Navigazione -Sei a pag. 1  di home>                              etica della sessualità >Sintesi    Vai a pag.   1
Quando ci si innamora.. ...ogni incontro erotico, anche un semplice sguardo, un desiderio che ci scuote, una frase di corteggiamento, il fugace contatto con la mano, con il braccio, con il corpo dell'altro, è il potenziale inizio di qualcosa di diverso.
Ha in germe una possibile relazione, un possibile amore, quindi una possibile nuova vita.
Più in generale ogni desiderio anche solo erotico ha in germe il potenziale inizio di qualcosa di diverso ,una possibile relazione, una possibile nuova vita. Per questo richiede saggezza e responsabilità.

Il percorso:

La sessualità infantile non si puo' giudicare moralmente. Le sue espressioni sono sempre naturali.
Se sono contro natura è solo per imitazione di comportamenti degli adulti. Gli adulti sono quindi moralmente responsabili di ogni deviazione delle espressioni sessuali dei bambini.
Nella adolescenza, pur essendo in grado di intedere e volere , la persona manca delle capacità necessarie per formare una famiglia : la pratica del sesso non realizza nessun valore e crea un senso di vuoto unito ad un senso di colpa , di obiettivo mancato.
In questa fase la natura umana richiede l'apprendimento della rinuncia al sesso in vista di un valore piu' alto : è la capacità di rinunciare ad aspetti parziali di se stessi per donarsi agli altri, cioè amare. Tale capacità è essenziale per formare una famiglia naturale e felice.
Ogni pratica sessuale nell'adolescenza è disordine , è contro la natura e perciò immorale. Poichè però ci si trova dentro ad un percorso di passaggio denso di cambiamenti , l'adolescente , che è chiamato dalla natura ad orientare la propria sessualità alla formazione famiglia acquisendo la capacità di amare , esce dalla sessualità infantile gradualmente e in questo percorso va sostenuto ed orientato .

Con l'innamoramento , nella adolescenza iniziano le relazioni di coppia . L'innamoramento si fonda sulla diversità e reciprocità sessuale. Coppie omosessuali sono -genericamente- contro natura.
L'innamoramento è sempre monogamico . La natura chiama i due, già capaci di rinunciare al sesso per imparare ad amare, ad impegnarsi a realizzare il valore della coppia che si fonda sulla capacità di amore reciproco.
La pratica del sesso tra coppie di innamorati è sempre contro il progetto della natura e perciò immorale poichè ancora non ci sono tutte le capacità necessarie per formare una famiglia naturale e felice.
Nel fidanzamento
la coppia- che è capace di amore reciproco- è chiamata a realizzare il " noi" , progettare la vita non più per due identità insieme ma per un " noi" stabile. Ciò richiede l'acquisizione della capacità di fiducia e di fedeltà reciproca cioè la stabilità che è necessaria in una famiglia naturale e felice. Si suggella il fidanzamento solo se si è diventati capaci superare se stessi per la felicità del "noi" in modo stabile , cioè fedele. La pratica del sesso tra fidanzati anche come coppia di conviventi è sempre contro il progetto della natura -e perciò immorale-perchè due fidanzati non hanno ancora tutte le capacità necessarie per la famiglia naturale e felice.
Con il matrimonio si costruisce una coppia capace di superare se stessa per condividere la vita di amore reciproco con i figli. La natura vuole una famiglia che sia stabile e felice e che desideri la prole per allargare la circolazione del proprio amore. Ciò esige il desiderio dei fidanzati di trasmettere la vita umana ed accoglierla in modo stabile ed adeguato.

L'impegno pubblico che si prende nel matrimonio di unione totale, fedele , responsabile socialmente, è l' impegno a realizzare stabilmente i valori :
- dell' affetto reciproco ( reciprocità , attrazione, innamoramento )
- dell' amore reciproco , ( coppia stabile )
- della fedeltà reciproca, ( fidanzamento)
- dell'unione totale e della apertura responsabile alla procreazione ( matrimonio) ,
come stato di vita stabile, cioè " per sempre, finchè morte non separi" .
Solo in questa condizione la natura è sicura che i figli che nasceranno avranno tutte e le migliori condizioni di umanità.
Ogni espressione sessuale dei coniugi deve essere orientata a questa condizione , a tutti i valori che la costituiscono : se manca anche uno solo valore l'espressione sessuale è contro il progetto della natura e perciò immorale.
La pratica della sessualità coniugale è dovuta - nei limiti del rispetto reciproco- da ogni coniuge all'altro per non esporre l'altro coniuge a tentazioni di adulterio e destabilizzare la famiglia L'adulterio è sempre contro natura e perciò immorale perché toglie la fedeltà all'unione reciproca totale senza riserve e percio' contro la stabilità. La regolazione delle nascite fondata sul ciclo naturale della fecondità femminile è secondo natura e perciò morale . La sessualità coniugale che si preclude la procreazione (in qualsiasi modo non naturale) è sempre contro la natura - e perciò immorale- perchè vien meno l' unione totale dei coniugi orientata dal desiderio della trasmissione della vita. L'ovulo fecondato, il concepito è gia' una persona perchè ha in sè un progetto di crescita : eliminarlo volontariamente è omicidio. L'uso di anticoncezionali abortivi, che cioè eliminano l'ovulo fecondato e l' aborto volontario di un concepito sono omicidio.
Ogni essere umano deve nascere da un atto coniugale, ogni altro metodo di fecondazione è contro natura e perciò immorale . Ogni manipolazione del concepito, non richiesta dalla natura , che rischi gravi danni irreversibili è contro natura e perciò immorale.

Tutto cio' che la coscienza nella sua ricerca morale scopre come comportamento contronatura è moralmente illecito.

Navigazione -Sei a pag. 1  di home>                              etica della sessualità >Sintesi    Vai a pag.   1