercio è dotata di autorità sui governi nazionali; le imprese multinazionali sono dotate di maggiore potere economico rispetto a molti stati; le stesse ONG ( organizzazioni non governative) hanno reti di comunicazione globale e di nuove regole (accordi multilaterali sul commercio, gli investimenti, i servizi sono assai vincolanti per gli stati e riducono la sfera d'azione della politica nazionale).

1- le istituzioni di Bretton Wood. F.M.I. (Fondo Monetario Internazionale) B.M. (Banca Mondiale).
2- G8
3- Il mondo della finanza- gli operatori finanziari
4- le multinazionali
5- gli stati
6- i lavoratori

7- gli intellettuali
8- l'ambiente 
9- le organizzazioni  non governative ONG

Le istituzioni di Bretton Wood

Sono istituzioni che seguirono agli accordi di Bretton Wood  e sono la Banca Mondiale B.M. e il Fondo monetario Internazionale F.M.I. A Bretton Wood furono scritte le regole per il nuovo ordine mondiale postbellico, naturalmente ad uso e consumo di Usa e Gran Bretagna, vincitrici della Guerra e delle loro multinazionali.

BM e FMI oggi hanno naturalmente ruoli diversi da quelli dell'immediato dopoguerra,hanno fatto proprio il neoliberismo e difendono soprattutto gli Interessi Forti del Mercato Finanziario Globale.

E' assolutamente innegabile che il processo di globalizzazione dell'economia sta provocando enormi problemi tra cui:
- una redistribuzione troppo favorevole ai profitti e ai redditi elevati, 
- uno smantellamento delle regole quadro del mercato (sul lavoro, l'ambiente, la concorrenza, la corruzione) senza le quali lo stesso mercato può finire per autodistruggersi, 
- una contrazione significativa delle risorse destinate alla protezione sociale e alla tutela ambientale, a vantaggio di quelle investite nella sfrenata corsa alla competizione.

Un obiettivo centrale su questo fronte è l'ordinamento dei processi di globalizzazione, con regole chiare e trasparenti che devono essere seguiti

Il Fondo Monetario Internazionale


International Monetary Fund Home Page

http://digilander.iol.it/assaltromondo/finanza/

Il FMI o IMF (International Monetary Fund) e' la piu' grande istituzione finanziaria mondiale, nata il 27 dicembre 1945 a Bretton Woods, New Hampshire, USA con i seguenti obiettivi (secondo quaanto si puo' leggere sul loro sito internet):

- promuovere la cooperazione monetaria internazionale
- facilitare l'espansione e la crescita equilibrata del commercio (!)
- promuovere la stabilita' degli scambi
- assistere la costituzione di un sistema di pagamenti multilaterali
- mettere le sue risorse generali temporaneamente a disposizione dei suoi membri la cui bilancia dei   pagamenti  sia in difficolta'
- abbreviare la durata dello squilibrio e ridurne il livello nella bilancia dei pagamenti internazionali (ovvero i    debiti dei membri !)

AREE DI ATTIVITA'

Supervisione : e' il processo attraverso cui il FMI valuta le politiche di cambio valutario dei suoi membri all'interno di un'analisi completa della situazione economica generale e la strategia politica di ogni membro attraverso: consultazioni bilaterali annuali con ogni paese membro,sorveglianza multilaterale due volte l'anno nel contesto dell'esercizio delle sue previsioni sull'economia mondiale (WEO), accordi precauzionali e programmi di monitoraggio esclusivo per un paese
Assistenza finanziaria : include prestiti e crediti concessi dal FMI ai paesi membri con problemi nella bilancia dei pagamenti per supportare politiche di aggiustamento e riforma ( al 31/12/2000 il FMI ha crediti e prestiti in 90 paesi per un totale di circa 59 miliardi di dollari )
Assistenza tecnica : consiste in competenze e supporto ai paesi membri in aree piuttosto ampie:disegno e costruzione di politiche fiscali e monetarie; realizzazione di istituzioni come banche centrali e tesorerie; contabilita' delle transazioni col FMI; raccolta e raffinazione di dati statistici; formazione di personale tecnico

LA DISTRIBUZIONE DEI POTERI

Organizzazione : l'anello superiore della catena di comando e' il Consiglio dei Governatori , uno per ogni paese membro (al momento attuale i membri sono 183), con un ugual numero di vice-governatori; in quanto ministri delle finanze o capi di Banche Centrali sono autorizzati a parlare a nome del loro governo. I governatori comunicano le richieste dei loro governi al FMI attraverso i loro rappresentanti al quartier generale a Washington nel Consiglio Esecutivo , composto da 24 direttori esecutivi che si incontrano 3 volte a settimana in sessione formale per supervisionare le politiche dei governi membri. 8 direttori esecutivi rappresentano ciascuno un paese (Cina,Francia,Germania,Giappone,Russia,Arabia Saudita,Regno Unito e USA), gli altri 16 rappresentano ognuno gruppi di paesi tra quelli rimanenti (vedi la struttura del FMI). Il Consiglio raramente decide sulla base di voto formale, bensi' attraverso la formazione di consenso fra i suoi membri (cio' significa che alcune decisioni possono essere prese al di fuori delle assemblee plenarie). Il Consiglio Esecutivo elegge anche il Direttore Generale (per tradizione e' un europeo, attualmente il tedesco Horst Koehler) che lo dirige, cosi' come guida lo staff di 2600 dipendenti, provenienti da 123 paesi con competenze economiche,finanziarie,statistiche e linguistiche. Questi ultimi lavorano a Washington o nelle sedi staccate di Parigi, Ginevra, Tokyo e nell'ufficio delle Nazioni Unite a New York, o rappresentano il FMI in sedi temporanee in alcuni paesi membri (ad oggi ci sono 70 "rappresentanti" in 64 paesi).

Quote e voti : per far parte del FMI ogni paese contribuisce con una certa somma di denaro chiamata quota di sottoscrizione , una sorta di credito-deposito allo scopo di formare un pool di denaro a disposizione del FMI per essere prestato ai paesi in difficolta' e allo scopo di determinare quanto il paese contribuente puo' chiedere in prestito dal fondo (piu' un un paese contribuisce piu' puo' chiedere in caso di necessita').Tali quote determinano anche il potere di voto del paese-membro: ciascun paese dispone di 250 voti di base ai quali vanno aggiunti tanti voti supplementari per ogni frazione di quota equivalente a 100000 SDR . SDR (special drawing rights, diritti di prelievo speciali) sono una misura particolare creata dal FMI che i membri aggiungono al capitale di moneta estera e oro depositato nelle loro Banche Centrali, il cui valore e' calcolato sulla media del valore delle cinque maggiori valute del mondo (1 SDR=1,3 dollari). gli SDR sono anche le unita' di conto del FMI: al momento attuale la somma delle quote dei paesi membri e' di 210 miliardi di SDR (cioe' circa 300 miliardi di dollari) mentre le riserve a disposizione del FMI ammontano al 10% della cifra totale. Il FMI decide l'ammontare della quota in base alla ricchezza dell'economia del paese, quindi le quote sono soggette a revisione e questo succede ogni 5 anni (l'ultima e' stata nel gennaio 1999).

Risorse finanziarie
Le quote di sottoscrizione costituiscono la piu' larga fonte di denaro a disposizione del FMI. Poiche' pero' i paesi versano il 75% della loro quota in valuta nazionale e poiche' la maggior parte delle monete sono richieste raramente fuori dello stesso paese, circa la meta' del denaro del fondo non puo' essere utilizzato. Infatti tranne rare eccezioni, solo 20 valute sono utilizzate per prestiti dal FMI nel corso di un anno , e chi chiede prestiti al fondo lo fa in dollari o franchi francesi o marchi o sterline o yen. Per ovviare al problema di mancanza di sufficiente liquidita' e' stata aperta una linea di credito fin dal 1962 con un certo numero di banche e governi nel mondo, chiamata oggi New Arrangements to Borrow , che a pieno regime puo' contenere fino a 4045 miliardi di dollari.

SUPERVISIONE FMI

I paesi membri del FMI s'impegnano ad informare gli altri sui cambiamenti di valore della propria valuta rispetto a quella degli altri paesi, ad evitare restrizioni negli scambi in monete estere e a perseguire politiche economiche volte ad aumentare il benessere nazionale e della comunita' di stati. Il FMI fa notevole pressione perche' i paesi membri si adeguino a questo codice di condotta; nel caso in cui un paese non lo rispettasse, gli altri possono decidere la revoca del suo diritto a prelevare fondi oppure la sua esclusione dal FMI. l'attivita' di supervisione si esplica anche attraverso le consultazioni . Queste sono periodiche ed offrono al FMI l'opprtunita' di incoraggiare l'eliminazione di ogni restrizione sui cambi imposta da un paese ; sono normalmente annuali ma il Direttore generale puo' avviarne di ulteriori in casi di particolare difficolta' o di pratiche contrarie agli interessi degli altri membri.Ogni anno, 4 o 5 tecnici passano due settimane circa a raccogliere informazioni ed a discutere coi governi sulle politiche economiche seguite nell'ultimo anno: vengono raccolti dati statistici di ogni tipo e condotte discussioni per comprendere quali cambiamenti siano stati posti in atto nella politica economica. Vengono quindi preparati dettagliati rapporti discussi davanti al Consiglio Esecutivo : qui il direttore esecutivo che rappresenta il paese esaminato prende parte attiva alla discussione; un riassunto della discussione viene poi presentato ai governi interessati. Inoltre dal 1997 il FMI prepara dettagliati riepiloghi di tutte le consultazioni, pubblicati due volte l'anno nel suo World Economic Outlook , con proiezioni sull'andamento dell'economia mondiale.

L'EURO

Chi non ha mai sentito parlare di Maastricht? Li' nel 1991 la Comunita' Europea, per mano dei diversi capi di governo dei paesi membri fondo' la UE fisso' i termini per la creazione di una moneta unica: dalla fissazione delle varie valute a tassi di cambio invariabili(con leggere oscillazioni) all'abbassamento del deficit e del debito pubblico alla riduzione dell'inflazione.Ogni parametro venne scelto in maniera tale da rispecchiare la situazione della Germania (la locomotiva del treno Europa) prospettato per l'anno di partenza 1999. Per nove anni tutti i paesi della UE (ora 15) hanno dovuto fare i salti mortali (compresa la stessa Germania) per rispettare questi benedetti parametri ed a tutt'oggi nessuno sa se il 2002 sara' veramente l'anno zero della moneta unica.
Naturalmente c'e' chi rema contro, coloro a cui questa unione non conviene

- innanzitutto tutti gli speculatori di monete , da Wall Street alla City di Londra, che giocano sull'instabilita' delle valute europee per i loro guadagni e che ottengono rendite grazie alle scommesse finanziarie effettuate sui piccoli mercati europei (Spagna, Italia, Austria,Olanda), i quali sono destinati a sparire se l'Unione la spunta
- le banche svizzere che perderebbero la loro posizione privilegiata di forziere d'Europa se la BCE (Banca Centrale Europea) dovesse riuscire, come previsto a Maastricht, a sostituire le banche centrali nazionali e diventare un nuovo baluardo economico-finanziario alla pari della Federal Reserve americana;
- il governo e i banchieri inglesi che godono della posizione privilegiata di principale alleato (per motivi tradizionali e storici) dell'USA: non vogliono partecipare ma nemmeno essere sganciati dall'UE, quindi puntano al suo fallimento;
- in ultimo la Bundesbank , la Banca Centrale tedesca, che teme di essere scalzata dalla BCE dal piedistallo di 1° banca d'Europa (e, di conseguenza, di prima e principale voce all'interno della politica monetaria europea)

A volerle fortemente sono invece i capi di governo della UE che vedono nella sua riuscita l'opportunita' di liberarsi dell'egemonia economica americana (il mercato unico europeo coi suoi 400 milioni di consumatori diventerebbe il primo del mondo) e di sconfiggere la speculazione globale (vera spina nel fianco per qualsiasi governo) che impedisce ogni tentativo di stabilizzazione economica e socialeall'interno dei paesi.Le vere motivazioni alla base dello sforzo per costruire una moneta unica europea sono quindi di natura squisitamente economica e finanziaria e non ideologica come invece da piu' parti si tenta di far credere

ASSISTENZA FINANZIARIA FMI

Criteri

Il FMI presta denaro solo a quei paesi con problemi di pagamenti nei confronti con l'estero: un paese membro in difficolta' puo' immediatamente ritirare dal fondo il 25% della sua quota pagata in oro o in valuta convertibile; se cio' non bastasse puo' richiedere al fondo un prestito che negli anni non superi di tre volte la quota di sottoscrizione versata.Questo limite non riguarda le agevolazioni speciali. Il FMI presta in base a due principi: innanzitutto il fondo esiste a beneficio dell'intera comunita', quindi il paese a cui si presta e' invitato a restituire il denaro non appena abbia risolto i suoi problemi di bilancio, di modo che i fondi siano sempre a disposizione ogniqualvolta ce na sia bisogno; inoltre prima della concessione del prestito il paese deve dimostrare come intende risolvere i suoi problemi cosicche' possa restituire la somma nel periodo naturale (3-5 anni, in alcuni casi 10). Il paese che chiede il prestito si impegna ad iniziare una serie di riforme per sradicare l'origine dei suoi problemi e preparare il terreno per la crescita economica; presenta quindi un piano di riforma che tende a ridurre la spesa pubblica, rendere piu' efficiente la politica monetaria e occuparsi di alcune debolezze strutturali (come privatizzare imprese pubbliche inefficienti). I cambi di politica devono essere sufficienti a risolvere i problemi e non devono causare danni evitabili agli altri membri. In base alla serieta' dei problemi e alla somma richiesta, i Direttori esecutivi, che rappresentano l'intera comunita', giudicano se le misure di riforma sono appunto sufficienti e se il fondo puo' ragionevolmente aspettarsi la restituzione del denaro. Il prestito, se sono soddisfatte le condizioni, e' erogato a rate (normalmente nell'arco di 1-3 anni) legate ai progressi delle riforme. Il FMI nel 1995 ha fatto credito al Messico per circa 18 miliardi di dollari (crisi del Peso ) e alla Russia per 6.2 miliardi di dollari; nel 1998 ha prestato ben 35 miliardi di dollari ad Indonesia, Korea e Thailandia durante la crisi asiatica ed altri 20.4 miliardi di dollari alla Russia

Tipologie di prestito

Prestiti comuni:
Stand-by Arrangements (SBA) , sono un'assistenza a breve termine della bilancia dei pagamenti per deficit temporanei o ciclici e sono della durata di 12-18 mesi
Extended Fund Facility (EFF) , sono un supporto di medio termine che generalmente dura 3 anni per fronteggiare difficolta' di tipo macroeconomico e problemi strutturali.
Crediti particolari:
Poverty Reduction and Growth Facility (PRGF) , estensione del precedente ESAF consolidata nel 1999, ha l'obiettivo di supportare i programmi di rinforzamento della bilancia dei pagamenti, realizzare una durevole crescita economica, procurare piu' alti standard di vita e ridurre la poverta' (!!!!) . A queste agevolazioni possono aspirare al momento 80 paesi; i prestiti sono distribuiti con accrdi triennali, soggetti all'osservanza di criteri di riforma ben precisi ( piani di aggiustamento strutturale ); l'interesse annuo e' dello 0.5% e durano 10 anni
Heavily Indebted Poor Countries Initiative (HIPCI) , adottata nel 1996, procura assistenza eccezionale a paesi per ridurre il loro debito estero a livelli sostenibili, e coinvolge icreditori multilaterali, il club di Parigi, ed altri creditori bilaterali. E' riservata a paesi idonei al PRGF che abbiano rispettato i programmi di supporto alle iniziative, per assicurarsi che i prestiti vengano usati per il loro effettivo scopo. Al momento sono 36 i paesi che possono aspirare a questo tipo di prestito.

Crediti eccezionali:

Compensatory Financing Facility (CFF) , per compensare deficit della bilancia dei pagamenti a causa di eccesso di importazione di cereali
Supplemental Reserve Facility (SRF) , per supportare la bilancia di pagamenti in difficolta' dovute ad improvvisa e breve sfiducia da parte del mercato
Contingent Credit Lines (CCL) , per fronteggiare gli effetti di crisi finanziarie

LA CRISI DEL PESO  MESSICANO

Il 20 dicembre 1994 il governo messicano dichiaro' di essere costretto a svalutare la moneta nazionale, il peso, del 15% nei confronti del dollaro perche' non era piu' in grado di far fronte ai debiti accumulati: fino ad allora nelle casse messicane erano confluiti 50 miliardi di dollari in titoli di stato, azioni e obbligazioni messicani ; tutti gli investitori presi dal panico ritirarono il loro denaro ed il peso si svaluto' del 30%.
Gli USA approntarono in fretta e furia l'operazione "Peso Shield" (scudo sul peso) con un credito di 40 miliardi di dollari, ma cio' non basto' e la situazione peggioro' coinvolgendo a meta' gennaio le valute dei piu' importanti mercati emergenti del Sud-Est asiatico , dell'Europa centro-orientale e dell'America Latina: gli operatori finanziari di tutto il mondo di colpo cambiarono i loro guadagni, effettuati sui titoli dei paesi emergenti, in valute dure (dollari, marchi, yen, franchi svizzeri): questa fuga di capitali senza precedenti rischiava di portare al collasso l'economia del mondo intero.
Cosi' il 30 gennaio venne approntato un "piano B" di salvataggio del Messico dalla bancarotta per un importo complessivo di oltre 50 miliardi di dollari che coinvolse il FMI (17,7 miliardi, 10 in piu' di quelli ammessi dal regolamento), gli USA (20 miliardi, tutto il fondo a disposizione del presidente per le emergenze), la BRI (10 miliardi, il massimo possibile) e il governo canadese (in quanto membro con Messico e USA del NAFTA il restante).
La crisi a catena era stata scongiurata, ma a spese del denaro pubblico dei contibuenti di tutto il mondo. La speculazione aveva vinto grazie ad un'operazione che, come disse un professore di Cambridge, era stato "un regalo di chi paga le tasse ai ricchi".

CRISI DELL'ASIA

Nei primi anni '90, i governi di Indonesia, Corea Sud, Malaysia, Filippine e Thailandia per incrementare gli investimenti esteri a favore delle proprie economie in crescita e su consiglio di BM e FMI decisero per una ristrutturazione delle politiche finanziarie, deregolamentando i controlli di capitali.Questa operazione ha prodotto afflussi finanziari netti che nel '96 hanno raggiunto la cifra di 93 miliardi di dollari, ma erano di natura speculativa poiche' erano, nella stragrande maggioranza dei casi, relativi a prestiti a breve termine: in poche settimane, nel 1997, ci fu un deflusso netto di capitali di 12 miliardi di dollari (una fluttuazione quindi di 105 miliardi di dollari!) una cifra pari all'11% del PIL dei 5 paesi. Le conseguenza furono molto pesanti:
Bancarotte: dal luglio '97 al marzo '98, nella sola Malaysia 435 aziende hanno dichiarato bancarotta, non essendo in grado di pagare i debiti a breve termine contratti, per lo piu' piccole aziende che non hanno usufruito dei pacchetti di salvataggio previsti per le grandi.
Poverta' in crescita: nello stesso periodo 40 milioni di persone in Indonesia sono cadute in poverta' cosi' come il 12% della popolazione in Corea e Thailandia.
Disoccupazione: nello stesso periodo, 1,5 milioni di individui in Corea, 1 milione in Indonesia, ½ milione in Thailandia e Malaysia hanno conosciuto la disoccupazione per la prima volta ( il tasso di disoccupazione dei lavoratori non specializzati e' triplicato in Corea)
Riduzione della spesa pubblica: in Thailandia e nelle Filippine la spesa sanitaria e' stata tagliata di oltre il 10%, in Malaysia tutte le spese pubbliche hanno subito una riduzione del 18-20%
Riduzione della scolarizzazione: nello stesso periodo in Corea il ritiro da scuola ai livelli piu' elevati e' aumentato del 36%
Aumento della tensione sociale: nello stesso periodo in Corea il numero di violenze subite dalle donne e' aumentato di 7 volte e l'incidenza dei suicidi e' aumentata di piu' del 50%

Il  Fondo Monetario Internazionale -visto dalla Rete Lilliput 

Che cos'è il Fondo Monetario Internazionale ?

E' una istituzione cooperativa formata da 182 paesi, uniti dall'obiettivo di mantenere un sistema stabile in cui vendere ed acquistare valute straniere in modo uniforme e veloce. Il cambio delle valute è un punto centrale nei contatti finanziari fra i vari paesi. I valori delle valute fluttuano in modo continuo ed hanno grande influenza sulla vita di ogni persona.
La convertibilità delle monete permette libertà di commercio e di investimento e l'FMI ha come obiettivo l'eliminazione di qualsiasi restrizione all'acquisto e alla vendita di valute nazionali.
I paesi che ne fanno parte si tengono reciprocamente informati sulle rispettive politiche monetarie e concordano eventuali modifiche per aiutare il commercio internazionale a crescere.
L'FMI non ha autorità diretta sulle politiche economiche dei paesi membri, ma può fare pressioni per indirizzarli verso interventi volti all'obiettivo comune.

Origini

La necessità di una entità come l'FMI è maturata nel periodo della grande depressione degli anni trenta. Agli inizi degli anni '40 l'americano Harry Dexter White e l'inglese John Maynard Keynes ipotizzarono una organizzazione cooperativa permanente che monitorasse la situazione monetaria internazionale.Le trattative per la sua nascita ebbero luogo a Bretton Wood, nel New Hampshire, in USA nel luglio 1944. L'FMI iniziò ad operare a Washington D.C nel maggio 1946, comprendendo 39 paesi.I paesi membri possono lasciare l'organizzazione quando vogliono, Cuba, Cecoslovacchia, Indonesia e Polonia l'hanno fatto, anche se tutte, eccetto Cuba, sono rientrate.

Quote e Voti

L'adesione all'FMI comporta il versamento di una quota di sottoscrizione. Questa alimenta il fondo che l'FMI utilizza per aiutare i propri membri in difficoltà. Inoltre è la base per determinare quanto un Paese può chiedere in prestito o ricevere nella periodica allocazione di speciali beni chiamati SDR (special drawing rights).Terzo scopo, determina il potere di voto: più quote versate più potere acquisito. Nel 1998 i membri hanno versato all'FMI 193 miliardi di dollari. Una proposta di aumento a circa 280 miliardi di $ è stata approvata dall'85% dei paesi membri.
A titolo d'esempio gli USA versano il 18% delle quote (circa 35 miliardi), Palau che è diventato membro nel dicembre 1997, ha la quota più piccola: 3,8 milioni. Gli USA hanno 256.000 voti, Palau 272.

Organizzazione

La guida è affidata a un Comitato chiamato Interim Commitee, composto da un rappresentante per ogni Paese più un vice. Questi rappresentanti sono ministri delle finanze o governatori delle banche centrali dei rispettivi Paesi.
Questo comitato esprime il suo parere sul funzionamento del sistema monetario internazionale e, insieme alla Banca Mondiale, sulle necessità dei paesi in via di sviluppo. Siccome questi rappresentanti sono impegnati nelle rispettive nazioni, l'Interim Commitee si riunisce solo una volta all'anno, delegando l'attività a 24 Executive Directors (ED).
Otto di questi ED rappresentano singoli paesi: Cina, Francia, Germania, Russia, Arabia Saudita, USA, Inghilterra e Giappone, gli altri 16 rappresentano tutti gli altri membri.
Il personale FMI ammonta a circa 2.660 persone. Esistono piccoli uffici a Parigi, Ginevra e Tokio e una rappresentanza alle Nazioni Unite a New York.

Il Valore delle monete

Ogni membro che aderisce al Fondo si impegna a tenere informati i partners sulla propria politica monetaria e fiscale, sulle variazioni del valore della sua moneta e a non porre limiti alla sua convertibilità.
Nei primi tempi il metodo di calcolo del valore delle monete era fisso e si basava sul valore in dollari di un'oncia d'oro, stabilito dagli Stati Uniti in 35 dollari.
Aderendo all'FMI ogni Paese definiva il valore di cambio della sua moneta in termini di oro o dollari e manteneva questo valore entro una oscillazione del 1%.
Nei primi anni 70 questo metodo è stato abbandonato lasciando che ogni Stato membro stabilisca un suo sistema di calcolo. Oggi molti paesi occidentali lasciano fluttuare la loro moneta liberamente: il valore è dato da quanto il mercato è disposto a pagare per essa. Alcune cercano di influire su cio' acquistando o vendendo la propria valuta per influenzare il mercato (dirty float).
Altri paesi fissano la loro valuta a una di quelle di riferimento (dollaro, marco, yen ecc..).
La variazione del sistema di calcolo della valuta ha modificato la strategia dell'FMI che è passato ad occuparsi maggiormente delle politiche commerciali dei paesi membri; questo si traduce in una attività di monitorizzazione definita col termine di "sorveglianza".

Consultazioni

L'FMI svolge la sua funzione analizzando le economie di tutti i Paesi membri alla caccia di possibili restrizioni al trasferimento di denaro in valuta estera.
Le consultazioni sono annuali e dal '78 riguardano tutti i Paesi associati. Producono dei rapporti che vengono consegnati ai rispettivi governi.
Oltre a queste periodiche consultazioni, l'FMI ne intrattiene di particolari con i Paesi più influenti. Come risultato di tutti i suoi studi, due volte l'anno pubblica un rapporto ufficiale intitolato: World Economic Outlook.

Funzioni Finanziarie

L'FMI è molto popolare anche al grande pubblico per i suoi prestiti. Nel 1994 ha prestato 28 miliardi di $ ai membri in difficoltà. Nel 1995 18 miliardi al Messico. Il 23 luglio di quest'anno (1998) ha dato 35 miliardi a Indonesia, Korea e Tailandia per aiutarle a reggere la crisi finanziaria e 20,4 miliardi alla Russia per dare supporto al suo piano economico 1998.Tutti questi soldi vengono innanzitutto dalle quote di adesione che oggi assommano a circa 193 miliardi. In pratica il loro valore è molto inferiore perché molte valute nazionali sono raramente richieste, perciò la metà di questo valore è virtuale. In sostanza le valute maggiormente richieste sono solo cinque: dollaro USA, sterlina inglese, marco tedesco, franco francese e yen Giapponese.Siccome le quote non sono sufficienti a coprire le richieste, dal 1962 è stata istituita una linea di credito, oggi di circa 24 miliardi, finanziato da un certo numero di governi e banche centrali (General Arrangements to Borrow). L'FMI paga gli interessi su qualunque prestito da questo fondo e si impegna a restituirlo in cinque anni, ma per ottenerlo deve avere l'accordo dei governi creditori..E' previsto un nuovo Arrengements to Borrow che entrerà in vigore con una dote di 40-45 miliardi di dollari.L'FMI presta denaro solo a paesi membri con problemi di pagamento, cioè con deficit commerciali. In queste situazioni i Paesi fronteggiano molti problemi, fra cui la perdita di valore della loro moneta. In questa situazione possono chiedere aiuto all'FMI.Come primo intervento è possibile prelevare il 25% della quota versata, se ciò non è sufficiente la somma può essere aumentata e, dal 1997, si può accedere al Supplemental Reserve Facility per ottenere finanziamenti a breve termine. (La Korea è stato il primo paese a fruirne).Per ottenere finanziamenti un Paese deve dimostrare come intende risolvere i suoi problemi e come restituire il debito.E' richiesto un piano che preveda la riduzione della spesa, una più stretta politica monetaria, riforme strutturali e privatizzazioni. Recentemente è emersa la necessità di misure sociali che facciano da cuscino agli aggiustamenti.I tipi di prestito sono molti, i due più usati sono chiamati "Stand-by Arrangements" ed "Extended Arrangements"; il primo costituisce una linea di credito per supportare programmi biennali, il secondo ha una durata di 3/4 anni.Esistono anche prestiti per fronteggiare problemi temporanei, tipo la distruzione di raccolti agricoli per eventi metereologici.Infine, particolari crediti sono disponibili per i paesi in via di sviluppo che stanno attuando interventi strutturali sulle loro economie. Questi crediti avvengono insieme alla Banca Mondiale, istituzione che lavora solo con le economie dei paesi poveri. Questi fondi provengono da donazioni volontarie dei paesi membri.Ogni prestito comporta una spesa per coprire le operazioni dell'FMI e per ricompensare il Paese membro che ha la valuta richiesta. Attualmente per le spese dell'FMI l'importo è pari a 1/4 dell'1% della somma richiesta in prestito mentre l'interesse per il Paese fornitore di valuta è circa 41/2 % (eccetto che per aggiustamenti strutturali in cui l'interesse e' molto inferiore). Perciò un membro FMI guadagna interessi sulla propria quota solo se altri membri chiedono prestiti nella sua valuta.L'FMI sottolinea che questi interessi sono inferiori ai tassi di mercato concordemente allo spirito cooperativo dell'FMI.L'FMI ha anche creato un tipo particolare di moneta da sommare alle riserve che un Paese mantiene nella propria Banca Centrale. Nel passato questa riserva era solo in oro, poi si è ampliata con ingenti somme nelle valute esteri migliori, ora l'FMI ha creato l'SDR, (special drawing right). Il suo valore è basato sul valore medio delle cinque maggiori valute del mondo.Attualmente vi sono 21,4 miliardi di SDR, pari a circa 29 miliardi di dollari, il 2% delle riserve totali.

Attività recenti

Gli anni novanta si sono rivelati i piu' turbolenti della storia del FMI.All'inizio vi sono stati aiuti massicci a tutti i paesi dell'ex Unione Sovietica.Poi il FMI si è impegnato a promuovere la crescita economica nei paesi poveri, insieme alla Banca Mondiale. In modo da aiutare questi paesi ad avere un buon risultato economico per ridurre il loro debito a un livello sostenibile.Il 1 febbraio del '95 c'è stato l'intervento a favore del Messico con un finanziamento record di 17,8 miliardi. Intervento eccezionale per evitare panico nella comunità mondiale e per evitare che altri Paesi piombassero nella stessa crisi.Più recentemente, la crisi asiatica, ha richiesto finanziamenti eccezionali:
* 11,2 all'Indonesia (novembre '97)
* 20,9 miliardi alla Korea (dicembre '97)
* 4 miliardi alla Tailandia (agosto '98)
* 11,2 alla Russia (luglio '98).
In seguito a queste crisi l'FMI sta attraversando un momento di riflessione e di possibile variazione della sua struttura e dei suoi poteri.E' emersa la necessità di una maggiore sorveglianza, maggior chiarezza e univocità nei dati economici dei vari stati e si ipotizza un emendamento che dia all'FMI giurisdizione sui movimenti di capitale.Inoltre la situazione recente ha prosciugato le risorse. Pertanto risulta necessario un aumento delle quote e delle riserve di emergenza.

Note Finali
Tutto quanto scritto sopra proviene dalle fonti ufficiali dell'FMI, lo abbiamo tradotto e riassunto cercando di evitare commenti.Emerge comunque che l'FMI:
* non e' una struttura democratica poiche' a maggior denaro corrisponde maggior potere;
* agisce basandosi sulla convinzione che lo sviluppo economico di un Paese si basa sulla completa apertura dell'economia all'estero, sulla riduzione dell'influenza statale, sull'aumento delle esportazioni, sacrificando altre voci di spesa direttamente connesse al benessere della gente;
* in questa decade ha speso cifre impressionanti provenienti dai 182 Paesi membri per piani che paiono aver fallito il loro obiettivo, vista la situazione in paesi come la Russia e il Messico. Cifre provenienti dai fondi versati dai vari Stati, cioe' dai contribuenti ed utilizzati per turare le falle create dalle manovre speculatorie degli investitori.
Ma soprattutto che lo sviluppo immaginato dall'FMI non corrisponde allo sviluppo immaginato da noi. E' il solito sviluppo basato su una crescita infinita dei consumi.
Da un punto di vista ambientale crediamo non sia assolutamente questa la direzione migliore. Inoltre questo sviluppo non andra' mai a sradicare le profonde ingiustizie che mantengono il benessere solo a una parte minoritaria del pianeta perché basato su un meccanismo istituzionale di per se' ingiusto.

Coordinamento Lecchese anti-MAI - novembre 1998

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