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Etica e mondo contemporaneo
Il nostro tempo è il tempo dell'umanesimo, pur concepito secondo diverse tendenze filosofiche e ideologiche. Al centro dell'interesse universale, attualmente, si trova l'uomo, del quale vengono proclamati i diritti fondamentali e il riconoscimento della sua alia dignità. Quindi il primo fondamento di un sano ordine sociale, economico, giuridico e politico è il riconoscimento che al centro di esso c'è l'uomo, con la sua intelligenza, con la sua libertà, la sua personalità e i suoi diritti. In modo particolare il Concilio Vaticano II ha richiamato l'attenzione sul fenomeno della disumanizzazione, prodotto nel mondo moderno dalla «superstizione dell'organizzazione», dalla formula tecnica, o dal «demone dell'organizzazione* che oggi invade e tiraneggia lo spirito umano e trasforma la società in un sistema impersonale nel quale è travolta la coscienza, e in cui l'uomo, diventanto puro oggetto dell'organizzazione sociale, perde il suo nome e la sua dignità. tutti i problemi sociali non sono mai problemi di economia pura, di giuridicità pura o politica pura, ma sono sempre anche i problemi morali, perché riguardano la realizzazione di un ordine sociale umano, che appunto perché umano dev'essere fondato su basi etiche e sul rispetto dei diritti naturali o fondamentali dell'uomo, in modo da non comprometterne mai la dignità e da elevarne anzi l'esplicazione a momento di affermazione e di sviluppo integrale della propria persona. Chiamato a vivere da credente, l’uomo storico ricerca i comportamenti più corretti e adeguati alla vita buona da realizzare. La domanda antica, che gli si ripropone in ogni tempo e in ogni contesto culturale, è come condurre tale ricerca. Cristiani in cerca di etica di Arturo Paoli dei Piccoli Fratelli di Charles de Foucauldgià Predicatore in Vaticano- (ROCCA -NOV 1994)" E' vero che la dottrina cristiana ha come motivo centrale l'appartenenza dell'individuo ad un corpo, ma è il corpo Mistico (=del Mistero), una pluralità di anime.[non il corpo di carne-ndr] Quando il cristianesimo si separò in due grandi blocchi, la parte protestante contestò l'ascetismo e lo spiritualismo (Lutero) e scoprì nella Scrittura un'aderenza alla vita anche se venata di pessimismo oppure riprese il motivo biblico che afferma la coincidenza della prosperità materiale con l'obbedienza alla legge di Dio (Calvino). Da questa visione più incarnata, più vicina all'uomo globale - anima e corpo -nel protestantesimo nasce una etica che contempla il comportamento quotidiano dell'uomo reale anche se resta un'etica fondamentalmente individualista. Il Cristianesimo cattolico restò fermo nella sua visione spiritualista (Agostino) , fu fecondo di dottrine di spiritualità ma non produsse un'etica.
Il mondo cattolico - e basta guardare l'Italia - è un
mondo sprovvisto di etica .Il comportamento non-etico è un modello a cui s'ispira la grande maggioranza dei cattolici. Apparteniamo ad un paese maggioritariamente credente e praticante senza etica . E' molto comune scoprire associazioni religiose congregazioni, fedelissime alla chiesa, scandalosamente prive di etica specialmente di etica economica. I cattolici sono assistiti , guidati, alimentati nel loro cammino spirituale, in quello della conoscenza della loro fede, ma non in quello della ricerca etica. Tanto che possono tranquillamente organizzare un'industria
che contamina fino a causare la morte, e partecipare a gruppi di spiritualità
o di riflessione sulla dottrina cristiana. Possono fabbricare armi o
mine ed essere ministri dell'Eucaristia e della parola, possono ricevere
e distribuire somme di denaro più che sporco e sperare di essere beatificati,
perché queste azioni non possono essere giudicate da un'etica che
non esiste. Penso che tutti noi che apparteniamo a questa generazione credenti o non credenti, dobbiamo cominciare a fare storia in un modo assolutamente nuovo. La storia non deve continuare ad essere la « storia del mercato», storia delle sue oscillazioni e delle sue conquiste facendo degli uomini strumenti passivi, esecutori delle sue leggi assolute; ma deve diventare la storia dell'uomo della sua crescita nella linea della giustizia, dell'uguaglianza e della fraternità. A questo modo di fare storia può efficacemente contribuire il discepolo di Cristo, se comincia a meditare seriamente sul valore del Regno di Dio, non retrocedendo davanti agli ostacoli spesso minacciosi, ma piuttosto partendo dagli antivalori che produce incessantemente il Mercato, e scoprendo i veri valori negati dalla legge della necessità economica. Quel vento di cui parla Gesù a Nicodemo, può guidarci in questa ricerca, scuotendo la nostra passività che assiste all'inesorabile avanzare della morte.» La priorità della ragione -
L'invivibilità di un mondo senza Dio. Tutti ci chiediamo che cosa si aspetta il Signore da noi. Mi sembra che sia la grande sfida del nostro tempo. ”Dobbiamo avere il coraggio di creare grandi terreni di cultura cattolica". Così mi dicono anche i vescovi in visita “ad limina”, quelli dell’Africa ad esempio – sia il secolarismo: cioè un modo di vivere e di presentare il mondo come “si Deus non daretur”, cioè come se Dio non esistesse.
Una situazione, come si vede, decisamente invivibile. Dobbiamo rendere nuovamente presente Dio nelle nostre società. Mi sembra questa la prima necessità: che Dio sia di nuovo presente nella nostra vita, che non viviamo come se fossimo autonomi, autorizzati ad inventare cosa siano la libertà e la vita. Dobbiamo prendere atto di essere creature, costatare che c’è un Dio che ci ha creati e che stare nella sua volontà non è dipendenza ma un dono d’amore che ci fa vivere. [...] Ma quale Dio? Anche qui vale, come avevo detto nella prima risposta, che non possiamo essere soli nel costruire questa vita giusta e retta, ma dobbiamo camminare in compagnia di amici giusti e retti, di compagni con i quali possiamo fare l’esperienza che Dio esiste e che è bello camminare con Dio. E camminare nella grande compagnia della Chiesa, che ci presenta nei secoli la presenza del Dio che parla, che agisce, che s’accompagna a noi. Il grande Galileo ha detto che Dio ha scritto il libro della natura nella forma del linguaggio matematico. Lui era convinto che Dio ci ha donato due libri: quello della Sacra Scrittura e quello della natura. E il linguaggio della natura – questa era la sua convinzione – è la matematica, quindi essa è un linguaggio di Dio, del Creatore. Riflettiamo ora su cos’è la matematica. Di per sé è un
sistema astratto, un’invenzione dello spirito umano, che come tale nella
sua purezza non esiste. È sempre realizzato approssimativamente, ma – come
tale – è un sistema intellettuale, è una grande, geniale
invenzione dello spirito umano. La cosa sorprendente è che questa invenzione
della nostra mente umana è veramente la chiave per comprendere la natura,
che la natura è realmente strutturata in modo matematico e che la nostra
matematica, inventata dal nostro spirito, è realmente lo strumento
per poter lavorare con la natura, per metterla al nostro servizio attraverso
la tecnica. La grande opzione del cristianesimo è l’opzione per la razionalità e per la priorità della ragione. Questa mi sembra un’ottima opzione, che ci dimostra come dietro a tutto ci sia una grande Intelligenza, alla quale possiamo affidarci. Ma il vero problema contro la fede oggi mi sembra essere il male nel mondo: ci si chiede come esso sia compatibile con questa razionalità del Creatore. E qui abbiamo bisogno realmente del Dio che si è fatto carne e che ci mostra come egli non sia solo una ragione matematica, ma che questa ragione originaria è anche amore. Se guardiamo alle grandi opzioni, l’opzione cristiana è anche oggi quella più razionale e quella più umana. Per questo possiamo elaborare con fiducia una filosofia, una visione del mondo che sia basata su questa priorità della ragione, su questa fiducia che la Ragione creatrice è amore, e che questo amore è Dio. |
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