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Sessualità e religioni Lungo la storia delle civiltà, la sessualità è stata
caricata di significati ben più estesi di quelli della
sua pura funzione biologica. La sessualità è
stata proiettata persino nella concezione della divinità:
esistono dèi maschi e dee femmine, un "dio padre" e
una "dea madre"; certi riti sacri primitivi sfruttano la polarità sessuale,
propiziano la fecondità della madre-terra, ecc.
Gli studiosi hanno rilevato che: -tendono invece a interpretare il sesso come tabù quelle civiltà che ne hanno paura e lo trattano con ogni sorta di precauzioni, interdizioni, riserve, sia prima che dopo il matrimonio. Il presupposto è che la vita è sacra e sacre ne sono le origini. La coppia umana si sente partecipe, e non padrona, delle energie vitali e cosmiche divinizzate. Sono quindi rigorose le leggi che disciplinano i rapporti sessuali e severe le punizioni per i trasgressori. Questo perché - osservano gli studiosi - si tratta di popoli che, nel loro sistema di significato, collegano la sessualità a un'idea di caduta, di peccato, come se l'attività sessuale fosse immancabilmente la violazione di un tabù, oppure percepiscono una certa dissonanza fra il sessuale e il divino, come se la normale attività sessuale non corrispondesse interamente alla volontà degli dèi. Nel cristianesimo la sessualità viene demitizzata, desacralizzata ; viene presentata come un fatto umano profano, come una dimensione costitutiva dell'essere umano, come un compito di cui l'uomo deve assumersi la responsabilità storica. Nelle testimonianze cristiane Gesù non fa mai
prediche morali dirette intorno al rapporto uomo-donna; non presenta
i relativi diritti e doveri in modo giuridico e formale ma, pur additando
senza mezze misure l'ideale della perfezione nell'amore (la totale
donazione di sè
dei coniugi nella fedeltà totale di un matrimonio indissolubile)
si mostra sempre condiscendente verso i singoli casi concreti di debolezza
umana. (l'adultera condannata alla lapidazione, la donna che piange
i peccati sui piedi di Gesù,etc.) E' questo atteggiamento,
di radicale esigenza e insieme di compassione, che dà alla
persona infedele un'energia nuova per riabilitarsi. |
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