La
sessualità infantile non si puo' giudicare moralmente.
Le sue espressioni sono sempre naturali.
Se sono contro
natura è
solo per imitazione di comportamenti degli adulti.
Gli adulti sono quindi moralmente responsabili di ogni deviazione delle
espressioni sessuali dei bambini.
Nella adolescenza, pur essendo in grado di intedere e volere , la persona manca delle capacità necessarie per formare una famiglia : la pratica del sesso non realizza nessun
valore e crea un senso di vuoto unito ad un senso
di colpa , di obiettivo mancato.
In questa fase
la natura umana richiede l'apprendimento della rinuncia al sesso in vista di
un valore piu' alto : è la capacità di rinunciare ad aspetti
parziali di se stessi per donarsi agli altri, cioè amare. Tale
capacità è essenziale per formare una famiglia naturale e felice.
Ogni pratica sessuale nell'adolescenza è disordine , è contro la natura e perciò immorale.
Poichè
però ci si trova dentro ad un percorso di passaggio denso di cambiamenti , l'adolescente , che è chiamato
dalla natura ad orientare la propria sessualità alla formazione famiglia acquisendo la capacità di amare , esce dalla sessualità infantile gradualmente e in questo percorso va sostenuto ed orientato . |
Con l'innamoramento ,
nella adolescenza iniziano le
relazioni di coppia . L'innamoramento si fonda sulla diversità e
reciprocità
sessuale. Coppie omosessuali sono -genericamente- contro natura.
L'innamoramento è sempre
monogamico . La natura chiama i due, già capaci di rinunciare al sesso per imparare ad amare, ad impegnarsi
a realizzare il valore della coppia che si fonda sulla capacità di amore reciproco.
La pratica del sesso tra coppie di innamorati è sempre
contro il progetto della natura e perciò immorale poichè ancora non ci sono tutte le capacità necessarie per formare una famiglia naturale e felice.
Nel fidanzamento la coppia- che è capace di amore reciproco- è chiamata a realizzare il " noi" , progettare la vita non più per due identità insieme ma per un " noi" stabile. Ciò richiede l'acquisizione della capacità di fiducia
e di fedeltà reciproca cioè la stabilità che è necessaria in una famiglia
naturale e felice.
Si suggella il fidanzamento solo se si
è diventati capaci superare se stessi per la felicità
del "noi" in modo stabile , cioè fedele. La pratica del sesso tra fidanzati anche come coppia di conviventi è sempre
contro il progetto della natura -e perciò immorale-perchè due fidanzati non hanno ancora tutte le capacità necessarie per la famiglia naturale e felice.
Con il matrimonio si costruisce una coppia capace di superare se stessa per condividere la vita
di amore reciproco con i figli. La natura vuole una famiglia che sia stabile e felice e che desideri la prole per allargare la circolazione del proprio amore. Ciò esige il desiderio dei fidanzati di trasmettere la vita umana ed accoglierla
in modo stabile ed adeguato. |
L'impegno
pubblico che si prende nel matrimonio di unione totale, fedele ,
responsabile socialmente, è l' impegno a
realizzare stabilmente i valori :
-
dell' affetto reciproco ( reciprocità , attrazione, innamoramento )
-
dell' amore reciproco , ( coppia stabile )
-
della fedeltà reciproca, ( fidanzamento)
-
dell'unione
totale e della apertura responsabile alla procreazione ( matrimonio) ,
come stato di vita stabile, cioè " per sempre, finchè morte
non separi"
.
Solo in questa condizione la natura è sicura che i figli che nasceranno avranno tutte e le migliori condizioni di umanità.
Ogni espressione sessuale dei
coniugi deve essere orientata a questa condizione , a tutti i valori che la costituiscono : se manca anche uno solo valore l'espressione sessuale è contro
il progetto della natura e perciò immorale.
La pratica della sessualità coniugale è dovuta - nei limiti del rispetto reciproco- da ogni coniuge all'altro per non esporre l'altro coniuge a tentazioni di adulterio
e destabilizzare la famiglia L'adulterio è sempre contro
natura e perciò immorale perché toglie la fedeltà all'unione reciproca
totale senza riserve e percio' contro la stabilità. La regolazione
delle nascite fondata sul ciclo naturale della fecondità femminile è secondo
natura e perciò morale . La sessualità coniugale che si preclude la procreazione (in qualsiasi modo non naturale) è sempre contro la natura - e perciò immorale- perchè vien meno l'
unione totale dei coniugi orientata dal desiderio della trasmissione della vita.
L'ovulo fecondato, il concepito è gia' una persona perchè ha
in sè un progetto di crescita : eliminarlo volontariamente è omicidio.
L'uso di anticoncezionali abortivi, che cioè eliminano
l'ovulo fecondato e l' aborto volontario di un concepito sono omicidio.
Ogni essere umano deve nascere da un atto coniugale, ogni altro metodo
di fecondazione
è contro natura e perciò immorale . Ogni manipolazione del concepito, non richiesta dalla natura , che rischi gravi danni irreversibili è contro
natura e perciò immorale. |